Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontà di farlo conoscere anche a chi è lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.


 RICEVIAMO E  PUBBLICHIAMO

 

      Oggetto:   FELICITAZIONI A PINO

 

In quanto collaboratore e fruitore del sito, sento il dovere di informare chi, come me, è legato da rispetto reciproco nonché da profonda amicizia a Pino Pungitore, cofondatore dello stesso, che domenica prossima, 28 giugno, convolerà a nozze con Concetta Ciliberti. Il Matrimonio, con grande gioia e soddisfazione, sarà officiato dal sottoscritto nella  Chiesa Matrice di San Foca, alle ore 11.00. Con sensi di gratitudine per il costante e certosino lavoro su Internet a favore di Francavilla  e non solo, auguro a lui e alla sua fidanzata ogni Bene, tanta Salute e molteplici soddisfazioni. Sono certo di interpretare i sentimenti e gli auguri di tante, molte persone. CIAO!                                             

 

Don Pasquale Sergi

24 GIUGNO 2009

 

Pino e Concetta ringraziano commossi  Don Pasquale per l’affettuoso e gradito messaggio  di auguri, che ha voluto indirizzare,  anche a nome di tante altre persone, alla vigilia  del loro  matrimonio.

Grazie di cuore caro  Don Pasquale!

Pino e Concetta

25  GIUGNO 2009


24 GIUGNO 2009

16^  Festa della gente di mare del Sud

Francavilla Angitola ,  Pizzo, Tropea, Milazzo

 17-18-19 luglio 2009

    

Da  16 anni  nei  Comuni  di Francavilla Angitola  e Pizzo  (VV)   si  celebra  a metà  luglio  la Festa della Gente di Mare  in onore di San Francesco di Paola.  Tale manifestazione  si ricollega  all’  antica   devozione  verso  il taumaturgo Paolano  assai sentita  dai pescatori,  dai marittimi  e da tutte le persone in  vari modi  legate  al mondo del mare.   Nelle  ultime edizioni ,  in concomitanza  con il 5°  Centenario  della morte del Santo (1507-2007) la festa  ha avuto un notevole sviluppo,  allargandosi   dai centri calabresi più legati  a  San Francesco ( Paola, Pizzo, Francavilla Angitola, Reggio Calabria-Catona, Nicotera, Tropea,  Soriano Calabro, Paterno Calabro, Fuscaldo)  alla Sicilia , andando prima a Messina e poi  a Milazzo (2008).

   Grazie  all’impegno profuso dagli ideatori della festa , ing. Vincenzo Davoli, Gianfranco Schiavone e Giuseppe Pungitore, che curano anche i siti internet www.sanfrancescodapaola.it  e www.francavillaangitola.com., la “Festa della gente di mare del sud” organizzata  dall’associazione  ONLUS di San Francesco di Paola presieduta  da  Padre Giovanni Cozzolino, delagato della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima, da Filippo Raffaele della “Bottega degli Artisti “ di Soriano, dall’Avv. Giovanni Bianco presidente della Proloco di Nicotera , dal  dottor Emanuele  Stillitani della Proloco di Pizzo, da Franco Di Leo dell’ Arcipesca F.I.S.A  di Pizzo, e grazie alla collaborazione entusiastica  della Guardia Costiera,  al sostegno di Enti e Autorità civili e religiose, la nostra risulta essere  in Italia   la più importante Festa della Gente  di Mare.  Da alcuni anni  la giornata più intensa ed emozionante  della festa  è quella dedicata  ad un pellegrinaggio marino, a bordo di motonavi civili,   scortate da natanti del Corpo  della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera ;   nel 2005  la meta  è stata Messina;  nel  2006 sono state Reggio Calabria e Catona ;  nel 2007  la meta è stata  Fuscaldo, Città  natale di Vienna , la Madre del futuro  Santo e nel 2008  Milazzo, Provincia di  Messina.                                                                              

   A  tali pellegrinaggi  marini,   effettuati sotto la vigilanza  e con il supporto della Guardia Costiera    ( presente con  mezzi navali, uomini e  Ufficiali)  partecipano  con devozione  moltissimi fedeli,  terziari del  TOM ,   membri di confraternite,   persone anziane  e giovani  ( tra cui  quelli  della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima,   di  associazioni di Volontariato e della Croce Rossa, dell’ Arcipesca F.I.S.A). Al  pellegrinaggio marino  a Fuscaldo e Milazzo , hanno preso parte  anche una  cinquantina  di persone disabili   (accompagnate dai relativi  assistenti volontari )  che  hanno vissuto una giornata  indimenticabile  sotto la protezione di San Francesco  e della Madonna Pellegrina  del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, appositamente presente per  espresso volere  di Natuzza Evolo  di Paravati.

     L’ edizione  in programma per luglio 2009 si svolgerà oltre che  a Pizzo e Francavilla Angitola, anche a Tropea venerdì 17 luglio;  la meta  più lontana sarà ancora  Milazzo, sede  dell’ unico  Convento fondato personalmente  da San Francesco in Sicilia;  il pellegrinaggio marino  e le cerimonie connesse sono organizzati in  stretta collaborazione  con  l’Amministrazione Comunale di  Tropea, e con la Città di  Milazzo coadiuvata dalla locale “Stella Maris”, presieduta  da Giuseppe Doddo. Per estendere la festa ad  un’altra regione  del Sud nell’edizione del 2009  sarà presente la Campania, con la reliquia della “Salvietta” del Taumaturgo,  conservata nella chiesa di Benincasa  a  Vietri  sul Mare (SA);  La reliquia viene benevolmente  concessa  dall’arciprete  don Pietro Cioffi, con il  beneplacito  di  Mons. Orazio Soricelli ,   Vescovo di Cava dei Tirreni  e Arcivescovo  di Amalfi , sede  della gloriosa  e  più antica  Repubblica  Marinara italiana.

 

Carissimi fedeli,

il 27 marzo 1943 il Papa Pio XII, accogliendo le richieste che gli giungevano da ogni parte d’Italia, soprattutto dalle zone marine, ove vi era viva la devozione della gente di mare verso il Santo di Paola, dichiarò S. Francesco di Paola “speciale patrono celeste presso Dio delle Associazioni preposte alla cura della gente di mare, delle società di naviganti e di tutti i marittimi della Nazione Italiana”. La festa della gente di mare del sud, che si celebra da sedici anni, vuole rinnovare questa celeste protezione del nostro Santo e quest’anno intende coinvolgere nel pellegrinaggio marittimo  la Campania, la Calabria e la Sicilia per ottenere la celeste protezione di S. Francesco di Paola  su tutti quelli che lavorano nel mare e con il mare.

Padre  Giovanni Cozzolino

 

PROGRAMMA

Venerdì 17 luglio

 

Ore 17,00: Arrivo della Reliquia della “Salvietta” da Benincasa di Vietri sul  Mare (SA) a Vibo Marina,.

Ore 18,00: Arrivo della Reliquia della “Salvietta” proveniente via mare da Vibo Marina. Nel Borgo dei pescatori di Tropea, che per l’occasione sarà intitolato “Borgo S. Francesco di Paola”, sarà scoperta la targa a mosaico d’intitolazione al Santo, opera di Yuri Kuku della Bottega degli artisti di Soriano Calabro.                                                                                                                                      

Ore 19,00: Trasferimento al Porto turistico di Tropea dove la reliquia sarà accolta con un incontro di preghiera.

Ore 19,30: All’anfiteatro, convegno su: “San Francesco di Paola e l’Ordine dei Minimi a Tropea”, - Saluti delle autorità e consegna del “testimone” del Crest bronzeo, emblema della manifestazione, dal Sindaco di Nicotera al Comune di Tropea – Relazione di P. Giovanni Cozzolino, O.M. Delegato Generale CPGM, sul tema: “L’importanza di Tropea nella storia dell’Ordine dei Minimi” – Relazione del Can. Don Francesco Muscia, Parroco di S. Francesco di Paola a Tropea, sul tema: “ Oggi S. Francesco di Paola è conosciuto a Tropea? “ - Relazione di Noemi De Gaetano, segretaria generale della CPGM, sul tema: “ San Francesco di Paola e il mare secondo i giovani”- Conclusioni di S.E. Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto – Nicotera –Tropea.                                                             

Ore 21.00: Trasporto motorizzato della reliquia dall’Anfiteatro fino alla Statua di San Francesco di Paola sulla statale 522; da qui fiaccolata a piedi per la chiesa di San Francesco di Paola, ove la reliquia sarà esposta alla venerazione dei fedeli per un’ora.

Sabato 18 luglio

Ore 09.00: Partenza del pellegrinaggio marittimo da Vibo Marina; al  largo del porto di Tropea la reliquia del Santo viene imbarcata a bordo  della motonave “Magic Panarea”.

Ore 12.30: Arrivo a Milazzo – Accoglienza delle Autorità locali - Trasferimento della Reliquia con processione sul lungomare di Milazzo fino al Convento costruito da San Francesco di Paola.

Ore 16.30: Partenza da Milazzo per Vibo Marina. 

Ore 21.15: Arrivo della Reliquia a Francavilla  Angitola nella Parrocchia di San Foca.

Domenica 19 luglio

Ore 11.00: S. Messa a Francavilla  Angitola celebrata dall’arciprete Don Pasquale Sergi nella parrocchia di San Foca.

Ore 16.00: Trasferimento della reliquia alla Marina di Pizzo con sosta presso la parrocchia di S. Francesco di Paola e di S. Rocco, accolta dai Minimi Padre Nicola Colao e Padre Domenico Crupi .

Ore 17.00 -18.00: Pesca tradizionale, in onore di San Francesco di Paola, da parte  dei pescatori Pizzitani a  ridosso del molo “Pizzapunti” .

Ore 18.00: Processione marittima da Pizzo Marina alla Lido Colamaio due - Preghiera del marinaio con benedizione della gente di mare.

Ore 19.30: Trasferimento a contrada Olivara di Francavilla  Angitola presso il viadotto di San Francesco di Paola - Discorsi finali - Partenza della Reliquia.

Ore 21.30: Spettacolo musicale con un Gruppo folk.

 

 NOTA: Stand su S. Francesco di Paola e sulla Guardia  Costiera a Tropea (17 luglio) e in c/da Olivara (19 luglio)

 

visita la pagina  : San Francesco  di Paola

 VISITA IL SITO              :   www.sanfrancescodapaola.it


23 GIUGNO 2009

Presentato   a Roma  il primo volume  del  libro di Davoli

 

Mercoledì 10 giugno  2009  nella biblioteca  del Quarticciolo  ( VII  Municipio di Roma) alle ore 17  e 30  è stato  presentato  il  1°  volume  dell’ opera ”Buone notizie e pronta risposta”,  in cui  l’autore,  Vincenzo Davoli,   rievoca le figure dei Caduti francavillesi  nella Guerra mondiale 1915-18. La  manifestazione  promossa  da   Roberto Mastrantonio,   Presidente  del  VII  Municipio,  è stata   fortemente voluta  dal  francavillese  Giuseppe Pungitore di Ezio, assessore  alle Politiche sociali  del suddetto Municipio; l’organizzazione è stata curata dalla  d.ssa  Rosa  Di  Fusco,  direttrice   della  biblioteca  che  a Roma  ha  ospitato  la  presentazione del libro.

Dopo  il saluto  di benvenuto  del  Presidente   Mastrantonio,   la  d.ssa  Rosa  Di  Fusco ha  brevemente   illustrato  le diverse iniziative culturali, musicali,  teatrali  e di  intrattenimento messe in atto  dalla Biblioteca,   che risulta essere  uno dei centri di aggregazione socio-culturale  più frequentati quotidianamente da  studenti,  da adulti  e anziani  nel  popoloso   quartiere  Prenestino-Quarticciolo-Alessandrino-Centocelle.  

L’ass.   Pungitore ha ricordato  il  notevole contributo  apportato da  calabresi,  di ogni ceto sociale,  per il progresso economico, politico e culturale  della capitale  in genere  e del  VII  Municipio in  particolare;  quindi  dando lettura  dei messaggi  inviati  dall’ Avv.  Giovanni Bianco di  Nicotera  e da Lorenzo  Malta  di Francavilla Angitola,   ha sottolineato  come la presentazione  del libro costituisca  non  solo  un’occasione per far  conoscere  ai Romani  un’opera  storica  di pregio,  seppur  nata in un piccolo comune della Calabria ,   ma anche   un felice  momento  di incontro tra chi   abita  nella terra  bruzia  e di invece fa parte  della  “diaspora”  calabrese in Roma.

L’ ing.  Vincenzo Davoli, dopo  aver salutato cordialmente  tutti i convenuti, ha  ringraziato i promotori  della manifestazione e in modo particolare l’ on. Dott.  Nicola Galloro,  Consigliere provinciale di  Roma,  assai legato alla Calabria  e specialmente al distretto  dell’Angitola (  Francavilla, Filadelfia,  Polia , Pizzo, Monterosso  ecc. )   essendo  nativo  di San  Nicola da Crissa.

L’autore ha quindi rivolto un saluto ed un grazie speciale a  quei “francavillesi di Roma” (alcuni dei quali  presenti alla manifestazione )  che  tanto  l’ avevano aiutato nelle fasi preliminari di ricerca di dati  e notizie, utili per scrivere l’opera . Tra i presenti :  l’esimio dott. Gino Ruperto,  il maresciallo capo dell’Esercito Ottavio Ruperto;   l’insegnante  Mimmo Lazzaro;   il  già  citato Assessore Giuseppe Pungitore;   la dottoressa  Sonia Vazzano, incaricata di tenere la relazione ufficiale  naturalmente  l’autore ha voluto menzionare  anche  altri  francavillesi attivi a Roma,  che  purtroppo non si trovavano nella capitale  mercoledi  10 giugno ,  ma che  a suo tempo si erano prodigati a fornirgli  notizie  o inviargli  documenti interessanti:  l’insegnante Antonio “Totò” Parisi,  il  prof. Foca Accetta,  l’insegnante Pietro Rondinelli e il figlio Fausto,  il giovane universitario Aurelio Simonetti. Quindi  l’ing. Davoli ah voluto salutare, e ringraziare per i giudizi  lusinghieri espressi sulla sua opera,  le due  più  autorevoli personalità di Francavilla e Filadelfia residenti da lunghissimo tempo a Roma :  S. Ecc.  Cesare Ruperto,  Presidente emerito della Corte Costituzionale  che mai  dimentica le sue radici ed legami  con Filadelfia, sua città natale, con Francavilla terra d’origine della sua famiglia e dove suo padre  Saverio fu per molti anni Sindaco,  e con Lamezia, città  dei  suoi studi  ginnasiali e liceali;  il  prof.  Alfredo  Barbina , illustre figlio di Francavilla, professore universitario di chiara fama ,  nonchè massimo studioso di Pirandello,  in  qualità di Direttore dell’Istituto di Studi Pirandelliani  e  sul Teatro Italiano Contemporaneo.

Infine  l’autore ha rivelato  agli  astanti  due  impreviste,  ma gradite,  coincidenze legate alla presentazione  del  suo libro a Roma.

 1)  La cronologia essenziale  degli  eventi,  posta alla fine  del 1°  volume, inizia  con la data del XX  Settembre 1870,  “breccia di Porta Pia”,   presa di Roma; ebbene  a quella storica impresa partecipò  anche  un giovane bersagliere francavillese,  Domenico Teti,  bisnonno dell’Ass. Giuseppe Pungitore. Perciò l’amico Pino,  così  ben  affermato nella vita  amministrativa,  politica e sociale di Roma,  e principale promotore  della  presentazione  del libro nella capitale, essendo non solo  degno discendente di quel bersagliere di Porta Pia ,  ma anche  pronipote  di  Giuseppe Galati ,  Caduto della I  Guerra Mondiale  e nipote  di Foca Teti ,   Caduto  della  II  Guerra Mondiale,  piò essere  fiero   di vantare  nelle  vicende di Guerra  che coinvolsero i Francavillesi ben tre  gloriosi antenati.

2) Qualche  ora prima dell’inizio della presentazione , l’autore ha avuto  modo   di scoprire che nella capitale  vivono   due nipoti diretti  di Vito Caruso , Caduto francavillese  della guerra 1915-18; uno di essi , cioè  la signora Ornella Caruso ,   è stata contenta e orgogliosa  di partecipare di persona alla manifestazione .

Finalmente  la dott.ssa  Sonia Vazzano , ricercatrice  universitaria  di “ Teoria e storia  della storiografia  filosofica “,  ha tenuto la relazione ufficiale  su ”Buone notizie e pronta risposta”. Il folto pubblico  presente (romani e calabresi) ha seguito  con attenzione  e vivo interesse  la relazione  della dottoressa, apprezzandone  la profondità ed  acutezza. Poichè  è  difficile  sintetizzarla  in modo adeguato , il sito  si ripropone  di pubblicare nei prossimi giorni  in versione  integrale  la pregevole relazione  di Sonia Vazzano.

Ha  quindi preso la parola    l’onorevole  Nicola Galloro , che ha espresso i suoi più vivi  rallegramenti per la  ricerca approfondita  avviata dall’autore,  per i contenuti di alto livello  del primo volume pubblicato ,  nonchè  per l’accurata  ed efficace  presentazione  fattane dalla dott.ssa Vazzano  . 

L’on.  Galloro  ha  quindi  dichiarato  di impegnare  la Provincia di Roma ,  di cui è consigliere ,  ad assumere  il patrocinio  della  pubblicazione del secondo volume  dedicato ai Caduti   francavillesi  nella  campagna di conquista   dell’Etiopia  e  nella 2°  Guerra Mondiale .

 Dopo l’’on.  Galloro    è intervenuto  il  dott. Gino Ruperto, unico nipote  superstite  del Tenente  Domenico Servelli . Il  dott.  Ruperto è stato il  “francavillese  di Roma” che  più di ogni altro  ha stimolato l’autore  a redigere  un  libro  che  ricordasse  tutti  i Caduti di Francavilla ;  con signorilità   e grande    liberalità  il  dott.  Ruperto   gli ha messo   a disposizione   un  mole cospicua  di documenti , lettere, foto  e cimeli  unici e rari .

Nel suo intervento  il dott.  Ruperto  non ha mancato di estendere il suo elogio  ed apprezzamento  all’ing.  Davoli, all’Ass. Giuseppe Pungitore e alla dott.ssa  Sonia Vazzano.

In ultimo, seppur visibilmente commosso, il prof. Alfredo Barbina ha preso brevemente  la parola , congratulandosi con i promotori della manifestazione , anche per avergli offerto   la  occasione di incontrare  tanti calabresi,  compaesani ,  dell’Angitolano e del Lametino ;  infine  il prof. Barbina  ha voluto  donare  all’ing.  Davoli  la copia   di un suo scritto  riguardante  lo scrittore Corrado Alvaro  e la Grande Guerra (“Alvaro 1916-17”).

 La presentazione  del libro di Davoli  ha avuto una vasta  risonanza  sui quotidiani  calabresi : “Calabriaora” del 2 giugno ;  “Il Quotidiano della Calabria”  del 10 giugno; la “Gazzetta del sud “ del 11 giugno  2009.

  VEDI   :  ALBUM FOTOGRAFICO

  VISITA LA PAGINA  : Monumento ai  Caduti


 

Riflessioni di don pasquale  sergi  22-6-09

 

 Fratelli in Cristo, è una grande gioia per me ce­lebrare i Vespri con voi, questa sera, nella Chiesa Matrice di San Foca Martire.

Saluto e ringrazio don Rosario Badolato e il prof Purita Basilio  , per averci dato la possibilità di diffondere la nostra preghiera e la nostra testimonianza, attraverso Radio Maria, diffusa ed apprezzata in tutto il mondo.

Saluto voi tutti, devoti a Maria Santissima, particolarmente voi francavillesi sparsi in ogni dove.

Nel breve ma importante tem­po che mi è concesso, desidero farvi conoscere il no­stro santo Patrono.

Foca é nato ad Antiochia ed è vissuto in un'epoca in cui es­sere cristiano significava met­tere a rischio la propria vita. Con il Battesimo, la sua vita cambiò radicalmente.

A Sinòpe, lasciate le armi, poichè era soldato, si dedicò alla meditazione, alla preghiera, alla coltivazione di un orticello, e a sfamare i viandanti che si trovavano a passare dalla sua casa.

E' stata appunto l'inestimabile carità verso il povero,il misero, l'affamato, a far sospettare ch'egli fosse cristiano,

e come tale fu accusato e de­ciso di privarlo della vita, poiché il cristiano in quel pe­riodo era considerato nemico della patria.

Persino i soldati che avrebbero dovuto ucciderlo, rimasero stupiti, scossi dall'affabilità con cui vennero accolti da quell'uomo semplice e pio.Ecco come avvennero i fatti: alcuni soldati si trovano a pas­sare dall'orto di Foca, che li in­vita a sfamarsi e a dissetarsi. Dopo di ché, chiede agli ospiti il motivo del loro faticoso cam­mino. Essi risposero:

Te lo diremo se ci prometti di  mantenere il segreto ".

Foca promise, ed essi:

“Siamo in cerca di  un certo Foca per metterlo a morte, ma non lo conosciamo; se tu puoi aiutarci, ci renderai un grande favore ".

Rispose Foca:

“Quest'uomo mi è noto abba­stanza e vi prometto di conse­gnarvelo, ma domani, perché adesso è notte;

vi piaccia quindi riposare delle sostenute fatiche".

Mentre i soldati riposavano, Foca preparava la sua anima, disponendosi alla morte. L'indomani, di buon mattino, si fece incontro agli ospiti, e sereno, quasi sorridendo, disse loro: "Sono io l'uomo che cercate! Prendetemi Fate di me quello che volete”.

1 soldati, pieni di stupore ed increduli, non ebbero il corag­gio di eseguire la sentenza. Foca li supplicava di compiere il loro dovere, aggiungendo che lui era sereno e non aveva paura.

E i soldati, invece di ucciderlo, lo portarono ad Antiochia, sperando che i loro capi lo ri­sparmiassero dalla morte.

Lo presentarono dunque al proconsole Africano, il quale grandemente meravigliato del loro racconto, affermò di volerlo conoscere ed interrogarlo personalmente. I soldati eseguono l'ordine.

11 giudice dice a Foca:

Chi sei tu che non riconosci come Dio il nostro imperatore Traiano?

AI silenzio di Foca, il giudice disse: Perché taci?

E Foca: Non basta a Traíano essere chiamato imperatore, senza avere l'attributo di Dio? l supplizi poi, che tu mi minac­ci, sono da me desiderati e so­no contento se tu comandi di eseguirli.

Durante l'interrogatorio, improvvisamente, una luce celeste irradiò in quel punto dove essi si trovavano e vestiti di fiamme vampeggian­ti, apparvero tre angeli, per cui Africano, esterrefatto, cadde a terra privo di sensi.

Sua moglie, Terenziana, supplicò Foca d'intervenire, promettendo che, se il marito fosse tornato in vita, si sareb­be convertita al cristianesimo. Foca pregò con gran fervore, Africano tornò in vita, ma invece di liberarlo lo fece condurre da Traiano.

Qui, stesse accuse, stessa fede di Foca. E così, nel 107, dopo essere  stato gettato in una fossa di serpenti velenosi, ed esserne uscito incolume, è stato decapitato.

E' venerato a Francavilla dal 12° secolo.

 

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L’ORA  DI SPIRITUALITA’  CHE SI TERRA’ NELLA CHIESA DI SAN FOCA ALLE ORE 16,30 DEL 22 GIUGNO  PREVEDE :

 

1)      RECITA  DEL SANTO ROSARIO ;

2)      VESPRI;

3)      BENEDIZIONE  EUCARISTICA .

 

Potete  invitare parenti ed amici, sparsi nel mondo , a sintonizzarsi su Radio Maria e a pregare con noi.

 

PALINSESTO

 

Lunedì  22 giugno 2009

 00:00 :  S. Rosario

 00:30 :  L'avvenimento del secolo (P. Livio)

 02:00 :  Epitalamio II (Card. G. Biffi)

 03:00 :  Coroncina della Divina Misericordia - S. Rosario

 03:50 :  S. Veronica Giuliani- II diario (Roberta)

 04:35 :  Lettera agli  ebrei (Mons. G. Ravasi)

 05:45 :  S. Rosario

 08:45 :  Commento alla stampa (P. Livio)

16:45: Ora di spiritualità Parr. S. Foca Martire - Francavilla Angitola (Vibo Valentia)

18:00 :  Le ragioni della fede in un mondo che cambia (P. Umberto Muratore)

19:30 :  Notizie Radio Vaticana


29 maggio 2009

PRESENTAZIONE  A  ROMA  DEL LIBRO

 “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”

 

  MERCOLEDI’  10   GIUGNO   2009  ALLE ORE 17.30  NELL’ AUDITORIUM   DELLA  BIBLIOTECA  DEL “QUARTICCIOLO”     A  ROMA,  via castellaneta  10, ZONA PRENESTINA   VERRA’   PRESENTATO AI  CALABRESI  DI ROMA   E AI LORO AMICI   IL  LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”  DI  VINCENZO DAVOLI.  LA MANIFESTAZIONE  E’ ORGANIZZATA  DAL presidente DEL MUNICIPIO DI ROMA  VII, COADIUVATO DALL’ assessore  PINO  PUNGITORE  DI EZIO,  E DALL’ON. DR.  NICOLA  GALLORO (ORIGINARIO DI  s. nicola da crissa) .

La relatrice UFFICIALE  SARA’  SONIA VAZZANO,  DOTTORESSA  DI RICERCA DI TEORIA E STORIA DELLA STORIOGRAFIA  FILOSOFICA DELL’UNIVERSITA DELLA CALABRIA.   HANNO ASSICURATO  LA LORO   PARTECIPAZIONE   ED IL LORO   INTERVENTO  IL PROF.  ALFREDO BARBINA, DIRETTORE    DELL’ ISTITUTO DI STUDI  PIRANDELLIANI,  IL  DOTT.   GINO  RUPERTO,  IL DOTT.   FRANCO  TORCHIA DELL’  AUTORITY   DELLE  COMUNICAZIONI.    

       INVITIAMO   TUTTI GLI AMICI  (CALABRESI   E NON,  E SOPRATTUTTO I FRANCAVILLESI ) PRESENTI A ROMA,  A  DIVULGARE   IL PRESENTE AVVISO  E A PARTECIPARE   ALLA MANIFESTAZIONE .

 

RIPORTIAMO  ALCUNI  GIUDIZI  ESPRESSI  SUL LIBRO  DI DAVOLI   DA   AUTOREVOLI  PERSONALITA’  CALABRESI RESIDENTI A ROMA.

 

 1)   IL  DR  CESARE RUPERTO, PRESIDENTE  EMERITO  DELLA CORTE           COSTITUZIONALE   COSI’  SCRIVE:

EGREGIO   E CARO INGEGNERE,   HO  RICEVUTO  IN  GRADITO  OMAGGIO  IL SUO LIBRO  “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”,  CHE HO LETTO  CON  VIVO INTERESSE  E  GUSTO.

HA  COMPILATO  MAGISTRALMENTE UNA SERIE  DI RITRATTI   CHE ESALTANO LA  MEMORIA  DI  NOSTRI CONCITTADINI  CADUTI PER LA PATRIA, ORMAI   CONOSCIUTI  SOLO  DA POCHISSIMI  A FRANCAVILLA.   ALCUNI  DEI RITRATTI  SONO  DEI   VERI  GIOIELLINI. CONGRATULAZIONI  VIVISSIME!

GRAZIE  DI CUORE   E TANTI   AFFETTUOSI  SALUTI

 

2)  IL  PROF.  ALFREDO BARBINA, DIRETTORE DELL’ ISTITUTO DI STUDI  PIRANDELLIANI,

     COSI’ SCRIVE  TRA   L’ALTRO :

 GENTILE,   CARO INGEGNERE, HO AVUTO  IL SUO LIBRO  ALLA VIGILIA DELLE FESTE.

 COME FRANCAVILLESE UN GRAZIE DI  CUORE PER LA  SUA  PUBBLICAZIONE; C’E’  IN          ESSA “CARNE VIVA”  CHE ANCORA  SANGUINA NELLE PIEGHE PROFONDE DELLA NOSTRA PICCOLA COMUNITA’. LACRIME,  SOFFERENZE,  ANSIE.  E  SOGNI  SPEZZATI,  DOLORE  TRASCINATO  NEL TEMPO.......... IN  SILENZIO.

  HO LETTO , RILETTO, TALVOLTA RIPETO  (PERCHE’  NASCONDERLO ) COL GROPPO ALLA  GOLA......CHE’   QUELLI DELLA MIA  GENERAZIONE  CONVISSERO  CON QUEI LUTTI,  ASSORBIRONO  NEL PRIMO PERCORSO FORMATIVO  I RACCONTI  DEI REDUCI.....MI LIMITO  A  DUE, TRE  RICHIAMI  CHE TRA PRIMI  VENGONO A SCUOTERMI  NEL  PROFONDO:

1) I RACCONTI  DEI   REDUCI,  CUI  HO ACCENNATO  (IL DOTTORE SERVELLI, SAVERIO DE SIBIO,  PEPPINO FARINA....)

2) LA TESTIMONIANZA DI MIA MADRE  (AURELIA PETROCCA),  CHE , FINCHE’  E’ VISSUTA  NON  HA  CESSATO  DI RICORDARE   E DI NARRARE......AVEVA, MIA MADRE  IL VEZZO  DEL  RAMMEMORARE.......DELLE   NARRAZIONI MATERNE  UNA FRASE  TENGO A RIFERIRLE:

“ ERANO  RAGAZZI,  ANCORA RAGAZZI ;   ALCUNI  DORMIVANO ANCORA NEL  LETTO GRANDE  CON I  GENITORI !”..... DIECINE  DI MIGLIAIA  DI QUEI RAGAZZI  VENIVANO  FALCIATI   DAI NOSTRI  STESSI  SOLDATI  ( OBBEDIENTI AD ORDINI SUPERIORI); RAGAZZI CHE TORNAVANO INDIETRO  INVOCANDO LA MAMMA.... NON  SE  LA  SENTIVANO  AD ANDARE   PER INFILARE LA BAIONETTA  NELLE CARNI DI  ALTRI GIOVANI .

 E MIA MADRE   CHE MI  PARLAVA  DI MICUCCIO SERVELLI...  E  DI  TECLA  LA  GAMBA....E DEL SUO  TESTO “ RICORDI  E  LACRIME”,  COSI’  PERVASO  DI  TOCCANTE  LIRISMO...

TROVO  TRA  LE CARTE  DI FAMIGLIA   UNA CARTOLINA  (E’ RIPRODOTTA L’IMMAGINE DI SAN FOCA) INVIATA  DA FRANCAVILLA  1916  AL SERGENTE VINCENZO FARINA (LUGO, PROV.  DI RAVENNA ) CON  I SALUTI  DI  MARIANTONIA . LA PRENDO  IN MANO ......VADO  A RILEGgERE  QUANTO LEI SCRIVE QUELLO  SFORTUNATO GIOVANE  .... NEL  RIGIRARE  LA  CARTOLINA   CON LE  MANI  LEGGO  FRA  LE RIGHE.... QUELL’INCHIOSTRO  SBIADITO....QUELLA FIRMA......  PENSO CHE QUEL RAGAZZO,  DI CUI HO TANTO SENTITO NARRARE  NELLA MIA  FAMIGLIA ,  L’ABBIA  TENUTA  TRA LE MANI.... E NON  MI  VERGOGNO DIRE  CHE  M’E’  VENUTO  UN  SINGULTO CHE NON  HO SAPUTO  TRATTENERE.  UNA  BELLA FAMIGLIA QUELLA DEI FARINA....  DISTRUTTA. 

A VOCE  LE DIRO’  DI  GIUSEPPE SERVELLO (ERA NATO   NEL 1898 ) E DELL’ARIA  DI  SOSPENSIONE DOLOROSA  CHE VIVEVA IN PAESE  CON  L’INCUBO DELLA NOTIZIA BRUTTA  CHE POTEVA  GIUNGERE  DA UN MOMENTO ALL’ALTRO .......L’ANNUNCIO  LO PORTAVANO  I CARABINIERI  SCENDENDO DA  FILADELFIA .....

LEI,  CARO INGEGNERE,  POSSIEDE  QUALITA’ DI RICERCATORE NON COMUNI  .....LA RICONOSCENZA CHE  IL NOSTRO  PAESE  INTENDE MANIFESTARLE SARA’ DA ME  (PER  QUEL CHE  POSSO)  SOSTENUTA   E  INCORAGGIATA.

MI ABBIA ,  CON   VIVA    CORDIALITA’,  SUO  ALFREDO  BARBINA

 

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 19 maggio 2009

 

Doppia   festa  di  don PASQUALE SERGI

 

Domenica  scorsa  la comunità  di Francavilla Angitola   ha voluto  festeggiare il Parroco  Don Pasquale per una doppia e contemporanea  occasione festosa : l’onomastico (infatti il  17 maggio la Chiesa  celebra San Pasquale Baylon) ed il compleanno dell’Arciprete Don  Pasquale Sergi .            I festeggiamenti si sono svolti nei  locali del nuovo Oratorio “San Domenico Savio”;  un  comitato  formatosi spontaneamente  e  costituito  di giovani  e di adulti,  dell’Oratorio ,  del Consiglio Pastorale,  dell’Associazione  Phocas ,   e della  Commissione  di Pari opportunità ,  ha voluto festeggiare Don Sergi  in modo semplice ,  ma assai caloroso,  sotto l’insegna  che  fin dell’origine Don Pasquale ha  inteso dare  all’Oratorio, quella  di  luogo  d’incontro di giovani,  adulti e anziani,  come  “ famiglia delle famiglie  francavillesi”.

All’inizio del festoso incontro è stata recitata la preghiera alla Vergine, composta anni fa  da Don Sergi  per le  celebrazioni tradizionali del mese mariano. Quindi la prof. Ida De Caria  a nome  del comitato organizzatore e per conto di tutta la comunità ha porto  a Don Pasquale gli  auguri  più cordiali  per  la duplice  festa ,  ricordando  le tante  molteplici e diverse iniziative  di carattere  religioso,  oratoriale,  educativo,  teatrale, sportivo e sociale,  ideate  e realizzate da Don Pasquale negli  oltre 30 anni  di ministero sacerdotale  a Francavilla .

Ha fatto  seguito la proiezione di una carrellata  di fotografie (simpaticamente montate in un filmato curato da Pino Pungitore , Federica Serrao  e Antonio Galati),   che  ritraevano Don  Pasquale in tanti momenti  della sua attività pastorale a Francavilla;  le foto ,  accompagnate  da spiritose didascalie,  hanno  divertito  tantissimo il festeggiato Don  Pasquale   e la folla delle persone presenti.

Il  Dott. Carmelo Nobile , Sindaco di Francavilla Angitola , ha rivolto al parroco  Don Sergi  espressioni di saluto e di augurio,  a nome  suo personale,    dell’ Amministrazione  e dell’ intero Comune.  Per sottolineare la  simpatica  e cordiale  atmosfera famigliare i cui  si è svolta la festa,  erano presenti nell’ Oratorio  ambedue  i genitori di  Don Pasquale,  venuti appositamente da Pizzo,  accompagnati da figli ,  nipoti  e altri congiunti.

Tra  i doni  offerti al festeggiato, uno  in particolare è  risultato simpaticamente gradito  a Don Sergi,  la maglia dai colori neroazzurri   dell’ Inter ,   con il suo  nominativo  e soprattutto  con il  fatidico  numero : il 17  .    Non soltanto   il giorno  dell’ onomastico e del compleanno di Don Pasquale,  ma anche  il giorno del  17°  scudetto  vinto  dall’ Inter ,   riconfermatasi  campione di  Italia  tra le  squadre di  calcio.

La festa è proseguita con un ricco  rinfresco ,   con la torta  e lo spumante,   con un simpatico karaoke  e con  danze  allegre e festose.

 

 

 


18 maggio 2009

IL  Real  Francavilla   festeggia

 la meritata promozione in Se­conda categoria

III° CATEGORIA  "Girone H " 17 MAGGIO 2009  RITORNO  :  AL Real Francavilla  basta  non  perdere        

FRANCAVILLA / ALLARESE  1 - 1

REAL FRANCAVILLA:  Ser­rao, Caruso F., Caruso G., Curcio, Anello, Pezzo, Conidi, Gugliotta, Fruci (35' st Bonel­li), Panzarella, Fazzari A.   In panchina: Nobile, GiampàM., Giampà N., Crivillaro.

 Alle­natore: Pezzo.

ALLARESE: FranzèD., Ienco N. (10' st Randò R.), Cirillo S., Costa, Franzò A., De Masi R., DeMasiG., CirilloA., IencoS., Di Masi D.   In panchina: Pa­naia, Plati, Cirillo F., Maiolo S., Mamone.

Allenatore: Rul­lo.

MARCATORI:  40' pt Pezzo (RF)  43' pt De Masi R. (A)

 FRANCAVILLA ANGITOLA - Appena il direttore di gara ha decretato la fine delle osti­lità è esplosa la gioia dei pa­droni di casa che festeggiano la meritata promozione in Se­conda categoria. In virtù dell' 1- 0 dell'andata, al Real Fran­cavilla è bastato il pareggio, conseguito davanti al pubbli­co amico, contro 1'Allarese per brindare al passaggio alla categoria superiore. Sono i francavillesi a passare in van­taggio, a140', con Pezzo, che ribadisce in rete un calcio di rigore concesso dal direttore di gara per atterramento in area di Fruci. II pareggio de­gli ospiti 5 minuti dopo grazie ad un calcio di punizione otti­mamente calciato da De Masi. Da  segnalare l’espulsione al 42’  st.   del neo entrato Bonelli per doppia ammonizione. leggi tutto   

 

 

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15 maggio 2009

Un breve ricordo del compianto dott. Franco Carchedi

dal nostro collaboratore Lorenzo Malta.

 

Francuccio, un'altra giovane vita spezzata nel fiore degli anni, lampo veloce che nella sua brevissima parabola ha squarciato per un istante la misteriosa dimensione dello spazio e del tempo.

L'eterno dilemma dei dolore e del destino si rinnova, rimbalza nelle nostre deboli menti le confonde, le svia e le lascia senza risposta.

L’essere ha ceduto il posto al divenire e la corruttibile carne ha sprigionata l’anima nel suo volo verso gli infiniti Spazi. Quanta stupenda è questa metamorfosi che ci proietta da un mondo opaco e corrotto verso un immenso mare di quiete e di Luce.

Tutta qui è la grandezza dell’uomo in questa sua divina e inspiegabile trasformazione da essere corruttibile a creatura perfetta e pura. In questa mutazione metafisica si coglie l'immagine e la Somiglianza di Chi ci ha reso partecipi della Sua Natura.

Franco non c'è più; ora viaggia in un mondo senza tempo, ma il dolore in questo effimero mondo rimane e  ancor di più affligge a suoi familiari,  li sconforta e li disorienta. La tragedia segna, ferisce, sembra voler provare  la fede, dare un colpo di frusta alle nostre esistenze e tutto è messo  in discussione. imperscrutabili sono i disegni  Dio che pare voglia subito con se la compagnia dei giusti .

 E' un Dio geloso il nostro ! Franco in vita è stato un operatore di bene, schietto e premuroso, serio e disponibile nell'esercizio della sua nobile  professione.

Lo ricordo ragazzo, frequentatore di casa mia (perché compagno di scuola di mio fratello) con la sua voce timida ed il rossore pronto  a comparire nelle sue guance per una parola sconveniente. Grande e coinvolgente era la sua gioia di vivere, rispettoso dei limiti  morali che gli erano stati dati dai genitori, educato, prodigo del  suo ed espansivo. Il male  non avrebbe fatto breccia nel suo essere perché puro di cuore, forse per questo è stato rapito  prematuramente. Di lui vivrà a Francavilla il ricordo e l'opera .

La sua prematura dipartita ci porti a Considerare come spendere meglio i nostri giorni. Noi che spesso pendiamo il  senso della vita e, ci affanniamo, confusi dalla vanità e dalla frivolezza  nella rincorsa del caduco piacere.

 

 15  -  5  -2009   Lorenzo malta 

 


4 maggio 2009

L'iniziativa mira a diffondere la prevenzione della sindrome metabolica

Due giorni di esami gratuiti

Sabato e domenica la campagna della CRI 

Sabato 25 e domenica 26 Aprile  si è svolta la campagna na­zionale "Rimisuriamoci", dedicata alla prevenzione della sindrome metaboli­ca, patologia estrema­mente diffusa, correlata alle più frequenti malattie cardiovascolari.

A1 progetto, con il pa­trocinio del ministero del­la Salute, hanno collaborato  la Croce rossa italiana, la Società italiana di medici­na generale e la Spem, cioè le farmacie aderenti al marchio " Valore Salu­te", che  hanno come obiet­tivo primario quello di sensibilizzare ed informa­re i cittadini su questa pa­tologia che ancora è poco nota.

Nell'ambito di tale ini­ziativa a carattere nazio­nale, il comitato provin­ciale della Croce rossa di

Vibo Valentia nei due giorni indicati, è stato presente in  undici sedi Cri, e  precisamente Arena, Serra S. Bruno, S. Nicola Da Crissa, Franca­villa Angitola, Vibo Valentia, S.Ono­frio, Pizzo, Rombiolo, Drapia, Briati­co, Mileto.

Dalle ore 9,00 in poi, grazie alla pre­senza dei Volontari della Cri e dei me­dici della Simg (Società italiana di me­dicina generale) in quelle sedi i citta­dini maggiorenni di entrambi i sessi, si sono presentati  presentarsi digiuni, per sottoporsi al controllo clinico metabolico, con misurazione dei valo­ri di glicemia, colesterolemia e trigli­ceridemia (attraverso prelievo capil­lare dalla falange di un dito), misura­zione della pressione arteriosa, del gi­rovita, del peso corporeo, dell'altezza e valutazione dell'Indice di Massa Corporea (Bmi).

 

A Francavilla l’iniziativa  della Croce Rossa ha avuto un buon successo :  più  di 80  persone  si sono sottoposte agli esami  di controllo  per prevenire  le malattie legate  all’ obesità ,al diabete, al colesterolo e all’ ipertensione. Ad ognuno è stata immediatamente consegnata  una scheda  personale con il riepilogo  dei risultati  degli esami effettuati , nonchè materiale informativo  pubblicato  dalla Croce Rossa.

 

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30 APRILE 2009

 

Pasqua di resurrezione 2009

 

quest’ anno  purtroppo,  a causa  del maltempo  (TEMPESTA DI PIOGGIA E FORTE VENTO )  NON  E’  STATO POSSIBILE   SVOLGERE LA  “CUMPRUNTA” ,   LA SACRA RAPPRESENTAZIONE DELLA  MATTINA DI PASQUA  CHE  OGNI ANNO RICHIAMA  NEL PAESE NATALE  NON SOLO I FRANCAVILLESI  TRASFERITI IN ALTRI CENTRI CALABRESI ,  MA ANCHE  MOLTI ALTRI  EMIGRATI  IN ITALIA E  ALL’ ESTERO  .

NEL CORSO DELLA SANTA MESSA DELLE ORE 11.00  SONO STATI  DISTRIBUITI  AI FEDELI   PANI  BENEDETTI  COME  RIEVOCAZIONE  DELL’EUCARESTIA  ISTITUITA   DURANTE LA CENA   DEL SIGNORE  DI GIOVEDì SANTO .

 

 

OMELIA NELLA MESSA  DI MEZZANOTTE

 

Cristo è risorto, alleluia! Questo è il fondamento della nostra fede, questa è la nostra fede. L'apostolo Pietro nel suo primo discorso a Gerusalemme dirà: "Quel Gesù che voi avete cro­cifisso, Dio lo ha risuscitato, e noi ne siamo testimoni". Questa è la fede di tutta la Chiesa lungo il corso della sto­ria,

la fede dei santi e dei martiri, la fede dei popoli e dei cuori, questa é la fede che noi oggi abbiamo,

che vogliamo accrescere e te­stimoniare.

Cristo risorto è la potenza di Dio, che vince il male e la mor­te, che apre i cieli.

Cristo risorto è la potenza di Dio nei problemi del nostro mondo,

nei problemi e nella debolezza della nostra vita.

Cristo Gesù è vivo nella gloria dei cieli, è vivo e operante ac­canto a noi, è vivo in noi.

Si tratta di sentirlo e trattarlo come una persona vera, reale, concreta, col quale viviamo in­sieme ogni momento.

La risurrezione di Gesù ci im­pegna ad una grande fiducia, ad un grande ottimismo.

"Se Dio è con noi, chi sarà con­tro di noi? ", ci dice S. Paolo.

La fiducia cristiana non è sem­plice attesa del futuro, ma coscienza che il regno di Dio è in mezzo a noi.

La resurrezione è entrata nel mondo ed è come un seme po­tente.

La resurrezione parte dal cuo­re, attraverso una liberazione e una trasformazione che ci ren­de capaci di un amore grande che riflette quello di Dio.

La resurrezione è dono e con­quista, futuro e presente, attesa ed esperienza insieme. La gioia della resurrezione si può già sperimentare vivendo la carità nelle sue espressioni di servizio, perdono, mitezza, benevolenza, dono di sé. Quanti santi e quanti cristiani hanno vissuto e vivono questa straordinaria esperienza! E' commovente e incoraggian­te pensare a tutto il bene, la bontà, il sacrificio, la fede, la santità che c'è nelle case, nelle città, nel mondo intero.

In nome della resurrezione siamo chiamati a liberare il mondo e noi stessi dalle incro­stazioni del peccato, che sono: le ingiustizie, lo sfruttamento, la violenza, la povertà estrema in tanta parte della terra.

Dobbiamo sostenere, amare, curare chi è nella sofferenza per il suo corpo ammalato, handicappato o invecchiato. Se riusciamo a fare tutto que­sto, noi partecipiamo concre­tamente alla risurrezione di Cristo.

 

OMELIA DELLA DOMENICA DI PASQUA

 

Questa notte, ho evidenziato la gioia del ri­trovarsi tutti insieme, pur vi­vendo in disparati luoghi. Quest'oggi, mi piace marcare la gioia di sentirci ed essere una sola co­sa in Cristo: noi, che siamo ancora pellegri­ni su questa terra, protesi ver­so il futuro e la beatitudine e­terna, e coloro i quali ci hanno già preceduti: nostri genitori, parenti, amici, conoscenti.

E' bello essere consapevoli di questa certezza: siamo, ma continueremo ad essere per sempre e non già solo di fatto,

ma anche nel ricordo di chi verrà dopo, pur non conoscen­do il nostro volto, il nostro nome ecc.

E' magnifica l'idea dell'eterni­tà. La Comunità parrocchiale si ricorderà di noi, pregherà per noi, sarà grata a noi per aver crea­to i presupposti di una fede da vivere e da trasmettere.

Ci ricorderà, perché, avendo fatto parte di questa parrocchia, apparteniamo alla chiesa universale,all'unica grande, immensa fa­miglia di Dio. Anche per questo ringraziamo il Signore risorto.

 

DON PASQUALE SERGI  2009

 

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30 marzo 2009

 

PASQUA 2009

PREPARIAMOCI  A RISORGERE  CON CRISTO

 

 

> DOMENICA DELLE PALME

*Ore 11,00: Benedizione delle Palme, presso la Croce dei padri Passionisti - Breve Processione - Santa Messa.

* Ore 16,30: Ora di adorazione.

* Ore 17,30: Santa Messa.

> LUNEDÌ SANTO - MARTEDÌ SANTO.

* Ore 08,00: Santo Rosario.

* Ore 08,30: Santa Messa.

* Ore 17,00: Esposizione del Santissimo Sacramento - Adorazione - Benedizione Eucaristica.

MERCOLEDÌ SANTO.

* Ore 08,00: Santo Rosario.

* Ore 08,30: Santa Messa.

* Ore 10,30: Precetto pasquale per la Scuola Media.

> GIOVEDÌ SANTO

* Ore 09,30: Santa Messa Crismale nella Cattedrale. *CONFESSIONI: ore 17,00 -18,45.

* Ore 19,00: Santa Messa in «Coena Domini» - Traslazione e Reposizione del Santis­simo. Breve Adorazione.

*Ore 22,00: VEGLIA EUCARISTICA.

>VENERDÌ SANTO

* Ore 10,30: Ora Santa.

* Ore 17,00: Azione Liturgica, con Predica della Passione - Processione del Cristo morto.

> SABATO SANTO

* CONFESSIONI: ore 21,30 - 22,45.

*Ore 23,00: Veglia Pasquale - Santa Messa.

>DOMENICA DI PASQUA

*Ore 10,15: «Cumprunta» - Processione - Santa Messa.  Benedizione e distribuzione del pane , simbolo della Parola di Dio che deve  essere  mangiata dagli uomini e condivisa  con sentimenti fraterni .

*Ore 17,30: Santa Messa.

Il Parroco e il C,P,P

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17 marzo 2009

GIORNATA MONDIALE DEL RENE

 

Croce Rossa  di Francavilla Angitola in collaborazione con la F.I.R. (Fondazione Italiana del Rene )

 

 

“NEL  MONDO 1 PERSONA  SU 10 HA UN PROBLEMA  RENALE”

 

Domenica  15  Marzo  nei locali del Circolo Anziani i volontari  della  Croce Rossa Italiana Gruppo V.D.S. di Francavilla (  Responsabile Emanuele Limardi ) hanno controllato gratuitamente la funzione dei reni  procedendo  alla misura  della pressione  arteriosa  e  all’ esame  delle  urine ,  nonchè consegnando  alle persone  che  sono state  sottoposte  al controllo  un interessate materiale informativo sanitario .  Numerosi  cittadini hanno aderito alla iniziativa ;  i controlli sono stati eseguiti  con la supervisione  del Dott.  Romeo Aracri , Sanitario  di Francavilla.

Tra le iniziative di prevenzione previste per la Giornata Mondiale del Rene dell’  8 marzo, il Progetto Camper, realizzato dalla FIR in collaborazione con la SIN e la Croce Rossa. Nelle piazze di 63 città italiane saranno allestite 65 po­stazioni mobili presso le quali il pubblico potrà effettuare il controllo gratuito della pressione arteriosa e l'esame delle urine e ricevere materiale informativo dal personale sanitario. A tal proposito, proponiamo l'intervista al Prof. Vittorio Andreucci Ordinario di Nefrologia all'Università degli studi di Napoli Federico II e Presidente della Fondazione Italiana del Rene (FIR).

“Perché una Giornata Mondiale e una Campagna di prevenzione sulle malattie renali?

Secondo il Registro Italiano di Dialisi e Trapianto della Società Italiana di Ne­frologia (SIN) relativo al 2004, in Italia, sono in media 170 i pazienti per milio­ne di popolazione che iniziano la dialisi ogni anno per Insufficienza Renale Cronica (IRC). L'incremento negli anni è stato notevole. Ma i soggetti in tera­pia dialitica sono considerati la punta di un iceberg: secondo alcune stime, per ogni paziente in dialisi ve ne sarebbero almeno 200 con un certo grado di com­promissione della funzione renale. Negli scorsi decenni í Nefrologi hanno lavo­rato accanitamente per assicurare la dialisi a tutti coloro che ne avessero la ne­cessità e per incrementare il numero delle donazioni per i trapianti di rene. Ma tutto questo non basta. E' venuto il momento di assumerci con urgenza un altro impegno: avviare con prontezza e determinazione un programma di prevenzio­ne e di trattamento precoce delle nefropatie, settore al quale sin d'ora non si è prestata sufficiente attenzione.

A cosa è dovuto questo preoccupante aumento di nefropatie che è stato definito dall'OMS come una pandemia?

Alla sua base stanno l'allungamento della vita e una riduzione della cosiddetta mortalità competitiva, condizioni che consentono alle malattie renali di svilup­parsi negli anni. Non è però irrilevante il fatto che spesso la diagnosi è tardiva e ciò fa sì che non si possano prendere per tempo i provvedimenti necessari e che la malattia, spesso senza Sintomi evidenti, proceda indisturbata”.

 

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9 marzo 2009

Festa  di San Foca  5 marzo 2009

 

 

Nella  giornata  del 5  marzo,  Francavilla Angitola   celebra  il  suo  patrono  con fervore  sempre  più  crescente.  la  Messa   delle 10,30  è stata concelebrata  dai Sacerdoti,  il Parroco  arciprete  Don Pasquale  Sergi,  l’arciprete  Don Vincenzo Fiumara,  Parroco in Castellabate  (SA).

Nel  corso  della  Messa  solenne  Don  P. Sergi  ha rivolto  gli auguri  non  solo  a chi  porta il nome  Foca,  ma a tutti i membri  della  comunità  francavillese  sui quali  ha invocato la protezione  del  loro  Patrono.

Nel  corso dell’offertorio sono stati  benedetti  i tradizionali  taralli di San  Foca,  dolci a forma  di serpe. Il  Sindaco, a nome di tutta la cittadinanza, ha presentato una fornitura di cera liquida, che simboleggia l'impegno di Francavilla a seguire le orme del suo patrono,  

Conclusa  la celebrazione della  messa ,  per le strade  del paese  si  è svolta  la processione  del Santo ,  accompagnata  dal  vice Parroco Padre Tarcisio Rondinelli ,dall’arciprete  Don Vincenzo Fiumara , dalla  folla dei  fedeli  e dalla  banda  musicale  di  Filadelfia .

Alla fine, sul  sagrato della  chiesa  di  San Foca  si è  intonata  la tradizionale  litania;  la  celebrazione  si è  conclusa  con il  bacio  della  Reliquia.

 

OMELIA  DI DON PASQUALE SERGI  5 MARZO 2009

 

Saluto tutti i presenti e in par­ticolare le autorità civili che rappresentano Francavilla.

"Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne  accese”. Guidati da queste parole del Vangelo di Luca celebriamo la festa del nostro Patrono San Foca.

Sono molti gli spunti di rifles­sione su cui possiamo soffer­marci, a partire da queste pa­role del Signore.

Siate pronti è un appello che riguarda tutti noi, comunità ecclesiale e comunità civile.

11 Signore, non ci invita ad es­sere pronti per un evento reli­gioso o mondano occasionale, per un viaggio o per una qual­siasi impresa umana, ma per l'incontro con Lui, principio e fine di ogni cosa, Parola di verità e cibo che ci nutre per la vita eterna.

Siamo quindi chiamati in primo luogo, sull'esempio di S. Foca, a farci accoglienti e ospitali verso il Signore Gesù e verso il prossimo.

Noi, oggi veneriamo San Foca, il santo patrono di Francavilla. Anzitutto chiediamoci: chi è il santo patrono?E' un nostro amico fidato, che vive nella luce e nella gioia del Regno di Dio; s'interessa di noi, delle nostre speranze, dei nostri problemi, e intercede a nostro favore presso quel Dio, che è bontà assoluta, misericordia, Padre. E' il trait d'union tra il passato e il presente, gli avi e i posteri, ciò che è stato e noi. E continuerà ad esserlo: tra noi e il futuro. Francavilla lo venera sin dal secolo XII, e continuerà a farlo per sempre.

Noi lo festeggiamo per tradi­zione. Dire tradizione vuol dire qualcosa che conta, quindi qualcosa di importante. Un popolo è un popolo anche per la fedeltà alle sue tradizio­ni; quando non è fedele ad es­se diventa un insieme di per­sone slegate.

11 sentimento comune verso le proprie radici, verso la propria storia, fa di una comunità u­mana un soggetto preciso, con una sua particolare fisio­nomia.

Le tradizioni sono importanti per un popolo, ma esse vanno capite nella lo­ro natura profonda.

Se non si capiscono diventano semplici costumi esteriori, più o meno folkloristici.

Non basta però rispettare la tradizione, bisogna farla propria.

San Foca, se è stato scelto come Patrono dai nostri Padri, deve essere accettato da cia­scuno di noi con consapevo­lezza e amore, imitandolo soprattutto nella fede, nella speranza e nella ca­rità, le tre virtù teologali che l'hanno contraddistinto. Francavilla, come un po' tutto il mondo, è da tempo investita da una mentalità soggettivista e individualista.

La città moderna ha difficoltà a coordinare la cura della li­bertà e dei desideri individuali col bene comune, condiviso.

Ma la città, soprattutto i pae­sini, esistono per essere luogo di sicurezza e di vita, luogo del sostegno reciproco; è quindi necessario che tutti noi ci impegniamo ad imitare San Foca, che si fece ortolano per sfamare i pellegrini, per vi­vere la solidarietà e la carità.

Noi avvertiamo un malessere: per colpa di pochi, ci sentiamo estranei gli uni gli altri, se non "contro" gli altri.

Nostro Signore ci considera fratelli, siamo la sua famiglia e quindi anche se "tanti", dobbiamo sentirci ed essere l'un solo corpo".

Ciascuno deve essere, per la sua parte, membro vivo del corpo.

Noi, cristiani e devoti a San Foca, siamo chiamati ad esse­re un popolo che afferma i va­lori della persona nella solida­rietà sociale.   Un paese, specie se piccolo, è fatto di volti, di storie che si intrecciano, di gioie e di sofferenze condivise. Ma se è distratto, se non si accorge di chi vive male, se ostenta il volto soddi­sfatto dello star bene,se è luogo dove domina il sog­gettivismo egoista, l'indifferenza, se provoca sofferenze di qual­siasi tipo, se uccide con la lin­gua biforcuta, se tutto questo accade, la città o paese che sia, tradisce il suo compito. La solidarietà, l'amore verso il prossimo, dice la "solidità" di una città o paese, ne è elemento costitutivo.  Purtroppo, in un ambiente piccolo quale è diventato il nostro (basti dire che, da quando sono qui, sia­mo diminuiti di un migliaio di persone), bastano poche, pochissime persone a far per­dere la serenità e la gioia di vi­vere, nonché quella sana e co­struttiva emulazione.                                                                     

  Ogni famiglia, ogni persona ha il diritto di vi­vere in un contesto di sicurez­za, non di precarietà, di gioia, non di diffidenza. Impegnarsi, per dare a tutti, specie agli ultimi, una vita dignitosa e serena, non è un gesto di generosità opzionale, ma un dovere. Permangono in tanti, anche se non molti, resistenze legate a pregiudizi e atteggiamenti di diffidenza, che, proprio guardando alla fi­gura e al carisma di San Foca, sono incompatibili con la vo­cazione di Francavilla all'ospi­talità. 11 Signore Gesù, per intercessione di San Foca, ci aiuti a fare di Francavilla il paese della solidarietà e della concordia. Amen.

11 Sindaco, a nome di tutta la cittadinanza, presenta una fornitura di cera liquida, che simboleggia l'impegno di Francavilla a seguire le orme del suo patrono.

11 Signore ve ne renda merito!

 

Francavilla, 5 marzo 2009                                                                                                                 Don Pasquale Sorgi

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3 marzo 2009

 

 

Festa  di San Foca

 5 marzo

 

La festa patronale   prevede soltanto i riti religiosi. Suggestive le litanie (orazioni) che le donne del paese recitano in dialetto in chiesa, intervallandosi con le esibizioni della banda.

San Foca, che tradizionalmente si invoca soprattutto contro i morsi dei serpenti, viene omaggiato con i taraji, dolci ricoperti di zucchero proprio a forma di rettile

 

 

 

 


23 febbraio 2009

 

CARNEVALE 2009

 

II Carnevale è tempo di baldoria, di diverti­mento, di spensierata allegria. E' per questo che, come Oratorio, abbiamo organizzato per giorno 24, ore 15,30, una grande SFILATA SU CARRO ALLEGORICO, per le vie del paese, e alle ore 17,00 una FESTA DANZANTE nella nostra sede. Termineremo con una cenetta insieme.

Ma la tradizione di carnevale comprende anche l'elezione di un sovrano, simbolo del vecchio ciclo annuale e caricato di tutti i mali.

Perciò, al termine del suo regno, IL RE DI CARNEVALE, mercoledì 25, alle ore 15,30, VERRÀ MALMENATO ED UCCISO, attraverso il fantoccio che lo rappresenta.

Da tutto questo, noi Oratoriani, ne traiamo la seguente morale: c'è un tempo per il divertimento e la spensie­ratezza, ma c'è anche un tempo per le cose serie. Naturalmente, continueremo a divertirci, ma dando maggior spazio, durante la quaresima, alla riflessione, alla preghiera, alla collaborazione con la parrocchia. Ecco perché vi invitiamo, mercoledì delle ceneri, alle ore 17,30, alla santa Messa che sarà celebrata dal no­stro parroco nella Chiesa Matrice.

 

carnevalE A FRANCAVILLA 24-2-2009 album foto

 

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25 GENNAIO 2009

16^  Festa della gente di mare del Sud

Francavilla Angitola ,  Pizzo, Tropea, Milazzo

 17-18-19 luglio 2009

    

Da  16 anni  nei  Comuni  di Francavilla Angitola  e Pizzo  (VV)   si  celebra  a metà  luglio  la Festa della Gente di Mare  in onore di San Francesco di Paola.  Tale manifestazione  si ricollega  all’  antica   devozione  verso  il taumaturgo Paolano  assai sentita  dai pescatori,  dai marittimi  e da tutte le persone in  vari modi  legate  al mondo del mare.   Nelle  ultime edizioni ,  in concomitanza  con il 5°  Centenario  della morte del Santo (1507-2007) la festa  ha avuto un notevole sviluppo,  allargandosi   dai centri calabresi più legati  a  San Francesco ( Paola, Pizzo, Francavilla Angitola, Reggio Calabria-Catona, Nicotera, Tropea,  Soriano Calabro, Paterno Calabro, Fuscaldo)  alla Sicilia , andando prima a Messina e poi  a Milazzo (2008).

   Grazie  all’impegno profuso dal Comitato, presieduto dall'ing. Vincenzo Davoli ed entusiasticamente animato da Gianfranco Schiavone e da Giuseppe Pungitore, che cura anche i siti internet www.sanfrancescodapaola.it  e www.francavillaangitola.com, da Padre Giovanni Cozzolino  Presidente della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima, da Filippo Raffaele della “Bottega degli Artisti “ di Soriano, dall’Avv. Giovanni Bianco di Nicotera , dal  dottor Emanuele  Stillitani della Proloco di Pizzo, da Franco Di Leo dell’ Arcipesca F.I.S.A  di Pizzo, e grazie alla collaborazione entusiastica  della Guardia Costiera,  al sostegno di Enti e Autorità civili e religiose, la nostra risulta essere  in Italia   la più importante Festa della Gente  di Mare.  Da alcuni anni  la giornata più intensa ed emozionante  della festa  è quella dedicata  ad un pellegrinaggio marino, a bordo di motonavi civili,   scortate da natanti del Corpo  della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera ;   nel 2005  la meta  è stata Messina;  nel  2006 sono state Reggio Calabria e Catona ;  nel 2007  la meta è stata  Fuscaldo, Città  natale di Vienna , la Madre del futuro  Santo e nel 2008  Milazzo, Provincia di  Messina.                                                                              

   A  tali pellegrinaggi  marini,   effettuati sotto la vigilanza  e con il supporto della Guardia Costiera    ( presente con  mezzi navali, uomini e  Ufficiali)  partecipano  con devozione  moltissimi fedeli,  terziari del  TOM ,   membri di confraternite,   persone anziane  e giovani  ( tra cui  quelli  della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima,   di  associazioni di Volontariato e della Croce Rossa, dell’ Arcipesca F.I.S.A). Al  pellegrinaggio marino  a Fuscaldo e Milazzo , hanno preso parte  anche una  cinquantina  di persone disabili   (accompagnate dai relativi  assistenti volontari )  che  hanno vissuto una giornata  indimenticabile  sotto la protezione di San Francesco  e della Madonna Pellegrina  del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, appositamente presente per  espresso volere  di Natuzza Evolo  di Paravati.

     L’ edizione  in programma per luglio 2009 si svolgerà oltre che  a Pizzo e Francavilla Angitola, anche a Tropea venerdì 17 luglio;  la meta  più lontana sarà ancora  Milazzo, sede  dell’ unico  Convento fondato personalmente  da San Francesco in Sicilia;  il pellegrinaggio marino  e le cerimonie connesse sono organizzati in  stretta collaborazione  con  l’Amministrazione Comunale di  Tropea, e con la Città di  Milazzo coadiuvata dalla locale “Stella Maris”, presieduta  da Giuseppe Doddo.

    Venerdì   23 gennaio 2009 a  Tropea,  il Comitato della Festa di gente del mare del Sud,  composto  da Padre Giovanni Cozzolino  Presidente della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima, da Gianfranco Schiavone  da Giuseppe Pungitore, da Filippo Raffaele della “Bottega degli Artisti “ di Soriano, dall’Avv. Giovanni Bianco presidente della Pro-loco  di Nicotera  , dal  Comandante  Locomare della Guardia  Costiera  di Pizzo   Domenico Malerba , dal  Comandante  della Guardia  Costiera  di   Tropea Giuseppe Colloca ha avuto un cordiale incontro  con   il  Sindaco di Tropea   Dott.   Antonio  Euticchio, accompagnato dall’ Ass. Valeri  Antonino , dal Comandante dei Vigili Urbani  Marciano Francesco, dal  Presidente del Porto di Tropea  Antonio La Torre,  nei locali  del Porto di Tropea. Il Comitato  ha prospettato agli amministratori  di Tropea l’intenzione di  celebrare nell’ incantevole cittadina tirrenica  la prima  giornata  della Festa di gente del mare del Sud,  venerdì 17 luglio  2009 ,   tenendo un  convegno  sulla figura  di  San Francesco di Paola avente per tema  : “San Francesco  di Paola e l’Ordine dei Minimi a Tropea ”, ed intitolando al Santo Paolano l’anfiteatro del porto. Il  Sindaco dott.  Euticchio, entusiasta  per la  proposta  avanzata,   ha dichiarato  che  San Francesco di Paola merita di essere onorato a Tropea in forma  più elevata ;  perciò  proporrà  immediatamente all’ Amministrazione Comunale di  dedicare  al Santo il porto  commerciale di Tropea apponendo una  specifica targa ricordo dell’avvenimento, e di  intitolare in modo particolare il  Borgo dei Pescatori a San Francesco di Paola. Si  è deciso infine di svolgere  una suggestiva fiaccolata ,  la sera  del 17  luglio ,  partendo dal porto  per raggiungere la locale chiesa  intitolata  a San Francesco di Paola.

 

25-01-2009                                                                                             Giuseppe Pungitore                                                      

Foto : Il Sindaco di Tropea  dott. Antonio Euticchio

 

ALBUM FOTO

 

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10 GENNAIO 2009

Omelia  di Don Pasquale  Sergi  6-1-2009

 

Epifania è parola greca che, nel contesto,  significa manifestazione di Dio nel Bambino Gesù.

Lui porta luce al mondo perché tutti vedano e conoscano il suo progetto di sal­vezza.

L'Epifania viene ad essere anche festa dei Re Magi, perché sono stati i primi a riconoscere in quel Bambino il Messia atteso.

Essi hanno visto da lontano la grande luce del Natale,  la luce di cui ave­va parlato il profeta Isaia,  e di cui abbiamo sentito nella prima lettura di oggi.

Dio, un giorno,  avrebbe mandato a Gerusalem­me il Messia come luce, per vincere le tenebre dell'er­rore e del peccato,  e illuminare non solo Israele ma tutte le nazioni della terra.

Come attratti da quella luce,  i popoli si sarebbero messi in marcia verso Gerusalemme, portan­do doni.

Purtroppo, questo non è possibile:  i luoghi che dovrebbero esse- re particolarmente santi per la nascita di Gesù,  sono ancora una volta luoghi del rifiuto di Dio, luoghi di dolore, di sangue e di morte.

I Magi possono essere considerati simbolo dell'uomo alla ri­cerca di Dio.

Così, presso la culla del Signore, avviene l'incontro di due movimenti convergenti:

da una parte Dio che si in­cammina per manifestarsi all' uomo,

e dall'altra l'uomo che cerca Dio e lo trova nel Verbo incarnato.

È la sintesi della storia religiosa dell'umanità.

I magi, scrutatori del cielo, uomini inquieti e desiderosi del sapere,  percorrono migliaia di chilo- metri per incontrare Dio.

È un'avventura spirituale che si ripete nel tempo:  da più di venti secoli,  milioni e milioni di uomini abbiamo trovato Dio in Gesù Cristo e grazie a Gesù Cristo.

Anche oggi,  nelle chiese di tutto il mondo, ci si raccoglie nel nome di Dio, attorno a Gesù:

uomini pensosi,

uomini di buona volontà,

uomini che sentono forte il bisogno di essere amati e di amare in Cristo Signore, uomini desiderosi di sentirsi ed essere un’unica Famiglia, con alla guida il Maestro Gesù, Via, Verità e Vita.

 

Don Pasquale  Sergi 

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5 GENNAIO 2009

 

Riceviamo  e pubblichiamo : 

lettera di plauso  di Don  P. Sergi per il nostro sito

 

Cari Amici,

in quanto fruitore, nonché collaboratore del Vostro/Nostro Sito, purtroppo, ho riscontrato una palese flessione, relativamente all’impegno profuso nella fase iniziale.

Sarà perché sono subentrati nuovi e più importanti impegni, sarà perché noi utenti non vi siamo stati sufficientemente grati per la vostra encomiabile opera, sarà perché l’entusiasmo iniziale è venuto via via scemando, soprattutto a causa di giudizi esterni “frettolosi e di parte”…

            Da Amico e parroco Vi sollecito ad andare avanti sempre e comunque; continuate a lavorare per il progresso sociale, culturale e morale di Francavilla. Personalmente Vi ringrazio, anche a nome della Comunità parrocchiale che rappresento, per il notevole spazio che ci avete finora dato. Dove non può arrivare la mia voce e quella della parrocchia, l’avete fatta arrivare, amplificata, voi.

L’altro giorno, ho letto con grande attenzione quanto l’Amico Lorenzo Malta, nella sua bontà, ha voluto pubblicare nell’occasione del mio trentesimo anno di vita pastorale a Francavilla.

E’ stato scritto e vissuto un ampio, solido e costruttivo spazio di storia. Si sono intrecciate difficoltà a difficoltà, tradizioni da accantonare o modificare addirittura nell’ambito liturgico, presunzioni di svariata natura, voglia di primeggiare, tre Chiese completamente abbandonate come da documentazioni fotografiche, pochissime presenze alle sacre funzioni, niente di prettamente organizzato.

Insieme, generazioni diverse, abbiamo desiderato, progettato e realizzato tra gioie e sofferenze, insieme abbiamo amato e servito il Signore. Ho fatto di tutto perché ci sentissimo in Cristo una sola Famiglia, tutti vogliosi di positività e di progresso. Ecco lo scopo dell’Oratorio con le sue molteplici iniziative, gli spazi per tutte le età, i pranzi per centinaia di persone, gli spettacoli, il teatro, il cinema, le tombolate, il servizio domiciliare agli anziani, l’Adorazione Eucaristica quindicinale, le Sacre Funzioni e il Catechismo nelle Contrade, la Catechesi per ragazzi, giovani e adulti, la Comunione settimanale agli ammalati, l’Associazione Pro Culto per il restauro della Chiesa Matrice…

            Ringrazio Lorenzo per l’occasione di scrivere queste righe. Ringrazio Voi per la possibilità che offrite ai Vostri Lettori di condividere con noi momenti lieti e tristi, in una parola, di sentirci, in Cristo, una unica Famiglia, sebbene lontani.

            Non mi resta che augurarvi, specie nell’occasione di queste festività e come sono solito dire: “Pace e Bene”.

Francavilla Angitola, O2/01/09                          Vostro don Pasquale

 

 

 

Il  nostro Parroco, l’arciprete Don Pasquale Sergi, ci ha informato con la lettera sopra  riportata   che la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea  ha aperto  un nuovo sito internet  “finalmente funzionante”.  E’   perciò  nostro vivo desiderio  stabilire  un link  di  collegamento  tra  il  nostro sito  ( che finora  ha riservato  un ampio spazio  agli eventi  e alle  tradizioni religiose) ed il nuovo  prestigioso sito  www.diocesimileto.it. Negli  ultimi tempi  la parrocchia e la comunità  di Francavilla Angitola  sono  salite alla ribalta della diocesi di Mileto  perchè il nostro paese è stato sede  di due incontri assai importanti  : quello  delle catechiste zonali  e quello  della gioventù cattolica,  che  ha visto affluire  a Francavilla folte schiere di giovani,  provenienti da tanti paesi  della zona  dell’ Angitola.

Sicuramente  l’evento  più significativo e speciale per la nostra comunità  è stato  il 30°  anniversario  del ministero sacerdotale  di  Don Pasquale Sergi  a Francavilla  coinciso con la festività dell’ Immacolata  ( 8 dicembre 1978-2008). Durante  la Messa   solenne  delle ore 10,30  celebrata  nella chiesa di  San Foca Martire  il Sindaco di  Francavilla Angitola  ha voluto salutare Don Pasquale a nome suo personale, dell’Amministrazione Comunale  e dell’ intera  cittadinanza e  ringraziarlo  per tutte  le varie attività  da Lui  organizzate  nel  suo lungo ministero sacerdotale nel nostro paese.  Analogamente  la  signora Saverina De Caria Ionadi ,   in qualità  di  segretaria del locale Consiglio Pastorale, ha ringraziato il Parroco soprattutto a nome di coloro  che  più da vicino hanno collaborato e partecipato alle tante iniziative  messe in atto  dall’ Arciprete Don Sergi .

  Per  meglio rievocare l’attività  esplicata da Don Pasquale a Francavilla  vogliamo divulgare e diffondere  all’intera diocesi di Mileto l’ampio ed  approfondito     intervento di  Lorenzo Malta , che assai bene illustra i molteplici  e differenti aspetti  del trentennale ministero parrocchiale di Don   Sergi  nel nostro paese .

Beninteso  noi  ringraziamo  a  nostra volta  Don Pasquale anche per  il vivo  interesse  con cui segue il nostro sito.

Informiamo  tutti i visitatori  del  nostro  sito  ad andare  oltre  la pagina  delle NEWS , poichè  tanti aggiornamenti  riguardano  soprattutto  le  sezioni  interne  del  sito  stesso,  come ad  esempio  la  pagina  interna  “monumento ai  caduti” ecc. .

GIUSEPPE PUNGITORE

 

1978-2008  don Pasquale Sergi 30 anni di ministero sacerdotale a Francavilla .

 

 

Non conosco parroci francavillesi che siano stati giudicati unanimemente  ed esclusivamente per il loro ministero pastorale; spesso e volentieri il pregiudizio, prerogativa ideologico-culturale degli sciocchi (i quali ahimè hanno pure una corsia preferenziale per il Paradiso)  ha prodotto nei loro confronti sentenze distorte, irreali, così è stato per don G.Caria e don V.Condello così sarà di certo per don Pasquale Sergi che pur francavillese non è.

Difficile è la missione dei preti che devono comprendere le debolezze degli uomini per salvare le anime e arrogante e presuntuosa è la pretesa degli uomini che dei preti vogliono scoprire  i difetti  quasi per dare un alibi ai propri.

Nell’ineluttabile scontro manicheista che caratterizza l’umano esistere su tutti  noi grava il peso di un giudizio positivo o negativo che è condizionato da posizioni politiche, culturali e religiose differenti, difficilmente ci si eleva super partes per un giudizio obiettivo e distaccato. Ma l’autentico cristiano non teme il giudizio dell’uomo, anche se fastidioso, ma quello inappellabile di Dio.

 Don Pasquale Sergi arriva a Francavilla nel 1978 senza squilli, in punta di piedi, quasi di nascosto. E’ persona timida (connotato caratteriale che gli sarà additato come una colpa, un rifiuto all’agire) ma ha delle qualità è un moderno, ha le idee chiare ed è tenace.

Talora certe metamorfosi, specie nei piccoli centri rurali, hanno effetti dirompenti e squarciano quella solita monotonia lungo la quale scivola un quotidiano scontato e restio alle rivoluzioni.

Gli ambienti rurali da sempre rappresentano realtà difficili da gestire, riottosi, diffidenti a volte xenofobi e su don Pasquale Sergi da Pizzo oltre alla cittadinanza pesava l’eredità di un grande predecessore don Vincenzo Condello, il cui ricordo ancora vive nelle medie e vecchie generazioni.

Il confronto tra i due divenne inevitabile per chi viveva di parallelismi e di polemiche gratuite e non coglieva i segni di un cambiamento in atto.

Quanta è perfetta l’irripetibilità della persona, come è soprannaturale questa caratteristica che ci rende straordinariamente unici!

Don Pasquale, parroco di profonda cultura (solo chi lo conosce bene può apprezzare questa sua qualità) è prete “progressista”, ciò lo s’intuì fin dal suo arrivo  30 anni fa quando scandalizzò tradizionalisti e benpensanti presentandosi senza abito talare.

 Al suo arrivo dovette affrontare sia le diffidenze iniziali di parrocchiani, ancora legati ad una religiosità fatta più di forma che di sostanza, per costruirsi un consenso, una stima,  sia le sfide di una realtà che proprio in quegli anni stava radicalmente cambiando sotto i colpi di un disordine morale, di una personalizzazione della fede e di un edonismo che oggi è minato dalle fondamenta da una profonda crisi economica.

Iniziò fin dal suo arrivo un lavoro tenace dietro al quale più che un progetto c’era una visione di modernizzazione di tutta la vita parrocchiale di Francavilla.

Il programma contemplava la formazione religiosa dei più piccoli mediante l’impiego di motivate catechiste, la correzione di alcuni aspetti esteriori della fede, l’organizzazione di nuove istituzioni parrocchiali, l’assistenza e l’azione del volontariato in favore degli anziani, lo scambio di esperienze religiose tra gruppi diocesani e la riorganizzazione della ricreazione parrocchiale che prevedeva l’acquisizione di nuovi e moderni strumenti tecnologici (il cinema fra tutti)

L’Oratorio, nella vecchia sede, si dotò pure di un ciclostile ( sostituito poi da una fotocopiatrice) che consentì la stampa di un periodico ”L’Oratorio” il quale per mesi riuscì a polarizzare l’interesse del paese animando il dibattito civile religioso ed anche politico, fu un fenomeno mediatico  inaspettato, unico. In quegli anni la comunità francavillese appariva ancora viva, palpitante, ma ben presto le cose sarebbero cambiate. Nelle piccole comunità è il parroco la figura che prima degli altri riesce a percepire i segni delle trasformazioni,  primo fra tutti lo spopolamento. Egli ha una constatazione diretta del fenomeno  tramite le presenze in chiesa e la registrazione nei suoi libri dei battesimi (sempre di meno), dei trasferimenti in altre parrocchie e delle morti (sempre di più) dei suoi parrocchiani.

L’ultimo decennio dei tre è stato un periodo di crisi, di nuova e massiccia emigrazione, di perdita dell’identità culturale, di mutamento della fede. Ciò è stato prontamente denunciato dal buon parroco il quale, se anche avesse voluto derogare alla sua missione spirituale e cercato di arginarla , non avrebbe potuto  per la mancanza di strumenti efficaci.

Comunque sia in questi 30 anni ci sono stati momenti felici e motivi di soddisfazione per don Pasquale; penso ai tanti giovani francavillesi ora affermati professionisti in varie città d’Italia. Il suo contributo alla loro formazione civile, culturale e religiosa è stato fondamentale ed è tuttora aperta la sua disponibilità nei confronti della locale gioventù studiosa. (anche chi scrive gli è debitore). Don Pasquale è il parroco del cambiamento che ha traghettato nella modernità la comunità religiosa francavillese ( in senso formale non posso dimenticare le prime messe accompagnate da moderni strumenti musicali o da cori polifonici) ma la sua attività, il suo impegno non si è limitato esclusivamente alle attività religiose.

  Vanno citate l’apertura del nuovo Oratorio intitolato a S. Domenico Savio, la preparazione di un affiatato gruppo di giovani francavillesi che da anni recitano con successo commedie teatrali di un certo impegno. Tante altre sono le iniziative che nella fretta di comporre queste brevi  riflessioni mi sono sfuggite e spero pertanto di essere perdonato.

Don Pasquale è stato e rimane un parroco semplice ed essenziale, nemico dell’effetto scenico e istrionico che deve essere giudicato non per la sua la  sua introversione ma per le sue opere. Non so oggi quanto abbia perso del suo entusiasmo iniziale, gli anni pesano per tutti, ma so di certo che mai rifiuterà consigli e collaborazioni, ciò a dimostrazione di una semplicità nascosta e di una lontananza dalla presunzione.    

Ora più che mai, in questa comunità in difficoltà, dove sembra essere calata la sera come sullo scenario dei discepoli di Emmaus dobbiamo chiedergli di rimanere con noi e continuare a lavorare per noi.

Dai miei studi sulle istituzioni ecclesiastiche francavillesi rilevo che don Pasquale è il terzo parroco per longevità di ministero sacerdotale  dietro don V. Servelli (1823-1861) e don G. Caria (1923-1960).

Non ci resta che augurargli ancora lunga vita.

     

Francavilla 9/12/2008

 

                                                                                 Lorenzo Malta


28 dicembre 2008

 

INIZIATIVE  DI SOSTEGNO  PER MALATI DI Alzheimer 

 

E  LORO  FAMIGLIARI

 

 

L'associazione " Alzheimer  Calabria" presie­duta da Maria Rita Carreri,  in  collaborazione con  la associazione di volontariato  “cooperativa il Ponte”  di Pizzo , coordinata a Francavilla  da Vittoria  Fraone,  nei  locali Comunali di contrada Mulino  a Francavilla Angitola ha tenuto un corso  mirante  a fornire  ai famigliari   di  persone  affette  dall’ Alzheimer  adeguate  informazioni su questa grave  patologia . Negli   incontri   avuti  con  medici e specialisti i famigliari  che assistono  a casa  i loro  cari,  ammalati  di Alzheimer,   hanno esposto i seri problemi  patologici  e  psicologici    che affliggono  sia gli ammalati  sia  i famigliari che provvedono  alla assistenza.

Il  corso, della durata  di 2  mesi,  si e’  svolto  nel periodo da ottobre a dicembre  2008 ;  l’iniziativa   è stata molto apprezzata  da  tutti  i famigliari dei francavillesi  ammalati  di Alzheimer, che hanno partecipato al corso. Visto il successo di questa prima  esperienza ,  l’  associazione di volontariato “ il Ponte” si prefigge  di far  proseguire il corso  con  ulteriori stages estesi oltre a Francavilla ad altri comuni  della provincia di Vibo Valentia ; pertanto all’inizio  del 2009  il corso  si terrà nei locali dell'ospedale di Pizzo, dove  a metà dicembre   è stata  inaugurata  la  "Biblioteca multimediale e monotematica sulla malattia di Alzheimer".

 

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26 dicembre 2008

Gesu’

rinato  in voi

vi porti gioia e salute

 

Invitato dall'amica Antonella, (vice sindaco),  e Francesco Pungitore  (Assessore)  a dare una mano per orga­nizzare il tradizionale presepe vivente, ho subito colto l’ occasione per arricchi­re questa tradizione, in modo che non ci si soffermi solo all'aspetto coreogra­fico e all'inventiva di qualche volontario. Come facilmente si desume dal te­sto, emerge una centralità. C'è un movimento concentrico: tutti siamo chia­mati a far nascere Gesù in noi per portarlo attorno a noi; tutti siamo chiamati a ringraziare Dio infinitamente Buono e la Madonna Santissima. Dio viene in noi, noi siamo chiamati ad andare da Lui, facendolo diventare sempre più parte importante nella nostra vita.

 Questo presepe è veramente vivente, nel senso che, accanto ai senti­menti che ci legano ai vari personaggi principali e non, noi stessi diventiamo protagonisti: con il sentimento, la preghiera, il cammino verso Dio . Quindi : Dio viene  da noi e per noi , noi andiamo da Lui . “Io sono l’Alfa e l’ Omega.

Ho voluto riportarvi indietro nel tempo, ad incominciare dalla casa dove è nata ed è vissuta Maria Santissima. Ho voluto soprattutto che ci fosse la stessa gioia per il Messia nato tra le nostre case, il Messia portato nei nostri cuori e il Messia sacramento, custodito in Chiesa. L'idea di fondo è sempre Lui, che ci chiama non già per avere qualcosa ma per darci se stesso. Ringrazio per l’input l'Amministrazione comunale , a cui fin d’ora auguro  Buon Natale e Buone Feste,

 

(don Pasquale Sergi)

 

venne ad  abitare in mezzo a noi”

Presepe vivente nella Veglia di Natale

 

Prologo

Narratore (2 o più)- "In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Ver­bo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità". leggi tutto

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10 dicembre 2008

 

PRESENTATO IL  LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”

 

IL  7  DICEMBRE  2008  ALLE ORE 10.30  NEL  MUSEO DELLA TONNARA ALLA MARINA DI PIZZO   E’  STATO PRESENTATO  IL  LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”  DI  VINCENZO DAVOLI. 

IL  SALONE  DEL MUSEO  ERA  GREMITISSIMO  DI  PERSONE  VENUTE  DA  FRANCAVILLA, DA PIZZO, DA POLIA,  DA FILADELFIA , DA MONTEROSSO, DA VIBO VALENTIA,  DA BRIATICO, DA PARGHELIA,  DA TROPEA,  DA SAMBIASE DI LAMEZIA TERME,  DA COSENZA,

TRA  LE AUTORITA’ PRESENTI  L’ASSESSORE  PROVINCIALE  PAOLO BARBIERI,   IL VICESINDACO DI FRANCAVILLA  AVV.  ANTONELLA BARTUCCA GLI ASSESSORI   FRANCESCO  PUNGITORE DI FRANCAVILLA ,   AVV.  DOMENICO AMOROSO DI  POLIA,   GIUSEPPE  TALLO DI PIZZO ,IL COMANDANTE  DELLA  CAPITANERIA DI PORTO DI VIBO MARINA,  CAPIT.  DI FREGATA  LUIGI PICCIOLI , E I   COMANDANTI  DELLA  GUARDIA  COSTIERA  DOMENICO MALERBA DI PIZZO,  GIUSEPPE COLLOCA  DI TROPEA. SPICCAVANO  TRA IL PUBBLICO  LE CROCEROSSINE  DEL COMITATO PROVINCIALE DELLA  C.R.I  E  I VOLONTARI  DEL  SOCCORSO DI  PIZZO .

IL DOTT. EMANUELE STILLITANI  VICE PRESIDENTE  DELLA  PRO LOCO  DI PIZZO HA PORTO  IL SALUTO  DI BENVENUTO  A NOME   DELLA COMUNITA’ DI PIZZO, DELLA PRO LOCO E  DELL’ARCIPESCA F.I.S.A.  PRESIEDUTA  DA FRANCO DI LEO . 

IL  DOTT.  GILBERTO  FLORIANI,   DIRETTORE DEL SISTEMA BIBLIOTECARIO  VIBONESE  HA  COORDINATO LE  VARIE FASI  DELLA  PRESENTAZIONE DEL LIBRO.

L’AUTORE  VINCENZO DAVOLI  HA INVITATO  PADRE GIOVANNI COZZOLINO,  DELEGATO GENERALE  DELLA C.G.P.G.M.  A  LEGGERE   LA PREGHIERA   CHE  PAPA GIOVANNI PAOLO II PRONUNCIO’ AL SACRARIO  DI REDIPUGLIA, DOVE  FURONO DEGNAMENTE TRASLATI BEN OTTO CADUTI DI FRANCAVILLA ANGITOLA. 

  IL DOTT. FELICE MUSCAGLIONE, DIRETTORE DEL MENSILE  “MONTELEONE”, HA SVOLTO LA RELAZIONE  UFFICIALE, SEGUITA  CON  MOLTA ATTENZIONE, CON COMMOSSA PARTECIPAZIONE E  VIVO INTERESSE DA PARTE DEI CONVENUTI.   

 L’ASSESSORE PAOLO BARBIERI HA PORTATO IL SALUTO SUO PERSONALE E QUELLO  DELLA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VIBO VALENTIA. SONO INTERVENUTI  IL PROF. GIUSEPPE ANELLO  E IL DOTT.  ROMEO ARACRI ;  TUTTI QUANTI   HANNO ELOGIATO ENTUSIASTICAMENTE  L’AUTORE  ING. VINCENZO  DAVOLI   PER  LA SUA RICERCA    ACCURATA   E RIGOROSA  E PER  QUESTO PRIMO VOLUME  CHE  COMMEMORA  I CADUTI  DELLA GUERRA 1915-1918.

IL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI FOGGIA  HA  INVIATO  ALL’AUTORE  IL  SEGUENTE MESSAGGIO :

“ Gent.mo Ing,,

La ringrazio del cortese invito per la presentazione del Libro sui Caduti della Prima Guerra Mondiale, nell'occasione del 90° Anniversario della Vittoria di Vittorio Veneto.

Sarebbe stata cosa estremamente gradita potervi partecipare, ma purtroppo impegni di servizio mi trattengono presso la mia sede.

Ho appreso che nel Libro si parla dell'illustre Zio di mio padre, Leoluca Chiaravalloti, che per tutti noi Chiaravalloti è sempre stato il faro che ha guidato i nostri cammini.

La sua generosità, il suo altruismo e la profonda convinzione di vivere la professione medica come missione, lo ha portato a donare la vita per gli altri.

Ancora una volta grazie per l'attenzione riservata alla mia famiglia.

So che ha ricevuto del materiale da mia cugina Irene GRILLO a cui sono particolarmente legato poichè entrambi siamo stati molto vicino all'unica figlia del Leoluca, deceduta nel 1997. Questa grande Donna, di nome Anita, che viveva in Napoli, ma che amava trascorrere lunghi periodi a Pizzo, presso l'abitazione di mio nonno da me ereditata ed a Francavilla presso la Zia Vincenzina, sposata Grillo, ha dato a Noi nipoti, che abbiamo avuto il privilegio di starle vicino, tutto il suo amore incondizionato, ma non solo. E' a Lei certamente che dobbiamo il nostro modo di pensare e di essere. Non poteva essere altrimenti  con un sì grande padre.

La figura di Leoluca è stata quest'anno ricordata anche dalla Società Italiana di Pediatria ed il Prof Italo Farnetani, con cui ho corrisposto per inviargli il copioso materiale di cui dispongo custodito gelosamente dai mie avi, gli ha dedicato un capitolo del Suo libro di Storia della Pediatria Italiana. Dal lavoro emerge come lo Zio certamente si stagliava nel panorama pediatrico del tempo come una figura di spicco della Scuola Napoletana del Prof Jemma.

Mi spiace non aver avuto l'occasione di poter contribuire a quanto da Lei narrato con il materiale in mio possesso.

Ho chiesto a mia madre, comunque di presenziare alla presentazione del Libro presso i magazzini della Tonnara di Pizzo.

 L'occasione mi è gradita per augurarLe il più grande successo per le Sue Opere e per la manifestazione in parola.

 Cordialmente a Lei ed a tutti gli intervenuti il mio fervido augurio di ogni soddisfazione personale e professionale.

 

Col. Francesco Maria CHIARAVALLOTI”

 

Giuseppe  Pungitore

 

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 RASSEGNA STAMPA :  LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”

 

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29 novembre 2008

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”

 

IL  7  DICEMBRE  2008  ALLE ORE 10.30  NEL  MUSEO DELLA TONNARA ALLA MARINA DI PIZZO  PRESENTAZIONE DEL LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”  DI  VINCENZO DAVOLI.        

 

LA MANIFESTAZIONE ,  PATROCINATA   DAL  SISTEMA BIBBLIOTECARIO  VIBONESE E DALLA RIVISTA “MONTELEONE”,   MENSILE  DI ARTE, CULTURA  E MEMORIE STORICHE,  E’ ORGANIZZATA DALLA   PRO LOCO  DI PIZZO  PRESIEDUTA  DA  EMANUELE STILLITANI  E  DELL’ARCIPESCA  DI PIZZO.  

 

 RELATORE IL DOTT.  FELICE MUSCAGLIONE STORICO  E DIRETTORE DEL “MONTELEONE”.

 

 INTERVENTI : DOTT.   GILBERTO   FLORIANI,   PROF.  GIUSEPPE GINQUEGRANA .

 

  In  occasione del  90° anniversario della  vittoria italiana  nella  I   Guerra  Mondiale (IV  Novembre  1918-2008) l’Ing. Vincenzo Davoli  ha pubblicato la prima parte   della sua ricerca  concernente  tutti  i Caduti  di Francavilla Angitola nelle guerre  del  Novecento. Come  titolo  del libro è stato scelto:  “Buone Notizie  e Pronta Risposta” ,  cioè  la frase  che spesso i soldati  francavillesi  impegnati  in guerra  scrivevano  alla fine delle lettere  e cartoline inviate ai loro  familiari.        

    Il primo  volume non si limita a ricostruire  le vicende  biografiche  dei militari segnati  sulla lapide del Monumento ai Caduti di Francavilla ,  ma ricorda e commemora  anche  altri dieci  Caduti  francavillesi ,  morti  nel periodo  della  I  Guerra Mondiale .

  Oltre  ai Caduti di Francavilla Angitola  nel libro vengono ricordati  alcuni Ufficiali e Soldati originari di altri paesi calabresi,  come Pizzo, Filadelfia, Serra San Bruno,  Monteleone (Vibo Valentia) e  Sambiase (Lamezia Terme). Il libro è dedicato alla  memoria del  Caporale  Francesco Maria  Porchia  di Sambiase, Caduto il  2  ottobre  1918  in  Francia e  nonno  materno dell’autore.  In particolare vengono citati due  gloriosi  Caduti di Pizzo: il  Capitano medico e Medaglia  di Argento al Valor Militare,  Leoluca Chiaravalloti; il Sottotenente Tommaso Bardari. Come  eletto rappresentante delle 12  Medaglie d‘Oro  al  V. M.  attribuite a militari calabresi durante la Grande Guerra viene menzionato l’ eroico Maggiore  Azaria Tedeschi di Serra San Bruno.

   

 

BREVE PROFILO  BIOGRAFICO  DELL’ AUTORE

Vincenzo Davoli è nato a Sambiase (Lamezia Terme) il 1943. Ha studiato nel Liceo-Ginnasío presso il Real Collegio "Carlo Alberto" di Moncalieri (Torino). Si è laureato in Ingegneria Civile al Politecnico di Torino, dove per alcuni anni è stato assistente di Topografia. Ingegnere libero professionista nell'ambito di opere edili, idrauliche e stradali. Docente di Topografia negli Istituti Tecnici Statali per Geometri.

 Appassionato studioso delle tradizioni culturali, religiose e popolari. Presidente del Comitato organizzatore della Festa della Gente di mare del Sud, in onore di San Francesco di Paola.

Redattore storico e culturale dei siti Internet: www.francavillaangitola.com e www.francescodapaola.it.

Collabora al "Monteleone", mensile di arte, cultura e memorie storiche che si pubblica a Vibo Valentia.

 

   RASSEGNA STAMPA :  LIBRO “BUONE NOTIZIE E PRONTA RISPOSTA”

 

 VISITA LA PAGINA  :  monumento ai  caduti


17 novembre 2008

 

RICEVIAMO  E PUBBLICHIAMO :

 

Il  libro  di Davoli Vincenzo: “Buone notizie e pronta risposta”

 

Non si può rimanere insensibili ed in silenzio di fronte all’opera di Vincenzo Davoli perché la sua fatica non è mera cronaca statica, fine a se stessa, ma è evocativa di storie drammatiche e personali vissute in un contesto tragico, quale fu quello della I Guerra Mondiale, vicende amare e dolorose che ancora oggi suscitano nel lettore sentimenti  profondi.

Purtroppo viviamo tempi in cui la globalizzazione famelica divora (real time) le vicende del presente ed accompagna ad un punto finale, secondo una logica omologante, quelle del passato.

In breve tempo si è passati dal positivismo  all’omologazione ed in questo contesto d’incanalamento forzato degli avvenimenti, secondo una visione monocromatica della storia, paradossalmente trova senso il processo inverso ossia quello della localizzazione dei fatti. Tale concetto che può sembrare assurdo si può spiegare con un esempio: la Grande Guerra in senso generale può considerarsi come un argomento chiuso essendo stato ampiamente trattato dal punto di vista sociale, politico, economico e militare. Tale chiusura sposta gli interessi dall’universale al particolare ed il particolare conduce alle periferie, ai distretti (ma la storia non è forse la sintesi dei particolari?) che sono rappresentati da luoghi anche modesti e lontani dal fronte da cui sono partiti i poveri contadini sradicati dalla loro quotidianità fatta di miseria e di fatica (anche se ad onore del vero, come si evince pure dall’opera del Davoli, molti esponenti della borghesia agraria partirono animati da uno spirito di pura idealità).

Davoli per questo suo sforzo immane merita da parte dei francavillesi un doppio plauso principalmente per essersi legato saldamente ed affettuosamente ad una storia e ad un ambiente non suo  il quale però lo ha ben adottato (ricordiamo che Davoli è francavillese “jure conubii” ) secondariamente per avere preso caparbiamente a cuore una vicenda triste e drammatica del nostro recente passato.

Davoli non è (parimenti a chi scrive) uno storico di professione, ma la sua indagine è metodica e meticolosa; egli non trascura quelli che sono gli elementi canonici della ricerca storica siano essi atti,documenti , testi, testimonianze epistolari e racconti orali. Ne viene fuori un prodotto ineccepibile dal punto di vista del rigore storico ed esaustivo,compatibilmente con il materiale raccolto,con quello del racconto (poco o niente è stato tralasciato).

Davoli non rilegge la storia, ma la svela strappandola all’oblio. E chi è lo storico se non un moderno Icaro che si muove in un complicato labirinto? Davoli apre delle porte chiuse da cui escono sensazionali novità come quella di un francavillese caduto sul fronte francese e ancora più sensazionalmente quella di dieci militi non ricordati dalle lastre marmoree dei monumenti e perciò mai pubblicamente celebrati .

La storia è ricostruzione ed arricchimento di interpretazioni che a volte urtano contro convinzioni e schemi cristallizzati da certe tradizioni radicate ed il processo storico, che non ha tempi prestabiliti,e che vede muoversi appaiate la giustizia e la nemesi , finisce quasi sempre per rendere palesi verità nascoste.

Come dicevamo innanzi Davoli ha scelto un campo difficile dove muoversi perchè la guerra è un argomento crudo, drammatico e la Grande Guerra fu evento straordinario che rivoluzionò il concetto di guerra, non più combattuta a viso aperto ma in trincee come topi e con armi infide come i gas che non ti facevano vedere in faccia il tuo assassino.

La Grande Guerra fu la prima ad essere documentata e filmata nella sua crudeltà, ma la novità non fu solo questa; l’altra fu la mobilitazione generale per cui furono chiamati borghesi,proletari e contadini. Tra le tante opere che meglio l’hanno  raccontata oso collocare quella di Emilio Lussu ”Un anno sull’altopiano” racconto devastante e realistico che testimonia gli inutili assalti per posizioni insignificanti o l’impreparazione dei soldati italiani privi di elmetto e di forbici per tagliare il filo spinato nemico. Celebre è rimasta la frase “Il nemico è alle spalle” per indicare che i propri generali erano più dannosi del nemico che stava dinnanzi.

La Grande Guerra è lo sfondo centrale da cui si dipanano miriadi di storie particolari che sono quelle dei tanti soldati caduti. Davoli  ricostruisce quelle di 16 Francavillesi , storie uguali e diverse di uomini differenti per estrazione sociale, cultura e ideali. Tutti figli di una Francavilla che agli inizi del 900 rispecchiava le condizioni economiche e sociali del Paese; vi era certamente disagio e sofferenza, ma c’era anche una rilevante vitalità imprenditoriale e culturale che era appannaggio della borghesia agraria del paese i cui esponenti più giovani spesso coltivavano ideali di derivazione risorgimentale e non disdegnavano d’accostarsi alle logge massoniche dei paesi viciniori.

Accanto a questi si ponevano i contadini analfabeti che agli ideali anteponevano fini più pratici quali la terra, la famiglia, e, mentre sulle divise dei  primi si cucivano i gradi di ufficiali di complemento, i secondi andavano ad essere macellati nelle prime linee senza comprendere il perché di quella mattanza.

I primi ebbero inoltre il conforto della corrispondenza epistolare mentre i secondi morirono in silenzio in modo anonimo e mai celebrati con odi o sermoni solenni.

Giova qui ricordare le pagine che il Davoli dedica alla 141 brigata Catanzaro composta per lo più da contadini calabresi (ad essa apparteneva il caduto Vito Caruso) decimata per le tante gesta eroiche ed ardimentose, ma poi ricordata per la più grave rivolta dell’esercito italiano durante la Grande Guerra.

L’opera del Davoli è una sintesi di elementi la quale consente per alcuni dei suoi protagonisti un’indagine introspettiva che ne svela tutta la sensibilità, come nel caso del S.T. Domenico Servelli il quale nutre per la sua amata Tecla La Gamba un sentimento nobile e puro, forse quello per la patria era paritetico. La morte  del suo promesso porta la donna in uno stato di sconforto e dolore ma ella  comprende il sacrificio del soldato e non impreca contro la guerra  ed il suo sfogo letterario genuino e nello stesso tempo dotto assume in prosa la stessa vis tragica che sprigiona l’Ode che l’arciprete Foti compone per il Caduto.

Molte altre sono le vicende che commuovono il lettore come la partenza per  l’ America della vedova del soldato Buccinnà  assieme al figlio  o la morte dovuta al gas del soldato Condello Antonino. L’opera del Davoli diventa una pietra miliare nella storiografia  del nostro paese, essa copre una lacuna e consegna alla memoria  i nomi e le gesta di quanti s’immolarono in nome della patria . La funzione della storiografia non è solo investigativa e celebrativa, ma è anche quella di rinverdire il ricordo eroico del passato e, quando il tempo sarà volato fino ad affievolirne  il  ricordo, l’opera del Davoli sarà un paletto fermo che richiamerà alla memoria quelle gesta e quegli uomini.

Non è una coincidenza che il testo sia stato pubblicato nel 90° anno dalla vittoria, ma dobbiamo prendere atto amaramente che nessun’altra iniziativa, tranne la canonica ricorrenza del 4 novembre ( tra l’altro da anni posticipata perché il 4 non è più festivo) sia stata presa per celebrare questi martiri ed eroi, ai nostri giorni il folklore e le manifestazioni sportive  attraggono di più del nostro passato.

Quanto sembrano lontani i tempi in cui si viveva di ricordi e di valori quando gli anziani del paese dei quali ancora oggi riesco  a ricordare nitidamente le figure sedute sulla panchina sotto la lapide della Chiesa del Rosario quotidianamente raccontavano del Carso, dell’Isonzo , di Caporetto e del Piave.

Davoli ci offre oggi l’opportunità di un dibattito, di una riflessione su una generazione e su un evento straordinario; ora spetta a noi coglierne l’invito.

So di certo che l’autore,uomo caparbio, darà seguito all’opera. Caro Vincenzo, la storia è possesso perenne, a presto e ad meliora .

 

   Lorenzo Malta    14-11-2008

 


13 novembre 2008 

 

pubblicato il LIBRO  delL’ ing.  vincenzo  davoli

 

 “Buone Notizie  e Pronta Risposta”

 

     In  occasione del  90° anniversario della  vittoria italiana  nella  I   Guerra  Mondiale (IV  Novembre  1918-2008) l’Ing. Vincenzo Davoli  ha pubblicato la prima parte   della sua ricerca  concernente  tutti  i Caduti  di Francavilla Angitola nelle guerre  del  Novecento. Come  titolo  del libro è stato scelto:  “Buone Notizie  e Pronta Risposta” ,  cioè  la frase  che spesso i soldati  francavillesi  impegnati  in guerra  scrivevano  alla fine delle lettere  e cartoline inviate ai loro  familiari.         

    Il primo  volume non si limita a ricostruire  le vicende  biografiche  dei militari segnati  sulla lapide del Monumento ai Caduti di Francavilla ,  ma ricorda e commemora  anche  altri dieci  Caduti  francavillesi ,  morti  nel periodo  della  I  Guerra Mondiale .

    Nelle  celebrazioni  del  IV  Novembre  è doveroso  onorare  tutti  i nostri soldati  che hanno  combattuto nelle diverse guerre:  la  I  Guerra Mondiale , la   Campagna  d’  Africa Orientale  ( Abissinia, Eritrea , Somalia) ,la  II  Guerra Mondiale.

    Rendiamo omaggio  non solo  ai  Caduti  morti  sui campi di battaglia,  ma  anche  ai  combattenti deceduti altrove in  seguito  a ferite o malattie contratte  in  zona di guerra.  Ricordiamo i mutilati  e gli invalidi  di guerra;  rivolgiamo  un pensiero di riconoscenza e gratitudine a chi  fu preso prigioniero, e ringraziamo tutti i reduci,  anche  quelli che , per  loro fortuna, tornarono incolumi alle  loro  case.

    L’autore  ha voluto  dedicare questo primo volume  al  nonno  materno, Caporale  Francesco Maria  Porchia  di Sambiase, Caduto il  2  ottobre  1918  in  Francia.

    Sabato  8 Novembre 2008 a  Francavilla  Angitola ,  dopo  la  cerimonia  commemorativa  del “IV  Novembre” ,   l’Ing. Davoli  ha donato  le prime copie  del suo volume  fresco di stampa  ad  alcuni  discendenti dei Caduti  che  da tanti mesi  attendevano  con trepidazione la pubblicazione  del  libro.

 Nelle  prossime settimane  il nostro sito  pubblicherà schede sintetiche  relative  a  tutti  i  Caduti francavillesi  della    I  Guerra Mondiale  :  LIMARDI FOCA SERVELLI DOMENICO,( già pubblicati) FARINA VINCENZO, BONELLI   ANTONIO , BUCCINNA’ PIETRO PAOLO, CARCHEDI ANTONIO, CARUSO VITO, CONDELLO ANTONINO, CUCUZZI FOCA, DE PARO FOCA, GALATI GIUSEPPE, LECCE FELICE ANTONIO, LOIACONO BRUNO, PUNGITORE FOCA, RUSSO VINCENZO, SERVELLO GIUSEPPE ,BONELLI MICHELE , CONDELLO MICHELE, COSTA FRANCESCO, DE NARDO GIUSEPPE , GRILLO PIETRO, IELAPI FRANCESCO , PRESTIGIACOMO GIUSEPPE, SALATINO MICHELE, SIMONETTI LEOLUCA, BILOTTA VINCENZO.

 

Giuseppe  Pungitore   13-11-2008

 

 

 

Qui  di  seguito  si riporta integralmente l’ Introduzione  di  “ Buone Notizie  e Pronta Risposta”

                                         

Finalmente, dopo un lungo lavoro di ricerca, viene pubblicata questa mia opera dedicata ai Caduti francavillesi nelle guerre del Novecento.

 All’inizio ero partito con l’idea di compilare, per ogni concittadino ricordato al Monumento ai Caduti di Francavilla Angitola, una breve scheda biografica. In concomitanza con le tradizionali cerimonie di celebrazione del “4 Novembre” le schede dovevano essere diffuse sulla rete Internet, utilizzando il sito  www.francavillaangitola.com, fondato da Giuseppe Pungitore fu Foca e da me curato per gli argomenti di storia e di cronaca.

Mi ero quindi messo alla ricerca di dati anagrafici e militari, di notizie e informazioni utili per redigere sintetiche biografie dei Caduti francavillesi. Sennonché, già dalle prime informazioni acquisite, mi sono reso conto che dietro ai nomi dei nostri Caduti si celavano non solo vicende personali e private umanamente interessanti (almeno a livello famigliare e paesano), ma anche episodi rilevanti e famosi, riportati nelle opere di autorevoli ed insigni storici, ovvero illustrati da autori universalmente noti (come Ungaretti ed Hemingway). LEGGI  TUTTO

 Vincenzo Davoli 

 

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10 Novembre  2008

 

Il  vescovo Mons.  Luigi  RENZO  in visita  a FrancAVILLA

 

Domenica  9  novembre  S.E.  Mons. Vescovo di  Mileto – Nicotera – Tropea,  per la prima volta  dal suo  insediamento nella  Diocesi ,  è  venuto in visita ufficiale  a  Francavilla Angitola. Alle  ore  17.30  il  Vescovo  è stato  calorosamente accolto  dall’ Amministrazione comunale e   dall’ Arciprete  Don Pasquale  Sergi,   che era stato  tra l’altro  suo compagno di seminario.  Accogliendo Mons.  Renzo  nella chiesa parrocchiale di San Foca,  don  Sergi  gli  ha  rivolto il seguente  saluto : 

 

Pace e Bene! È il mio solito saluto. "Solito", perché ripetitivo nel tempo, ma mai eguale, perché sempre scatu­rito da un rinnovato affetto paterno. Ringrazio Sua Eccellenza, per essere qui tra noi. E' la prima volta che un Vescovo si trova nella nostra casa comune, non perché invitato, ma per suo espresso desiderio, fermo restando che la nostra porta è sempre aperta per il suo pastore.

Per questo, il ringraziamento, eccellenza, è elevato all'ennesima po­tenza.

Come sapete, il tre marzo scorso era già venuto nel nostro Oratorio, a presiedere una riunione dei sacerdoti della zona.

Oggi è qui, per noi.

 

 Quindi  Mons.  Luigi  RENZO  ha  celebrato  la Santa Messa   insieme    a Don Pasquale  Sergi  e  a  Padre Tarcisio  Rondinelli . A conclusione della  funzione  il Vice Sindaco  Avv. Antonella Bartucca   ha porto al Vescovo  il saluto  a nome di tutta la comunità francavillese,  consegnando al presule   un piatto in ceramica  appositamente decorato  per la visita del Vescovo  .

 

 


9 Novembre  2008

Commemorazione   dei   caduti  in guerra

"4  NOVEMBRE  2008"

Sabato 8  Novembre,  per commemorare  il  90° anniversario della  vittoria nella  I  guerra  mondiale,  si è tenuta  la consueta  cerimonia in onore   dei  Caduti  di tutte  le  guerre  del  Novecento .  La ricorrenza  è stata  celebrata  in forma  civile  e religiosa .  Secondo il desiderio  dell' amministrazione comunale la  commemorazione  si e' svolta  di sabato  per coinvolgere  meglio i ragazzi delle scuole . Preceduto  da scolari e studenti, accompagnati dai loro insegnanti , partendo dalla sede  del Comune, Palazzo  Solari, si è mosso  il corteo  con il  Sindaco Dott. Carmelo Nobile, il  Vice Sindaco  Avv. Antonella Bartucca , gli Assessori   Francesco Pungitore e  Angelo  Curcio,  al seguito  del  gonfalone  portato da Maurizio Serrao , della  bandiera  italiana  portata  dal reduce  della II  Guerra  mondiale,  soldato Antonio Attisani,  e della corona d’alloro;  tutti accompagnati  dalla  musica della  banda  “Diapason”  di  Filadelfia,  alla volta della  chiesa  di San Foca.   L’arciprete  Don  Pasquale Sergi  ha  celebrato  la Santa Messa   in suffragio   dei  Caduti  di tutte le  guerre .

Conclusa la Messa  il corteo   è  sfilato lungo il corso del paese, mentre la banda  intonava  la  “Leggenda del Piave”.

 Deposta  la corona d’alloro sul  Monumento  ai  Caduti  il trombettiere  ha  suonato  il  “Silenzio “  .

Il Sindaco Dott. Carmelo Nobile ha pronunciato  il discorso  ufficiale, che  di seguito  riportiamo, ricordando anche i  militari francavillesi  caduti dopo la  guerra, il  Caporale Paracadutista Antonio Fiumara ed il Carabiniere Giuseppe Marrella.   Il vigile  urbano  Vincenzo  Torchia  ha scandito  “ l’appello”  dei  Caduti,  a  cui il  reduce  Antonio Attisani , secondo la prassi ormai tradizionale , ha risposto  con la  parola  “presente”.

 

 

OMELIA  DI  DON  PASQUALE  SERGI

 

Commemorare, per non dimenticare. Ricordare, per non ricadere nell'atrocità della guerra,

che porta morte, distruzione, egoismo, ingiustizia, povertà, miseria... Quest'oggi, se al monumento, il sindaco farà memoria, noi, ora, ci soffermiamo in pre­ghiera, applicando la S. Messa in suffragio dei nostri fratelli,

caduti negli sconfinati campi di battaglia.

Che il loro sangue sparso sia di monito all'umanità, per non violare più la legge dell'amore, ma per operare tut­ti al diffondersi del messaggio di Cristo: Ama il prossimo tuo come te stesso!   

 

Il brano precedente ha parlato dell'amministrazione dei beni materiali.

Ma non ci sono solo i beni ma­teriali; ci sono altre ricchezze, altri beni, quelli dello spirito, che richiedono maggiore at­tenzione, coerenza e lealtà.

Le ricchezze terrene non sono il dono supremo che Dio ci af­fida. Anzi, sono il "più piccolo".

I1 dono "più grande" è la parte­cipazione al suo regno, la vita eterna.

Dio dà il Paradiso solo a chi sa amministrare fedelmente i vari doni ricevuti: di ordine materia­le, affettivo, intellettivo, spirituale, eccetera.

Chi è troppo legato ai beni ma­teriali, addirittura a discapito di quelli spirituali, spesso diventa schiavo di mammona, il diavolo.

Chi cade sotto il dominio di mammona, perde l'amicizia con Dio.

Dio esige di essere amato con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la forza e con tutta la mente.

Ma, come l'esperienza insegna, anche mammona vuole posse­dere completamente l'uomo, per farne un suo schiavo.

Ai ricchi Gesù raccomanda di non essere orgogliosi, avidi, egoisti, ma di usare quanto possiedono anche per il bene comune.

A tutti Gesù ci raccomanda la condivisione.

Possiamo condividere non solo i beni materiali,

ma valori come l'amicizia, l'onestà, la lealtà, la moderazione, la semplicità.

la caparbietà, il nostro sapere, le nostre energie, etc.

 

DON  PASQUALE  SERGI

 

ALBUM FOTO  DI GIUSEPPE  PUNGITORE

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 COMMEMORAZIONE  FATTA  DAL SINDACO PRESSO  IL MONUMENTO AI CADUTI

 

Autorità civili, politiche e religiose, associazioni degli ex combattenti, studenti, concittadini tutti, fedeli all’annuale appuntamento ci ritroviamo davanti a questo monumento, riuniti con una solennità che in poche altre occasioni si ripete uguale, per onorare i nostri caduti in guerra, per ricordare l’unità nazionale e per festeggiare le forze armate.

Ci chiediamo oggi dopo tanti anni che senso abbia celebrare questa ricorrenza considerato che quasi nessuno degli uomini di quella generazione è più tra noi. LEGGI TUTTO

 

                                                                                                                                             Carmelo Nobile

                                                                                                                                          Sindaco di francavilla Angitola

 

 

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3 Novembre  2008

 

 Campionato 3a Categoria - "Girone H"  2008/200

 

INIZIO COL BOTTO  L'AVVENTURA DEL  REAL  FRANCAVILLA, LA SQUADRA DI  MISTER  BRUNO  PEZZO,   BATTENDO 3-1  IL MAIERATO  NELLA PRIMA GIORNATA  DI CAMPIONATO ( GOL DI GIUSEPPE PANZARELLA,  MICHELE CORONA E BRUNO PEZZO ), PAREGGIANDO  LA SECONDA PARTITA  CON IL NICASTRELLO   1-1  ( GOL DI  BRUNO PEZZO' ).    INCAMERA  4 PUNTI  IN CLASSIFICA.

 

 

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3 Novembre  2008

UNA  GRANDE FOLLA  AL CIMITERO  IN OCCASIONE  DELLA RICORRENZA  DEI DEFUNTI

 

l’ Arciprete  Don Pasquale  Sergi ha commemorato con la processione e benedizione in suffragio dei defunti. Un giorno quello della Com­memorazione dei defunti che riporta alla memoria i ricordi del cuore. Un fiore, un pensiero, una lacrima. Il ricordo di chi ab­biamo amato e perduto in questo giorno si fa ancora più forte. È parte della religione cristiana commemorare i de­funti in un afflato di amore e di speranza. Accanto alle la­crime, la consolazione deri­vante dalla Fede di credere nella resurrezione, nella sal­vezza dalla morte con la pro­messa di vita eterna. Ieri, il cimitero cittadino era gremito di uomini, donne e bambini con un fiore in ma­no, con un lumino acceso da apporre accanto la lapide dei propri cari.

Tante le persone che sono tornate da altri paesi, per sa­lutare i volti di chi non c'è più, di quelle madri e di quei padri che il tempo impietoso non ha ne ha, tuttavia, cancellato il tenero ricordo dell'abbraccio.

 

 


 

11 Ottobre  2008

 

Riceviamo e pubblichiamo un articolo a firma dell’Avv. Giuliana Caruso sulle pari opportunità.

 

Con delibera del Consiglio Comunale n. 29 del 10.07.2008 è stata nominata per la prima volta a Francavilla Angitola  la Commissione per le Pari Opportunità, organo consultivo del Consiglio Comunale con sede nel Palazzo Comunale di Francavilla Angitola.

Essa è composta dai seguenti membri effettivi:

-    Galati Caterina ( Consigliera Comunale ) in qualità di Presidente;

-    Caruso Giuliana ( in qualità di Vicepresidente)

-        Bartucca Antonella ( Vicesindaco e Consigliera comunale)

-        Trinchi Teresa

-        Ferro Vittoria

-        Ionadi Maddalena

-        Malta Vittorio

Membro supplente è Mandragora Nunzia.

 

Finalità della Commissione sono la promozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne e la valorizzazione della soggettività femminile.

Gli obiettivi che essa si propone sono:

- la valorizzazione del punto di vista femminile, ponendo al centro della politica la soggettività femminile;

-        dare potere e responsabilità alle donne, potenziandone la soggettività;

-         lo scambio di buone prassi tra soggetti femminili rappresentanti le realtà politiche, culturali, associative e del mondo del lavoro.

La Commissione ha già dato avvio alla propria attività attraverso una serie di riunioni programmatiche ed organizzative, nelle quali sta predisponendo dei piani di intervento a livello della Comunità Locale.

 

Avv. Giuliana Caruso  9-10-08

 


 

20 AGOSTO 2008

Riconsegna  Reliquia DI SAN FRANCESCO

 

 AL SANTUARIO DI MILAZZO

 

 

Dopo un mese di  pellegrinaggio in vari luoghi  del Vibonese (19 luglio -19 agosto 2008)  la Sacra reliquia di un  frammento  osseo  di  San Francesco di Paola  custodita in una  teca – ostensorio  d’ argento,  è ritornata nella sua  sede permanente, il plurisecolare  Santuario di Milazzo, l’ unico in Sicilia ad essere stato costruito direttamente dal Santo taumaturgo paolano.

Lo scorso 19 luglio,  a conclusione  del  memorabile pellegrinaggio marino   da Vibo a Milazzo,  organizzato nell’ ambito  della “la Festa della Gente di Mare del Sud”,  il Rettore del Santuario di Milazzo,  Padre Francesco Carmelita  con un  encomiabile  gesto  di fraternità  ( nello spirito della “CHARITAS” enunciata da S. Francesco) affidò tale reliquia nelle mani del suo  confratello  Minimo,  P. Giovanni Cozzolino,  Parroco di San Francesco  a Cosenza, Delegato generale della Consulta di Pastorale Giovanile Minima, nonchè  di fatto Assistente spirituale  del Comitato  organizzatore della festa.

In questo mese  di  “Peregrinatio “  la Sacra reliquia milazzese  di  San Francesco  è stata portata  in molti  paesi della diocesi di  Mileto : Francavilla Angitola , Pizzo , Filadelfia, Vibo Marina, Soriano, Vazzano, Nicotera ;  in maniera riservata  è stata presentata  a Natuzza Evolo tanto devota a  San Francesco di Paola.

In  tal modo  si è  voluto ringraziare  la Veggente di  Paravati  la quale , da  parte sua,  per  il secondo anno  consecutivo,  ha voluto inviare alla  Festa della Gente di Mare del Sud la statua  della Madonna Pellegrina  del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.

Padre  Cozzolino,  non potendo partecipare personalmente,  ha affidato l’incarico di riconsegnare  al  Santuario di  Milazzo la preziosa reliquia  ad alcune  persone  che  si sono  particolarmente prodigate nel programmare ed organizzare  il pellegrinaggio marino del 19 -7-2008 ,  che come sempre  si  è  svolto con   la entusiastica  e professionale  vigilanza  e collaborazione  della  Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Vibo Marina,  agli ordini del  Cap, Fregata  Domenico Napoli, coadiuvato  dal  Comandante  Domenico Malerba di Pizzo .

Pertanto  nel pomeriggio del 19 agosto l’ Ing.  Vincenzo Davoli, presidente del comitato organizzatore , Gianfranco  Schiavone,  ideatore e animatore della festa,  l’ Avv.  Giovanni Bianco, presidente della Proloco di  Nicotera  e membro del comitato, il Geom. Mario Torchia,  consigliere comunale di Francavilla e promotore  del pellegrinaggio  a Milazzo,  hanno portato  la Sacra reliquia a Messina.

Quasi commemorando il miracoloso attraversamento dello Stretto fatto da San Francesco di Paola,  proprio di fronte alla chiesa  dove  la tradizione vuole  che sia  sbarcato il Santo ,  la reliquia  è stata consegnata  alla  delegazione  giunta appositamente  da Milazzo :  il Padre  Minimo Giorgio Terisi ,  e  per  l’associazione “Stella Maris”,   il presidente Giuseppe Doddo  e  Matteo  Di  Flavia.

Con il ritorno  della Sacra   reliquia  nella sua sede a Milazzo ,  si sono  in pratica concluse  le tante manifestazioni  religiose, culturali,  artistiche  e cinematografiche  (proiezioni del film  “Vienna da Fuscaldo” e della  Vita  di San Francesco a  fumetti) indette  dal Comitato  per l’edizione 2008,  che  nel  rispetto della nuova  denominazione assunta  “ Festa della Gente di Mare del Sud” in  onore di San Francesco di Paola,  ha esteso  l’ evento  al  di là  della Calabria,  ritornando  ancora una volta a Messina  e scegliendo Milazzo  come meta principale  del pellegrinaggio marino.

 

 


20 AGOSTO 2008

FESTA DI SAN  FOCA  MARTIRE 10  AGOSTO  2008

La festa in onore di San Foca quest'anno si è svolta domenica 10 agosto . Il Sindaco, dott. Carmelo Nobile, il Vicesindaco Avv.  Antonella Bartucca, l' Ass.   Angelo Curcio  , e il consigliere  Giovanni Serratore,  hanno partecipato ufficialmente con il gonfalone del Comune, sia alla Santa Messa delle ore 11,00 che alla processione tenutasi a partire dalle ore 18,30 alle quali ha partecipato una grandissima moltitudine di fedeli, di turisti e di persone venute dai paesi vicini.

Anche quest’anno grande successo ha riportato l'offerta dei tradizionali dolci in onore del Santo Patrono a forma di serpi. 

La festa si è conclusa nel cuore della notte con i multicolori fuochi pirotecnici molto apprezzati dalla folla presente 

 

 

 

OMELIA  DI  DON PASQUALE SERGI

 

Mi rivolgo anzitutto all'amico sindaco e alla giunta comuna­le: è bello e doveroso trovarsi oggi qui nella casa comune. Questo, perché abbiamo radici comuni, valori condivisi, obiettivi cui tendere; questo, perché abbiamo messo a servizio della stessa Comuni­tà le nostre potenzialità, il nostro tempo, la nostra vita.

L'anello di congiunzione è Cri­sto e tutti coloro che l'hanno accettato e scelto come ~ Via, Verità e Vita  - San Foca nostro Patrono è uno di questi. Portandoci a Cristo ci porta ad essere veri uomini, vere donne, persone che si rendono disponibili per il rag­giungimento di beni comuni. La devozione a questo insigne santo ci contraddistingue in quanto francavillesi, oggi siamo qui insieme a tanti nostri fratelli costretti ad emi­grare altrove per vivere,

per realizzarsi. Tanti di questi sono qui non so­lo e non tanto perchè nati e cresciuti qui, perché hanno dei familiari, dei ricordi importanti; sono qui, per dar corpo alla lo­ro personale devozione al san­to Patrono. Sono qui, unicamente perché vogliono dimostrare a san Foca e in modo concreto, per l'ennesima volta, la loro fiducia in lui. lo li saluto e li ringrazio per la loro testimonianza. Certamente loro, in ogni dove, hanno parlato di lui con gioia e con orgoglio.

Ieri sera, p. Tarcisio ha messo a fuoco ciò che io nel corso degli anni ho preferito evitare, cioè disquisire sulla storicità del nostro santo, concludendo che, a San Foca sono stati attribuiti altri titoli o appellativi: vescovo, marinaio, giardiniere; altri, nei loro scritti, affermano l'esistenza di tre persone dal nome Foca.

Per quanto ci riguarda, con tutto il rispetto delle opi­nioni o della storicità, che si festeggi a luglio o il 22 settembre o il 5 di marzo, che sia nato a Sinope o ad Antiochia, che sia stato vescovo, marinaio o ortolano, o tutto questo insieme, per noi è relativo. Ciò che é veramente importan­te è quello che ha fatto. Pertanto, io, oggi, più che parlare di San Foca, voglio dare voce a San Foca, ringraziandolo dal più profondo del cuore a nome mio persona­le, a nome della Comunità, di tutti voi qui presenti e particolarmente di due devoti che hanno già esperimentato l'indescrivibile gioia di vederlo personalmente. E' lui, infatti che, storicamente, ha parlato a due nostri amici e fratelli, ora defunti. Il primo, straordinario episodio, si svolse durante la guerra del 15/18. Protagonista è stato Fo­ca Talora, papà di Maria Talo­ra, ved. Desandrè. Il Talora, come tanti altri, giovanissimo, aveva dovuto la­sciare tutto per difendere la Patria. Un giorno terribile, uno dei tanti, mentre il combattimento im­perversava mortale e disastro­so attorno a lui, Foca, sfinito, si addormentò, appoggiandosi ad un grosso sasso. Durante il sonno, sogna san Foca, a cui era par­ticolarmente affezionato, e il  santo lo prende per le brac­cia e gli dice, rivolgendosi a lui per nome:

"Foca, svegliati, spostati subito e mettiti al sicuro, almeno a 30 metri di distanza, perché sei in grave pericolo. Si alza, tutto frastornato, e in un baleno si mette al sicuro. Fece appena in tempo. Subito, laddove si trovava un istante prima, si abbattè pesantemen­te e velocissimamente una grande bomba, che ridusse quella pietra, grossa e compatta, in polvere, simile a farina. A fine guerra, tornato nel suo paesello, fintantoché le forze glielo permisero, durante le Processioni in onore del santo, portò una stanga sulle spalle,  come testimonianza dello scampato pericolo e della grande devozione al santo Pa­trono, di cui portava il nome. Questo, in vita, mi raccontò,

Il  secondo, altrettanto stra­ordinario episodio, ha avuto come protagonista il papà di un'altra nostra parrocchiana; Ida De Caria. E' lei stessa a parlarcene at­traverso un suo scritto conse­gnatomi nel gennaio 2005.

 

Testimonianza di  ida  de caria

 

Io, Ida De Caria, professoressa in pensione, rendo testimonianza di quanto dettomi da mio padre Vincenzo De Caria (1910-2005) e rievocato anno dopo anno nella mia famiglia.

Sabato di San Foca, alla fine degli anni Cinquanta, mio padre dopo aver travasato una botte di vino e raccolto 1a feccia in un sacco, si recò alla "timpa" sul versante della stradina che scende alla valle dei Luchi per svuotarne  il contenuto.

Scelse un posto isolato perché non fosse visto da qualche guardia, temendo una eventuale multa, e si apprestava ad aprire il sacco per buttare la feccia, allorquando il terreno sotto i suoi piedi cominciò a franare verso la valle; data la sua posizione protesa in avanti, mio padre percepì subito la gravità del pericolo e l’ angoscia che non sarebbe. stato soccorso da nessuno, dato il posto isolato. Istintivamente invocò San Foca e, mentre già stava precipitando, avverti una forte presa alle ascelle che lo spinse all' insù. Fortemente e comprensibilmente turbato, tornò a casa dove raccontò il fatta e tra le lacrime di mia nonna e lo sconcerto dei familiari che gli erano attorno, aggiunse dei particolari significativi: - il terreno era ripido e friabile per l'accumulo di terra dì riporto li scaricata durante i lavori  dì sistemazione della piazza; - quando "senti" che sarebbe stato ineluttabile il suo precipitare verso il fondo dei burrone, il pensiero corse ai familiari che difficilmente avrebbero potuto trovarlo e soccorrerlo, dato il posto impervio ed isolato. In un lampo il suo istinto lo spinse ad invocare San Foca e in quell' attimo di invocazione avvertì "qualcosa"  che ,  sorreggendolo  dalle ascelle,  lo spingevo verso l’alto,  al sicuro.

Questo episodio fu vissuto da mio padre con grande devozione e riservatezza; l'unico segno esterno, noto solo a noi familiari, fu l'abitudine di far sparare cinque o dieci "furguli" in gloria di San Foca a1 passaggio dell' effigie del Santo davanti casa, in via Talagone , quando era permesso eseguire tale operazione lungo il tragitto della processione; poi, con la proibizione di questo rito arcaico da parte delle autorità competenti, mio padre destinò sempre ogni anno una somma di denaro, altre quella che regolarmente veniva offerta per i festeggiamenti, affinchè venissero sparati i "furguli" durante la novena.

Di questo intento fu vigile e attenta presso noi familiari o con qualche vicina di casa che si interessava di tale opera, fina all'ultimo anno della sua vita.

Alla fine della sua lunga esistenza, con fatica ma con lucidità, mio padre raccontò questo fatta ai parroco Don Pasquale Sergi, allorché venne in casa a portargli i Sacramenti. Francavilla Angitola gennaio 2005

 

 VEDI  ALBUM  FOTOGRAFICO DI GIUSEPPE PUNGITORE


10  AGOSTO FESTA DI  SAN FOCA  MARTIRE

 

SI RINNOVA LA TRADIZIONE:   La  festa  di San Foca  appuntamento  irrinunciabile, La ricorrenza  attira da sempre  tanti fedeli.  la solennità di San Foca  Patrono della nostra Città, con il novenario che la precede, è ogni anno, per la Parrocchia, la Comunità cittadina e tutti i Devoti sparsi in Italia e nel Mondo, momento di grazia e di rinnovamento spirituale. In questi giorni di preparazione, San Foca, perfetto discepolo del divin Maestro, diventa Guida spirituale per i suoi devoti nella faticosa salita verso il Paradiso.

 

VAI AL PROGRAMMA  DELLA FESTA

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CERIMONIA PER LA RICONSEGNA della statua di San Foca

 

(La prima volta è avvenuta nel 300° anniversario – 5 marzo 1985)

 

Venerdì 1 agosto 2008

Anche quest'anno il mese di agosto si è aperto con i fe­steggiamenti in onore a San Foca Martire, Pa­trono del "Paese del Drago". La collettività,   ha rivissuto l'importante evento storico-religioso della donazione della statua di San Foca da parte dei PP. Agostiniani ,fatta pervenire da Roma nell’antico monastero da padre Simpliciano Cilurso nel 1663, e concessa alla Comunità nel 1685 . Il Reverendo Padre Agostiniano Giuseppe Turco di Palermo ha riconsegnato simbolicamente alla comunità, la sacra effigie amata, venerata e meticolosamente custodita. Ad accogliere la statua il Sindaco Carmelo Nobile  il Parroco Don Pasquale Sergi, Padre Ciro Capotosto di Soriano dell'Ordi­ne dei Domenicani Padre Tarcisio Rondinelli  dell'Ordine dei Francescani.  Il  Sindaco e il Parroco, in segno di gradita accettazione esprimono la loro gioia e devozione, anche a nome della Comunità, con un bacio alla Statua. Il parroco incensa la statua, dopo di che, anche gli altri sacerdoti presenti, inchinandosi, esprimono la loro venerazione e devozione con un bacio. Collocata successivamente su un carro agricolo per dare inizio ad una fiaccolata con in testa il gonfalo­ne comunale e gli stendardi dei tre Ordini reli­giosi presenti un tempo sul territorio. La processione è stata  accompagnata dal comples­so bandistico Ampas, diretto dal maestro Francesco Gugliotta  fino alla chiesa Madre di San Foca Martire, dove è avvenuta la consacrazione.

 

Consacrazione a San Foca Martire

O glorioso Martire San Foca, nostro amatissimo Patrono, noi consacriamo a Te la nostra Famiglia e il nostro Paese. Allontana le insidie del maligno, proteggi i nostri figli e ottienici dal Signore l’unità, la concordia, la salute dello spirito e del corpo. Fa’ che non ci manchi mai il lavoro e il pane quotidiano. O Signore, non guardare la nostra povera fede, ma per l’intercessione della Beata Vergine Maria e per i meriti di San Foca, donaci tutte le grazie che devotamente Ti chiediamo. Amen.

VEDI   ALBUM FOTO

 


 

estate  2008 

 

  appuntamenti  DA NON PERDERE  

 

 francavilla  ANGITOLA

 09  AGOSTO   MORANDIAMO   IN CONCERTO           ORE  21.00  / PIAZZA SOLARI
 10  AGOSTO   UNO  BARBIERI  SHOW                     ORE  21.30  / PIAZZA SOLARI
 13  AGOSTO    I FICHI D'INDIA                              ORE  21.30  / CAMPO SPORTIVO
 14  AGOSTO    I NOMADI  IN CONCERTO                 ORE  22.00  / CAMPO SPORTIVO
   
   

 


 

27- Luglio 2008

 

CALOROSA  L’ACCOGLIENZA   DEI FEDELI   SICILIANI  ALL’ARRIVO  DELLA STATUA  DEL  SANTO E DELLA MADONNA  PELLEGRINA

 

 

Grande  festa  per   SAN  FRANCESCO

 

300 PELLEGRINI   DURANTE LA TRAVERSATA   DELLO STRETTO

 

19 LUGLIO 2008 

 

Grande partecipa­zione alla traversata dello Stretto alla volta di Milaz­zo  organizzata dal Comitato “Festa della Gente di Mare del Sud”, presieduto dall'ing. Vincenzo Davoli ed entusiasticamente animato da Gianfranco Schiavone e da Giuseppe Pungitore.  P. Giovanni Cozzolino  insieme ai giovani della Consulta G. di P. G.M. da Cosenza  ha portato la Reliquia  del   Cappuccio di San Francesco. In tanti ad accompa­gnare la reliquia e le statue di San Francesco di Paola e della Madonna Pellegrina. La motonave  Magic  Panarea era gremita  di pellegrini devoti al Santo ed ha registrato il pienone. Autorità civili e militari insieme per solen­nizzare un momento di for­te emozione. Erano presenti : Domenico Napoli, Co­mandante della Capitane­ria di Porto di Vibo Marina;  Domenico Malerba Co­mandante della Locamare di Pizzo;  il Sindaco  di Francavilla Angitola , Dott. Carmelo  Nobile e  l’Ass. Francesco Pungitore  ;  l’ Ass. di Pizzo,  Carmelo Vallone.  Ha dato  lustro  ed onore alla traversata  il Dott. Emilio  Verrengia , Vice Presidente del Consiglio  Provinciale di Catanzaro, presente ufficialmente con il  Gonfalone della sua Provincia. In rappresentanza della Comunita montana “Alto Mesima”il Presidente Geom. Stefano San­taguida; il presidente della Pro lo­co di Nicotera,  Avv. Giovanni Bianco, Domenico Muzzì della Protezione Civile,  Presenti inoltre anche le varie associazioni di vo­lontariato, anzitutto quella del   Sacro Cuore di Gesù di Gerocarne ,  presieduta  da  Don Pietro Cutuli,  che ha reso possibile la partecipazione al pellegrinaggio marino di una ventina  di persone  diversamente abili , amorevolmente accompagnate  da assistenti volontari;  i  giovani dell’ Arcipesca  FISA – Comitato di Protezione civile Prov. Vibo Valentia.

Per espresso desiderio  di Natuzza Evolo il  Parroco di Paravati Don Pasquale Barone ha portato  la statua della Madonna Pellegrina  del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime,  che  con il titolo  di Stella del Mare  ha accompagnato il Patrono San Fran­cesco di Paola. Lungo il tragitto via mare i parteci­panti hanno intonato inni di lode al Santo e  alla Madonna.

Don Pasquale Barone nel portare il messaggio di saluto di Natuzza  ha sottolineato i profondi legami tra il Taumaturgo  Paolano e  la  veggente di Paravati  che spesso ripete  :  “San Fran­cesco era un grande devoto della Madonna; San Fran­cesco è amico mio. Io sono un verme di terra, un "mi­nimo” come San France­sco”.. Un cammino spiri­tuale ispirato da un comu­ne denominatore: la fede. Un evento che ha fatto in­contrare due realtà ed ha consentito loro di elevarsi insieme nella solennizzazione del Santo che accomuna 1a regione calabra con la sicula.

Sbarcati  al porto di Milazzo,  la Madonna,  San Francesco e i pellegrini  sono stati  calorosamente   accolti  dai Milazzesi  e dalle tre  istituzioni  ufficialmente presenti : l’ Amministrazione  Comunale ( con il Sindaco Dott. Lorenzo Italiano e il Vice sindaco Dott. Francesco Cusumano), la Capitane­ria di Porto locale  ( con il Capitano  di Fregata  Massimo Tomei  e  il Comandante Scalzo),  l’ Associazione “Stella Maris” ,   il cui presidente  Giuseppe Doddo  si è  particolarmente prodigato  nell’ organizzare  l’accoglienza ,  la processione  e  la visita  a Milazzo . Nei luminosi locali della Stazione Marittima  di recente inaugurata  c’è stato  uno scambio di crest  tra le autorità  presenti.

  A1 Conven­to, l’ unico in Sicilia  ad essere stato costruito  direttamente da San Francesco, e gremito  dalla folla di fedeli, si è cele­brata una messa solenne. Il connubio spirituale con le autorità militari e, nello specifico, con le Capitanerie di Porto, rispettivamente  guidate da Domeni­co Napoli e Massimo Tomei,  ha dato luogo ad uno straordinario pelle­grinaggio ed il Santuario ne è stato testimone eloquente. La solenne celebrazione eucaristica  è stata officiata  dal  P. Minimo  Francesco Carmelita, rettore del Santuario di Milazzo, coadiuvato da tutti i sacerdoti presenti.  Nella sua omelia P. Giovanni Cozzolino  ha detto tra l’altro: “Il grande Santo, figlio della terra Calabra , è l'or­goglio ed il vanto della sua gente e la vostra presenza lo dimostra. Noi lo abbia­mo portato ed esaltato  come  Patrono della gente di mare; la  vostra città nutre una grande devozione al Santo il cui miracoloso passag­gio con il suo mantello è noto in ogni luogo”. A sua volta il Sindaco di Milazzo Loren­zo Italiano accennando  alla costruzione del ponte dello stretto di Messina,  ha esaltato San Francesco, che  ne  “è stato il .primo archi­tetto poichè già aveva crea­to il primo ponte virtuale che collega la Sicilia alla Calabria. Oggi - ha prose­guito il primo cittadino si­ciliano - abbiamo accolto i nostri amici calabresi e si sono creati i presupposti per il ponte; ponte già esi­stente per noi poichè c'è già un filo ideale  che ci unisce». La festa della gente di mare, iniziata 15 anni fa, per volontà di Gianfranco Schiavone, nelle ultime edizioni  si è  indirizzata an­che alle persone diversamente abili (in particolare i disabili dell'Associazione Sacro Cuore di Gesù di Dasà e Gerocarne; e Daniele Fruci di Contrada Olivara); che pur soffrendo hanno   voluto essere presenti alla traversata , sob­barcandosi una grande fa­tica.  Alla fine della Messa  l’ amico Vincenzo Panarello di Francavilla  ha donato ai Padri Minimi  di Milazzo un  bellissimo modello  di veliero  da lui realizzato appositamente. Infine il Vice sindaco Dott.  Cusumano , sull’onda dell’ entusiasmo, ha palesato un suo sogno per l’ anno venturo, “ vedere una flotta di navi cariche di pellegrini per accompagnare ancora una volta il Santo”.

  Nella tarda serata di sabato, rientrati da Milazzo , la Madonna Pellegrina, la  statua e la reliquia di  San Francesco, portate da    P. Giovanni Cozzolino  insieme ai giovani della Consulta, scortate  dalla Polizia Provinciale e  dalla Guardia Costiera  di Pizzo  con il Co­mandante Domenico Malerba, sono state accolte in un’ atmosfera carica di emozione dai fedeli  di Francavilla  riuniti in Piazza Solari, quindi  portate in processione , guidata  dal Parroco Don Pasquale Sergi sino alla chiesa di San Foca  Martire , a cui  hanno preso parte  il Sindaco Dott. Carmelo Nobile e l’Amministrazione Comunale.

 

   vedi :  l' album fotografico

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MESSA SOLENNE A FRANCAVILLA –

 

PROCESSIONE A MARE DALLA MARINA DI PIZZO A COLAMAIO 2

 

 20 LUGLIO 2008

   Le manifestazioni sono riprese domenica mattina a Francavilla Angitola, presso la chiesa di S. Foca Martire, alle ore 11, con la Messa solenne, officiata dall'Arciprete Don Pasquale Sergi, affiancato e da P. Giovanni Cozzolino, che ha tenuto l'omelia. Erano presenti il Capitano di Fregata (CP) Domenico Napoli, comandante di Vibo Marina, il il 1° Maresciallo NP Domenico Malerba, Capo della Guardia Costiera di Pizzo; per il Comune di Francavilla, il Sindaco dott. Carmelo Nobile, il Vice sindaco Antonella Bartucca e l’ Ass. Francesco Pungitore.  Era presente anche  il presidente della Pro lo­co di Nicotera,  Avv. Giovanni Bianco. La funzione in chiesa si è conclusa con  il bacio della reliquia.

  Alle ore 16, a Pizzo, nella chiesa di S. Rocco e S. Francesco di Paola, alla presenza del Parroco, il Padre Minimo Domenico Crupi, diversi fedeli napitini insieme all'ass. Vallone, delegato per l'occasione dal Sindaco di Pizzo Fernando Nicotra , e alcuni membri dell'Associazione Marinai d'Italia del Centro italiano Protezione Civile Arcipesca-Fisa di Vi­bo Valentia , qui convenuti con la loro bandiera, guidati dal presidente Franco Di Leo, hanno reso omaggio alle statue di S. Francesco e della Madonna Pellegrina di Paravati. Il festoso corteo motorizzato è quindi sceso alla Marina di Pizzo, dove le due statue e le reliquie sono salite, secondo l'ormai consolidata tradizione, a bordo di barconi della ditta Procopio. Si è poi avviata la pittoresca processione a mare con decine di barche a motore, gommoni, motoscafi, nonché la motovedetta d'altura 289 della Guardia Costiera, che facevano scorta d'onore. La processione si è prima diretta verso sud per un saluto all'Ufficio Locale della Guardia Costiera di  Pizzo, poi ha fatto rotta in direzione nord verso il lido Colamaio 2.  Una gran moltitudine di gente, insieme alla banda musicale Diapason di Filadelfia, ha affollato la  spiaggia del lido Pescespada a Colamaio 2, per accogliere S. Francesco, la Madonna Pellegrina e le reliquie trasportate nella processione sul mare. Dopo il lancio di una corona d'alloro, Gianfranco Schiavone ha declamato la "Preghiera del Marinaio", ricordando che il 27 maggio 1943 il Pontefice Pio XII proclamò S. Francesco di Paola "Patrono della Gente di mare".

La Festa della Gente di mare si è conclusa  nel  lido Colamaio 2  con la benedizione impartita  da P. Cozzolino. Il Sindaco di Francavilla e il Comitato organizzatore  hanno consegnato  dei crest  alle persone che più si sono impegnate  nella realizzazione della festa. 

   Sicuramente 1'e­vento ha ottenuto una ri­sposta positiva, segno evi­dente che la sinergia delle forze che hanno patrocina­to lo stesso ha ottenuto be­nefici effetti.  L'intuizione felice del mo­mento unitario è dovuta a1 comandante Napoli che ha svolto una funzione di col­lante, sempre coadiuvato dal Co­mandante Malerba nel va­rare queste iniziative. Giustamente sod­disfatti i Comandanti Na­poli e Malerba, la cui pre­senza ha dato  all'evento un’ impronta speciale.

 Si ringraziano gli Enti  e le Associazioni   che con il loro patrocinio  hanno  reso possibile l’ effettuazione della festa : la Provincia di Vibo Valentia, la  Capitaneria di Porto di Vibo Marina, la Consulta Generale di Pastorale Giovanile Mini­ma, i Comuni di Franca­villa Angitola, di Pizzo, di Nicotera, le città di Milaz­zo e  di Fuscaldo, ­la Parrocchia di San Foca Martire di Francavilla An­gitola, , la Comunità monta­na, "Alto Mesima", l'As­sociazione Stella Maris di Milazzo, le Pro loco di Nicotera e di Pizzo, il Centro italiano Protezione Civile Arcipesca-Fisa di Vi­bo Valentia..

 

 

Vincenzo Davoli e Pino Pungitore

 

 VEDI :  l' album fotografico

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Processioni nto mari

Oh Madonnuzza mia  quantu si bella  supra sta barca chi cavarca 1 'unda davanti san Pranciscu

 anzem' a ttia  di grandi marinaru   t'apri a via.

 La genti chi si trova  nta la spiaggia  saza all 'impedi e fuji versu u mari  pemmu si gusta stu grandi passaggiu  chi tu volisti cu stu gemellaggiu.

 Io sugnu nta na barca  arredu a vui e non vi perdu  mancu pe n 'istanti  lu san Pranciscu  pari ca si prejia  e voli pemmu joca  ammucciatejia.

 Avanti sindi  fuji  e a ttia ti dassa arredu di li varchi,  ma cu mmia, ma poi non sacciu comu

 pari n 'incantu tu ricumpari e si dinovu accantu.

 Tu San Pranciscu  non li scordari mai  ca si l'amicu di mamma Natuzza  e cu stu gemellagiu

 ija assai spera ca mu portamu avanti   sti cenaculi ì preghiera.

 Mamma Natuzza é ormai malata e stanca   e suffri ancora pe stu mundu nfami  adduvi c'è guerra

pe sordi e pe poteri e tutti ndi scordammu  di preghieri.

 Oh San Pranciscu  e Madonnuzza bella   guardatindilla  sta santa viventi  chi suffri tantu pe lì nostri peccati  mamma Natuzza   Santa i Paravati.

 DI  TONINO  BARTUCCA

 

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Interessante dibattito sull'arrivo del tauMATURGO  NELLA  CITTADINA TIRRENICA

 

Una festa per il maRE E LA GENTE

 

La ricorrenza coincisa con l'arrivo delle  RELIQUIE  DI  SAN FRANCESCO

 

 18 LUGLIO 2008

NICOTERA - Tra forti emo­zioni e commozione generale, si è svolta alla presenza di au­torità civili, militari e religio­se la "Festa della gente del ma­re del sud" che è coincisa con l'arrivo in città delle Sacre re­liquie di San Francesco di Paola. La manifestazione pro­mossa ed organizzata brillan­temente dalla Pro loco cittadi­na, guidata dall'infaticabile Giovanni Bianco, ha registra­to la sinergia di molte forze tra cui spicca l'amministra­zione comunale ed in partico­lare l'assessore alla cultura Maria Teresa Mercuri, la Con­cattedrale e la Chiesa di San Francesco. Le Reliquie del taumaturgo paolano sono state accolte a Largo Duomo dal vescovo Mons.Luigi Ren­zo, dal parroco della città Don Francesco Vardè, dal rettore della chiesa di San Francesco Don Sisto De Leo, dalle autori­tà civili ma soprattutto da tan­ta gente. D'altronde già in passato in occasione dei fe­steggiamenti per il cinque­centesimo anniversario della morte del Glorioso Patriarca San Francesco di Paola, ave­vamo più volte sottolineato come la devozione dei nicote­resi verso questo Santo, fosse d'antica data. Secondo una mai sopita tradizione pare che il Santo fosse stato in Città e che in quell'occasione aves­se scelto il luogo per la costru­zione di un convento per il suo nascente Ordine. Non si han­no, in merito, dati storici certi e precisi per testimoniare la veridicità del fatto, ma non si hanno neppure elementi vali­di per negarlo.

La sua venuta a Nicotera, è inquadrata al tempo del suo passaggio per la Sicilia, nel contesto dell'ubicazione della Città che la rendeva molto vi­cina all'isola. E su questi aspetti, nonché sul valore del Santo paolano, gli illustri re­latori si sono soffermati nel corso di un convegno svolto­si, presso lo spiazzo antistan­te il convento francescano, dove la reliquia è stata portata in processione dopo la  celebrazione dei solenni vespri . Il convegno  ha registrato gli interventi  del Sindaco Salvatore Reggio; del rettore della chie­sa di San Francesco Don Sisto DeLeo; del comandante della capitaneria di Porto Domeni­co Napoli; dell'assessore Comunale Maria Teresa Mercu­ri, del presidente del Comitato Festa della gente di Mare, Vincenzo Davoli; del direttore dell' ufficio tecnico diocesano Natale Pagano; del delegato del Cgpgm, Padre Giovanni Cozzolino; della segretaria generale del Cgpgm, Concet­ta Cerra, del giornalista Anto­nio Ricottili e dei vescovo Mons. Luigi Renzo.

Per i relatori parlare di San Francesco, è come discutere su una persona cara, tuttora vivente, cui si rivolge nei mo­menti buoni e cattivi della vita , soprattutto per la gente di mare su cui regna la sua ala protettrice. Gigante della Santità, nonchè uomo che ha squarciato le tenebre, dotato di grandi capacità di ascolto, di dialogo e di mediazione, co­sì è stato dipinto dai relatori. Per il sindaco Reggio il santo paolano rappresenta un esempio di santità verso cui tutti i giovani dovrebbero ten­dere le proprie aspirazioni, al­la ricerca dei veri valori e non dei falsi miti su cui si regge l'odierna società del benesse­re. L'orizzonte della relazione  si allarga  col ricostruire  la cronistoria  legata allo   sviluppo  del francescanismo della città ed in particolare   la storia  della chiesa di San Francesco di Paola. Il direttore dell'uffi­cio tecnico diocesano Paga­no. afferma che in tutti i secoli è un fiorire ininterrotto di at­tività e un susseguirsi conti­nuo di personalità anche per­ché, nel periodo normanno, la città diviene sede estiva della corte comitale normanna e di quell'angioina al tempo della guerra del Vespro. Qui, quin­di, il cattolicesimo vi gioca sempre un ruolo determinan­te tanto che il monachesimo vi attecchisce in epoca remotis­sima. II francescanesimo vi arriva fin dal 1308 col compi­to, conferito da papa Clemen­te V, di latinizzare la contea, allora di rito greco. Ma qual è l'origine di questo culto ? Co­me questo diviene pietà popo­lare? Quando il francescane­simo dei Minimi sì divulgò e prese il sopravvento in questa Città? Sono questi gli interro­gativi ai quali i relatori ed in particolare il direttore dell'uf­ficio tecnico diocesano Paga­no hanno cercato di dare una spiegazione alla luce e nel contesto della numerosa do­cumentazione manoscritta esistente nell'Archivio Stori­co Vescovile. Non si sa con do­cumentazione certa quando i Padri Minimi pervennero a Nicotera  anche perchè  l’archivio dell’ antico  convento subì  varie peripezie ,  con spoliazione e dispersione del  prezioso materiale manoscritto e bibliografico. Per Pagano la costruzione del convento, alla luce dei documenti degli sto­rici locali, inizia nel 1593. Se­condo Padre Cozzolino la pre­sunta data dell'arrivo dei Pa­dri Minimi a Nicotera è il 1601 mentre altra data stori­camente certa è quella del 1480 quando il Santo attra­versò lo Stretto presumibil­mente per sfuggire alle insi­stenze del re di Francia.

Nel Sinodo diocesano del 7 ottobre 1687 Mons. Francesco Aricò colpito da questa ge­nuina, popolare fede, vi isti­tuisce la festa di San Francesco di Paola.

È nel XVIII secolo che il convento nicoterese ascende a grande considerazione e splendore da parte dell'Ordi­ne, tanto da divenire sede, e centro di educandato e di no­viziato. L'importanza rag­giunta dal convento nicotere­se nel vasto comprensorio e nella stessa Città, impone al­l'Ordine dei Minimi, l'invio di elementi validi e qualificati, la cui sapienza, dottrina e santi­tà di vita valicano gli angusti confini della Città e fanno di questo convento un centro di cultura e di interesse spiri­tuale di grande prestigio. Il terremoto  del 1783 arreca danni di una certa entità all’ intero  complesso monastico.   I frati si trasferiscono in una grande e comoda baracca appositamente costruita, a due piani, e li rimangono ad abitare fino a1 1809, anno della soppressione del monaste­ro stesso. I locali, abbandona­ti all'incuria degli uomini e agli agenti atmosferici, van­no sempre più rovinando e di­ventano, in breve tempo, cave per l'estrazione delle pietre per la costruzione di nuove case. Pagano afferma inoltre che il culto e la devozione ver­so il Santo Paolano però non scemano. La chiesa ripristi­nata diviene cimitero cittadi­no fino a quando sul finire del XIX secolo un benemerito cit­tadino nicoterese, Francesco Scardamaglia,  ottiene dal vescovo Mons. Gallucci, l'inca­rico di passare alla ricostru­zione della chiesa ormai ca­dente.

Ed il convento rinasce come per incanto e nel 1950 vi ospi­ta i Padri Cappuccini; gra­zie all'opera attiva e fattiva di un umile frate di questua, il convento viene ancora in­grandito, Oggi a Nicotera i Padri Minimi non ci sono più; anche i Padri Cappuccini, giuridicamente, hanno ab­bandonato questo convento, il culto e la devozione verso S. Francesco, però, mantengo­no inalterati il loro fascino ed interesse tanto da giustifica­re l'attenzione e la devozione della comunità fortemente at­tenta ai lavori di restauro del­la chiesa francescana.

Di altro taglio prospettico l'intervento di Mons. Renzo che ha auspicato una risco­perta della figura del Santo che vada al di là dell'aspetto miracolistico o quello pretta­mente legato alla penitenza o alle reliquie. Una riscoperta del profondo messaggio d'a­more ma anche e soprattutto del suo messaggio sociale lo ha spinto sempre dalla par­te dei più deboli e bisognosi. Un uomo di pace,lo ha defini­to il vescovo Renzo che non si è fatto nemmeno piegare dal­le continue insistenze dei re di Francia. Qualità e doti umane che unitamente alla sua parti­colare attenzione verso la Gente  di Mare hanno  spinto Papa  Pio  XII  a nominarlo  Patrono  della Gente di Mare

 

IL  QUOTIDIANO” Domenica 20 luglio 2008                                             di ANNA MARIA TEDESCO

 

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14  luglio  2008

 

SABATO 19 E DOMENICA 20  LUGLIO 2008

 

NATUZZA  DEFINI'

SAN FRANCESCO DI PAOLA 

"AMICO  MIO! "

 

 E NOI ?

Perché ci sia un rapporto autentico, profondo e concreto, proiettato al futuro, destinato ad essere migliorato nel tempo e nello spazio, ci debbono essere idee chiare, sentimenti veri e intensi, fiducia grande.

Amiamo San Francesco come noi abbiamo bisogno di essere amati e l’amicizia ci sarà  anzi, aumenterà sempre di più.

                                                                            

La statua del Cuore Immacolato di Maria, rifugio delle anime, viene chiamata statua della Madonna Pellegrina perché la Madonna, in una delle apparizioni a Natuzza Evolo, le ha chiesto di diventare pellegrina, allo scopo di entrare nel cuore delle famiglie ripristinando la tradizione del santo Rosario.

DOVE ENTRA LA DOLCE MAMMA CELESTE

PORTA PACE, GIOIA E BENEDIZIONE

 

Sabato 19 luglio c.a. avremo l’occasione di vedere, toccare, baciare la piccola – grande statua raffigurante la Madonna pellegrina di Natuzza.

L’evento certamente ci avvicinerà di più a Dio, ci farà battere forte forte il cuore, farà sgorgare qualche lacrima dai nostri occhi.

Sono certo che tutta Francavilla attenderà commossa, in Piazza, l’arrivo della Madonna, pronta ad applaudire e a cantare Inni.

La Madonna, ancora una volta ci invita a pregare incessantemente, e la preghiera fatta col cuore ci infonderà gioia autentica e duratura.

 

SE TUTTI FACESSIMO COME SAN FRANCESCO DI PAOLA

LA MADONNA SAREBBE DI FATTO (non solo per definizione) LA NOSTRA MAMMA CELESTE

 

Francavilla, 19 luglio 2008                                                                                      don Pasquale Sergi

 

 

Sabato 19/07/08, ore 21,00, in Piazza Solari

Accoglienza della statua raffigurante la Madonna pellegrina e del Cappuccio di san Francesco di Paola, reliquia custodita nella Chiesa di San Francesco, a Cosenza.

 

All’atto dell’accoglienza, il Parroco bacia la venerabile Statua e la Sacra Reliquia, le incensa e “lento pede” si prosegue per la Chiesa Matrice. Qui si concluderà con la Consacrazione alla Madonna e il Magnificat, quindi si canterà l’Inno a San Francesco: Al Santo glorioso...

 


 

  14  luglio  2008

 

 Presentato alla stampa il programma  dell’edizione 2008  della Festa  della gente di mare del Sud .

 

Sabato  12  luglio  2008  alle ore  10.30  su iniziativa  del Capitano  di Fregata  Domenico Napoli  Comandante   della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera  di Vibo Marina  è stato presentato il programma  dell’edizione 2008  della Festa  della gente di mare del Sud .

Ai  rappresentanti della carta stampata  e della televisione  il Presidente del Comitato organizzatore , Vincenzo  Davoli,  ha brevemente  illustrato la manifestazione in programma  nelle giornate  del 18,19,20, e 26 luglio,  che si terranno a Nicotera, a Milazzo (ME), a Francavilla Angitola, a Pizzo, ed a  Fuscaldo (CS). Il Comandante Napoli era accompagnato  da Domenico Malerba , Comandante della Guardia Costiera  di Pizzo.  Il Comune di Francavilla Angitola  era presente  con l’Ass. Francesco Pungitore . In rappresentanza del Comitato organizzatore  era presente Giuseppe Pungitore .  Da Pizzo sono intervenuti Mimmo Muzzì  dell “Arci  Pesca”, e la signora  Luigia Turino , Presidente  della Pro Loco.

 In rappresentanza di Nicotera  erano  presenti  il Dott.  Giovanni Bianco , Presidente della Pro Loco ,e il Dott. Natale Pagano,  direttore  dell’ Ufficio Diocesano  per i Beni  Culturali  , i quali si  sono compiaciuti  di ospitare  nella loro Città la prima   giornata  della festa   che negli  ultimi anni si è andata sempre  più affermando  come la principale  manifestazione  dell’ Italia  Meridionale in onore di  San Francesco di Paola, che in particolare  vi viene  venerato come  Patrono della Gente di Mare .

 

 


 14  luglio  2008

 

Modifiche programma  dell’edizione 2008  della Festa  della gente di mare del

 

 

A causa  del grave  lutto  che ha colpito l’amico  Gianfranco Schiavone, al quale  tutti  i componenti  del Comitato  organizzatore della Festa , esprimono la loro più sentita partecipazione  per l’improvvisa  morte  del  cognato  Rocco Schiavone ,  il programma della manifestazione  di  domenica 20 luglio  subisce le seguenti  modifiche:

 

                                   Domenica 20 Luglio 2008                          

                                          Francavilla Angitola -Pizzo

 

Ore 11,00: Celebrazione della S. Messa a Francavilla Angitola nella parrocchia di San Foca da parte dal Parroco don Pasquale Sergi.

Ore 16,00: Trasferimento della reliquia del Santo e della Madonna Pellegrina alla Marina di Pizzo Calabro, con sosta presso la parrocchia di San Francesco di Paola e S. Rocco.

Ore 17,00: Processione a mare da Pizzo Marina a Lido Colamaio due.

Ore 19,00: Discorsi finali autorità civili/militari.

 


06 luglio 2008

 

                          Festa della gente di mare del Sud

          IN ONORE DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

             Patrono della Gente di Mare Italiana

1 8 -19-20 e 26 Luglio 2008

                                                

                                  Venerdì 18 Luglio 2008 

Nicotera

                              (piazza antistante la chiesa di San Francesco)

Ore 18,00: Arrivo reliquia "II Cappuccio di S. Francesco di Paola" custodito nella chiesa di Cosenza

       18,15 :  Preghiere a San Francesco di Paola

                      "15a Edizione Festa della Gente di Mare del Sud" - Convegno "San Francesco di Paola e il passaggio dello Stretto di Messina" Moderatore del Convegno: Antonio Ricottilli

Saluto autorità civili/militari.

Breve riassunto conoscitivo sulla Associazione "Amici di San Francesco - Comitato Festa Gente del Mare del Sud " a cura dell' Ing. Davoli

1° Relatore: P. Giovanni Cozzolino, O.M Delegato Generale CGPGM, "San Francesco e il passaggio dello stretto di Messina: tra storia e nuove ipotesi".

2° Relatore Prof. Pagano: "Itinerario seguito da San Francesco di Paola da Paterno a Milazzo"

3° Relatore "Cosa simboleggia, per noi, giovani, il passaggio dello stretto di Messina di S. Francesco di Paola" di Concetta Cerra, Segretaria Generale della CGPGM

    "Conclusioni del Convegno": da parte di S.E. Mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto- Nicotera-Tropea

                                            

                                  Sabato 19 Luglio 2008

 

Traversata da Vibo Valentia Marina a Milazzo e viceversa.

Ore 08,30: Arrivo della reliquia di S. Francesco di Paola e della Madonna Pellegrina nel porto di Vibo Marina

Ore 9,30: Partenza per Milazzo

Ore 12,00: Arrivo al  Porto di Milazzo

Ore 12,10: Accoglienza  delle Autorità  e dei Religiosi di San Francesco.

Ore 12,20: Partenza  del corteo con la reliquia  e la Madonna Pellegrina, accompagnato dalla banda  musicale   verso  la basilica di San Francesco di Paola , Celebrazione della S. Messa –

Ore 14,00: Rinfresco

 Ore 14,30: Visita  del Santuario, del Borgo Antico  e del museo. 

Ore 17,00: Partenza  dal Porto  Milazzo.

Ore 20,15: Arrivo Vibo Marina

Ore 20,30: Trasferimento della reliquia del Santo e delle Madonna Pellegrina a Francavilla Angitola.

Ore 21,15: Arrivo Francavilla Angitola- Inizio Fiaccolata sino alla parrocchia di San Foca organizzata dal parroco Don Pasquale Sergi

Ore 22,OO: Arrivo alla parrocchia di San Foca

Anche questo anno, la Madonna Pellegrina Cuore Immacolato di Maria rifugio della Anime e Stella del Mare viaggerà, su consiglio di Mamma Natuzza, con la reliquia di S. Francesco di Paola, patrono della Gente di Mare Italiana, nel pellegrinaggio marino verso Milazzo per rendere gloria a Dio

                                      Domenica 20 Luglio 2008

                                                                                            

                               Francavilla Angitola -Pizzo

 

Ore 11,00: Celebrazione della S. Messa a Francavilla Angitola nella parrocchia di San Foca da parte dal Parroco don Pasquale Sergi.

Ore 16,00: Trasferimento della reliquia del Santo e della Madonna Pellegrina alla Marina di Pizzo Calabro, con sosta presso la parrocchia di San Francesco di Paola e S. Rocco.

Ore 17,00: Processione a mare da Pizzo Marina a Lido Colamaio due.

 

             NOTA

I)     UNA MOSTRA FOTOGRAFICA E DOCUMENTARIA SULLE EDIZIONI PRECEDENTI DELLA FESTA DELLA GENTE DI MARE DEL SUD IN ONORE DI S. FRANCESCO  DI PAOLA PATRONO DELLA GENTE DI MARE ITALIANA, REALIZZATA SU PANNELLI  MOBILI, SARA' ESPOSTA A NICOTERA, SULLA MOTONAVE IN CONTRADA OLIVARA E A FUSCALDO.

  

2)   IN VARI MOMENTI VERRANNO PROIETTATI SU SCHERMO GIGANTE I DVD: "VITA DI S. FRANCESCO DI PAOLA",- "E SULLE ONDE VIAGGIO’",- "VIENNA DA FUSCALDO", - LA VITA A FUMETTI DI S. FRANCESCO DI PAOLA ".

Col patrocinio  di:                                

 PROVINCIA  DI  VIBO  VALENTIA

 CAPITANERIA  DI PORTO   DI VIBO  MARINA 

 CONSULTA  GENERALE DI  PASTORALE GIOVANILE  MINIMA

 COMUNE    DI   FRANCAVILLA    ANGITOLA

 PARROCCHIA DI SAN FOCA  MARTIRE  -  FRANCAVILLA ANGITOLA        

 COMUNE  DI    PIZZO 

 COMUNE DI  FUSCALDO

 CITTA’    DI  MILAZZO

 COMUNE    DI   Nicotera

 COMUNITA’ MONTANA  “ALTO MESIMA”

 ASSOCIAZIONE Stella  Maris  DI  MILAZZO

 Associazione Turistica Pro Loco Nicotera

 ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO  PIZZO

 CENTrO ITALIANO PROTEZIONE CIVILE  ARCIPESCA F.I.S.A  della pROV. VIBO VALENTIA

                                                     

 

15^  FESTA  DELLA GENTE DI MARE

Francavilla Angitola  e  Pizzo

 

Da  15 anni  nei  Comuni  di Francavilla Angitola  e Pizzo  (VV)   si  celebra  a metà  luglio  la Festa della Gente di Mare  in onore di San Francesco di Paola.  Tale manifestazione  si ricollega  all’  antica   devozione  verso  il taumaturgo Paolano  assai sentita  dai pescatori,  dai marittimi  e da tutte le persone in  vari modi  legate  al mondo del mare.   Nelle  ultime edizioni ,  in concomitanza  con il 5°  Centenario  della morte del Santo (1507-2007) la festa  ha avuto un notevole sviluppo,  allargandosi  a  luoghi importanti nella biografia  di San Francesco ( Paola, Reggio Calabria-Catona, Messina,  Nicotera, Tropea,  Soriano Calabro,  Paterno Calabro,  Fuscaldo ecc.) .

 Grazie  all’impegno profuso dal Comitato, presieduto dall'ing. Vincenzo Davoli ed entusiasticamente animato da Gianfranco Schiavone e da Giuseppe Pungitore, del sito internet www.francavillaangitola. com alla collaborazione entusiastica  della Guardia Costiera,  al sostegno di Enti e Autorità civili e religiose, la nostra risulta essere  in Italia   la più importante Festa della Gente  di Mare.   

    Da alcuni anni  la giornata più intensa ed emozionante  della festa  è quella dedicata  ad un pellegrinaggio marino, a bordo di motonavi civili,   scortate da natanti del Corpo  della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera ;   nel 2005  la meta  è stata Messina;  nel  2006 sono state Reggio Calabria e Catona ;  nel 2007  la meta è stata  Fuscaldo,  Città  natale di Vienna , la Madre del futuro  Santo .

     A  tali pellegrinaggi  marini,   effettuati sotto la vigilanza  e con il supporto della Guardia Costiera            ( presente con  mezzi navali, uomini e  Ufficiali)  partecipano  con entusiasmo  moltissimi fedeli,  terziari del  TOM ,   membri di confraternite,   persone anziane  e giovani  ( tra cui  quelli  della Consulta Generale di Pastorale Giovanile Minima,   di  associazioni di Volontariato e della Croce Rossa ).

      Al  pellegrinaggio marino  a Fuscaldo, autorevolmente guidato da  S.E. il  Vescovo,  Mons.  Vincenzo  Rimedio,  hanno preso parte  anche una  cinquantina  di persone disabili   (accompagnate dai relativi  assistenti volontari )  che  hanno vissuto una giornata  indimenticabile  sotto la protezione di San Francesco  e della Madonna Pellegrina  del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, appositamente presente per  espresso volere  di Natuzza Evolo  di Paravati.

    L’ edizione  in programma a luglio 2008 si svolgerà oltre che  a Pizzo e Francavilla Angitola,  a Nicotera, Vibo Marina, Fuscaldo;  la meta  più lontana sarà  Milazzo, sede  dell’ unico  Convento fondato personalmente  da San Francesco in Sicilia;  il pellegrinaggio marino  e le cerimonie connesse sono organizzati in  stretta collaborazione  con  l’Amministrazione Comunale di Milazzo e con la locale “Stella Maris”.

 

 

  visita la pagina  : San Francesco  di Paola

 

  


 

16 GIUGNO 2008

 

 

TRE  ANNI  MERAVIGLIOSI  PER NOI  E  SOPRATUTTO PER VOI :    AUGURI

 

Il  nostro  compleanno :  il 19 Giugno 2008

 

nasceva   il  sito  www.francavillaangitola.com

 

 

Ai miei amici

 

In pochi lo avrebbero immaginato o addirittura detto, ed anche noi eravamo sostenuti solamente dalle nostre speranze e dalla nostra forza d’animo.

Eppure il 19 giugno è arrivato anche per il sito.

Un mio professore mi diceva che tal sorta di progetti, organizzati da appassionati solo per la voglia di conoscere e di far conoscere e che hanno come unici finanziamenti lo spirito di gruppo ed il forte impegno, iniziano con entusiasmo, ma terminano precocemente. Forse aveva ragione.

Perché a noi non bastava solo lo spirito di gruppo ed il forte impegno, serviva anche grande volontà e tanta grinta, lo spirito di non arrendersi al primo intoppo, di non perdere la testa alla prima critica, il coraggio di non dare ascolto agli altri e di ragionare da soli, di non finire nella spirale delle competizioni, in quella di un “BRACCIO DI FERRO” che tuonava <<…VI DOBBIAMO ROMPERE>>, tentandoci a cogliere la sfida. Ma delle volte non cogliere una sfida è il modo migliore per vincerla.

Abbiamo seguito la nostra piccola, irta e difficile strada in solitaria, noi quattro, ed alla fine siamo arrivati ad un buon punto della scalata, su un pendio di montagna infinito. Perché di migliorare non si finisce mai e sulla cima della vita nessuno arriverà.

Nel percorso infinito della nostra mente nessuno è primo e nessuno è ultimo, ma tutti sono i benvenuti. Crediamo che sia questo il modo per andare avanti e crescere. In quest’ottica ingaggiare una battaglia per un inesistente primato è solo una perdita di tempo. Collaborare, invece, è molto più costruttivo. In tal modo si può davvero rendere un contributo sincero alla propria comunità, in particolare a questa di Francavilla, che con i nostri emigranti, gente che è sempre felice di avere delle notizie dal proprio paese di origine, è sparsa in tutto il mondo.

Qualcuno potrebbe controbattere a tutto ciò dicendo che sono un’“idealista” come tutti i giovani e che saranno l’esperienza ed il tempo a farmi ricredere su tutto. Ma, dopo tutto questo genere di discorso, non posso che andare avanti per la mia strada irta e solitaria. Di “idealisti” non solo di nome ne servirebbero davvero a questo mondo.

 

Antonio Limardi


 

10 GIUGNO 2008

Consiglio  comunale infuocato

 

L’opposizione  all’attacco sulle dimissioni da consigliere di de liguori

 

Angelo curcio   eletto  presidente  dell’ assemblea  municipale

 

 FRANCAVILLA ANGITOLA - Sessione straordinaria di consiglio comunale per discutere diversi punti all'ordine del giorno in un cli­ma che si preannunciava te­so già prima dell'inizio della seduta sebbene i toni non si siano poi alterati più del so­lito. Non sono mancati i di­saccordi tra i membri del ci­vico consesso, i primi disap­punti sono partiti dal consi­gliere di minoranza Anto­nio Anello «rammaricato per i comportamenti poco ri­spettosi all'interno dell'am­ministrazione essendo stata convocata un'assemblea con "urgenza" e con appena ventiquattrore d'anticipo, per disquisire principal­mente sulla. surroga del consigliere dimissionario De Liguori». Anello ha di­chiarato di non accettare la superficialità con cui sono state affrontate le dimissio­ni del consigliere «costretto a dimettersi perché impedi­to di esprimere le proprie idee. Quando un'ammini­strazione disattende il pro­gramma elettorale e ignora le esigenze della collettività a favore del singolo e della scalata ai posti di potere, se si ha ma visione differente del modo di amministrare non rimane che dimettersi da "uomini liberi". In riferi­mento alla revoca di Torchia ritengo che la pubblica opi­nione abbia il diritto di esse­re messa al corrente sulle reali motivazioni per cui è stato sfiduciato - ha conti­nuato - anche perché l'ex  vicesindaco è stato uno fra i primi a lavorare alla, messa a punto della nuova macchi­na amministrativa e non credo che sia stato tagliato fuori solo perché si è astenu­te, e non votato contro come si è detto, dall'approvare il bilancio per carenza di di­scussioni all'interno della maggioranza. È ora di af­frontare problemi reali co­me la chiusura della biblio­teca, del museo, le fogne a cielo aperto. Mettiamoci d'accordo per stabilire un corretto funzionamento dell'amministrazione nel ri­spetto reciproco e nei con­fronti della collettività. È necessario creare un'intesa di carattere personale pri­ma di relazionarsi con la co­munità„ assumendo posi­zioni che seguano una linea retta verso le priorità del co­mune». D'accordo con Anel­lo sulla necessità di trovare un punto d'incontro con la maggioranza per una fatti­va crescita del paese Anto­nio Aracri «speranzoso di poter assistere quanto pri­ma ad un fattivo progresso che possa apportare benefi­ci alla collettività».

Anche l'ex vicesindaco Mario Torchia ha spezzato una lancia in favore di De Li­guori, non solo ribadendo le ragioni che hanno spinto il capogruppo della locale Udc a rassegnare le dimissioni, ma rendendo noti i continui attacchi che De Liguori, a detta dello stesso, avrebbe subito dal sindaco e dagli al­tri componenti della mag­gioranza.

«Intendo esprimere rico­noscenza all'operato fin qui svolto da De Liguori - ha co­municato Torchia - nonché ammirazione nei suoi con­fronti per essersi dimostra­to sempre figura politica corretta e cittadino sempre pronto a cogliere i bisogni collettivi. Sento inoltre di smentire Nobile che ha mo­tivato il ritiro di De Liguori perché non gli sarebbe stato assegnato l'assessorato».

In riferimento al ritiro delle cariche Torchia ha te­nuto un lungo discorso nel quale ha palesato tutta la sua delusione: «Per quanto riguarda la mia vicenda di­chiaro che mai avrei imma­ginato di dover pronunciare in così breve tempo la mia sfiducia verso una maggio­ranza comunale che ho con­tribuito a costituire rinun­ciando anche a legittime aspettative personale pur di creare un gruppo politico nuovo con l'intenzione di ri­dare speranze nuove».

Doverosi gli interventi del primo cittadino che, in ri­sposta ad Anello, ha ritenu­to d'obbligo chiarire le moti­vazioni della convocazione straordinaria come anticipo del prossimo consiglio che prevederà la discussione di importanti punti come l'ela­borazione del piano struttu­rale di sviluppo e la discus­sione delle commissioni pa­ri opportunità.

In riferimento alle dimis­sioni di De Liguori, assente all'incontro per motivi per­sonali, Nobile ha precisato che tra le motivazioni uffi­ciali presentate da De Li­guori e rese note attraverso la stampa nulla faceva rife­rimento a quanto asserito da Torchia riguardo agli at­tacchi da parte della mag­gioranza.

«Ritengo di non dover chiarire nulla se non mani­festare dispiacere perché, aldilà di quanto accaduto, mi lega a De Liguori un da­tato rapporto di stima e ri­spetto reciproco».

In riferimento alle fogne a cielo aperto Nobile ha comu­nicato l'immediatezza con cui è stato affrontato il pro­blema, contattando l'ufficio tecnico di Filadelfia che ha prontamente avviato una procedura d'urgenza per porre rimedio al disagi, in più sono stati fatti subito dei sopralluoghi con tanto di escavatori alla presenza dei carabinieri, del comandante dei vigili urbani, del geome­tra Conidi; pertanto il pro­blema dovrebbe essere già stato risolto.

«Per quanto concerne la sfiducia di Torchia ho già espresso le motivazioni a mezzo stampa e puntualizzo che sono quelle che ho co­municato e nient'altro come si è pensato - ha precisato Nobile in conclusione - Ora dobbiamo cercare di punta­re al concreto, al fine di dare una svolta reale all'interno dell'amministrazione. È un dovere della maggioranza come della minoranza per­ché dobbiamo ricordare che la popolazione francavillese avrà sempre in mano lo strumento del voto e che do­po cinque anni sarà in gra­do di giudicare ed eventual­mente rinnovare la fiducia. Qualora dovesse ritenere che non sono stati raggiunti gli obiettivi minimi per pro­cedere sicuramente sapreb­be porvi rimedio sfiducian­do l'amministrazione». In sede di Consiglio sono stati nominati i nuovi presidente e vicepresidente del consi­glio, incarichi andati rispet­tivamente ad Angelo Curcio e Giovanni Serratore. Con­fermate inoltre ufficialmen­te le cariche di vicesindaco ad Antonella Bartucca e di assessore a Francesco Pun­gitore. Il sindaco ha reso no­to che ripartirà le deleghe al prossimo consiglio comu­nale che dovrebbe essere convocato non più tardi del­la prima decade di giugno.

 

 “IL QUOTIDIANO  5 GIUGNO 2008     di CATERINA PELLEGRINO

 

 

FOTO  :  IL NUOVO PRESIDENTE  ANGELO  CURCIO 

 

visita la pagina  :  Comune


 

5 GIUGNO 2008

 

PER    LA PRIMA VOLTA  A FRANCAVILLA IL MESE MARIANO  SI E’ CONCLUSO  CON UNA PROCESSIONE  IN ONORE DI MARIA SANTISSIMA SVOLTA  NELLA ZONA  DEI RUDERI  DI PENDINA , PRESSO L’ANTICO  E SUGGESTIVO  CALVARIO  GRECO–BIZANTINO.  L’ARCIPRETE  DON PASQUALE  SERGI , PROMOTORE DELLA INIZIATIVA  HA INVITATO TUTTA  LA  COMUNITA’  CON IL SEGUENTE MESSAGGIO. 

 

Il 31  maggio  alle ore 18    processione  mariana

 

 

PER CONCLUDERE NEL MODO MIGLIORE POSSIBILE IL MESE MARIANO, HO PENSATO DI ORGANIZZARE PER  OGGI  UNA PROCESSIONE IN ONORE DI CHI,  PER  VOLONTA' DIVINA, CI E' MADRE.

N0I, FIN DALLA  PIU’  TENERA  ETA', ABBIAMO FATTO NOSTRO QUESTO MERAVIGLIOSO DONO, CONSIDERANDO MARIA SANTISSIMA COME NOSTRA MAMMA CELESTE. L'AMIAMO, L'ONORIAMO., L'IMITIAMO, LA  PROPONIAMO AI NOSTRI FAMILIARI ,AMICI E CONOSCENTI.

La Processione, a cui vivamente v'invito,  avrA’  inizio subito dopo la Santa Messa che, alle ore 17,30 sarà celebrata nella Chiesa dellA  Madonna delle Grazie, Percorrendo il breve tratto di strada che, oltre il Calvario, porta alla pubblica fontana, Qui reciteremo la “Supplica alla  Madonna del Rosario “

 

 

SUPPLICA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre mise­rie.

Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, su le nostre famiglie, su l'Italia, su l'Eu­ropa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nel­l' anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.

O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e fi­gli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensi­bilissimo cuore. Mostrati a tutti quale sei; Regina di pace Q di per­dono. Ave, Maria...

E' vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati tor­niamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore. Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre no­stra, Madre dei peccatori.

Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la no­stra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!

o Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, so­prattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il cuore amabile del tuo Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, per­chè pentito ritorni al tuo cuore. Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia! Ave, Maria...

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericor­die. Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli.

            Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l'onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. II tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. II Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbando­niamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie. Ave, Maria...

Un'ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci. Concedi a tutti noi l'amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione.

          Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Bene­dici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chia­mata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: conce­di il trionfo alla Religione e la pace alla umana Società. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del tuo Santuario. Benedici infine quanti coltivano e pro­muovono la devozione al Santo Rosario.

          0 Rosario benedetto di Maria; catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli. Torre di salvezza, negli assalti dell'inferno. Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia, a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario, o Ma­dre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen. Salve, Regina...

                                        Don Pasquale  sergi

 


 

5 GIUGNO 2008

la fiaccola di  san  francesco  dI paola

da fuscaldo a   PARAVATI

 

"A piedi come gli Apostoli"

 

 

Alle sette del mattino  del 31 maggio è partita  dal San­tuario di San Francesco di Paola (CS) il pellegrinaggio "A piedi come gli Apostoli" portando  una fiaccola vo­tiva di San Francesco a Pa­ravati dalla mistica Natuz­za Evolo. Questo pellegri­naggio è  nato in seguito a una brutta malattia che col­pì nel 1996 il figlio della fa­miglia Antonio Lo Gullo da Fuscaldo. La famiglia  molto devota a San Fran­cesco di Paola e alla mistica Natuzza Evolo mise tutta la sua speranza nelle loro ma­ni . II ragazzo guarì e dal 2002 la famiglia Gullo in se­gno di gratitudine per la grazia ricevuta organizza­ questo pellegrinaggio. Il percorso totalmente effet­tuato a piedi attraversa in tutto 18 paesi delle province di Cosenza, Catan­zaro e Vibo per un totale di 120 Km. La fiaccola votiva in particolare ha sostato  in Contrada Olivara  di  Francavilla Ang. ai piedi  del viadotto ferroviario intitolato a San Francesco. La  sosta successiva è avvenuta a Pizzo  presso la statua  di San Francesco sulla Nazionale; dopo la  benedizione  impartita  dal Minimo   Padre Domenico Crupi  la fiaccola è stata portata per alcuni tratti  da giovani  della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera  di Pizzo.  La fiaccola ha proseguito per Vibo città, in via G. Matteotti e per il Santuario della Madonna delle Grazie a Santa Ruba di San Gregorio di Ippona. dove è stata recitata una preghiera. Infine è arrivata a  Paravati presso Natuz­za Evolo per  concludere le tradizionali manifestazioni dell’ ultimo giorno dei mese Mariano. A portare la fiac­cola votiva sono stati sopratutto i volonta­ri del soccorso della CRI , de­voti, e numerosi atleti.  La grande fiaccolata  finale in onore della Madonna ci  ricor­da come, la luce della fiaccola votiva che arde viva, sia un simbolo di fede, di amore e di speranza.

 

ALBUM  FOTO

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 29 MAGGIO 2008

 

DOMENICA  25 MAGGIO , FESTA DEL CORPUS DOMINI, IL   SINDACO,  DOTT. CARMELO NOBILE,  HA PRESENZIATO  UFFICIALMENTE  ALLA CELEBRAZIONE  DELLA SANTA  MESSA  DELLE  ORE 11.00 .  ALLA FUNZIONE RELIGIOSA HANNO PRESO PARTE  LA GIUNTA E  CONSIGLIERI COMUNALI.

ALLE ORE 18.30  HA AVUTO INIZIO  LA PROCESSIONE  DEL  SANTISSIMO, CHE  SI  E’  SNODATA  LUNGO LE VIE PRINCIPALI DEL PAESE .

SECONDO L’USANZA TRADIZIONALE  IL SINDACO   E I CONSIGLIERI COMUNALI, PARTECIPANDO  IN FORMA UFFICIALE ALLA PROCESSIONE , HANNO ACCOMPAGNATO  GESU’ EUCARISTICO,   REGGENDO A TURNO IL BALDACCHINO

 

 

Omelia   del  corpus domini

Un modo misterioso, straordinario,

di donarsi in pienezza a tutti. Questo il significato della festa di oggi, festa del Santissimo Corpo e Sangue del Signore. Noi troviamo nell'Eucaristia il centro che ci unifica:

Cristo, centro dell'umanità! Tutti conosciamo le ruote delle biciclette: ci sono i raggi,

e al centro il perno. Ebbene, noi siamo come i rag­gi, e ci incontriamo tutti al centro che è Gesù. Le immagini del pane e del vi­no sono anche più significati­ve. Pensiamo al pane, formato da chicchi di frumento macinati e diventati farina: prima i chicchi sono distinti fra loro; poi, macinati nel pane, sono tutti mescolati, impastati e fusi insieme.

Così è dei cristiani, uomini distinti, ma impastati insieme nella Chiesa,

che é corpo mistico di Cristo. Pensiamo al grappolo d'uva, con cui si fa il vino:

i suoi acini sono ben separati l’ uno dall'altro, ma nel vino so­no anch'essi mescolati e fusi insieme.

Così è della nuova umanità in Cristo, della Chiesa, del regno di Dio. Un insieme di persone amate dal Signore, che ricambiano il suo amore, e assumono l’ amore verso il prossimo come pro­prio codice di vita. Ciascuno conserva la sua iden­tità, e tutti insieme formano la Chiesa di Cristo, in Cristo. Questa realtà spirituale si svi­luppa nel tempo, si realizza nel corso della storia umana. Infatti la Chiesa esegue l'ordine del Signore: «Fate questo in memoria di me». Da allora i sacerdoti convo­chiamo tutti attorno all'altare, per celebrare 1Eucaristia.

Il profeta Elia, fuggendo da Gezabele, arrivò un giorno nel deserto; era stanco, sfinito,si buttò all'ombra di un cespu­glio e disse a Dio che non ce la faceva più, che lo facesse mo­rire e si addormentò. Ma ecco che un angelo lo toc­cò e, presentandogli un pane, glielo offrì dicendo: Alzati e mangia.,. perché è troppo lun­go per te il cammino.

Egli ne mangiò e, con la forza di quel pane, camminò per quaranta giorni attraverso il deserto fino a giungere al monte di Dio. Anche noi siamo spesso stan­chi, con una gran voglia di fermarci e dire: Basta!

Dio rivolge a tutti noi le parole dell'angelo a Elia: Mangia e cammina! Chiediamo a Cristo Gesù che doni, a quanti si accostano all'­Eucaristia, la gioia di vivere nella fede, la forza per crescere generosi, e impegnati nel dovere quoti­diano.

Don  Pasquale  Sergi

ALBUM  FOTO  DI GIUSEPPE PUNGITORE

 

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28 MAGGIO 2008

 

Pellegrinaggio " A piedi come gli Apostoli " sabato 31 Maggio 2008   

 

Percorso: Paola (CS) - San Gregorio  d’Ippona - Paravati (VV)

 

Il  Comitato della Festa della Gente di Mare  si  compiace   di estendere  a tutti coloro  che  ci  seguono  sui  nostri siti     l’invito  trasmesso   dall’ amico  Antonio  Lo   Gullo , responsabile   del pellegrinaggio :   

“Le scrivo per chiederLe di partecipare  nel  limite  dei  Suoi  impegni ,  al  7° Pellegrinaggio " A piedi come gli Apostoli " che si terrà sabato 31  maggio  2008,  a chiusura del  mese   Mariano .

  La fiaccola che porteremo a Paravati, sarà accesa dalla  fiamma ardente  della  Lampada  Votiva  presente nella Cappella dedicata al Santo Francesco, dove sono custodite le   Sue  reliquie .                                                                                                                             -La partenza è prevista per le ore 08: 00, dal Piazzale antistante al  Santuario  San Francesco di Paola  (CS), l'arrivo a Paravati, (VV) sarà verso le ore 19:45  circa .  A proseguire ,  la  “ Serenata a Maria” .                                                                                                  -Verso le ore 15.50, il gruppo dei pellegrini si  ritroverà  in   C/da   Olivara , piazza San Francesco Paola, nel Comune di Francavilla Angitola. Breve sosta                                            -Alle ore 17:50 circa è previsto l'arrivo presso la chiesa  di S. Ruba -  Santuario Madonna  della  Salute - nel Comune di San Gregorio d'Ippona (vv). Breve  sosta.                                          Sicuri che non ci vorrà far mancare la Sua presenza , La  aspettiamo con fiducia, nell’ attesa  vogliate   gradire i più cordiali saluti.

II recapita è: LO GULLO Antonio

 Via Cotugni, 42

87020 Fuscaldo - Frazione Scarcelli (CS)

tel. e fax 0982 /587257   cell. 333 / 7560662

E mail: antoniologullo@virgilio.it

Il  responsabile  dell’ organizzazione

LO GULLO Antonio

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28 MAGGIO 2008

 

 

 Festa  civile in onore  di vienna  da  fuscaldo  madre di  san francesco di paola

 

fuscaldo   -  11/18  maggio  2008

 

 

     Nello spirito  dei  calorosi  rapporti  di amicizia  e di  feconda collaborazione  allacciati  con Fuscaldo  in occasione  del  V   Centenario  della morte  di San Francesco , il Sindaco di tale Città,  dott. Davide  Gravina,  ha invitato l’amministrazione comunale   di Francavilla Angitola,  il comitato organizzatore  della  “Festa della Gente di Mare”,  e la  Capitaneria di Porto  -  Guardia Costiera  di Vibo Marina  a partecipare  alla festa civile  in onore  di Vienna da Fuscaldo prevista dall’ 11 al  18  maggio  2008, caldeggiando la loro presenza  almeno agli eventi  più significativi  del fitto calendario  delle manifestazioni in programma.

     Domenica 11  maggio  si sono  recati da Francavilla  a  Fuscaldo il  Presidente del  Consiglio Comunale ,  Francesco Pungitore  l’ Ing.  Vincenzo Davoli  e  Gianfranco Schiavone  del Comitato  Festa Gente di Mare – amici di San Francesco,  il  vigile urbano Antonio  Carchedi.

L’ evento  più  importante  dell’ 11/5  è  stata  l’inaugurazione  di una nuova statua  di Vienna,  opera  in  bronzo  del Maestro  Maurizio  Carnevali ,  collocata in una piazzetta dell’ antico centro  di Fuscaldo  Alta.   L’ artista,  originario del luogo,  che  già  nel 2007  aveva realizzato una statua di San Francesco di Paola sistemata  nella piazza  prospiciente  la spiaggia di   Fuscaldo  Marina,  in  quest’ ultima  opera  ha voluto esaltare la bellezza  della maternità,  rappresentata da Vienna, mamma felice che esprime la sua intensa gioia sollevando  verso il cielo  il suo piccolo  Francesco.             La statua  è  stata  inaugurata  e  benedetta  da  S. E.   Mons.   Giuseppe Fiorini  Morosini, neoeletto  Vescovo  di Locri-Gerace.   Per   Padre  Morosini , ordinato  vescovo  a Paola solo qualche  giorno prima,  si  è  trattato  della  prima  manifestazione solenne  che  ha presieduto  fuori  della sua città natale .

   All’ inaugurazione  della statua di Vienna  hanno presenziato,  circondati dalla folla dei fedeli e  da  autorità civili e militari  :  il  Correttore provinciale dei Minimi , P. Rocco  Benvenuto,  il Sindaco  di  Sangineto  (CS),  Gaetano Marinelli,  il  dott.  Ettore Ferrigno, Assessore alla Cultura  di Paola,  e  naturalmente il Maestro  Maurizio Carnevali .

    Tra gli altri  Francesco  Pungitore, Presidente del  Consiglio Comunale , ha  voluto  porgere , anche a  nome del  Sindaco  Carmelo  Nobile , il saluto  di ringraziamento e  compiacimento per le tante  iniziative promosse  dalla Città di  Fuscaldo.  Francesco  Pungitore,   consegnando  una magnifica  corbeille   di fiori  in onore  di Vienna da  Fuscaldo, ha voluto  porgere   un saluto a tutte le mamme, in particolare a quelle  di Fuscaldo, ricordando giustamente  che le manifestazioni avevano inizio in  occasione della tradizionale  “Festa della Mamma”  (  seconda domenica di maggio).

   Dopo l’inaugurazione della statua, il Vescovo Morosini  ha concelebrato  nella vicina  chiesa di San Giovanni  la Messa  cantata  della domenica di  Pentecoste  insieme  a  P.  Benvenuto, al  Parroco  di Fuscaldo  P. Cantatore  e al  P. Provinciale  dei  Frati  Francescani.

   Domenica 18/5   alle manifestazioni  conclusive  della Festa civile   in onore di Vienna  era presente il Capitano  di Fregata  Domenico Napoli  Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, accompagnato  da   Gianfranco Schiavone   in  rappresentanza degli amici  di San Francesco e della “Festa della Gente di Mare”. 

    E’  stata  inaugurata la nuova  pavimentazione  della  piazza  San Francesco di Paola  a  Fuscaldo Marina;  è seguito poi   un recital   del famoso  soprano  Katia  Ricciarelli, applauditissimo dallo entusiastico pubblico  presente .

 

album  foto

 

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 19 MAGGIO 2008

 

La  rivista  mensile  “Monteleone” diretta dal  dr. Felice Muscaglione  ha pubblicato nel numero di Maggio 2008 il seguente  articolo   dedicato  da Vincenzo Davoli  al  Ten.  Foca Limardi,  Caduto della I Guerra  Mondiale :

II TENENTE FOCA LIMARDI

Tra i caduti francavillesi nelle guerre del novecento Foca Limardi occupa senz'altro il primo posto per il grado militare raggiunto, quello di Tenente, e per il titolo di studio conseguito, laurea in Giurisprudenza.

Nacque   l’ 11 agosto  1889 da Giovanni Battista, possidente, e da Caterina Teti, indicata nell'atto di nascita come "filatrice'", poiché ai occupava dell'allevamento dei  bachi e della filatura della seta, attività allora fiorente presso le famiglie più intraprendenti di Francavilla.

Foca. quindi, apparteneva ad una famiglia dì piccoli proprietari, di persone laboriose. che volentieri si sottoponevano al sacrificio di un tenore di vita sobrio e modesto, ma dignitoso, nella speranza, da un lato, di sistemare convenientemente le figlie  femmine e, dall'altro, di riuscire a far diventare i maschi affermati professionisti. In effetti, esaudendo le aspettative dei genitori, la sorella maggiore, chiamata donna Elisabetta, si sposò con Vincenzo Condello, futuro Podestà di Francavilla; la sorella minore, donna Teresina, era maritata con il maestro elementare  Antonio Costa

Foca era l’ultimogenito  e  l’unico figlio maschio. I suoi genitori,  attenti alla sua 

 

formazione  scolastica,   lo  iscrissero al Ginnasio Liceo “ G. Filangieri “   di  Monteleone, oggi Vibo Valentia.

 

Dopo aver conseguito la maturità    classica,  spronato  e  sostenuto, soprattutto, dalla madre Caterina, si iscrisse

 

alla Facoltà di Giurisprudenza della prestigiosa  Università di Napoli e ai laureò brillantemente in legge.

 

 II compianto avv. Giovandomenico Barone sosteneva  che il giovane dottore *Foca Limardi era stato iniziato alla

 

massoneria, presso la Loggia "Giovanni Andrea Serrao" di FiJadelfia.

 

Mentre muoveva i primi passi nella professione di Avvocato e progettava di mettere su famiglia, l'Italia entrò in guerra contro 1'Impero d'Austria-Ungheria, Allora il giovane Foca dovette abbandonare la pratica forense perché chiamato alle armi e mandato nella zona di guerra dove giunse i primi di giugno del 1915.

Fece parte della Brigata Pavia,  27° Reggimento di Fanteria, I ° Compagnia.

Ben presto, grazie al suo elevato titolo di studio diventò Tenente della Milizia Territoriale. Foca, per mantenere durante il conflitto contatti con la sua gente,  intrattenne  una corrispondenza  continua,   oltre che con la sua famiglia, anche col tenente Medico Vincenzo Servelli, al quale era profondamente  legato fin dall'infanzia; erano stati compagni di scuola al Liceo Classico di Monteleone e poi erano rimasti vicini come fratelli anche all'Università di Napoli, pur frequentando corsi di laurea differenti. Vincenzo Servelli essendo Ufficiale medico poteva muoversi lungo tutto il fronte di guerra dalla Lombardia alla Venezia Giulia; spostandosi da una località all'altra il  Tenente medico ebbe talvolta l'opportunità di incontrarsi e di salutare anzitutto suo fratello il Sottotenente Domenico e diversi soldati suoi compaesani, in particolare quelli del 48° Reggimento dì Fanteria.

II Tenente Foca Limardí operò sul fronte presso Gorizia: il 6 agosto 1916 si scatenò  “la sesta battaglia dell'Isonzoe le truppe italiane mirarono a conquistare finalmente la città di Gorizia; i combattimenti furono asprissimi.

II 9 agosto 1916 riuscirono finalmente a occupare Gorizia, Ma, il giovane Foca cadde da eroe due giorni  prima ,

il 7 agosto sul campo di battaglia di Lucinico a pochi chilometri da Gorizia.

La notizia della sua morte suscitò in Francavilla un grande cordoglio.

La più commossa ed accorata rievocazione della nobile figura di Foca Limardi è quella descritta in una lettera inviata il 29 agosto 1916 dal Tenente medico Vincenzino Servelli al padre. Giuseppe, Segretario Comunale di Francavilla:

Papà carissimo,

Non appena giunto qua, come anche durante il viaggio, avevo scritto al caro Focuzzo, e mentre ero

in attesa di ricevere la sua graditissima risposta,  ben altra notizia mi è pervenuta !  Non parmi  vero ancora: come fulmine a ciel sereno la triste nuovo ha talmente  scosso il mio  sistema nervoso, che io sono costretto a leggere continuamente la vostra lettera per accertarmi  della dura realtà!   La sua morte mi  ha .schiantato  il cuore, perchè ci amavamo  più che   fratelli:  a  Nicastro , a Monteleone ,  a Napoli abbiamo passato i giorni migliori della nostra gioventù,   circondati  da reciproco, sincero  affetto, e dopo tanti sacrifici, mentre stavamo  per raccogliere insieme il  frutto del  nostro lavoro, il destino crudele ci ha divisi inesorabilmente per sempre.

La Patria ci chiamò a se, e lui  italianamente le offrì subito  la sua  giovane vita. Che cuore d'oro, che perdita impareggiabile! II sette giugno ha scritto la pagina più. fulgida, più bella della sua vita, e Francavilla deve commemorarlo degnamente, orgogliosa d’avergli  dato i natali, a lui  così buono, d'ingegno, su cui erano riservati i migliori affidamenti.

Io piango ancora per la sua vita spezzata a metà quando gli stava sorridendo il più roseo avvenire! Vorrei scrivere alla desolata mamma e alle inconsolabili sorelle, ma non mi regge il cuore, nè  mi sento la forza.

Prego  perciò che voi o lo zio andiate espressamente  a porgere le mie più sentite condoglianze e dire  che da  lungi  anch'io condivido il loro dolore per   la scomparsa dell'affettuoso cugino. Avrei voluto versare   le mie lacrime sulla zolla bagnata dal generoso sangue e coprirla dei  fiori   più profumati, ma siamo  abbastanza  lontani, perciò desidero che  lo  zio  gli celebrasse  espressamente  per me   una  messa  solenne in segno del  mio  più grande affetto, e potendo assistervi personalmente, andate tutti voi  a pregare   per lui, mentre  io vi starò vicino col cuore. Pace all'anima sua! Io sto alquanto bene, ma inconsolabile.  Abbraccio tutti ,   vi bacio la mano.

 Aff.mo Vincenzino

Il due ottobre 1916   la Giunta municipale di Francavilla decise quanto segue:

"Considerando che giorno cinque corrente mese  si celebreranno ì funerali del  compianto Avvocato Tenente Limardi Foca, morto sui campi  di Lucinico  per onorare la memoria dell'estinto -delibera – di  offrire una corona di bronzo, a nome del  Comune - in segno di omaggio."

La sua eroica morte venne ricordata nel discorso tenuto dal dott. Antonio Catalano per commemorare il sottotenente Domenico Servelli e i prodi caduti di Francavilla, nel 1917:

"Onore e gloria al Tenente Limardi Foca, caduto eroicamente a Gorizia, anima grande ed eletta, da poco laureato con brillanti esami in giurisprudenza,  la cui vecchia madre aveva consacrato tutte le sue energie per l'educazione di quest'unico figliuolo".

Nel 1923 il Convitto Nazionale "G. Filangieri" di  Monteleone volle onorare i convittori caduti nella Grande Guerra apponendo all'esterno dell’ edificio ai lati del portone d'ingresso due monumentali lapidi, ciascuna delle quali sormontata da un angelo rappresentato come custode dei nomi dei Caduti. Sulla lapide destra è riportato anche il nome Limardi Foca. Dopo il 1938 venne inaugurato il grande Sacrario Militare di Redipuglia in provincia di Gorizia, la salma del tenente Foca, riesumata dal cimitero di Lucinico. venne ivi traslata.

La  figura di Foca Limardi è  stata magistralmente rievocata da Vittorio Torchia nel suo capolavoro "II Paese del Drago". In una noterella di sole sei righe c'è una sintetica e mirabile rappresentazione di due eroi, del loro ambiente familiare e di Francavilla durante la prima guerra mondiale. Pur nella concisione della nota, Vittorio Torchia non trascura di scrivere (com'era di solito fare) Focas  con la s finale alla greca, e Lìmardi, con  l’accento sulla prima i, affinché correttamente sia letto sdrucciolo. "Al nome di Domenico Servelli va affiancato quello del Tenente Focas Lìmardi avvocato anch'egli caduto in quella sciagurata prima guerra mondiale. Tutti  e due rappresentavano la giovane aristocrazia studiosa e dotta del paese. Un paese ad economia agricola, lontano dai centri, esprimeva già rappresentanti di una classe dotta ed evoluta".

Molto opportunamente il Comune di Francavilla Angitola volle intitolare all'eroico caduto Tenente Limardi una via del concentrico del paese.

Vincenzo Davoli

 *Da una ricerca effettuata dalla Redazione del "Monteleone" Foca Limardi venne iniziato nella Loggia Massonica "Giovanni Andrea Serrao" di Filadelfia il 15 agosto del 1912

 

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10 MAGGIO 2008

 

FAUSTO RONDINELLI  -  “LA VOLANTE ROSSA”

 

Uno  degli autori del libro  è un giovane francavillese : Fausto  Rondinelli  è nato a Francavilla Angitola  l’ 11 ottobre 1962 .  E’ figlio  dell’  insegnante  elementare Pietro  Francesco .

Dal 1967  si è trasferito a Roma, mantenendo comunque  forti legami  con il paese  natale , di cui  ha  rappresentato  molti angoli  pittoreschi  nelle sue fotografie.

E’ un attento  cultore  di Storia  italiana  contemporanea.

 

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Ci sono storie che per quanto lontane nel tempo e a volte volutamente dimenticate suscitano, se riportate all’attenzione dei lettori, curiosità ed inquietudine. È il caso della Volante Rossa guidata da Giulio Paggio, il “tenente Alvaro” della 118° Brigata Garibaldi, formazione di ex partigiani ed operai formatasi nell’immediato dopoguerra a Milano, per la precisione a Lambrate, periferia est, nella ex Casa del Fascio, diventata Casa del Popolo in via Conte Rosso.

La storia della Volante Rossa, di Alvaro, di Balilla, di Otello, di Lino e degli altri che parteciparono a questa tragica avventura è ricostruita con attenzione e rigore storiografico dall’omonima opera scritta da Fausto Rondinelli e Carlo Guerriero (Datanews, Roma 1996) corredata anche da un’interessante appendice fotografica. Il libro, che con impianto da romanzo giallo fa iniziare la narrazione dalla fine, ossia dai due “omicidi del taxi” avvenuti entrambi il 27 gennaio 1949, ricostruisce, con dovizia di informazioni, ricavate dalla stampa e dalla pubblicistica dell’epoca, non solo la storia della Volante ma anche la macrostoria in cui essa s’inserisce. In particolare, il contesto dell’Italia, soprattutto del nord, all’indomani del 25 aprile, le aspettative dei partigiani, le lotte operaie, il complesso rapporto con il Pci e le istituzioni del ricostruendo stato italiano, nonché gli scontri con le rinascenti formazioni fasciste. Nel libro grande spazio è dato al processo che seguì gli ultimi omicidi attribuiti alla Volante, attraverso gli atti processuali vengono, non solo ricostruiti i fatti, ma anche messe in evidenza le forzature compiute dai giudici nei confronti degli imputati pur di giungere ad una condanna, di chi aveva commesso gli omicidi, ma anche dell’intera formazione politica.

“Solo gli strateghi da caffè possono pensare che sia stato facile dire ai partigiani, dopo quella guerra atroce, quel cumulo di rovine, quelle torture: adesso tornate a casa e buttate via le armi che avete conquistato rischiando la vita”. In queste parole di Pietro Ingrao è riassunto il senso della vicenda della Volante rossa e con essa di altre formazioni che agirono in quegli anni. Per loro la guerra non era finita o meglio non aveva raggiunto il suo vero scopo: la rivoluzione e la presa del potere da parte degli operai e dei proletari guidati dal Pci, per questo motivo molti di essi non deposero le armi, ma continuarono a compiere azioni di rappresaglia e di vendetta contro ex fascisti o persone che si erano compromesse con la Repubblica Sociale, cercando di organizzare il malcontento nelle fabbriche per il ritorno dei vecchi padroni o per il peggioramento delle condizioni di vita dell’immediato dopoguerra.

Il pregio maggiore del libro è che attraverso un punto di vista ben preciso, partecipe ma critico, analizza l’intera vicenda senza reticenze, cercando, sin dove i documenti storici e l’irreperibilità di molti dei protagonisti (alcuni di loro riparati nei paesi dell’Est) hanno permesso, di ricostruire un pezzo della storia dell’Italia del dopoguerra, volutamente dimenticato per la sua spinosità e irriducibilità alla storia ufficiale del paese. E anche di aver fatto giustizia di giudizi affrettati o dovuti all’opportunità politica del momento che individuavano la formazione di Lambrate come esempio negativo e addirittura come precursore delle Brigate Rosse.

In ultimo, proprio per i suoi sviluppi controversi, la vicenda della Volante rossa non è solo una vicenda storica, ma ha in sé anche un sottofondo epico e leggendario, come colgono bene gli autori: “Il ricordo della formazione di ex partigiani milanesi era destinato a riaffiorare ogni volta che mobilitazioni antifasciste ed operaie tornavano a far salire la tensione nelle aree industriali del nord: segno evidente che il valore, anche leggendario, che quella lontana esperienza di lotta aveva assunto non era stato affatto intaccato né dalle strumentalizzazioni né dalla rimozione operata nei suoi confronti da parte del Pci”.

   Francesco Filia  

 

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Il 28 aprile 2008

AUGURI AGLI  SPOSI :

 

Il 26 aprile 2008 Salvatore Berlingieri e Carmensissi Malferà ,  con una suggestiva cerimonia in abiti d'epoca, nella chiesa di San Sebastiano a Pizzo hanno coronato il loro sogno d'amore .

 

 

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26/03/2008

 

LA SETTIMANA SANTA- PASQUA 2008

 

PASQUA  DI  RESURREZIONE  23  MARZO  2008

 

 

La  Cumprunta  di  Pasqua  2008  si è  svolta  in una Piazza  Solari   dal  volto  nuovo ; infatti  dopo  il rifacimento  della  pavimentazione  della piazza , la  Sacra  rappresentazione  ( che giustamente  si è svolta  rispettando  scrupolosamente  le procedure  tradizionali )  ha  avuto  luogo  per la  prima volta  su  questo “ palcoscenico” nuovo e moderno ,  ma ben armonizzato  con gli antichi  edifici  prospicienti  sulla piazza.  

 

 

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FESTivita'   DI SAN FOCA 05-03-2008  

 

Omelia  dell' arciprete Don  Pasquale  Sergi 

 

Oggi, per noi, Comunità par­rocchiale di Francavilla, è festa del Santo Patrono; per la chiesa universale, di cui ci onoriamo di far parte, è tempo di quaresima: tempo di purificazione e con­versione, tempo di santità e di grazia, tempo di fede autentica e di carità operosa. "Convertitevi e credete al Vangelo” , ci dice Gesù.

E’ talmente grande l’amore di Dio,  che c’invita a rinnovare  continuamente la nostra vita,

i nostri pensierì, le nostre azioni, per farli diventare atti d'amore a Dio e al prossimo

Convertirsi è impegnarsi, con la forza di Dio, a lasciare il male e a vivere nel bene:

in famiglia, nella società, nel lavoro, nel tempo libero, nell'aiuto al prossimo.

Tutto questo, il nostro Santo Patrono l'ha ben capito e vis­suto:

- ha lasciato le armi, per diventare uomo di pace; - ha usato i suoi beni,

per aiutare il prossimo, - ha caricato le batterie del suo mondo interiore con la pre­ghiera, la meditazione,

la penitenza. La Chiesa ce lo propone come modello da imitare.

San Foca, uomo buono e giu­sto, umile e semplice, generoso e caritatevole,

era soprattutto un innamorato di Gesù Cristo.

San Foca non è stato  “ cristia­no a parole", ma con i fatti:  ha portato Cristo in sé e attor­no a sé. Ha preferito spargere il suo sangue, morire, anziché tradire, rinnegare Cristo, così come, purtroppo, fanno tanti cosiddetti cristiani.

E' importante, che si prenda coscienza della precarietà e della provvisorietà della nostra vita...

E' importante riflettere, pregare, usare al meglio i ta­lenti che Dio ci ha dato.

Foca, il nostro grande campio­ne della Fede, ha portato in al­to il vessillo dell'Amore,

e il suo esempio si espande sempre di più, oggi come ieri: in Antiochia, a Francavilla,

ed ovunque. Lui ha saputo coniugare benis­simo la fede con la carità.

E' stato uomo di preghiera. Pregava per il bene della sua anima, per il bene di tutti, anche di quelli che non cono­sceva, e li sfamava, così come si sfama un figlio ed un fratello.

San Foca ha rinunciato a tutto per essere completamente del Signore.

A1 primo posto, nella sua vita, non c'è stato il tale affetto, bisogno, desiderio... ma Dio!

La preghiera e la meditazione lo hanno sostenuto giorno per giorno, e così, nel momento dell'estrema difficoltà,

nel momento cruciale della prova, ha saputo essere tena­ce, coerente, figlio di Dio fino in fondo.

Ringraziamo questo fulgido e­sempio, imitandolo.

 

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album  foto


 

17  OTTOBRE  2007

 

PELLEGRINAGGIO   DA CASTELLABATE A PAOLA

 il francavillese don v. fiumara ha organizzato un pellegrinaggio a paola

 

Domenica 14 ottobre  2007 le parrocchie del comune di Castellabate e cioè S. Marco, S. Maria, S. Antonio al Francesco di Paola, in occasione del quinto centenario del "Dies Natalis " del Santo, guidato dal sottoscritto parroco. Grande partecipazione e commozione tra i pellegrini in modo particolare per coloro che visitavano per la prima volta il grandioso santuario, appena giunti al santuario ho celebrato la santa Messa nell' antica basilica,sperimentando la gioia di stare insieme intorno alla mensa eucaristica,Padre Domenico inoltre ha introdotto i pellegrini in un itinerario spirituale facendo conoscere meglio la vita e i miracoli del Santo nonchè i luoghi di penitenza e di preghiera,è questo aspetto, la vita di preghiera ,necessario da riscoprire per onorare in maniera autentica San Francesco, vissuta con la stessa intensità, commozione, partecipazione, con cui egli l'ha incarnata.

Voglia il Santo benedirci, perchè i frutti spirituali e di grazia che abbiamo vissuto, possano essere abbondanti per noi e per tutti i suoi devoti.

Don Vincenzo Fiumara

 

 IL COMITATO  DELLA FESTA DELLA GENTE DI MARE  PER  L' OCCASIONE  HA DONATO A DON VINCENZO  UNA COPIA DEL  FILM  "VIENNA DA FUSCALDO"   PORTATA APPOSITAMENTE  DAL  PRODUTTORE  CARMELO RAMUNDO  E CONSEGNATA  DA GIANFRANCO SCHIAVONE

 

 

 VISITA  LA PAGINA  :  ALBUM FOTOGRAFICO

 

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10  OTTOBRE  2007

 

 Inaugurazione   Statua   san  domenico savio

 

Domenica  7 ottobre alle ore  18,30   nel cortile dell’oratorio parrocchiale è stata inaugurata  una statua di Domenico Savio ,  il Santo giovinetto  a cui  l’oratorio è intitolato,

la statua  è stata collocata nell’ aiola  a  fianco del cancello  di   ingresso sopra un piedistallo  che porta  l’ epigrafe:

 

“Domenico  Savio – Santo a  15  anni  . Il suo programma  di vita 

 La morte  ma non peccati  

I miei amici saranno  Gesù   e  Maria  “

 

Il parroco  don Pasquale  Sergi  qui  pose   a protezione ed esempio  dell’ Oratorio

 

Francavilla  7  ottobre  2007

 

Il   Sindaco  dott. Carmelo Nobile  dopo aver  svelato la pregevole statua ha  espresso  il suo compiacimento  per la manifestazione ideata  dall’ arciprete  don Pasquale  Sergi  .

 Erano presenti alla manifestazione  Il Vice  Sindaco Mario  Torchia, l’ assessore Antonella Bartucca, il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Pungitore e  naturalmente  la direttrice dell’ oratorio , Prof. Maria Grazia  Carchedi

 

 

 

PERCHE’  L’ ORATORIO  E’ INTITOLATO  A  SAN DOMENICO SAVIO

 

Se è vero, come lo è, che la storia è “maestra” della vita, certamente conoscere la storia del nostro Oratorio parrocchiale servirà alle nuove generazioni per meglio “seminare e raccogliere”.

L’Oratorio dedicato a San Domenico Savio nasce  in Francavilla Angitola nel 1988  per volontà del Parroco Don Pasquale Sergi, dopo qualche anno di Azione Cattolica.

E’ stato dedicato a San Domenico Savio, perché questo piccolo-grande Santo si è formato nell’Oratorio di San Giovanni Bosco, e quindi don Pasquale lo propone a modello della sua gioventù.

Domenico è uno dei più grandi doni di Dio. È forte e puro come un diamante. Nasce a Riva, vicino Torino, il 2 aprile 1842, da un fabbro ferraio e da una sarta, economicamente poveri, ma ricchi di prole: ben dieci figli.

La sua fanciullezza tranquilla è segnata da una vera sete di studiare, e, soprattutto, dalla prima Comunione, eccezionalmente precoce e fervente, a soli 7 anni. A 12 anni e mezzo, la sua svolta decisiva; incontra don Bosco, al quale confida il suo profondo desiderio di diventare santo: “Io sono la stoffa, voi il sarto…”.

Prega, lavora duro, è il più amabile dei compagni; scuote il suo ambiente, in particolare con la “Compagnia dell’Immacolata”, da lui fondata.

Ammalato, torna nel suo paesetto di Mondonio, e vi muore nella gioia il 9 marzo 1857, a soli 15 anni.  È stato canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954, nell’anno mariano. LEGGI TUTTO

 

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1 OTTOBRE  2007

 

PRESENTATO A PARAVATI  DA NATUZZA  IL FILM  “ VIENNA DA FUSCALDO  - MAMMA  DI SAN  FRANCESCO DI PAOLA”

 

Nella  serata  del  29  settembre, Gianfranco Schiavone e  il comitato “Festa della Gente di Mare” costituito  dall’Ing. Vincenzo Davoli, Pino Pungitore, Filippo Raffaele,  hanno promosso  la proiezione del film di  Fabio Marra "Vienna da Fuscaldo - Mamma di San Francesco di Paola",  a Paravati  da Mamma  Natuzza Evolo ,   presso la sede dell’ opera “Cuore Immacolato di Maria  Rifugio delle Anime” .

La manifestazione  ha assunto  un particolare significato, considerata la grande devozione da sempre  tributata da  Natuzza  verso  San Francesco di Paola.  Per l’occasione sono venuti a Paravati  gli autori  e gli interpreti del pregevole film  :  i produttori  Carmelo Ramundo, Raffaele  del Monaco  e Antonio  Barbuto,  il regista Fabio Marra,  Paola Scirchio (interprete di Vienna),  Giuseppe Seminara (Francesco ragazzo), Federica Ramundo (Brigida bambina ), Cinzia Pelle (Comare Maria). Tutti  sono stati  calorosamente accolti  dal parroco, Don Pasquale Barone, e da Padre Michele Cordiano.

 Natuzza Evolo,   nonostante una leggera indisposizione  ha voluto assistere alla proiezione del film  salutando affettuosamente  gli autori ed interpreti, i rappresentati  della Guardia Costiera,  Comandanti   Domenico Napoli,  Pino Colloca, Domenico Malerba, e Doria, i membri del comitato “Festa della Gente di Mare”,  nonchè  diversi fedeli giunti  da Paola,  Fuscaldo, Cosenza ,   Torino  ( l’artista  Renzo Turino ) e da  molti centri del vibonese.

Prima del film Gianfranco Schiavone  e il Comandante   Domenico Napoli hanno consegnato a Mamma  Natuzza  due crest ,   rispettivamente  della  Capitaneria di Porto  di Vibo Marina e della Festa della Gente di Mare – anno 2007 , esprimendo vivi ringraziamenti alla signora Natuzza  per avere inviato,  con materna sollecitudine,  la statuetta della Madonna Pellegrina “Cuore Immacolato di Maria  Rifugio delle Anime” alle tre giornate della Festa della Gente di Mare,  tenutesi  a Francavilla Angitola, Pizzo, Vibo Marina e  Fuscaldo il 13,14,15 luglio 2007,affidandola ad una folta delegazione  guidata da Padre Michele.

 Il  film  ha riscosso un grande successo da parte di tutti gli spettatori, suscitando  in Natuzza  una sorte commozione;   in particolare Padre Michele Cordiano  ha tanto apprezzato la suggestiva atmosfera di luci e ombre ,  quasi di stampo caravaggesco, entro cui gli autori  hanno voluto immergere  la vicenda di Vienna ,  Madre di Francesco non solo in quanto sua genitrice  ma anche sua prima  maestra di  fede.

 

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29  SETTEMBRE  2007

PADRE  SUPERIORE   ROCCO  BENVENUTO  E IL NUOVO “CORRETTORE” DEI  FRATI  MINIMI  DI SAN FRANCESCO DI PAOLA  PER CALABRIA,  PUGLIA E MESSICO

 

PAOLA  - Sono usciti dal col­legio capitolare in proces­sione, dietro alla croce, can­tando i salmi. All'interno del santuario una cinquantina di persone aspettava incu­riosita di vedere apparire l'ultimo frate della fila, quel­lo che sopra al saio nero ave­va indossato i paramenti so­lenni bianchi. Quel frate era colui che era appena stato eletto superiore dei seguaci di San Francesco di Paola che si trovano in Calabria, Puglia, e Messico. E quel fra­te è padre Rocco Benvenuto, 47 an­ni dei quali venti vissuti nell'ordine fondato dal patro­no calabrese, ori­ginario di Cori­gliano e da sei an­ni impegnato nel convento di Co­senza. Soprattut­to, però, padre Rocco è conosciu­to per i suoi lavori storici sulla figu­ra del santo cala­brese.

la votazio­ne, avvenuta a scrutinio se­greto, è stata un plebiscito:su 22 padri capitolari, rap­presentanti di tutti i confra­telli Minimi, 20 hanno scrit­to il nome di Rocco Benve­nuto. Se si considera che il correttore generale dell'Or­dine, padre Francesco Moro­sini, si e astenuto dalla vota­zione, l'unico voto che è mancato è stato proprio quello di padre Rocco. E da­vanti all'altare, dopo aver ri­cevuto il sigillo e l'abbraccio segno di obbedienza di tutti i frati, il neo correttore pro­vinciale ha spiegato il per­ché: «I miei piani erano diversi - ha detto - ma lo Spiri­to Santo è rivolu­zionario. Ci sono molti altri che hanno maggiore esperienza e che avrebbero potuto reggere questa provincia, che è quella alla  quale guar­da tutto l'Ordine dei   Minimi .Ho trovato il  corag­gio di accettare sulla scia dell' e­sempio di chi mi  ha preceduto  e per l’unanime  sostegno   dei confratelli .

 

29-09-2007

 

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21 SETTEMBRE  2007

  NATUZZA DISSE:   San Francesco di Paola Amico    mio! 

 

 

Il passaggio di San Francesco di Paola sull'altipiano del Poro e nella valle del Mesima è storicamente documentato  nella vita del grande Eremita Calabrese, scritta dal Padre Francesco Roberti dell'Ordine dei  Minimi. Nel 1464 il nostro Santo  -  spinto dall’ amore  di Cristo – accoglie l’invito di una  delegazione  civica  di Milazzo,  per il trapianto  della sua  comunità  di eremiti fuori della Calabria;  e pertanto si mette in viaggio   - insieme a due eremiti - per raggiungere  la Sicilia.                                                                                                                                                      

 Discendendo lungo il litorale, nei pressi di Tropea preferisce  salire -  per il torrente Bormaria - sulla montagna del Poro, raggiungendo il centro abitato di Zaccanopolí. Qui trascorre la notte, in casa della famiglia  Mazzeo  Pasqualino, presso la quale si  conserva tuttora la scodella, in cui – secondo la tradizione  - il Santo  ha preso il suo pasto assai frugale.  Poi  attraversando il Poro,  evita di  sostare nella città vescovile di Mileto, forse per non essere riconosciuti e festeggiati ; sceglie  -  invece – di fermarsi  nel vicino  centro abitato di Ionadi, dove trascorre la  notte ospite della famiglia Carlizzi. Quindi il I° aprile si dirige verso  il "passo di Borrello", nelle valle del Mesima.  LEGGI TUTTO

 

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16 SETTEMBRE  2007

FESTA  DELLA MADONNA  MARIA

 SS. DELLE  GRAZIE

Omelia di  don  pasquale sergi

 

Festeggiamo oggi la Vergine Santissima sotto il titolo di Ma­ria delle grazie. Nell'Ave Maria, la definiamo "piena di Grazia". Quando la grazia di Dio scende su di noi diventa forza, energia, e ci trasforma, ci apre di più a Dio e al prossimo. In Maria il grado di unione con Dio sorpassa enormemente quello di tutte le altre creatu­re. Dio manda sempre e a tutti la Sua grazia, e in alcuni momenti manda grazie speciali, quali "incarichi" particolari: la Madonna è stata chiamata a diventare Madre di Dio e madre nostra.

Dio manda le Sue grazie, ma bisogna essere pronti ed attenti a riceverle. Invece, talvolta, siamo troppo presi dagli impegni quotidiani e quindi distratti dal pensiero di Dio, tanto da non permettergli di fare di noi e in noi quello che vorrebbe.

Gesù, tra i suoi molteplici in­segnamenti, ci ha raccoman­dato: "Pregate sempre". Solo attraverso questo contat­to quotidiano con il Signore, la Sua grazia può farci cresce­re progressivamente.

In Maria la sintonia con Dio c'era già prima del concepi­mento e della nascita di Gesù, c'era nel momento stesso del suo concepimento nel grembo di sant'Anna, ed ha continuato ad esserci sempre,  senza interruzione. La Madonna avrebbe potuto ri­fiutare il dono che Dio le aveva preparato.

Avrebbe potuto trasgredire, come Eva ha trasgredito, i co­mandi e i desideri del Signore. Invece è stata in tutto e per tutto fedele a Dio, umile ancella del Signore. La Madonna aveva capito da sempre che nell'amore non si deve cercare se stessi.

E' cercando il bene della per­sona amata, è donandosi a lei che si cresce: più si dà gratui­tamente, più si è .

Questo, oggigiorno, è difficilmente accettabile. Non sono molti i genitori che educano i figli a dare gratuita­mente.

Maria, sia per la sua predispo­sizione verso Dio, ma anche per l’educazione ricevuta in casa da Anna e Gioacchino, aveva compreso questo "qual­cosa" in più, qualcosa che non esisteva nel­la mentalità giudaica dove, anzi, vigeva la massima  “oc­chio per occhio e dente”, mentalità per altro diffusa an­che ai nostri giorni.

Solo poche persone sanno dare gratuitamente (senza contrac­cambio) o sopportano pazien­temente, o sanno aspettare. Non si cresce tanto nel riceve­re, quanto nel dare. Bisogna che i genitori capi­scano che un bambino che ri­ceve tutto, molte volte non cresce. Non si cresce solo per quello che si ha, ma anche per quello che non si ha. Per concludere, ciascuno di noi cerchi di imita­re Maria nell'atteggiamento che è stato la sua caratteristi­ca di sempre: piena di grazia, per dono e per scelta.

Pur essendo già "piena di Dio, andava sempre di più alla ri­cerca di Dio, proponendolo ai suoi figli.

 

Don Pasquale  Sergi

album  fotografico

 

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12 SETTEMBRE 2007

Ma la cavalla di Francavilla parla ancora?

Vi ricordate della bellissima incredibile storia di Stellina, la cavallina “parlante” di Francavilla Angitola? Sono passati anni da quando siamo venuti a conoscenza di quei "fatti" strani, di quell’uomo con la barba che conversava con il suo cavallo, pensavamo allora si trattasse di qualche contadino intento a ricevere dal suo cavallo uno strano rapporto di "obbedienza" ai suoi comandi. Il "caso" di Francavilla Angitola fu  poi successivamente affrontato dai media di mezzo mondo quando lo psicologo Vincenzo Viscone, dopo anni di serio silenzioso studio e sacrificante ricerca, decise di svelare i frutti del suo paziente lavoro facendo conoscere le sue esperienze scientifiche con una cavallina di nome Stellina. Toccò agli esperti etologi delle università internazionali studiare e approfondire tutto il resto. Non sappiamo se sia stata veramente abbattuta una barriera nelle comunicazioni tra uomo e animali. Certamente e oggettivamente non sappiamo ancora cosa significò quel "dialogo" che "vedevamo realizzarsi" tra uomo e animale e animale e uomo, e se tutto ciò abbia avuto un vero significato. Per anni Francavilla Angitola, centro del vibonese a pochi chilometri da Filadelfia, è stata meta continua di giornalisti, operatori di ripresa e fotografi delle agenzie, semplici curiosi e corrispondenti delle testate giornalistiche di tutto il mondo. Il Tg Uno, T3, T3 Regione, radiogiornali Rai, Rete 4, Radio Cuore, Radio Studio G, la prima pagina de Il Messaggero, Il Secolo XIX di Genova, Visto, La Gazzetta del Sud, il Domani, Il Giornale della Calabria, Il Quotidiano, Le Calabrie, Cronaca Vera, L'Artiglio, Rete Kalabria, Il Mattino di Napoli, Il Corriere di Milano, l'Agi, l'Ansa e grandi testate estere come il The Sunday Times, il Daily Mail di Londra, Le Matin della Svizzera, France Soir della Francia, si interessarono di Viscone, tutti chiesero di contattare Vincenzo e la sua cavalla "Stellina". Oggi la notizia ha già fatto il giro di tutto il mondo. Ma cerchiamo di ricordare l’incredibile storia nei dettagli: Vincenzo Viscone, oggi 53 anni, è uno psicologo nato a Filadelfia. Da anni è residente a Francavilla Angitola ed è proprio nelle campagne di Francavilla Angitola che il dottor Viscone ha scoperto una cosa sensazionale che porterebbe a clamorosi capovolgimenti della scienza dell'etologia. Vincenzo Viscone ha elaborato, durante i suoi lunghi studi, un linguaggio che utilizza il sistema binario e ha realizzato un codice di comunicazione di intermediazione specifica - con un cavallo. Il cavallo in questione è in realtà una cavalla e si chiama Stellina. Lo psicologo ci disse che durante alcune sue sperimentazioni si accorse che l'animale rispondeva ad alcuni stimoli verbali. "Le cose sono andate avanti molto lentamente - ci dice Viscone - all'inizio ho dovuto insegnare a Stellina tutti gli elementi che la circondavano nell'ambiente, come si fa con i bambini, con pazienza, tramite catene associate, ripetendo molte volte parole e concetti. Poi, solo dopo, ho utilizzato il codice binario, quello dei computer, e finalmente ho avuto risposte dal cavallo. E' stato questo il momento più bello dell'esperienza", ci racconta emozionato lo psicologo, "quando ho capito che le mie parole avevano un senso nel cervello di Stellina e quando attraverso risposte basate sul sì e sul no, sul positivo e sul negativo, sull'uno e sullo zero, ho visto che mi dava risposte logiche e che, cosa importantissima, non si contraddicevano mai e mai, chiedendo più volte in periodi diversi la stessa cosa, si avevano risposte diverse. Stellina dimostrava di rispondere in piena coscienza". Stellina per dire sì o no, successivamente alla domanda dello psicologo, e solo successivamente, indirizzava il muso alle mani del dottore Viscone e toccava con il muso il pugno chiuso per rispondere no o la mano aperta per rispondere sì. Oggi, da anni, quel cavallo non è più a Francavilla Angitola, si trova in un maneggio della vicina Maida, in provincia di Catanzaro. Il dottore Vincenzo Viscone, ha in questi anni tenuto, giorno per giorno, un diario che lui definisce "equidiario". In questo libro di viaggio nel mondo misterioso e sconosciuto della natura. Viscone ha appuntato minuziosamente tutte le esperienze, le prove, gli insuccessi e i successi delle varie giornate di lavoro con Stellina. Poi ci mostra una pagina che porta la data di un giorno di anni fa, è una pagina in bianco con una scritta in rosso. C'è scritto solo eureka. Quell' espressione, quel giorno, corrisponde al momento in cui il dottore Vincenzo Viscone ha avuto quel primo contatto straordinario con la mente cosciente, attiva e quasi umana di Stellina. Il dottore Viscone paga ancora quotidianamente questo suo successo scientifico, questa sua ricerca sconfinata al di là del credibile. Molti non credono,altri sono indifferenti. Noi crediamo che questo fatto meriterebbe di essere ancora seriamente recuperato, affrontato, studiato, comparato. Viscone è uno studioso serio con conoscenze profonde della psicologia. Crediamo che questo caso, ripetiamo, ancora da studiare, sovvertirà se provato il mondo degli studi dell'etologia e dell'ambiente scientifico internazionale. Ma, per adesso, istituzioni, stampa, studiosi, si sono già dimenticati di Stellina, di Vincenzo e delle inedite ricerche di etologia sviluppate a Francavilla Angitola.

Franco Vallone

 


4 SETTEMBRE 2007

POICHE'  SANTA BARBARA  ANCHE A FRANCAVILLA E' ASSAI VENERATA   (NUMEROSE DONNE PORTANO IL SUO NOME)  E TANTI FRANCAVILLESI SI RECANO IN SUO ONORE A FILADELFIA  SIA NELLA FESTA DEL 2 SETTEMBRE CHE IN QUELLA DEL 4 DICEMBRE, RIPORTIAMO VOLENTIERI  IL SEGUENTE ARTICOLO DI  CATERINA  PELLEGRINO:

Conclusa  la festa di Santa Barbara

La ricorrenza si celebra in dicembre, ma la comunità. ha deciso di anticipare i tempi

 

Una commemorazione  che rispetta i canoni delle tradizioni

 

FILADELFIA - Domenica  2 sETTEMBRE 2007   il paese dell’"amore fraterno" ha onorato Santa Barbara Patrona dei filadelfiesi con i tradizionali festeggiamenti. La commemorazione ha previsto, come ogni anno, la Santa Messa mattutina e la processione pomeridiana per le vie del paese con la Santa portata in spalla. Il corteo al seguito della statua patronale ha richiamato numerosi fedeli, fervidi come sempre nella preghiera durante la processione che è stata allietata dai consueti canti religiosi. La Chiesa ricorda e celebra Santa Barbara il 4 dicembre, ma la comunità filadelfiese, soprattutto in passato quando mancavano i mezzi e le attrezzature per fronteggiare il clima rigido, difficilmente poteva onorare la Santa Patrona sia in senso religioso che civile. Anticamente la festa fu allora "rimandata" all’inizio del periodo estivo, quando si era lontani dai rigori del freddo e si era sicuri di poter celebrare la festa patronale, successivamente è stata spostata al 2 settembre in coincidenza con i giorni dei ‘patti agrari, giornate in cui i braccianti agricoli che avevano lavorato le campagne nei mesi caldi ricevevano la loro retribuzione, denaro di cui si usufruiva in occasione della fiera di Santa Barbara, allestita proprio il giorno della celebrazione della Patrona, durante la quale si commerciavano capi di bestiame e quant’altro potesse servire per la vendemmia o per affrontare l’arrivo della brutta stagione alle porte. Puntualmente la festa patronale presenta caratteri di una tradizione che si ripete tutte le estati come la Messa, la  Processione e la fiera allestita in Piazza G. A. Serrao e che da anni prevede la presenza, anche lungo Corso Castelmonardo e Corso Italia, di decine di piccoli stand e bancarelle d’ogni genere. Santa Barbara, a cui era intitolata la chiesa di Castelmonardo, è stata la protettrice del paese vecchio e continua ad esserlo tutt’oggi di Filadelfia. Il mezzobusto che troneggia in mezzo all’altare principale dell’omonima chiesa ritrae la Santa con una torre alla sua sinistra e un ramo di palma in mano. Il ramoscello simboleggia la palma del martirio e la torre rappresenta quella in cui Santa Barbara fu rinchiusa dal padre il quale rimase folgorato e incenerito da un lampo giunto dal cielo mentre decapitava la figlia nel 290 d. C. solo perché si era convertita al Cristianesimo. Ecco il motivo per cui da sempre, un tempo a Castelmonardo e oggi dai filadelfiesi, la Santa Patrona è invocata contro i fulmini, i tuoni, il terremoto e la morte subitanea: “Santa Barvara mia, Vergine e casta, sposa de Cristu Vergine celeste, tu fa mu sta città nomu si guasta, cu  ttrona, lampi, terramuotu e pesta” .

  "IL QUOTIDIANO" 4 SETTEMBRE 2007              Caterina Pellegrino

 

FOTO ARCHIVIO  DI GIUSEPPE PUNGITORE

 

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10 AGOSTO 2007

SAPORI  NOSTRANI  ALLA SAGRA  PER GLI EMIGRATI

08 AGOSTO 2007

Da parecchi  anni  nella settimana che precede la  festività  d’ agosto di San Foca si  festeggiano sia gli emigrati , tornati in vacanza al paese d’ origine,  sia i diversi forestieri che trascorrono a Francavilla qualche periodo  delle loro ferie, organizzando una serata gastronomica  con assaggio  di gustose  pietanze nostrane,  in  piazza  S. Maria degli Angeli.

La serata, organizzata  dall’ Amministrazione Comunale con la collaborazione di  “tonno Callipo”,  ha visto  il fattivo impegno personale diretto  del Sindaco dott. Carmelo Nobile  e della Giunta, di molti Consiglieri e dipendenti Comunali , di lavoratori L.S.U.  e altri volontari.

I  piatti caratteristici erano : “fhilatiedhri” con ceci ,  patate  e tonno preparato in vari  modi.  “ Dulcis in fundo”,  dolcini mignon insieme  ad altre  prelibatezze dolciarie  di preparazione casereccia.

 Nella  folla  di  francavillesi,  di emigrati e di turisti spiccavano  gli amici della Guardia Costiera,  seppure in forma privata, ossia il Comandante Domenico Napoli di Vibo Marina  con la moglie e le  figlie,  e il  Comandante  Domenico Malerba  con la consorte;  cordialmente invitati dalla Giunta , hanno partecipato con entusiasmo alla sagra , apprezzando e gradendo le pietanze semplici,  ma genuine e gustose;  festeggiando  nel contempo  con allegria il giorno di San Domenico,  loro comune onomastico

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07-08-2007

GIORNATA DELLA MEMORIA E DELLA GRATITUDINE

 

Seguendo   un’antica  e consolidata  tradizione  in questi primi  giorni d’ Agosto  a Francavilla Angitola  si sta celebrando  la Novena   che precede  la festività di San Foca   (II  domenica  d’agosto ;   quest’anno  cade  giorno  12 ).  La manifestazione più significativa  della Novena  si  è svolta  lunedì 6 agosto e giustamente  l’ Arciprete  Don Pasquale Sergi  ha voluto intitolarla  “ Giornata della Memoria e della  Gratitudine”.   Alle ore 18,30  partendo dalla chiesa parrocchiale ,  si  è mossa  una processione  che ,  attraversato il corso del paese, ha portato la venerabile statua di San Foca  fino al cimitero.

 

Al   corteo  hanno partecipato  non solo i residenti a Francavilla,  ma anche  moltissimi  emigrati e turisti venuti in paese per le ferie estive  e per rendere omaggio  a San Foca  in occasione della festa d’agosto.   Lungo tutto il tragitto,  percorso a piedi  sia all’ andata  che al ritorno  dal cimitero  la processione  si è svolta con grande fervore  ed attenzione ;  oltre al rosario  sono state recitate  preghiere   ed invocazioni  al Santo Patrono ,  sono stati intonati gli  Inni  e cantata la lunga  e commovente  “Raziuni”  in dialetto francavillese. Sul  sagrato della Cappella cimiteriale Don Pasquale ha concelebrato la Santa Messa  insieme al vice Parroco Padre Tarcisio Rondinelli,  l’arciprete  Don Vincenzo Fiumara,  Parroco in Castellabate  (SA), ed ha recitato il “ De  profundis”.

 

Il parroco  ha  voluto ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione comunale  per l’ impegno  profuso per  la  buona riuscita  di questa speciale  giornata.

Al calar  della sera  la statua  del Santo Patrono è stata accompagnata  processionalmente con  preghiere , inni  ed invocazioni   per rientrare  infine    nella Sua Chiesa. 

 

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  07-08-2007

 

  Dal  5 - 15     Agosto  2007

Mostra  di Pittura Veneziana  e Arte Sacra 

 Piazza  Solari – Palazzo Mannacio

 

 


Festa della Gente di Mare

L'oramai classica “Festa della Gente di Mare”, che si tiene a metà luglio in onore di S. Francesco di Paola è giunta quest'anno alla 13ª edizione.

In occasione del 5° Centenario della morte o, meglio, del beato Transito in Paradiso di S. Francesco di Paola (2 aprile 1507-2007) le manifestazioni hanno avuto una notevole risonanza e si sono articolate in tre giornate: 13, 14 e 15 luglio nei comuni di Francavilla Angitola, Pizzo, nonché in quello di Fuscaldo (CS). Il comitato festa, presieduto dall'ing. Vincenzo Davoli ed entusiasticamente animato da Gianfranco Schiavone e da Giuseppe Pungitore, del sito internet www.francavillaangitola.com, ha elaborato un programma ricco e variegato, così da suscitare l'interesse di tutti, piccoli, giovani e anziani, laici e religiosi, fedeli mariani e terziari minimi, persone semplici e uomini di cultura, civili e militari, artisti ed amministratori pubblici.

Il Comitato organizzatore, nella prospettiva dell'imminente proclamazione ufficiale di S. Francesco di Paola a Patrono della Provincia di Vibo Valentia ha voluto invitare a partecipare alle varie fasi della manifestazione tutti i Comuni del Vibonese, ed in particolare quelli ricadenti nella Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea.

A tal fine si è avvalso della fattiva collaborazione di Filippo Raffaele di Soriano che tanto si è prodigato a contattare artisti, imprenditori ed Enti che contribuissero e lavorassero a sostegno della festa.

Operando sul mare, lungo la costa e nell'entroterra la Capitaneria di Porto di Vibo Marina ha assunto l'alto patrocinio della "Festa della Gente di Mare"; inoltre il Capitano di Fregata Domenico Napoli, comandante della suddetta Capitaneria, coadiuvato da Domenico Malerba, Comandante della locale Guardia Costiera di Pizzo, in continua e stretta collaborazione con il Comitato Festa ha predisposto il programma ed il calendario degli eventi.

 

VENERDÌ 13 LUGLIO - FRANCAVILLA ANGITOLA: ESTEMPORANEA D'ARTE SACRA - ARRIVO DELLE RELIQUIE - CONVEGNO SU S. FRANCESCO

Nella piazzetta sul fianco orientale della chiesa parrocchiale di S. Foca già nella mattinata di venerdì ha avuto inizio un'estemporanea d'arte sacra. Oltre all'esposizione di tele e di mosaici a piastrelle maiolicate, raffiguranti in prevalenza il Santo Taumaturgo Paolano, gli artisti presenti, ossia la pittrice Maria Vignarolo di San Calogero, lo scultore Michele Potenza di Vibo Valentia e gli ucraini Yury Kuku (pittore e scultore), Dorin e Marin Pinzar associati alla "Bottega degli Artisti" di Soriano, si sono esibiti dipingendo tele e scolpendo un busto in pietra tenera del Santo Paolano, modellando con la scagliola, colorata subito dopo aver fatto presa, fino ad ottenere pregevoli Madonne oppure volti di S. Francesco di Paola.

Alle ore 18:30 sono giunte a Francavilla le reliquie portate da Padre Giovanni Cozzolino di Corigliano Calabro, Delegato Generale della Consulta di Pastorale Giovanile Minima. Una reliquia, proveniente dal convento di Paterno Calabro è la pelle della trota Antonella, che il Taumaturgo fece tornare miracolosamente in vita; l'altra reliquia, conservata a Corigliano, è il piccolo Crocifisso metallico che Francesco di Paola teneva sovente nelle sue mani nell'ultimo periodo della sua lunga vita.

In piazza Solari le reliquie vengono accolte dal Parroco Arciprete Don Pasquale Sergi, accompagnato dal Sindaco dott. Carmelo Nobile e dalla folla dei fedeli in attesa. Dalla chiesa del Rosario antistante la piazza gli uomini della Guardia costiera prelevano la statua di S. Francesco di Paola ivi conservata.

Dopodichè le due reliquie, sorrette dai comandanti Napoli e Malerba, e la statua del Santo vengono portate processionalmente alla chiesa di S. Foca, accompagnate da Padre Tarcisio Rondinelli di Francavilla e da Don Nicola Grillo, Parroco di Sorianello. Per consentire ai fedeli di partecipare attentamente ai diversi momenti delle sacre funzioni e di processione, l'Arciprete Sergi ha predisposto con cura il foglio con la sequenza delle preghiere da recitare e dei canti da intonare. Inoltre ha scritto e stampato un opuscolo, perchè anche i fedeli più semplici venissero a conoscere alcuni dei tanti miracoli del grande Taumaturgo.

Collocate la statua e le reliquie al posto prestabilito, è quindi iniziato il convegno dedicato a S. Francesco di Paola e di riflesso ai Padri Minimi, moderato dall'ing. Vincenzo Davoli.

Per primo ha preso la parola padre Giovanni Cozzolino che ha tratteggiato la figura del Santo Taumaturgo, evidenziando i principi della Regola che differenziano i Minimi dagli altri religiosi; insistendo sull'attualità del messaggio di S. Francesco, valido per ogni categoria di persone, ed in particolare per i giovani del nostro tempo.

Secondo relatore è stato il prof. Giuseppe Cinquegrana, giornalista e studioso di tradizioni popolari; da cultore di antropologia religiosa Pino Cinquegrana, attraverso l'analisi delle preghiere, dei canti, dei riti religiosi popolari diffusi tra i contadini e i pescatori calabresi, ha mostrato la varietà dei modi (talvolta incredibili) in cui si manifesta la devozione al Santo e come la gente semplice di Calabria "sente" e percepisce la figura del Beato Taumaturgo di Paola. Ci ha rivelato inoltre alcune sue suggestive scoperte attinenti ai legami tra Francesco di Paola, il mondo dei Cavalieri Templari ed il piccolo paese di Zaccanopoli dove il Santo operò il miracolo dei pesci.

Ultimo relatore è stato il dott. Nicola Pagano, studioso d'arte sacra e direttore del Museo di Nicotera, il quale lungo un percorso storiografico più ampio si è soffermato in particolare sull'edificazione a Nicotera del Convento dei Minimi e di chiese dedicate al Santo Paolano; illustrando infine le figure di alcuni Padri Minimi eminenti in quanto divennero Vescovi dell'antica diocesi di Nicotera.

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SABATO 14 LUGLIO: PELLEGRINAGGIO MARITTIMO CON TRAVERSATA DA VIBO MARINA A FUSCALDO.

I partecipanti sono convenuti a Vibo Marina sul piazzale antistante la Capitaneria di Porto. Ivi hanno reso omaggio alle due piccole statue che dovevano essere portate a Fuscaldo. La statua di S. Francesco di Paola, custodita nell'ufficio locale Marittimo della Guardia Costiera alla Marina di Pizzo (recentemente restaurata da Rita Marrella e da Rosario Marziano di Pizzo) è stata qui portata a cura del Comandante, 1° Maresciallo NP Domenico Malerba. La statuetta della Madonna Pellegrina Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati, che, per volere della mistica veggente Natuzza Evolo, è stata inviata a far visita alla gente di Fuscaldo, a coloro che possono vantarsi di essere "compaesani" di Vienna, la pia genitrice del futuro S. Francesco di Paola. La statuetta della Madonna Pellegrina è stata portata ed accompagnata con attenta sollecitudine dal gruppo guidato dal Rev. Padre Michele. Da più di 10 anni si è instaurato uno stretto legame tra Fuscaldo, paese natale di Vienna, madre di S. Francesco, e Paravati di Mileto, paese della Madre di Dio, in quanto sede del costruendo Santuario del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime.

I coniugi Antonio e Maria Logullo e il cav. maresciallo Leone dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Paolo, promotori della staffetta con fiaccola ardente, che a maggio collega Fuscaldo con Paravati, venuti appositamente da Paola, con un gesto significativo, prima dell'imbarco, hanno donato artistiche brocche in ceramica riempite con l'acqua della fontana della "Cucchjiarella" del Santuario di Paola al Vescovo Mons. Rimedio, al Comandante Domenico Napoli ed al Padre Minimo Giovanni Cozzolino.

Le due statue sono state quindi imbarcate sulla motonave "Magic Panarea" guidata da Mirko Savadori, accompagnate dal gonfalone del Comune di Francavilla Angitola, dalle bandiere italiana ed europea, nonchè dal tricolore francese per rendere omaggio alla Nazione amica, proprio il "14 luglio", giorno della Festa Nazionale, a quella Francia  tanto amata da Francesco di Paola, che vi dimorò ininterrottamente ben 24 anni e vi morì il 2 aprile 1507, a Plessis-lès-Tours.

Per tutta la traversata la "Magic Panarea" è stata scortata dalla motovedetta d'altura classe 289 guidata dal Comandante Luogotenente Matteo Donato, venuto appositamente dal porto di Reggio Calabria, perchè devotissimo al Santo che prodigiosamente attraversò lo stretto di Messina. Il Comandante Donato ha imbarcato decine di pellegrini che non trovavano posto sulla motonave.

Il pellegrinaggio marittimo si è svolto sotto l'autorevole guida di S.E. Mons. Vincenzo Rimedio, Vescovo emerito di Lamezia Terme, presule molto popolare non solo perchè originario del Vibonese, ma anche per i cordiali legami intrattenuti con i Padri Minimi e per la sua speciale devozione al Santo Taumaturgo calabrese.

Il comune di Francavilla era rappresentato dal suo primo cittadino dott. Carmelo Nobile, dall'Assessore alla Cultura Avv. Antonella Bartucca, dal Presidente del Consiglio Comunale Francesco Pungitore.

I Comandanti Napoli, Donato e Malerba guidavano la rappresentanza della Guardia Costiera; ad essi si è unito a Fuscaldo, il Tenente di Vascello Sergio Mingrone, Comandante della Guardia Costiera di Cetraro.

Tra i trecento pellegrini provenienti dal Vibonese spiccavano una trentina di giovani diversamente abili (tra cui alcuni costretti sulla sedia a rotelle) dell'Associazione Sacro Cuore di Gesù di Gerocarne, presieduta da Don Pietro Cutuli, amorevolmente accompagnati da una schiera di assistenti volontari; un gruppo di Francavilla Angitola della Croce Rossa Italiana - Volontari del Soccorso, che molto si è prodigato ad assistere quanti hanno sofferto il mal di mare specialmente nel tragitto di andata Vibo Marina-Fuscaldo.

Dalla zona di Capo Vaticano-Monte Poro-Nicotera hanno partecipato: Don Pasquale Russo di Ricadi, Don Tommaso Fiamingo di S. Nicolò di Ricadi, Suor Antonietta Longo delle Suore Pastorelle di Ricadi, due suore filippine Missionarie del Catechismo. Casa accoglienza "Anno Domini 2000" di S. Nicolò di Ricadi, Rosa Rizzo di Orsigliadi; Marianna Laria di Ricadi, Don Sisto De Loco, Rettore della Chiesa di S. Francesco di Paola di Nicotera, accompagnato dall'avv. Giovanni Bianco, Console Touring Club Italiano per Vibo Valentia e Presidente della Pro-loco di Nicotera, e dall'Avv. Carla Piro, Volontaria Pastorale del Consiglio di S. Francesco di Nicotera. Da Mileto il gruppo del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime guidato dal Rev. Padre Michele. Lo scultore e pittore di Vibo Valentia, Maestro Antonio La Gamba, insieme al Gruppo Preghiera del Cuore Immacolato di Maria di Paravati, proveniente da Soriano Calabro. Nel gruppo di Arena c'erano anche i rappresentanti delle confraternite: Maria Teresa Pagano, della Confraternita Maria Santissima delle Grazie; Giuseppe Larobina di quella di S. Michele Arcangelo;  la Comunità di Capistrano era rappresentata dal Parroco.

Tra i fedeli pizzitani c'era un folto gruppo dell'Associazione "Artigianifamiglia"; la maestra d'arte Angela Fruci e la Signora Rita Marrella che indossava lo scapolare con S. Francesco di Paola e lo stemma "Charitas".

Prima dell'arrivo a Fuscaldo è stata lanciata nelle acque del Tirreno una corona d'alloro per ricordare i Caduti del mare.

Assai commovente è risultato lo sbarco alla Marina di Fuscaldo: sulla spiaggia i cittadini fuscaldesi, insieme a tanti turisti e bagnanti, si stringevano attorno a tre Sindaci che portavano la fascia tricolore: il prof. Davide Gravina, Sindaco di Fuscaldo; Achille Francesco Esposito, Sindaco di Paterno Calabro; Luciano Maneggia che ha voluto anch'egli essere presente nel suo ruolo di Sindaco del Comune di Pero, in provincia di Milano, da anni gemellato con il comune di Fuscaldo.

Il prof. Gravina quando ha visto sbarcare per primi i ragazzi disabili dell'Associazione Sacro Cuore di Gesù, dopo un istante di stupore si è subito lanciato a dar loro, uno per uno, il benvenuto con un cordiale abbraccio. Assai suggestiva, commovente e particolarmente calorosa è stata l'accoglienza tributata alla statuetta della Madonna Pellegrina appositamente inviata da Natuzza Evolo di Paravati.

Le statue di S. Francesco e della Madonna Pellegrina sono state collocate momentaneamente davanti al pregevole monumento a S. Francesco di Paola, inaugurato nella passata primavera, opera dell'artista Maurizio Carnevali, insigne pittore e scultore di origine fuscaldese.

Dopo il ristoro offerto ai pellegrini, tutti i partecipanti sono stati portati dai pullman predisposti dalla locale Amministrazione comunale fino a Fuscaldo Alta, presso il Convento di S. Francesco di Paola, retto dai Padri Passionisti. Qui è stata celebrata la Santa Messa, officiata dal Vescovo mons. Rimedio, e resa particolarmente solenne dalla presenza di ben dieci Sacerdoti; ai preti in pellegrinaggio si sono infatti uniti i Padri Passionisti di Fuscaldo: Padre Pino, Padre Damiano, il Padre Superiore Don Carlo ed il Parroco P. Marcelliano Cantatore.

Nell'omelia mons. Rimedio ha ribadito che le celebrazioni del 5° centenario costituiscono una grande occasione per la terra di Calabria, che, sull'esempio del Santo Paolano, può seguire le orme del Signore Gesù così da far rinascere e rinvigorire, insieme con la fede, la giustizia e la carità.

Conclusa la celebrazione eucaristica, il pellegrinaggio è proseguito compiendo una piacevole passeggiata per le strade dell'antica Fuscaldo, ammirando nei palazzi e nelle case antiche il ferro battuto con volute barocche dei balconi, le grate delle finestre, le roste dei portoni, le ornamentazioni e i pregevoli lavori decorativi in pietra fatti dagli abili scalpellini fuscaldesi. Nonostante le difficoltà del percorso, anche i pellegrini disabili, aiutati dai volontari, hanno di buon grado partecipato alla passeggiata, che aveva come meta principale la visita della casa di Vienna, l'amata madre di Francesco.

Per il 5° Centenario la locale Amministrazione comunale ha dedicato a Vienna di Fuscaldo una settimana di manifestazioni in concomitanza con la "Festa della mamma" della 2ª domenica di maggio.

Nel tardo pomeriggio, ridiscesi alla Marina di Fuscaldo, prima dell'imbarco, sono stati consegnati alle autorità locali "crest" commemorativi raffiguranti il volto di San Francesco, realizzati dall'artista ucraino Yury Kuku della "Bottega degli artisti" di Soriano Calabro; insieme ai crest sono stati donati cesti colmi di prodotti alimentari tipici delle Serre vibonesi.

Al crepuscolo della sera, mentre le due navi, dopo aver tagliato l'insenatura di Sant'Eufemia, si avvicinavano alla costa di Pizzo, dall'alto del ristorante "Mocambo" in onore di S. Francesco di Paola e della Madonna Pellegrina di Paravati sono stati sparati scintillanti e variopinti fuochi pirotecnici offerti da Franco Isolabella, assessore  di Francavilla e devoto al Santo Paolano.

Prima dello sbarco a Vibo Marina, Gianfranco Schiavone con commosse parole ha ricordato sia le vittime della tragica alluvione del 3 luglio 2006 che ha colpito la zona tra Vibo Città e Bivona, sia Federica Monteleone, la giovane studentessa <<piena di vita e voglia di fare>> morta nel gennaio scorso in seguito ad una banale appendicectomia.

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DOMENICA 15 LUGLIO - MESSA SOLENNE A FRANCAVILLA - PROCESSIONE A MARE DALLA MARINA DI PIZZO A COLAMAIO 2 - INAUGURAZIONE STELE SUL VIADOTTO SAN FRANCESCO DI PAOLA IN CONTRADA OLIVARA

Le manifestazioni sono riprese domenica mattina a Francavilla Angitola, presso la chiesa di S. Foca Martire, alle ore 11, con la Messa solenne, officiata dall'Arciprete Don Pasquale Sergi, affiancato da P. Tarcisio Rondinelli e da P. Giovanni Cozzolino, che ha tenuto l'omelia, in cui ha intrecciato l'operato di S. Francesco di Paola con la parabola del Buon Samaritano, proposta dal brano evangelico domenicale.

Erano presenti il Capitano di Fregata (CP) Domenico Napoli, comandante di Vibo Marina, il Luogotenente Matteo Donato della Capitaneria di Reggio Calabria, il 1° Maresciallo NP Pino Colloca, Comandante di Tropea, il 1° Maresciallo NP Domenico Malerba, Capo della Guardia Costiera di Pizzo; per il Comune di Francavilla, il Sindaco dott. Carmelo Nobile, l'Assessore Avv. Antonella Bartucca e il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Pungitore. La funzione in chiesa si è conclusa con  il bacio della reliquia del Crocifisso di S. Francesco, custodita a Corigliano Calabro. Quindi con una breve processione la statua di S. Francesco di Paola,

sorretta dagli uomini della Guardia Costiera, è stata riportata nella chiesa del Rosario.

Alle ore 16, a Pizzo, nella chiesa di S. Rocco e S. Francesco di Paola, alla presenza del Parroco, il Padre Minimo Gaetano Nicolaci, diversi fedeli napitini insieme all'ass. Vallone, delegato per l'occasione dal Sindaco di Pizzo Fernando Nicotra , e alcuni membri dell'Associazione Marinai d'Italia, qui convenuti con la loro bandiera, hanno reso omaggio alle statue di S. Francesco e della Madonna Pellegrina di Paravati. Il festoso corteo motorizzato è quindi sceso alla Marina di Pizzo, dove le due statue e le reliquie sono salite, secondo l'ormai consolidata tradizione, a bordo di barconi della ditta Procopio.

Si è poi avviata la pittoresca processione a mare con decine di barche a motore, gommoni, motoscafi, nonché la motovedetta d'altura 289 della Guardia Costiera, che facevano scorta d'onore.

La processione si è prima diretta verso sud per un saluto all'Ufficio Locale della Guardia Costiera di Pizzo, poi ha fatto rotta in direzione nord verso il lido Colamaio 2.

Seguendo l'esempio di San Francesco, che non manifestò unicamente agli uomini la virtù della "Charitas", ma l'estese verso tutti gli animali come sentimento di amore, di carità e di cura, mentre la processione marina era al largo di Pizzo, a cura del dott. Paolillo (responsabile locale del WWF e direttore dell'Oasi naturalistica del Lago Angitola) sono stati liberati nel mare due esemplari di tartaruga "Caretta Caretta".

Così come Francesco di Paola dava un nome proprio agli animali che aveva cari, la trota "Antonella" oppure l'agnellino "Martinello", aderendo allo spirito della festa le due tartarughe sono state ribattezzate rispettivamente Francesco, in onore del Santo, e Maria, in onore della Madonnina di Paravati.

Una gran moltitudine di gente, insieme alla banda musicale Diapason di Filadelfia, ha affollato la spiaggia del lido Pescespada a Colamaio 2, per accogliere S. Francesco, la Madonna Pellegrina e le reliquie trasportate nella processione sul mare. Dopo il lancio di una corona d'alloro, Gianfranco Schiavone ha declamato la "Preghiera del Marinaio", ricordando che il 27 maggio 1943 il Pontefice Pio XII proclamò S. Francesco di Paola "Patrono della Gente di mare". Infine la processione è arrivata in Contrada Olivara di Francavilla Angitola, ai piedi dell'imponente viadotto ferroviario intitolato a San Francesco di Paola nel luglio 2006 durante la precedente edizione della Festa.

Nello stesso pilone del viadotto, a fianco della targa di intitolazione, è stata inaugurata una stele bronzea di S. Francesco di Paola, opera del Maestro Giuseppe Farina, scultore di Monterosso Calabro.

Si tratta di un pregevole bassorilievo, alto un metro e settanta, raffigurante il Santo Paolano nell'atto di attraversare con il suo mantello lo stretto di Messina; alle spalle di San Francesco sono rappresentati la sagoma del viadotto con un treno che lo percorre e la pianta d'ulivo, simbolo ed emblema della contrada denominata Olivara.

Lo scenario raffigurato nella stele bronzea denuncia chiaramente che il Prof. Farina ha concepito l'opera in funzione del luogo in cui doveva essere collocata. Il Maestro ha realizzato il bassorilievo in onore e in memoria del figlio, Eugenio Farina, prematuramente scomparso in quanto vittima innocente di un tristissimo incidente automobilistico sulla strada statale n° 18.

Destinandola al viadotto ferroviario di San Francesco, con un gesto di alta liberalità Giuseppe Farina ha donato questa sua opera non solo a Francavilla ed a Pizzo, ma a tutti i Comuni della valle dell'Angitola, compreso Monterosso, il suo paese d'origine.

Perciò molto opportunamente erano presenti all'inaugurazione dell'opera, l'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia nella persona del suo Vice Presidente Paolo Barbieri, il Comune di Francavilla con il Sindaco dott. Carmelo Nobile, la Città di Pizzo con l'Assessore Vallone, il Comune di Monterosso con il suo Primo cittadino avv. Ercole Massara, insieme ad altre autorità civili, religiose e militari, tra cui i Comandanti della Guardia Costiera: Domenico Napoli di Vibo Marina, Pino Colloca di Tropea e Domenico Malerba di Pizzo.

Nella folla di fedeli presenti si notava un folto gruppo di monterossini, non solo attratti da San Francesco di Paola, dalle sue reliquie e dalla Madonna Pellegrina di Paravati, ma qui convenuti anche per rendere omaggio ai loro concittadini, al povero giovane Eugenio e a suo padre, lo scultore Giuseppe Farina.

Concludendosi le manifestazioni della "Festa della Gente di mare" in occasione del 5° Centenario del Beato Transito di San Francesco di Paola, il Presidente del comitato organizzatore, ing. Vincenzo Davoli, ha dato lettura del messaggio inviatogli dal Comandante Generale della Guardia Costiera Italiana:

"Gentile Presidente, ho appena ricevuto l'invito che Lei mi ha fatto pervenire per il tramite del Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia per partecipare alle celebrazioni del 5° Centenario del Beato Transito di S. Francesco di Paola che avranno luogo nei giorni 13, 14, 15 luglio p. v.

Purtroppo però per impegni istituzionali precedentemente assunti e già confermati, non potrò essere presente.

Rivolgo a Lei e a tutti i suoi collaboratori un grazie di vero cuore, per tutte le fatiche che quotidianamente affrontate, per far giungere a tutti noi il messaggio di S. Francesco di Paola che con la sua vita ha personificato i comandamenti che Gesù ci invita ad osservare per vivere in semplicità e carità. Un caloroso abbraccio all’  Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Raimondo Pallastrini."

Dopo aver ringraziato tutte le persone e gli Enti che si sono prodigati per la buona riuscita dei tre giorni di manifestazione, l'ing. Davoli e Gianfranco Schiavone hanno consegnato l'artistico crest di Yury Kuku alle personalità che più si sono distinte nel sostenere e patrocinare l'edizione 2007 della "Festa della Gente di mare", nonchè allo scultore Prof. Farina e al Preside prof. Vincenzo Pezzo, unico ma autorevolissimo rappresentante di Zaccanopoli, che si è premurato di fornire agli studiosi del Santo fotografie e documenti inediti relativi al miracolo propiziato a Zaccanopoli da San Francesco.

Il Comandante Domenico Malerba ha voluto consegnare pergamene alla Signora Rita Marrella e a Rosario Marziano, restauratori della statua di S. Francesco trasportata nel pellegrinaggio marittimo.

Diversamente da quanto scritto nel programma, il comitato organizzatore ha deciso di annullare lo spettacolo del gruppo Folk ed i fuochi artificiali previsti in Contrada Olivara nella serata di domenica 15 luglio, in segno di rispetto nei confronti della famiglia Talora, affranta per la morte improvvisa di Roberto.

Il decesso del trentottenne Roberto Talora ha suscitato un profondo cordoglio in tutta la comunità francavillese.

Prescindendo da questo fatto doloroso la "Festa della Gente di mare", articolata in tre giornate, è stata vissuta con grande intensità da chi vi ha partecipato.

Nel corso delle varie manifestazioni che si sono susseguite San Francesco di Paola è stato onorato sotto differenti aspetti: come protettore dei bambini, che tanto si sono divertiti a fare disegni, a plasmare figure e a colorarle, durante l'estemporanea d'arte di venerdì 13 a Francavilla; come protettore degli artisti in vario modo presenti nei diversi momenti della tre giorni; come celeste soccorritore degli umili, dei deboli, degli ammalati (i disabili dell'Associazione Sacro Cuore di Gesù di Dasà e Gerocarne, Daniele Fruci di Contrada Olivara); come vigile protettore di tutte le creature volute da Dio (animali della terra, del cielo e delle acque); come fondatore dell'Ordine dei Minimi e protettore del Terzo Ordine; come patrono non solo del Vibonese, ma dell'intera Calabria (pellegrini convenuti da Reggio Calabria, Lamezia Terme,  Soveria Mannelli, Curinga, Amantea, Paola, Fuscaldo, Paterno Calabro, Acquappesa, Cetraro...) e soprattutto come Patrono della Gente di mare nel senso più ampio, comprendendo perciò marittimi, marinai militari, uomini della Guardia Costiera, pescatori, ferrovieri delle navi-traghetto, subacquei, operatori degli stabilimenti balneari, semplici bagnanti, praticanti attività sportive del mare, civili e altre forze dell'ordine impegnati a soccorrere, a vigilare ed a tutelare l'ambiente naturale marino e coloro che vi operano e vivono.

 Il comitato della festa rivolge un ringraziamento particolare alle persone, alle ditte e agli enti che hanno concretamente contribuito alla realizzazione delle manifestazioni: il geom. Stefano Santaguida, presidente della Comunità Montana Alto Mesima; la ditta Caffo di Limbadi; la Signora  Rosaria Del Vecchio di Nicotera ;  la ditta Monardo di Soriano calabro; il Signor Pasquale Vari'  di Soriano calabro; la ditta Tavella di Comerconi; il Signor Giorgio Pizzonia di Pizzo;  il dott,  Francesco Ceravolo di Pineta Mare.

Altri servizi e fotografie appariranno sul sito "www.francavillaangitola.com"

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Vincenzo Davoli e Pino Pungitore


10 LUGLIO 2007

 Messaggio   dell' Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Raimondo POLLASTRINI, Comandante Generale  Capitaneria di Porto  - Guardia Costiera al Comitato " FESTA DELLA GENTE DI MARE",  13-14-15 LUGLIO 2007

 

Gentile Presidente,
ho appena ricevuto l'invito che Lei mi ha fatto pervenire per il tramite del Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia per partecipare alle celebrazioni del 5° Centenario del Beato transito di San Francesco di Paola che avranno luogo nei giorni 13, 14, 15 luglio p.v..
Purtroppo , però per impegni Istituzionali precedentemente assunti e già confermati non potrò essere presente.
Rivolgo a Lei e a tutti i suoi collaboratori un grazie di vero cuore, per tutte le fatiche che quotidianamente affrontate, per far giungere a tutti noi il messaggio di S. Francesco di Paola che con la sua vita ha personificato i comandamenti che Gesù ci invita ad osservare per vivere una vita in semplicità e carità.
Un caloroso abbraccio
Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Raimondo POLLASTRINI

 

 


 

FESTA  DELLA  GENTE  DI  MARE 

13-14-15 LUGLIO 2007

 

Come è ormai consuetudine, da diversi anni, la Consulta  Generale di Pastorale Giovanile Minima  e il Comitato  “Festa della gente  di Mare”, anche quest’anno organizzano la Festa della gente  di Mare della Calabria, in collaborazione con i Comuni di Francavilla Angitola, di Pizzo, di Fuscaldo (CS), di Paterno Calabro, e con  la Parrocchia San Foca Martire di Francavilla Angitola. Le  manifestazioni sono patrocinate dalla Provincia di Vibo Valentia  e dalla Capitaneria di Porto di  Vibo Marina.

Quest’anno, celebrandosi il V Centenario del beato transito di S. Francesco di Paola nel Paradiso, la suddetta festa si svolgerà nei giorni 13-14-15 a  Francavilla, Pizzo e Fuscaldo per rendere omaggio a Vienna  di Fuscaldo,  la mamma di S. Francesco.

 

 

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI  

 

13 LUGLIO 2007   FRANCAVILLA ANGITOLA

   Ore 08,30: – Inizio  dell’ Estemporanea  di pittura  sulla figura del  Santo  Taumaturgo Paolano.   L’ Estemporanea si terrà   in  via Livorno  e si protrarrà  per tutta la giornata.

 

  Ore 18,00 :  -Arrivo delle Reliquie     del  Santo, provenienti  da Paterno Calabro e Corigliano Calabro . Le  Reliquie saranno accolte in piazza Solari ed accompagnate con la statua  di San Francesco di Paola  alla chiesa di San Foca . Benedizione  impartita da Don Pasquale Sergi.

 

  Ore 18,45 :  - Chiesa di San Foca, convegno dedicato a  San Francesco di Paola  con relazioni di:

 Padre  Giovanni Cozzolino , Delegato della Consulta Generale di Pastorale  Giovanile Minima;

  Prof.  Giuseppe  Cinquegrana , Giornalista ,  studioso  di San Francesco  e di tradizioni popolari;

Dott.  Natale Pagano, studioso d’arte  e direttore del Museo  diocesano di Nicotera.

 

     

    Ore 20,30: - Rinfresco presso  il nuovo  Oratorio “San Domenico Savio “

 

 

14 LUGLIO 2007                

TRAVERSATA IN ONORE DI  SAN  FRANCESCO DI PAOLA

 CON  STATUA  MADONNA PELLEGRINA  CUORE IMMACOLATO

 DI MARIA  RIFUGIO DELLE ANIME  DI PARAVATI

Ore 7,45:  - Partenza in motonave da Nicotera  Marina                                  

Ore 9,00:  - Partenza da Tropea                    

Ore 10,00: - Imbarco Madonna Pellegrina Cuore Immacolato  

                   di  Maria  di  Paravati -  Partenza da Vibo Marina                                                                                                                                                                                                                   

Ore 12,30: - Arrivo a Fuscaldo                    

Ore 13,00: - Trasferimento al Convento  dei  Passionisti e alla

                    Casa della Madre di  S. Francesco               

Ore 17,30: - Partenza  da Fuscaldo                

Ore 21,30: - Sbarco a Vibo Marina

 

15 LUGLIO 2007   FRANCAVILLA ANGITOLA  - PIZZO –

C/DA  OLIVARA                                                    

Ore 11,00: -Messa  solenne  nella Chiesa di San Foca Martire

                   di  Francavilla Angitola

Ore 16,00: -Benedizione nella Chiesa di  S. Francesco in Pizzo.

                  -Processione a mare  dalla Marina  di Pizzo

                    alla località Colamaio 2 

Ore 19,00: -Trasferimento  in Contrada  Olivara

                     di Francavilla Angitola

                   -Saluto delle  Autorità

                  - Inaugurazione  della Stele in bronzo, raffigurante San Francesco di Paola che  attraversa lo stretto  di Messina, opera  creata ed offerta  dal Maestro  scultore  Prof. Giuseppe  Farina  di  Monterosso Calabro

 Ore 21,00: -Gruppo Folk                                                             

 Ore 24,00: - Fuochi

NOTA-  Stand  Guardia  Costiera  e  Marina  Militare  in c/da Olivara


 

04 LUGLIO 2007

"San Francesco di Paola

si  racconta...."

 

Premio S. Francesco di Paola ad Amalia Bruni e al comitato  “Gente di Mare”

Durante la serata è andato in scena un recital sulla vita del Santo

 

LAMEZlA TERME

«Un uomo che ha avuto il coraggio di andare controcor­rente, un uomo radicale che ha saputo seguire Gesù Cri­sto nel senso vero e autenti­co... Ha avuto il suo modo di rinnovare la Chiesa, e ancora oggi si impegna alla conver­sione fino alla fine della vita; al tempo stesso ci insegna a non lasciarci condizionare dalle mode del momento e a vivere la gioia vera, quella che viene dall'essere in pace con noi stessi e con la nostra coscienza. E ci esorta a1 risve­glio della Calabria per essere protagonisti di un cambia­mento, ricordandoci che se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo cambiare prima noi stessi e i nostri cuori».

E' 1'identikit di San France­sco di Paola tracciato da pa­dre Giovanni Cozzolino, de­legato generale della Consul­ta Generale di Pastorale Gio­vanile Minima, intervenuto in piazza Italia allo spettacolo "S. Francesco di Paola si rac­conta...".

La manifestazione, condot­ta da Antonello Torchia di Vi­va Voce Tv, ed organizzata dall'Associazione culturale ricreativa onlus "Lamezia Freedom", di cui è presiden­te Antonio Mastroianni, si è svolta in due momenti: una video proiezione a fumetti, dedicata in particolare ai bambini, sulla vita del Tau­maturgo, narrata a quattro voci; e a seguire, il recital "Mi innamorai del tuo amore", a cura della parrocchia Maria Immacolata di San Pietro La­metino.

 

Per 1'Amministrazione Co­munale erano presenti gli as­sessori Mancuso e Paola. Mancuso ha evidenziato, par­lando della figura del Paola­no, che «Egli aveva la capaci­tà di comunicare la povertà, l'umiltà e la carità ai potenti del tempo, infondendo ciò

che gli uomini devono avere nell'amministrare il potere cui sono chiamati a gestire. E S. Francesco dice la sua anche in quest'epoca, avendo la ca­pacità di riportare al centro l'uomo, al centro Cristo». Inoltre sono intervenuti, tra gli altri, il comandante Napoli , della Capi­taneria di Porto di Vibo Valentia, Gianfranco Schiavone, Giuseppe  Pungitore e Vincenzo Da­voli, del Co­mitato "Gen­te di Mare" di Francavil­la Angitola, che hanno ricevuto delle tar­ghe ricordo. Il premio finale, consistente in una statuetta raffigurante il braciere di S. Francesco, realizzata per l'oc­casione dall'artista Caporale, per questo primo anno e si ha l'intenzione di effettuarlo annualmente-, è andato alla

dottoressa .Amalia Bruni «per l'impegno profuso nella quo­tidianità del suo umile lavo­ro, giungendo con pazienza e amore alla scoperta della cari­tà» .

Antonio Mastroianni ha poi spiegato che "i1 simbolo dell'albero che sostiene il bra­ciere affonda le sue radici nel mondo, sorretto dall’ immen­sità di Dio. E c'è poi la fiamma, che deve bruciare dentro di noi, che rappresenta la ca­rità, l'umiltà e brucia qualsia­si cosa si interpone tra noi e Dio. E nessuna fonte di acqua potrà spegnerla». A giudicare dal successo di pubblico, piazza Italia ha risposto bene all'avvenimento che ha av­viato nuovi festeggiamenti in onore al Santo della Charitas, che culmineranno con la pro­cessione di domenica.

 

ANTONIO CATAUD0  "CALABRIA ORA  04-07-2007"

ALBUM  FOTO

 


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