Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontà di farlo conoscere anche a chi è lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.

 

 

 

Riflessioni di don pasquale  sergi  22-6-09

 

 Fratelli in Cristo, è una grande gioia per me ce­lebrare i Vespri con voi, questa sera, nella Chiesa Matrice di San Foca Martire.

Saluto e ringrazio don Rosario Badolato e il prof Purita Basilio  , per averci dato la possibilità di diffondere la nostra preghiera e la nostra testimonianza, attraverso Radio Maria, diffusa ed apprezzata in tutto il mondo.

Saluto voi tutti, devoti a Maria Santissima, particolarmente voi francavillesi sparsi in ogni dove.

Nel breve ma importante tem­po che mi è concesso, desidero farvi conoscere il no­stro santo Patrono.

Foca é nato ad Antiochia ed è vissuto in un'epoca in cui es­sere cristiano significava met­tere a rischio la propria vita. Con il Battesimo, la sua vita cambiò radicalmente.

A Sinòpe, lasciate le armi, poichè era soldato, si dedicò alla meditazione, alla preghiera, alla coltivazione di un orticello, e a sfamare i viandanti che si trovavano a passare dalla sua casa.

E' stata appunto l'inestimabile carità verso il povero,il misero, l'affamato, a far sospettare ch'egli fosse cristiano,

e come tale fu accusato e de­ciso di privarlo della vita, poiché il cristiano in quel pe­riodo era considerato nemico della patria.

Persino i soldati che avrebbero dovuto ucciderlo, rimasero stupiti, scossi dall'affabilità con cui vennero accolti da quell'uomo semplice e pio.Ecco come avvennero i fatti: alcuni soldati si trovano a pas­sare dall'orto di Foca, che li in­vita a sfamarsi e a dissetarsi. Dopo di ché, chiede agli ospiti il motivo del loro faticoso cam­mino. Essi risposero:

Te lo diremo se ci prometti di  mantenere il segreto ".

Foca promise, ed essi:

“Siamo in cerca di  un certo Foca per metterlo a morte, ma non lo conosciamo; se tu puoi aiutarci, ci renderai un grande favore ".

Rispose Foca:

“Quest'uomo mi è noto abba­stanza e vi prometto di conse­gnarvelo, ma domani, perché adesso è notte;

vi piaccia quindi riposare delle sostenute fatiche".

Mentre i soldati riposavano, Foca preparava la sua anima, disponendosi alla morte. L'indomani, di buon mattino, si fece incontro agli ospiti, e sereno, quasi sorridendo, disse loro: "Sono io l'uomo che cercate! Prendetemi Fate di me quello che volete”.

1 soldati, pieni di stupore ed increduli, non ebbero il corag­gio di eseguire la sentenza. Foca li supplicava di compiere il loro dovere, aggiungendo che lui era sereno e non aveva paura.

E i soldati, invece di ucciderlo, lo portarono ad Antiochia, sperando che i loro capi lo ri­sparmiassero dalla morte.

Lo presentarono dunque al proconsole Africano, il quale grandemente meravigliato del loro racconto, affermò di volerlo conoscere ed interrogarlo personalmente. I soldati eseguono l'ordine.

11 giudice dice a Foca:

Chi sei tu che non riconosci come Dio il nostro imperatore Traiano?

AI silenzio di Foca, il giudice disse: Perché taci?

E Foca: Non basta a Traíano essere chiamato imperatore, senza avere l'attributo di Dio? l supplizi poi, che tu mi minac­ci, sono da me desiderati e so­no contento se tu comandi di eseguirli.

Durante l'interrogatorio, improvvisamente, una luce celeste irradiò in quel punto dove essi si trovavano e vestiti di fiamme vampeggian­ti, apparvero tre angeli, per cui Africano, esterrefatto, cadde a terra privo di sensi.

Sua moglie, Terenziana, supplicò Foca d'intervenire, promettendo che, se il marito fosse tornato in vita, si sareb­be convertita al cristianesimo. Foca pregò con gran fervore, Africano tornò in vita, ma invece di liberarlo lo fece condurre da Traiano.

Qui, stesse accuse, stessa fede di Foca. E così, nel 107, dopo essere  stato gettato in una fossa di serpenti velenosi, ed esserne uscito incolume, è stato decapitato.

E' venerato a Francavilla dal 12° secolo.

 

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L’ORA  DI SPIRITUALITA’  CHE SI TERRA’ NELLA CHIESA DI SAN FOCA ALLE ORE 16,30 DEL 22 GIUGNO  PREVEDE :

 

1)      RECITA  DEL SANTO ROSARIO ;

2)      VESPRI;

3)      BENEDIZIONE  EUCARISTICA .

 

Potete  invitare parenti ed amici, sparsi nel mondo , a sintonizzarsi su Radio Maria e a pregare con noi.

 

PALINSESTO

 

Lunedì  22 giugno 2009

 00:00 :  S. Rosario

 00:30 :  L'avvenimento del secolo (P. Livio)

 02:00 :  Epitalamio II (Card. G. Biffi)

 03:00 :  Coroncina della Divina Misericordia - S. Rosario

 03:50 :  S. Veronica Giuliani- II diario (Roberta)

 04:35 :  Lettera agli  ebrei (Mons. G. Ravasi)

 05:45 :  S. Rosario

 08:45 :  Commento alla stampa (P. Livio)

16:45: Ora di spiritualità Parr. S. Foca Martire - Francavilla Angitola (Vibo Valentia)

18:00 :  Le ragioni della fede in un mondo che cambia (P. Umberto Muratore)

19:30 :  Notizie Radio Vaticana

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Per maggiori informazioni scrivere a: phocas@francavillaangitola.com

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