Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontà di farlo conoscere anche a chi è lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.

Fiumefreddo  Bruzio

29-10-2006

Il  sito  www.francavillaangitola.com ,  il   gruppo Artigianfamiglia   di  Pizzo,  e del gruppo escursionisti “il grappolo”, negli itinerari  di  visita  ai più importanti  centri   calabresi di interesse  storico-archeologico,  hanno fatto tappa presso  l’antico paese  di Fiumefreddo  Bruzio  in provincia  di Cosenza, in bella posizione  panoramica quasi a strapiombo   sull’azzurro  mare  Tirreno.

Fiumefreddo  è un  paese arroccato su  una  rupe,  circondato  da  bellezze  naturali  di  mare  e di montagna,  avvolto  da  mistero, storia,  cultura,  arte e  tradizione.

Il  suo nome  prende origine  dalle  acque “ fredde” del  fiume impetuoso  che scende, alle sue spalle,  dalla cima  di Monte  Cocuzzo,  in un  susseguirsi  di catene  montuose,  tali  da formare  un baluardo  roccioso naturale che domina e protegge il borgo.

Secondo  alcuni  storici  locali  i primi insediamenti  dovettero  avvenire al tempo  della persecuzione  dei Cristiani ,  che sotto  l’ imperatore  Diocleziano  si rifugiarono  nella valle poi chiamata  di Fonte Laurato.  Gli eremiti  intanto  vivevano  nascosti  in grotte  oscure  (Timpone  Badia,  Grotta  dell’ Eremita).  Più  tardi  nella  valle sorse  un  romitorio di monaci  Basiliani, attorno ad una  primitiva  chiesa  di Santa  Domenica.

Quando i Normanni  arrivarono in Calabria , per  opporsi  alle  frequenti scorrerie  dei Saraceni, prima costruirono nella zona  numerose  torri di avvistamento e di difesa, poi  iniziarono  la costruzione della prima  vera e propria roccaforte   di Fiumefreddo,  dotata  di  poderosi  muri  di contenimento per portare a livello  il terreno franoso  nella parte est.

Nel 1535  l’imperatore Carlo V  tolse il feudo  di Fiumefreddo  alla famiglia  dei Sanseverino  e lo consegnò al  capitano  spagnolo  Ferdinando  D’ Alarçon  con il  titolo  di marchese  della   Valle.

Il  marchese  iniziò la  ristrutturazione del castello  e irrobustì  la cinta  muraria.  Sua figlia Isabella sposò  Don  Pietro  Gonzales  de Mendoza , nominato  Vicerè  di Calabria con dimora  a Fiumefreddo.  Portando in dote il feudo ,  ebbe allora inizio  la dinastia  D’ Alarçon-Mendoza.

 Oggi il castello appare però come spettrale relitto in cima alla collina, uno scheletro denudato a cui si accede attraverso un ponticello in legno coreograficamente illuminato da un faro che ne accentua l'aspetto spettrale di notte.

E di giorno? Il maniero distrutto dai Francesi nel  1807 sta per rinascere a nuova vita grazie a

 importanti interventi di restauro: «I lavori sono stati ultimati da poco - spiega il sindaco Aloise - e il castello potrà riaprire ai visitatori entro l'estate prossima. I turisti potranno così ammirare il castello rimesso a nuovo e gli  splendidi affreschi del pittore  Salvatore Fiume al suo interno ».

Già, un nome, un destino, perché il pittore siciliano scomparso nel 1997 ha contribuito con la sua opera a creare una particolarissima contaminazione nel borgo medievale di Fiumefreddo, accostando ad esempio alle mura del palazzo comunale che dà sul belvedere, una scultura che rappresenta una figura femminile  che cavalca le onde.

 

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Passeggiata in costume con abiti  in stile Impero nel castello e per le strade del centro storico

Al centro il Sindaco  Dr. Vincenzo Aloise

Gruppo di Artigianfamiglia

   

FOTO DI  GIUSEPPE  PUNGITORE

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Per maggiori informazioni scrivere a: phocas@francavillaangitola.com