Intervento del Consigliere di maggioranza Geom Mario Torchia, nella seduta del Consiglio
Comunale di Francavilla Angitola del 28 maggio 2008
Signor Presidente, Signori Consiglieri Mai avrei immaginato di dover pronunciare, in cosi breve tempo,tutta la mia delusione e la mia sfiducia,verso una maggioranza comunale, che ho contribuito a costituire, rinunciando anche a legittime aspettative personali,pur di creare un gruppo politico nuovo, con l’intenzione di ridare speranze nuove, alle tante attese dei cittadini, dopo una lunga ed infelice gestione come quella che è uscita perdente dalle elezioni comunali dell’anno scorso.
Quella
attesa è stata in breve tempo umiliata e delusa e, giorno dopo giorno, ho dovuto
rendermi conto che un progetto, che tanta gente con me aveva sperato di poter
condividere, non trovava più accoglienza nei programmi di chi avevo, in modo
determinante ,accettato e fortemente sostenuto a guidare.
I cittadini hanno manifestato la loro preferenza a noi consiglieri, e chi è stato prescelto, ad occupare lo scranno più alto di Sindaco, deve a noi, ed al nostro contributo notevole di voti e preferenze,l’opportunità che gli è stata servita su un piatto d’argento e non certamente per i meriti politici da lui fino ad allora acquisiti.
Così il miracolato politico, già da subito, invece di mostrare riconoscenza e rispetto, per chi lo ha, lealmente sostenuto, ha dimostrato il suo carattere di onnipotenza, pretendendo di dover fare tutto lui, anche quando, per ragioni di lavoro, non era in sede., Ed avendo paura della sua ombra, ha cominciato ad essere diffidente di tutti,salvo poi mostrare una certa disponibilità,verso coloro che dovevano mantenerlo in piedi numericamente per non farlo decadere dall’incarico. Dopo il successo elettorale, con il quale mi sono imposto come primo degli eletti della lista “Democrazia e Progresso” con 143 preferenze, la mia persona ha potuto registrare una sensibile ulteriore crescita di preferenze, durante la recente tornata elettorale delle provinciali del 13 e 14 aprile scorso, con 230 voti. Ciò è valso a dimostrare, qualora ce ne fosse stato bisogno,che l’impegno dimostrato nelle mie funzioni di assessore-vice sindaco, vivendo i problemi della comunità e cercando di risolverli, ha fatto si che la gente, riponesse sulla mia persona, la propria incondizionata fiducia e, vedesse in me, un valido, disinteressato interlocutore. Verso la collettività ho impegnato le mie forze, per farla crescere e progredire, cercando soprattutto e pur tra tante difficoltà di garantire migliori servizi a tutti i cittadini.
Perciò non mi sono mai tirato indietro, quando c’è stato bisogno di caricarmi il fardello più pesante e, mi sono assunto le mie responsabilità quando ho dovuto, da solo, far fronte a qualche dispettuccio o stravaganza di chi con ogni mezzo ha cercato di rendere difficile gli esordi della nuova Amministrazione.
Così, mentre qualcuno si defilava dalle responsabilità, io agivo nell’interesse dell’Amministrazione e contro le caste locali annidate nel palazzo Solari.
Non ho nessun rimpianto. Al contrario qualcun altro mostra quotidianamente il suo nervosismo e la sua fragilità rilasciando dichiarazioni che raccontano la sua verità dei fatti e che servono solo a dolcificare le proprie responsabilità sulla fine di un programma e di un progetto ormai indiscutibilmente traditi.
La mia presenza in giunta ed il mio peso politico sono sembrati forse troppi ingombranti per il primo cittadino ed ha pensato bene cosi di levarsi il macigno dalla strada.
Può avermi revocato la delega meritatamente conquistata, ma non mi può togliere il diritto ad avere una dignità. Quella stessa dignità che si è rifiutata di accettare compromessi di fronte al modo troppo leggero di trattare le cose o di vedere gli avvenimenti e le situazioni, ed al modo poco collegiale di prendere decisioni e guidare una coalizione.
Ma oggi, alla luce delle posizioni assunte da altri consiglieri comunali, credo si sia rotto il giocattolo e, la reazione nervosa del ritiro delle deleghe,in risposta a posizioni critiche assunte da me, e più volte espresse, nei confronti del primo cittadino, stanno a significare che, il famoso progetto per Francavilla, presentato e votato dai cittadini, sia definitivamente sepolto sotto una coltre di superficialismo, di arroganza, di improvvisazione, di distacco dalla realtà,che vengono totalmente ignorate dalle smanie di protagonismo a tutti i costi, di chi continua con ottusità a non guardare la realtà cittadina ed i reali bisogni, ma fermamente convinto che il potere appartiene solo ed esclusivamente a lui, unto del Signore e padrone.
E, il continuo cercare alibi ai suoi insuccessi politici e alla crisi di consensi che ogni giorno si può registrare, non è altro che la dimostrazione della sua mancanza di cultura politica ed amministrativa ed anche di una certa caratterialità poco incline al dialogo ed al confronto, doti naturali o facilmente acquisibili quando si viene chiamati a ricoprire delicati compiti come l’incarico di Sindaco.
Avrei potuto, come altri hanno fatto, passare nella schiera degli adulatori e mantenermi un ruolo di primaria importanza. Ho scelto di correggere alcune storture ed alcuni modi di gestire la cosa pubblica, sapendo di rischiare la revoca di un incarico che mi dato alcune soddisfazioni documentabili in ogni circostanza.
Piuttosto che sollecitare nevroticamente l’uscita del sottoscritto dalla giunta comunale, avrebbe fatto meglio ad occuparsi di questioni importanti per il bene del Paese.
Tanto io, vivo la cosa molto realisticamente e, con serenità d’animo,mentre però riesco a constatare, e di questo me ne dolgo, che Francavilla vive ancora una volta i ritardi e le sterili contrapposizioni di gruppi, che hanno in un recente passato, segnato la vita amministrativa e di cui hanno beneficiato i soliti arrivisti e gli amici degli amici che hanno saputo dare prova di fedeltà, a scapito della gente.
Così invece di pensare ai bisogni reali della collettività, si pensa di soddisfare le proprie manìe di protagonismo. Tutto viene vissuto come l’occasione, per affermare le proprie mire egemoniche, su un Comune che, di tutto ha bisogno e non certamente, delle velleità di alcuni ,che hanno pensato di garantirsi un avvenire politico, compiendo atti e comportamenti di puro trapezismo che, sono sicuro, sarà col tempo sconfitto.
Non è con i giochini e col trasformismo che si può amministrare.
Si abbia il coraggio e l’umiltà di ammettere che si è sbagliato e si cerchi di recuperare, per quanto possibile, un minimo di dialettica sul programma, presentato in campagna elettorale, che possa sfociare in un rilancio serio ed efficace dell’attività amministrativa, senza tradire il desiderio e le aspettative di chi ha votato per questa maggioranza.
Non si può continuare ad assistere ad inciuci e sottili favoritismi a scapito delle persone deboli e di chi non ha voce in capitolo, come gli anziani soli, i giovani disoccupati, verso cui nessun intervento viene intrapreso, da chi ha pensato in fretta e furia di assegnare una poltrona lasciata libera, da chi non ha mai accettato i compromessi striscianti e ha detto sempre con chiarezza quello che pensava, tenendo sempre in grande considerazione gli interessi dei cittadini francavillesi cui si deve rispetto e solo rispetto e non meritano certamente di essere ingannati.
E’ un Paese, il nostro, che merita di vivere intensamente gli scenari che la provincia di Vibo offre alle realtà come la nostra che, pur tra tanti limiti, riesce ad esprimere tante e tante piccole risorse che hanno bisogno di essere incoraggiate e sostenute.
Occorre recuperare credibilità dando un taglio agli sprechi da me più volte denunciati e su cui voi, miei ex colleghi di maggioranza, non avete mai, per opportunità e convenienza, voluto mai sostenere.
In questa lotta rientra poi, il freno agli abusi,gratuiti, e poco edificanti che ho cercato di correggere nel settore del personale, dove alcuni elementi, di volta in volta spalleggiati,da assessori compiacenti e certamente non pienamente disinteressati, hanno consolidato posizioni e privilegi inaccettabili, che non danno certo onore all’Amministrazione ma costituiscono un vero e proprio danno all’immagine della nostra città e che meriterebbe di essere affrontata, piuttosto che coperta con il disinteresse e l’indifferenza di comodo.
Questo Paese non merita di essere lasciato agonizzante. Occorre radunare le forze più sensibili per manifestare il disappunto verso ogni politica del “lasciare fare” e contro ogni vanificazione degli sforzi, fin qui compiuti, di chi ha profuso ogni sua azione in favore della cittadinanza e per il progresso civile e morale di Francavilla. Occorre che si metta in moto una serie e convincente azione politica che sappia togliere dall’isolamento la gente, ed indirizzarla a guardare con più criticità e partecipazione all’attività amministrativa, in modo da condizionare e mettere in discussione le stesse scelte amministrative.
E’ un modo per far capire, che non necessariamente si può fare politica, solo ricoprendo cariche al Comune, ma anche trovare motivi e forme nuove di essere protagonisti e mostrarsi utili alla collettività.
Le opportunità sono tante e certamente non mi mancherà la volontà e lo spirito a rendermi utile alla gente.L’ho sempre fatto e continuerò a farlo con convinzione e lontano dagli interessi di bottega e dalle falsità ideologiche e convenienze di potere.
A questi progetti lavorerò per creare un rigenerato gruppo che possa ridare speranze nuove ai francavillesi.
Continuerò in diverso modo a rappresentare chi mi ha votato, svolgendo con più intensità di prima il mio ruolo critico e propositivo, anche se il sindaco ha sperato con il suo avventato gesto, di togliersi un fastidio. Sono motivato a perseguire il mio impegno in una visione diversa di fare politica a Francavilla La verità è che le istituzioni devono essere considerate per quelle che sono :una cosa seria.
A nessuno può essere consentito di giocarci o peggio, di ridurre l’ente, ad un mezzo da usare strumentalmente secondo le personali esigenze o peggio per creare clientele mirate a rafforzare personali posizioni di potere.
chiedo pertanto le dimissioni di questo esecutivo, non più in grado di perseguire obbiettivi credibili ed a favore di tutti, vuoto di proposte e incapace di esprimere una pur minima iniziativa politica che possa far uscire il paese da una crisi che è senza alcuna seria, fiduciosa prospettiva.
Chiedo scusa alla cittadinanza per questa pagina triste e nera che è stata scritta a Francavilla e mi rivolgo agli ex compagni di cordata perché trovino ragioni degne per continuare a sostenere nelle sue funzioni un sindaco senza più alcuna credibilità politica, esortandoli a compiere un gesto di orgoglio e di lealtà verso chi li ha votati.
Mi troveranno ancora compagno leale per aprire una nuova fase politica.
Mi preme per concludere rivolgere sentiti ringraziamenti a quanti mi hanno sostenuto lealmente in questi nove mesi di amministrazione e vi anticipo il mio intento di ripresentarmi nella prossima campagna elettorale con una squadra di alto profilo,rinnovata, per riprendere il cammino provvisoriamente interrotto.
L’occasione mi è ancora utile per rivolgere il mio più caloroso saluto all’intera comunità francavillese ,grato per le attenzioni e il sostegno che mi hanno assicurato durante questa fase,
Sento altresì il bisogno di esprimere sentimenti di gratitudine agli impiegati comunali nonché a tutti i lavoratori LSU e RSU che mi hanno sempre dato prova di piena collaborazione.
Finisco con una massima di HENRY- FREDERIC AMIEL .
L’uomo che pretende di vivere tutto con perfetta chiarezza prima di decidere, in realtà finisce col non decidere mai.
Geom Mario Torchia