Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontà di farlo conoscere anche a chi è lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.

Siamo su facebook con i nostri gruppi

www.francavillaangitola.com -- FESTA DELLA GENTE DI MARE IN ONORE DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

 

NOTIZIE  CALABRESI 2017

Ricardo Prostamo, Vincenzo Melluso e...
Il nostro amico Diego Armando Maradona

Il recente conferimento della cittadinanza onoraria napoletana al campione di calcio Diego Armando Maradona fa riaprire i cassetti della memoria in casa di Vincenzo Melluso a Briatico, in provincia di Vibo Valentia. La straordinaria storia ha inizio nel 1946 quando Alfonso e Giuseppina Prostamo decidono di partire da Briatico per emigrare e cercare fortuna in Argentina, a Buenos Aires. Si sistemano al di là dell'Oceano, trovano subito lavoro, vivono felici e, dalla loro unione, nasce Ricardo, un bambino che, crescendo, acquisisce una forte passione per il calcio. Ricardo, appena può, gioca a pallone nelle piccole squadre locali prima e poi nell'Argentinos Juniors di Buenos Aires. Ricardo parla la lingua del posto ma anche l'italiano ed il dialetto di Briatico, la lingua dei suoi genitori. Ricardo Prostamo ha tanti amici, uno di questi si chiama Diego Armando di nome, Maradona di cognome. Giocano assieme, Ricardo si interessa a far entrare anche il piccolo Maradona nel Boca Junior e ci riesce perché il giovane amico è bravissimo. Iniziano a giocare assieme nella squadra. In quegli anni Ricardo ogni tanto ritorna a Briatico per trovare i parenti rimasti, gli amici dei genitori ed in particolare un cugino appassionato di calcio che si chiama Vincenzo Melluso. A lui racconta le sue appassionate gare di calcio e condivide il piacere del pallone. Intanto Diego Armando Maradona cresce e diventa l'importante personaggio internazionale che tutti conosciamo. Gioca nel Barcellona e chiama l'amico Ricardo Prostamo a giocare con lui in Spagna, e poi successivamente in Italia. Qui dopo anni rincontra il cugino Vincenzo Melluso e racconta della sua affettuosa amicizia con Diego Armando Maradona. Vincenzo viene anche a sapere che il 30 ottobre di ogni anno Maradona festeggia il compleanno, ed il 30 ottobre è anche la sua data di nascita. In occasione del compleanno Vincenzo spedisce una cartolina a Maradona raccontando le vicissitudini dei parenti emigrati in Argentina e della comune data del compleanno. Dopo un anno preciso, il 30 ottobre, squilla il telefono in casa Melluso a Briatico: "Sono Diego Maradona, sono in albergo, devo giocare tra poco e volevo farti gli auguri per il tuo compleanno". Emozionatissimo Vincenzo Melluso non crede alle sue orecchie. Maradona, prima della partita Cesena-Napoli, invita Vincenzo a casa sua, a Napoli, gli dice anche di portare moglie e figli per passare qualche ora assieme. Vincenzo alla data prestabilita parte per Napoli, incontra prima il cugino Ricardo ed insieme si recano a casa di Maradona. "Devo dire -commenta Vincenzo- che ho trovato da parte di Maradona una grande ospitalità, con un incontro cordiale e caloroso anche in segno di riconoscenza e di grande rispetto con mio cugino Ricardo Prostamo. Durante quell'incontro, ed anche nei successivi, ho potuto riscontrare solo una grande umiltà, una semplicità vera e spontanea al di là dell'immagine che risultava in televisione. Sono andato a Napoli con mio fratello Leonardo, con i miei figli Fausto e Simona. Maradona mi ha anche promesso che prima o poi verrà in Calabria, a Briatico, per visitare con Ricardo i luoghi della memoria di mio cugino. Vincenzo Melluso, dipendente comunale in pensione e, nel tempo libero, sensibile poeta, oggi vive a Briatico. Nella sua casa campeggia un dipinto ad olio del pittore tedesco Manfred Krieger che raffigura Maradona con la maglia azzurra, più in là una foto grande, un poster con dedica e autografo: "Diego a Vincenzo con affetto (10)" e tutto attorno numerose foto di Vincenzo Melluso e Diego Armando Maradona ritratti in vari incontri. Pensandoci bene, oggi, queste  sono amicizie nate da quella lontana emigrazione in Argentina di Alfonso e Giuseppina, nel 1946.
Franco Vallone

Ricardo Prostamo, ex compagno di Maradona all'Argentinos Juniors, un argentino originario di Briatico che ha concluso la carriera in Italia, nel Campania-Puteolana e che è rimasto a Napoli una volta appesi gli scarpini al chiodo.

Vincenzo Melluso, cugino di Ricardo Prostamo, prima riceve una telefonata da Maradona in occasione del suo compleanno, poi un invito a casa di Diego Armando a Napoli. Da questo momento nasce una bella amicizia tra il briaticese ed il grande campione


Briatico - Tutte le barche di Felice Matera

di Franco Vallone

Lui si definisce un briaticotu a "cuore aperto", si chiama Felice Antonio Matera e, anche se è nato nel Nuovo Galles del Sud, a Wjong nelle lontane terre australiane, è briaticese figlio di briaticesi. Innamorato da sempre del mare di Cocca e di Briatico vecchia, Felice Matera oggi è uno chef che lavora presso un noto ristorante di Vibo Valentia, anche se lui ama definirsi semplicemente "un cuoco, uno che ama l'arte della cucina". Matera, appena può, va a pescare con gli amici pescatori e a lavorare, con lo zio 'Ntoni, le terre coltivate del limoneto di contrada Gatto. Poi c'è una sua grande passione che pochi conoscono, da anni Felice Matera costruisce piccole barche che sono veri e propri gioielli, capolavori di modellismo che realizza senza comprare le classiche scatole di montaggio, il costoso legno di balsa o i piccoli accessori già costruiti. Felice Matera utilizza, infatti, solo materiali di recupero, legname di ogni tipo, piombo, corde, piccoli ritagli di rete da pesca... Matera, in perfetta scala di riproduzione, ricostruisce le barche della marineria locale, quella dei pescatori che escono in mare dall'approdo della marina della Rocchetta, dalla Brace o dalla baia di Sant'Irene. Sono le barche calabresi tipiche e nostrane, il piccolo guzzareju, il panciuto guzzu, la grande varca e la grossa paranza. Con il legno recuperato Felice Matera costruisce pazientemente il cosiddetto primu, come ci suggerisce il glottologo Michele De Luca, poi le ordinate, il timuni 'ca barra, il fasciame e la chiglia, il boccaporto, la poppa e la prua, la coperta, la pernaccia e la dritta di prua, il pennone, l'albero, il bompresso e i paleji. Per costruire i particolari più dettagliati, fonde il piombo di vecchi tubi e modella piccole ancore, tiranti e scarmi, con la corda prepara 'u stròppiu per i remi ed altri minuscoli accessori. Il gozzo è la barca da lavoro più diffusa nel Mediterraneo, Felice Matera ne è davvero innamorato e per completare questa imbarcazione di tutto punto la tratta internamente con pece e bitume, poi prepara le minuscole cassette di legno per il pescato, le nasse, le coffe con filo di nailon e tanti ami, i galleggianti e le màzzare per le reti, le lampare, le scalette, i falanghi in legno che vengono spalmate di sivu (grasso animale) ed utilizzate per spostare le barche in acqua e per farle risalire sulla spiaggia. Felice Matera è un vero appassionato cultore del mare e della pesca tradizionale, costruisce tante piccole barche a remi da pesca, i gozzi calabresi con le lampare ma anche grandi navi, opere di modellismo più impegnativo come alcune caravelle seicentesche con le vele, grossi pescherecci, modelli di motonavi, fregate e galeoni. Per la rifinitura delle sue barche della marineria locale Matera utilizza gli stessi colori che i pescatori di Briatico usano da centinaia di anni, l'azzurro, il rosso minio, il nero ed il bianco, sono i colori classici e tradizionali, ed alla fine Matera, con il colore bianco ed un pennello fine, traccia sulle fiancate i nomi delle barche: "S. Elena, San Francesco, Maria SS. del Carmelo...". Su una di esse c'è scritto: "V.M. 1661964", ed il 16 giugno del '64 è la sua data di nascita, come dire una sua firma segreta sulla sua piccola creazione.          

Franco Vallone

                                          
Descrizione: Catona2
Santuario San Francesco di Paola
Via Nazionale Catona (R.C.)
       0965302528

 

Nell’ambito delle iniziative volte a ricordare la grande figura di San Francesco di Paola e uno dei Suoi più grandi miracoli, la traversata dello Stretto sul mantello partendo da Catona, la Comunità dei Frati Minimi ha organizzato dalle ore 18,00 alle ore 21,00 di Sabato 12 Agosto p.v. il “VII^ Meeting Religioso Estivo”, presso il lungomare di Catona, nell’area della scuola di vela “Compagnia dello Stretto”, adiacente alla grande statua di San Francesco di Paola.
La cerimonia relativa al “VII^ meeting religioso estivo” prevede alle ore 19,00 la celebrazione della Santa Messa.
Al termine della Santa Messa, poiché il Santo Protettore della Calabria è anche il Patrono della Gente di Mare, un bassorilievo di bronzo sarà benedetto e consegnato al
Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria
per essere collocato a bordo della motovedetta del Corpo MV VF M 04 operante nella Regione Calabria.
Il bassorilievo, realizzato dall’artista Carmine CIANCI di Corigliano Calabro per iniziativa di Padre Giovanni TOLARO, rappresenta, da una parte, il Santuario di San Francesco di Paola in Catona, e, dall’altra, la traversata miracolosa che il Santo compì con il suo mantello, e simboleggia la Chiesa come strumento di Fede e il Miracolo come percorso di Fede.
Una corona di alloro sarà lanciata in mare dalla motovedetta del Comando Provinciale reggino dei Vigili del Fuoco in ricordo di tutti i Caduti del mare. La cerimonia si concluderà con la lettura della Preghiera del Marinaio e con le note del “Silenzio fuori ordinanza”.
Si allega: Locandina con il programma della cerimonia;
                  

p. Giovanni TOLARO
                                                             ( superiore e parroco )
                                                          Cell.   389 166 1387

La mostra del pittore cosentino Massimo Melicchio

Segni mediterranei

Dipinti su tela di juta per ricordarci che il Mediterraneo è un mare
che DIVIDE e non SEPARA mondi e culture diverse

Dall’8 al 14 agosto 2017 nel Chiostro municipale a San Lucido (CS)

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Verrà inaugurata martedì 8 agosto alle ore 19,00 nella splendida cornice del chiostro del municipio di San Lucido, in anteprima nazionale la mostra di dipinti del poliedrico artista cosentino Massimo Melicchio: 29 opere realizzate per l’occasione, con tecniche miste su juta.
L’esposizione è stata patrocinata dall’Amministrazione comunale di San lucido, dalla Pro loco e dalla galleria d’arte Ellebi; è inserita nel programma ufficiale delle manifestazioni estive della ridente cittadina tirrenica.
Nella serata inaugurale, interverranno: Amalia Gnisci, vice sindaco; Emanuela Moscato, vicepresidente della Pro loco di San Lucido; Marilena Sirangelo, Galleria Ellebi; sarà presente l’artista. Nel corso della serata è prevista una performance musicale di Marco Saverio Cofone.
L’obiettivo della produzione pittorica di Massimo Melicchio è di divulgare una forma d’arte straordinaria, peculiare dell’Africa, che non è possibile trasportare e quindi non si può vedere nei musei.  È il tentativo di entrare un attimo in un’Africa poco vista, nelle case e nello spirito di popoli molto orgogliosi e pieni di dignità. L’artista si è lasciato sedurre dai segni che le donne tracciano sui muri delle loro case, dall’arte che è per loro un gesto naturale. Le opere presenti , tecniche miste su tela di juta, ritraggono, la sua personale interpretazione, di una cultura rurale e indigena, contaminata da elementi e segni delle avanguardie storiche e di artisti contemporanei. Opere senza tempo, segni trasportati da una sponda all’atra del mediterraneo come costruzioni fragili e sabbiose dove mani infantili, come quelle di tutti i bambini del mondo, hanno modellato i ricordi della loro vita quotidiana: una foglia, un pesce, un cerchio, i numeri , una figura umana oppure semplici lettere.
Un viaggio attraverso quella linea blu, il mare che divide ma non separa anzi facilita, il dialogo tra mondi e culture diverse, attraverso segni tattili di preponderante attualità.
L’artista Massimo Melicchio sarà protagonista giovedì 10 agosto «in chiostro creativo» per un incontro ludico creativo dedicato ai bambini.
La mostra, terminerà lunedì 14 agosto 2017, l’ingresso è libero secondo i seguenti orari: 10-12 e 19-22.
Info: www.massimomelicchio

Descrizione: Catona2            
   Santuario San Francesco di Paola
       Via Nazionale Catona (R.C.)
                0965302528

 

Associazione Culturale Anassilaos – Reggio Calabria
Cooperativa Sociale la “Voce del Silenzio” – Pizzo Calabro (VV)
Comitato Festa Gente di Mare – Francavilla Angitola  (VV)
Confraternita San Francesco di Paola – Messina
Centro Stellamaris - Milazzo
Centro Stellamaris  - Gioia Tauro

OGGETTO: VII Meeting Religioso Estivo – Manifestazione in onore di San Francesco di Paola Patrono della Calabria e della Gente di mare  italiana.

                 Nell’ambito delle iniziative tese a ricordare la grande figura di San Francesco di Paola e uno dei Suoi più grandi miracoli, la traversata dello stretto sul mantello partendo da Catona,
la Comunità dei Frati Minimi organizza dalle ore 18:00 alle ore 21:00 di sabato 12 agosto p.v.
il “VII Meeting Religioso Estivo”.
La cerimonia avrà luogo sul lungomare di Catona nell’area della Scuola di vela “Compagnia dello Stretto” adiacente alla grande statua di San Francesco .

                 Con la presente, si invita codesta Associazione alla suddetta cerimonia che prevede:

  • la celebrazione della Santa Messa alle ore 19:00 sul lungomare di Catona area  “Compagnia dello Stretto”;
  • la benedizione e la consegna di una targa al

 

Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria
per essere collocata a bordo di una motovedetta del Corpo operante nella Regione Calabria; 

  • la recita della preghiera del Marinaio;
  • la benedizione e il lancio di una corona in mare da parte della motovedetta per ricordare tutti i caduti del mare in concomitanza al suono “del silenzio” fuori ordinanza.

 

                    Certo  della benevola accoglienza della presente, porgo distinti saluti. Per qualsiasi chiarimento, rivolgersi al numero 3891661387 (P. Giovanni Tolaro).
                   
p. Giovanni TOLARO
 (Superiore e Parroco)

Catona 28 luglio 2017

Gentili Amiche e Amici,
la stagione estiva è nel pieno della sua evoluzione vacanziera per tale motivo vi propongo degli appuntamenti che provengono direttamente dal Club di Territorio di Reggio Calabria oppure da Amministrazioni Comunali o Associazioni con le quali abbiamo condiviso (come Club di Territorio di Lamezia Terme) momenti di promozione culturale e del territorio.
Allego per opportuna e completa conoscenza le locandine - invito degli eventi proposti.
Spero di aver fatto cosa gradita, Vi saluto con l'augurio di buon divertimento.
Giovanni

Sintesi:

a) Reggio Calabria - Eco Jazz dal 2 all'8 agosto (importante appuntamento organizzato in memoria del Giudice Scopelliti e di tutte le vittime per la Giustizia);

b) Platania (CZ) - Festa del Fungo - 5 agosto (alle ore 20,00 avrà inizio la degustazione);

c) Monterosso Calabro (VV) - Il Borgo della Salute - Il Canto Popolare Calabrese - 10 agosto (ore 21,00 - Una Festa popolare tra canti folk e degustazione di prodotti tipici)

--
Dr. Giovanni Bianco
Console Touring Club Italiano per Vibo Valentia
Via della Vittoria, 21
88046 Lamezia Terme (CZ)


30 settembre 2017 Giornata Mondiale della Poesia a Roma 

Inviate la vostra candidatura per la Giornata Mondiale della Poesia a Roma!!! 100 thousand Poets For Change Rome 2017 !!! L'evento che coinvolge tutte le Nazioni! La poesia in questo periodo di guerre, cataclismi e sconvolgimenti è l'unico mezzo che unisce. Infatti esso è organizzato da anni con la necessità di unire e non di dividere. Evento storico di Michael Rothenberg  e Terri Carrion . Per Roma, dato il grande successo dell'edizione del 2016, l'incarico organizzativo è stato affidato per il secondo anno di seguito ad Agnese Monaco. Per partecipare invia la tua poesia , la tua biografia di massimo tre righe, l'autorizzazione ai dati personali , all' eventuale pubblicazione del testo da te inviato e la dichiarazione di paternità dello stesso. Ricordiamo che il termine massimo d'invio è il 15 agosto entro le ore 00.00, pena l'esclusione. Inviate tutto il materiale ivi descritto ad : agnese.emme@hotmail.it Scrivete nell'oggetto della e-mail : "MONDIALE POESIA". Chiedete conferma di ricezione. Non saranno accettate poesie e componimenti che non rispettino le norme vigenti inerenti alla liceità e al buon costume.

                                          SEZIONE: POESIA IN LINGUA  ITALIANA

Se scelti declamerete in diretta mondiale streaming i vostri versi insieme a tanti attori, poeti e musicisti! Oltre a vedere scorrere sul maxi-schermo le vostre poesie. Non mancate all'evento dell'anno! Il video resterà poi on line nel canale youtube di Agnese Monaco (OnlyAgnese) e sarà condiviso da varie piattaforme. La diretta italiana sarà in onda anche su UserTv. Ci sarà la possibilità di ascoltare la versione audio. E' tutto gratis e non vi è nessun obbligo d'acquisto di alcun tipo. Tra i finalisti verrà stilata una classifica con premi in palio, NON in denaro, donati dalla ASD Natural per i primi cinque classificati, premi speciali (offerti dagli altri sponsor) ed ovviamente gli attestati di partecipazione per i finalisti. Ricordiamo altresì che non è richiesta alcuna quota e che i vincitori, dovranno ritirare i premi personalmente o con delega, in caso di mancanza di ambo le opzioni ci sarà l'esclusione dal premio, che passerà d'ufficio al successivo in classifica. La giuria  può decidere se dichiarare pari merito. La serata sarà in diretta streaming con il sito americano di 100 Thousand Poets for change, ottima vetrina per far conoscere le proprie opere in ambito internazionale. La sede dell'evento sarà Il Caffè Equo Solidale Gelateria Splash, sito in via Eurialo 102 Roma, il 30 settembre dalle 17.00 alle 20.00, che accoglierà tutti i presenti e la strada adiacente, previa conferma della richiesta. Durante la serata ci saranno numerose sorprese anche con Amici di Fido Roma. In più potrete osservare i cartelloni con le foto dei cani in adozione da varie onlus : Associazione Mabello, Amici di Fido Roma, Animaliberi Onlus, ecc. L'Antologia contenente i migliori componimenti (che resteranno di proprietà dell'autore, il quale non pretenderà nulla dalla pubblicazione), avrà come scopo quello di donare ad Amici di Fido Roma i contributi della stessa (escluse ovviamente le spese di pubblicazione). Non vi è alcun obbligo per nessuno, solo su richiesta. La tiratura cartacea sarà limitata e al solo scopo benefico. Quindi se inseriti nella stessa, si prega di confermare o meno la decisione d'acquisto ed il numero di copie.

L'evento su facebook : https://www.facebook.com/events/1459991007393713/
 Per la prima edizione foto, video sul sito ufficiale di 100Thousand poets for change : http://www.100tpcmedia.org/100TPC2012/2016/05/agnese-emme-rome-italy-2016/

Per l'edizione attuale ecco le informazioni sul sito americano: http://www.100tpcmedia.org/100TPC2012/2017/05/agnese-emme-rome-italy-2017/

Sponsor : ASD Natural (Cervinara), Gelateria Splash, UserTv,  Animalisti Italiani Onlus, Amici Di Fido Roma, Associazione Mabello, ItalianaMente, Rockapelli Parrucchieri, Progetto Alfa, Riminiamo, Mangiaparole Caffè Letterario,  Catia Animal Crazy (negozio per animali) e 100 thousand poets for change.


                                                    

La scomparsa di Tommaso Calemme, il "capostazione titolare" di Briatico


Si chiamava Tommaso Calemme ed è stato per tanti anni il capostazione "capo" della stazione ferroviaria di Briatico, il capo titolare ed il più importante. La sua scomparsa la settimana scorsa a Napoli, sua città natale, segna la fine di un'epoca d'oro della ferrovia e della stazione di Briatico. Tommaso Calemme lo ricordano tutti in paese, era un vero e proprio signore, un personaggio d'altri tempi che con i suoi baffi a fiammifero, la sua inconfondibile Ford Anglia color avorio, la sua divisa con il cappello rosso ed i galloni dorati, incuteva autorevolezza e rispetto. Calemme oltre ai tanti treni che transitavano in quel tempo ha accolto e salutato migliaia di persone che arrivavano e partivano dalla stazione. Molto rigoroso, attento e preparo nel suo delicato lavoro, Tommaso Calemme era un vero amante del mare di Briatico e della pesca. Aveva ideato e realizzato con le sue mani alcune barche, creando delle forme e modellando le imbarcazioni con fibre di vetro e resina, poi aveva costruito una baracca in legno abbarbicata in mezzo alla timpa, proprio sotto la stazione, con un ripido viottolo che raggiungeva velocemente  la spiaggia, la barca ed il mare. Tommaso Calemme con la sua famiglia, con sua moglie Chiara e con i suoi tre figli, abitava nella stessa stazione, al piano superiore, nell’alloggio riservato alla famiglia del capostazione titolare. Alla Stazione ferroviaria di Briatico ci si arriva seguendo Via stazione che segue silenziosa le case, poi i giardini abbandonati di mandorli,  le terre dei marchesi Bisogni e dei Marzano e alla fine della strada ecco che si staglia di fronte la stazione ferroviaria di Briatico, che era, un tempo, un vero e proprio gioiello di bellezza e funzionalità, un giardino sul mare, in fiore tutto l’anno, un luogo curato personalmente da Calemme con un bel vivaio di rose, gerani, una pianta rara che si muoveva, una grande vasca con i pesci rossi ed una fontana con tanta acqua, una stazione-luogo vivibile, punto di riferimento sociale per il paese e biglietto di presentazione di Briatico per il viaggiatore che arrivava e che partiva. Una stazione viva che riusciva ad affascinare in tanti che volevano semplicemente vedere i treni passare, con i marchingegni che l'addetto agli scambi utilizzava, il potere forte del fischietto, berretto e paletta del capo Calemme che riusciva a fermare un treno intero, o sentire gli odori forti e pungenti dell'olio di catrame di carbon fossile che le traverse di legno emanavano con i binari surriscaldati sotto il sole. Erano i tempi in cui la stazione era gestita, ventiquattro ore su ventiquattro, dal capostazione principale Calemme, e dagli altri capi, Giovanni De Luca, Pasquale Ilario Palmieri e Michele Pàstina, con il casellante Vito Ventrice ed il manovale Nunziato Furchì e gli altri ferrovieri Arturo Bonavita, Procida, Faso, Panella, Landro, Spanò, Scordamaglia..., erano in tanti alla stazione, con a poche decine di metri, prima della galleria lunga un chilometro che passa proprio sotto il paese, il casello ferroviario abitato dalla famiglia del casellante e con i binari puliti, costantemente sorvegliati, con una manutenzione che garantiva una sicurezza totale della tratta ferroviaria Via Tropea. Con la dipartita del "Capo" Tommaso Calemme oggi va anche via quell'epoca, rimane il bel ricordo di un periodo splendido. Più che di una strada ferrata, oggi la ferrovia assomiglia ad una doppia striscia di erbacce con i binari sepolti sotto l’erba, molti elementi di quell'epoca sono spariti, le stazioni appaiono abbandonate, i caselli ferroviari venduti a privati, gli annunci all'altoparlante sostituiti da voci sintetiche e digitalizzate al computer, le biglietterie sono state sostituite da distributori automatici di ticket, tutto è diverso. La perdita di umanità, di memoria e di identità territoriale delle stazioni ferroviarie è oggi fin troppo evidente. Una motrice di manovra, parcheggiata su un binario morto oramai privo di respingenti, appare, anch’essa come il binario, morta. I vetri del treno sono stati spaccati, tutto attorno è silenzio e i cani randagi che vagano in questo paesaggio desolato e irreale completano lo scenario.
Franco Vallone

 

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CONOSCERE IL MONDO DELLE ICONE VICINO CASA NOSTRA
Secondo itinerario di YPAPANTI’ BIZANTINI

L’Universitas Vivariensis e la Parrocchia bizantina italo greco albanese “Santissimo Salvatore” di Cosenza, hanno inteso organizzare una serie di incontri (YPAPANTI’) per far conoscere al grande pubblico la spiritualità e la bellezza delle icone bizantine.

Dopo la prima tappa di Acquaformosa, Lungro e Firmo, SABATO 1 LUGLIO, si terrà il secondo appuntamento che prevede la visita alle chiese di Santa Sofia d’Epiro, San Demetrio Corone e Macchia Albanese.

Il programma prevede: il raduno dei partecipanti alle ore 15 davanti l’ingresso dell’Autostrada SA-RC lato Madonnina (auto proprie). Dalle 16 alle 17.30 visita alle Chiese di Santa Sofia d’Epiro; dalle 18 alle 19.30 quelle di San Demetrio Corone (compresa la Chiesa romanica di Sant’Adriano); dalle 20 alle 20.45 nella frazione di Macchia Albanese. Alle 21 a San Demetrio al Casale Guzzardi, i partecipanti si fermeranno per una cena al sacco.

Nel mese di settembre è prevista una nuova uscita per conoscere le Chiese bizantine di: San Cosmo Albanese, Vaccarizzo e San Giorgio Albanese.
Per ulteriori informazioni contattare i numeri: 347.4829232; 338.4092988

https://issuu.com/deguzza/docs/proiezione_icone

Gentili Amiche e Amici,
il nostro prossimo appuntamento è per l' 1 luglio 2017 (ore 19,00) a Gerace (RC) - Chiesa di San Francesco. Un'iniziativa che ci vede partecipi per l'adesione di questa splendida cittadina ai Borghi della Salute e già premiata quale Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e tra i Borghi più belli d'Italia
Il pomeriggio dell'incontro ha inizio alle ore 16,00 con raduno presso il Castello per la visita al centro storico. All'interno della sala del convegno saranno esposti prodotti dell'artigianato locale e del territorio.
Vi aspetto numerosi.
Cordiali saluti
Giovanni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dr. Giovanni Bianco
Console Touring Club Italiano per Vibo Valentia
Via della Vittoria, 21
88046 Lamezia Terme (CZ)
Phone: 0968441326
Mobile: 3687473311
e-mail: lameziaterme@volontaritouring.it 
www.touringclub.it

All’Ambasciata di Palestina a Roma
venerdì 23 giugno 2017
presentazione del volume di Olimpia Regina
pubblicato dall’Editoriale Progetto 2000

 

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Appuntamento letterario da non perdere, venerdì 23 giugno 2017, a Roma presso i locali dell’Ambasciata Palestinese in viale Guido Baccelli, 10, dove alle ore 19, l’ambasciatore di Palestina in Italia, Mai Alkaila presenterà il libro di Olimpia Regina “Squarci di Palestina” edito dalla casa editrice cosentina Progetto 2000.
Oltre all’autrice, calabrese di Orsomarso, ma da anni residente a Scalea, interverrà il presidente dell’associazione “Oltre il mare” Patrizia Cecconi.
Il libro di Olimpia Regina è un racconto della Palestina da lei incontra in più viaggi, con un registro narrativo davvero interessante: il mondo medio orientale letto con gli occhi di una donna e con la voce dei più importanti poeti palestinesi.

L’ambasciatore ha voluto donare un proprio scritto, che è pubblicato nelle prime pagine del testo.

L’OCCUPAZIONE MILITARE UNA VERA BRUTALITÀ
di Mai Alkaila - Ambasciatore di Palestina in Italia

«Questo libro di Olimpia Regina cerca di illustrare la realtà della vita dei palestinesi sotto occupazione. È una narrazione di una cittadina italiana che ha vissuto due anni in un villaggio palestinese, dove ha constatato da vicino, purtroppo, come il popolo palestinese sia costretto a subire la brutalità dell’occupazione militare della sua terra. Un popolo sul quale viene esercitato ogni tipo di repressione, confische delle terre per costruire insediamenti, demolizioni di case, sradicamenti di olivi, usurpazione delle acque, il muro dell’apartheid, umiliazioni di ogni tipo, arresti, uccisioni, eliminazioni a sangue freddo, distruzioni di case delle famiglie e attacchi a luoghi di culto (chiese e moschee), attacchi intensificati ultimamente come sta accadendo a Gerusalemme nella moschea di Al Aqsa. L’autrice è riuscita in modo semplice a riportare i comportamenti di Israele, delle sue forze militari di occupazione e dei suoi coloni. Il libro è un’importante testimonianza dell’esperienza diretta e quotidiana della scrittrice, che, fra l’altro, denuncia l’atteggiamento ed il sostegno degli Stati Uniti ad Israele e l’impotenza della comunità internazionale di fronte alla prepotenza di Israele che continua ad ignorare tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite ed il suo Consiglio di sicurezza e continua a non rispettare le leggi internazionali che tutelano i diritti dell’uomo. Voglio ringraziare Olimpia Regina per la sua umanità e la sua sensibilità davanti a tale ingiustizia. Sono sicura che questa testimonianza toccherà il cuore e la mente di ogni lettore».

DUE SERATE PER PRESENTARE IL LIBRO
DI DON GAETANO FEDERICO
SULL’ARCIVESCOVO DI ROSSANO MATTEO SARACENO


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L’Universitas Vivariensis ha organizzato due incontri culturali a Rossano e a Corigliano Calabro per presentare il nuovo libro redatto da don Gaetano Federico, il primo mercoledì 7 giugno 2017 alle ore 18.30, a Rossano presso il chiostro del Museo diocesano e del Codex; interverranno, oltre all’autore e all’editore Demetrio Guzzardi, Cecilia Perri che in qualità di vice direttore del Museo coordinerà la serata, don Pino De Simone, vicario episcopale per la cultura, il docente universitario Filippo Burgarella e, l'arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano; il secondo lunedì 12 giugno 2017 alle ore 18,30 a Corigliano Calabro nella Chiesa di Sant’Antonio dove interverranno oltre all’autore e all’editore Demetrio Guzzardi, il senatore Franco Pistoia, la docente universitaria Mariarosaria Salerno e il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea mons. Luigi Renzo.

Per i tipi dell’editoriale progetto 2000 è da pochi giorni nelle librerie il volume scritto da Gaetano Federico, sacerdote della Diocesi di Rossano-Cariati; l'autore propone all’attenzione dei fedeli della diocesi, oltre che dei non pochi cultori di storia della Chiesa e della Calabria, un interessante profilo dell'arcivescovo Matteo Saraceno, vissuto in pieno Quattrocento, un’epoca ormai lontana dalla nostra. A Saraceno, nativo di Reggio Calabria fu affidato il governo della diocesi rossanese dal 1460 al 1481, negli anni finali del Medioevo e di vigilia dell’Età moderna. Il ricordo del presule rimane legato non solo alla costruzione del convento francescano dedicato a San Bernardino da Siena, nel cuore del centro storico di Rossano, ma anche e soprattutto al provvedimento che spostava la Divina Liturgia greca di San Giovanni Crisostomo nella chiesa di San Nicola al Vallone, riservando la Cattedrale ai soli officianti la liturgia e il rito latini; così chiudendo la plurisecolare storia della grecità liturgica della cattedrale e della diocesi di Rossano.
Il volume è corredato dalla prefazione del prof. Filippo Burgarella, docente di Storia Bizantina e dalla presentazione dell'arcivescovo della diocesi di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano, che tra l'altro afferma: «Questo di don Federico è un lavoro dal taglio divulgativo, che non perde la connotazione scientifica poiché accurato è il corredo di note e riferimenti bibliografici. Don Gaetano, con questo libro, desidera raggiungere non solo l’esperto ma, in modo particolare, colui che della storia è parte integrante: l’uomo della strada. Convinto che la storia appartenga a tutti, l’autore propone un interessante itinerario attraverso i cinque capitoli della sua opera, con i quali inquadra e tratteggia la figura di Matteo Saraceno, dalle umili origini francescane all’ardua responsabilità episcopale».
Le due serate saranno un’occasione per conoscere un periodo della storia calabrese molto interessante, ma poco conosciuto.

Belmonte Calabro Turismo lento, ospitalità e gastronomia

Gentili Amiche e Amici,
il nostro prossimo appuntamento è per il 10 giugno 2017 (ore 16,30) a Belmonte Calabro (CS). Un'iniziativa che ci vede partecipi nel discutere di turismo lento (slow tourism), ospitalità e gastronomia (tipicità di Belmonte sono il pomodoro e i fichi secchi). Analisi delle opportunità offerte da un territorio, la storia sociale e religiosa della comunità locale, l'arte civile e religiosa, l'enogastronomia, l'ambiente da tutelare e custodire come patrimonio unico, i cammini per schiudere le tante specificità della natura che ci circonda, ecc ... . Il tutto per scoprire offerte turistiche consapevoli della destagionalizzazione da destinare al Turista di variegato interesse conoscitivo. Sul tavolo delle riflessioni saranno poste in essere le esperienze locali a confronto con le altre di portata regionale. Importanti contribuiti verranno dall'Ordine dei Dottori Agronomi e dall'ARSAC Calabria, dal Consorzio Isca Hotels e dall'Associazione "Borghi da Ri...Vivere". L'evento è promosso dal Club di Territorio di Lamezia Terme - Touring Club Italiano unitamente al Comune e alla Pro Loco di Belmonte Calabro e all'UNPLI della Provincia di Cosenza.
A seguire, dopo il dibattito ci soffermeremo, con visita guidata, ad ammirare il borgo antico di Belmonte Calabro per poi trasferirci alla Marina per visitare le Aziende Pucci, Artibel e Colavolpe. Al termine della visita il programma prosegue (dalle 21, 00) sul Lungomare con la 7^ Edizione di "Luna di Giugno".
Vi aspetto numerosi.
Cordiali saluti
Giovanni

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Dr. Giovanni Bianco
Console Touring Club Italiano per Vibo Valentia
Via della Vittoria, 21
88046 Lamezia Terme (CZ)
Phone: 0968441326
Mobile: 3687473311
e-mail: lameziaterme@volontaritouring.it 
www.touringclub.it

La manifestazione è inserita nel calendario nazionale del Il Maggio dei libri
A SAN MARCO ARGENTANO
UN LIBRO SUL PONTIFICATO
SOCIAL DI PAPA BERGOGLIO
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Sarà presentato lunedì 29 maggio 2017 alle ore 18,30 nei locali del Centro socio-educativo «L’Arcobaleno» il nuovo libro curato da Antonio Modaffari, Buonasera. Francesco, il primo papa social, edito dalla casa editrice cosentina Progetto 2000.
«L'idea del libro – ha detto in una dichiarazione l’autore – nasce dopo il tour di appuntamenti del mio primo libro su Giovanni Paolo II. Ho avuto l’onore di fare molte presentazioni, di incontrare tanta gente. Migliaia di persone innamorate di Wojtyla, ma allo stesso tempo, curiose di sapere le differenze tra il papa polacco e quello argentino. Partendo da questa domanda ho sviluppato il mio lavoro che si è arricchito riga dopo riga di spunti interessanti; ne è venuto fuori un quadro a dir poco incredibile sul pontificato di papa Francesco, sulle sue azioni e sul suo linguaggio che, forse ancora non abbiamo capito, ma già influisce, tanto, nel nostro quotidiano. Bergoglio, come Wojtyla, ha iniziato a rivoluzionare il mondo già pochi secondi dopo essere stato eletto e lo ha fatto con un semplice «buonasera» pronunciato dal loggione di piazza San Pietro. Ho voluto fortemente che la prima presentazione si svolgesse presso il Centro «L’Arcobaleno» di San Marco Argentano – conclude Modaffari – perché il mio intento è quello di trasformare la presentazione del libro in una festa per i ragazzi dell’Associazione Fa.Di.A e per gli operatori che svolgono un lavoro prezioso. Ringraziare per la collaborazione il sindaco del mio paese, Virginia Mariotti e la Presidente dell’Associazione Fa.Di.A. Silvana Chiappetta».
L’editore Demetrio Guzzardi ha fortemente voluto questo testo che va ad arricchire le sue pubblicazioni di argomento religioso: «Sono grato a Modaffari per questo suo nuovo lavoro, che contribuisce a far conoscere una figura come quella di Bergoglio, che è avvertita da tutti come un papa riformatore. Abbiamo bisogno di figure valoriali e papa Francesco rappresenta una grande speranza per chi ha cuore il destino dell’umanità».

 

Rita La Gamba, attrice vibonese nel film "In Italia si chiama amore" di Virgilio Sabel
di Franco Vallone

Si chiama Rita La Gamba la vibonese che venne scelta dal regista torinese Virgilio Sabel come attrice protagonista di uno degli episodi di "In Italia si chiama amore". Rita La Gamba la rintracciamo grazie a Piero Monterosso e Nazareno Congestrì che dirigono "Vibo Vagando", oggi vive a Trieste, all'epoca abitava a Vibo con la sua famiglia, nei pressi della vecchia caserma dei carabinieri, in via Edmondo De Amicis. "Sabel era a piedi,-ci racconta La Gamba- camminava lungo la strada in salita che porta al convento di Sant'Antonio". La giovane Rita, che era in compagnia di alcune vicine di casa intente nella preparazione delle bottiglie di pomodoro, si sentì osservata in modo insistente dal regista che l'aveva notata. "Ero fuori casa, avevo i capelli raccolti ed i miei sedici anni, questo signore mi guardava in modo fisso e insistente, poi si avvicinò e mi disse: signorina non abbia paura, sono il regista Virgilio Sabel e sto cercando un viso come il suo per un film, ho girato tutta la Calabria". Era l’estate del  1960 e il regista Sabel, a fine agosto, andava in giro a Vibo Città, nei paesi, nelle campagne e nelle marine del circondario con i suoi collaboratori e assistenti di produzione per cercare le facce giuste, i volti più interessanti, le figure e le comparse da utilizzare nel film, attori non professionisti presi sul campo tra gente comune, pescatori, contadini e popolani. "Io ero emozionata, dissi che ero minorenne, di parlare con i miei genitori e con il mio fidanzato, Gaetano La Bella, sottufficiale presso le Carceri di Trieste. Sabel prese contatti con mio padre e mia madre, tramite il sindaco di Vibo, Antonino Murmura, riuscì a convincere il mio fidanzato che era gelosissimo, a garantire che nella scena non ci sarebbero stati uomini. Arrivato anche l'ok del fidanzato, Sabel mi riunì con i miei genitori in un locale vicino casa, mi diede cinquantamila lire e mi fece comprare una maglia ed una gonna nera per le esigenze di scena, tutto il vicinato era in subbuglio ad osservare incuriositi, non riuscivano a capire cosa stava accadendo alla figlia di donna Liberata". Poi il copione ed il luogo delle riprese, una camera da letto dell'ultimo piano dell'Hotel Risorgimento. L'episodio racconta di una giovane donna rimasta vedova dopo solo due giorni di matrimonio, di un marito che non riesce a consumare durante la prima notte di nozze e che si lancia dal balcone dell'albergo". Rita La Gamba recita, dimostra bene di saper essere attrice tanto da essere invitata dai collaboratori del regista per altri film. Il suo fidanzato non è d'accordo e strappa gli indirizzi lasciati dal regista. Rita sceglie di sposarsi con il gelosissimo Gaetano, di avere una famiglia, ed oggi ha tre figli, un maschio e due femmine, e vive a Trieste. Il film uscì nelle sale cinematografiche italiane il 29 marzo del 1963, distribuito da Cineriz. Nello stesso anno il film venne proiettato al cinema Valentini di Vibo Valentia ed a Trieste con la presenza in sala di Rita La Gamba, ma anche nel resto d'Italia e in Argentina con il titolo “En Italia lo llaman amor”. E' un film drammatico, del genere documentario, una vera e propria inchiesta che racconta delle vicende dell’amore della provincia italiana, un curioso itinerario nel costume amoroso nazionale tra innamoramento, corteggiamento e amore, che affronta anche le tematiche del matrimonio, della gelosia, del tradimento e dell’amore non corrisposto. Il film è tratto da un’inchiesta giornalistica di cronaca di Italo Dragonesi pubblicata in un volume per le edizioni Aro di Roma. Voce commento fuori campo di questo film è l'attore Nino Manfredi, allora ancora sconosciuto al grande pubblico. Il film, suddiviso in episodi, prodotto da Mario Mariani per Cinex, vietato allora ai minori di quattordici anni, dura ben 105 minuti ed è stato girato tra il 1960 e il 1961 in varie zone d’Italia. La scenografia del film è di Giorgio Giovannini, la splendida fotografia di Oberdan Troiani e il montaggio di Jolanda Benvenuti. Il sottofondo musicale del film è di Armando Trovajoli. Il regista  era nato in Piemonte, a Torino, nel 1920. Verso la fine degli anni Cinquanta, innamoratosi del paesaggio di Ricadi, fece costruire una casa, ristrutturando una tipica pagghialora,  sul promontorio di Capo Vaticano, trasferendovi anche la residenza. Da lì il “torinese”, come veniva chiamato, continuò la sua attività di regista e sceneggiatore. L’amore per questi luoghi incantevoli, a strapiombo sul mare, Sabel lo manifestò fino alla fine dei suoi giorni. Infatti, quando il 7 luglio del 1989 morì, venne sepolto nel piccolo cimitero di San Nicolò di Ricadi, accanto alla tomba dello scrittore Giuseppe Berto. Sabel frequentava ed amava la zona di Capo Vaticano, la casa dell’amico Berto e la baracca di Reginaldo D’Agostino. Deve essere rimasto davvero colpito da questo luogo così pieno di luce, e sapendo benissimo di poter prendere da quei fantastici colori solo un chiaroscuro in bianco e nero, lo arricchì con tantissime sfumature e tonalità, piene di quella luce speciale che solo il Sud sa dare! Proprio con quella straordinaria e prorompente luce, con quel chiaroscuro, Sabel dichiarò il suo grande amore per la Calabria.
Franco Vallone

 

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Parrocchia bizantina «Santissimo Salvatore»
Corso Plebiscito, Cosenza - Qisha arbëreshe Kosenxë

BUKURÌA ARBËRESHE KOSENXË
LA CITTÁ DEI BRUZI  INVASA DALLA BELLEZZA DEGLI ARBËRESHE

Domenica 21 maggio 2017 – Giornata mondiale per la diversità culturale

PARTE ANCHE LA CAMPAGNA: ARBERIA PATRIMONIO DELL’UMANITÁ

 

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Sfilata di gala negli splendidi e raggianti costumi della tradizione arbëreshe, nella città di Cosenza, capoluogo della Provincia dove risiedono oltre 40.000 cittadini italiani che, in casa e per strada, parlano arbrisht, per averlo imparato succhiando il latte materno, e in Chiesa cantano in greco e celebrano in rito bizantino, da quasi sei secoli, rendendo onore agli antenati albanesi, che nei secoli dal XV al XVIII dovettero dolorosamente abbandonare la loro madre patria per poter rimanere in vita, liberi e cristiani, e alla gente di Calabria, che li ha accolti e, nel tempo, ha favorito la loro integrazione senza omologazione, ad ogni livello, tanto da poter presentare ai nostri giorni un ottimo e riuscito esempio di pacifica e fruttuosa convivenza plurisecolare di lingue, tradizioni e culture diverse.
La partenza dei gruppi per il corteo è previsto alle ore 17.15; alle ore 17.00 sarà chiuso il traffico in Corso Plebiscito e nelle vie di collegamento ad esso. Alle ore 17.30 si renderà omaggio al busto di Giorgio Castriota Skanderbeg e alle ore 17.45 inizio della sfilata. I gruppi partiranno a distanza di 10 minuti l’uno dall’altro. Apriranno la sfilata i gruppi con bambini. Il percorso sarà il seguente: Corso Plebiscito, Ponte Alarico, Piazza dei Bruzi, Corso Mazzini, Piazza Bilotti. La sfilata terminerà alle ore 20.00 con il rientro presso il Seminario Eparchiale. Hanno dato la loro adesione i gruppi di: Acquaformosa, Cerzeto, Civita, Firmo, Frascineto, Lungro, San Basile, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, Santa Sofia d’Epiro, Spezzano Albanese, Vaccarizzo Albanese; dalla Basilicata: San Paolo Albanese e dalla Sicilia: Piana degli Albanesi.

GIORNATA MONDIALE PER LA DIVERSITA’ CULTURALE
Quest’anno la festa coincide con la Giornata mondiale per la diversità culturale che si festeggia ogni anno il 21 maggio, dopo l’adozione all’unanimità della Dichiarazione universale sulla diversità culturale. In essa si legge: «La cultura assume forme diverse attraverso il tempo e lo spazio. Questa diversità si incarna nell’unicità e nella pluralità delle identità dei gruppi e delle società che costituiscono l’umanità. Come fonte di scambio, innovazione e creatività, la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura. In questo senso, è il patrimonio comune dell’umanità e dovrebbe essere riconosciuta e affermata per il bene delle generazioni presenti e future. Nelle nostre società sempre più differenziate, è essenziale assicurare un’interazione armoniosa e un voler vivere insieme di persone e gruppi con identità culturali molteplici, variate e dinamiche. Le politiche per l’inclusione e la partecipazione di tutti i cittadini sono garanzie di coesione sociale, della vitalità della società civile e della pace. Definito in questo modo, il pluralismo culturale dà espressione politica alla realtà della diversità culturale. Indissociabile da un quadro democratico, il pluralismo culturale favorisce lo scambio culturale e lo sviluppo delle capacità creative che sostengono la vita pubblica. La diversità culturale amplia la gamma di opzioni aperte a tutti; è una delle radici dello sviluppo, inteso non semplicemente in termini di crescita economica, ma anche come mezzo per raggiungere un’esistenza più soddisfacente dal punto di vista intellettuale, emotivo, morale e spirituale. La difesa della diversità culturale è un imperativo etico, inseparabile dal rispetto per la dignità umana. Questo comporta un impegno a livello di diritti umani e di libertà fondamentali, in particolare dei diritti delle persone che appartengono a minoranze e quelli delle popolazioni indigene. Nessuno può appellarsi alla diversità culturale per violare i diritti umani garantiti dal diritto internazionale, né per limitarne la portata».
CONCORSO FOTOGRAFICO
In occasione della manifestazione viene indetto anche un concorso fotografico denominato Bukuria Arbëreshe Kosenxë 2017. Il concorso avrà 4 temi: ritratto – gruppo folkloristico – costume – contesto generale. PRIMO TEMA Ritratto: Miglior immagine di un volto o più volti delle persone vestite in costume tradizionale arbëreshe. SECONDO TEMA Gruppo folkloristico: Miglior immagine di un gruppo folkloristico partecipante. TERZO TEMA Costume: Miglior immagine di un costume o di un particolare del costume tradizionale indossato durante la manifestazione. QUARTO TEMA Contesto generale: Migliore immagine della manifestazione in un luogo significativo della città di Cosenza. Per ogni tema verrà premiata un'immagine. Verrà premiato anche il miglior fotografo sulla base della somma dei voti conseguiti dalle foto presentate. Per partecipare al concorso ogni concorrente potrà inviare un numero massimo di 4 foto (Bianco & Nero o Colore), una per ogni tema.  Le foto dovranno essere inviate in buona risoluzione a: E mail: protosincello@eparchialungro.it entro e non oltre il 30 maggio 2017. Le immagini verranno visionate da un'apposita commissione che dopo attenta selezione li posterà sulla pagina facebook Qisha Arbëreshe Kosenxë; i voti della commissione e i «mi piace» ottenuti formeranno la classifica finale. Domenica 1 ottobre 2017 le foto, ritenute vincitrici, saranno esposte nel salone del Seminario maggiore eparchiale italo-greco-albanese, in Via Paparelle, 16, Cosenza, in quell'occasione verranno premiati i vincitori, con artistiche bambole in costume albanese e libri sull'iconografia dell'Eparchia di Lungro.

 

Iniziano i Seminari Professionalizzanti AINSPED

Il 20/05/2017 iniziano i Seminari Professionalizzanti promossi dall’Associazione Internazionale Pedagogisti Educatori. L’intero ciclo d’incontri si terrà a Rende (CS), in Via Tallinn n. 1, presso la scuola dell’infanzia “Il Mondo di Lolli”, e durerà circa sei mesi.
L’Associazione nata a gennaio 2017 ha già realizzato importanti eventi ed iniziative sul territorio nazionale, partendo col patrocinare importanti workshop formativi destinati ai professionisti di area educativo-pedagogica, ed arrivando gradualmente a realizzare convegni nazionali di notevole successo. La sede di AINSPED, come scelto dal Presidente, ha sede in un piccolo centro calabrese, nel Comune di Filadelfia in Provincia di Vibo Valentia. I motivi della costituzione di tale Associazione sono da ricercare in primis dalla concreta mancanza di una rappresentanza professionale di rilievo nel nostro Paese; motivo per il quale AINSPED in poco tempo vuole colmare questa grossa falla, diventando un punto di riferimento per Educatori, Pedagogisti e Studenti.
Come riportato dal Presidente sul sito www.ainsped.itLa nostra forza sta nel rapporto qualitativo dei servizi che doniamo ai nostri soci, da nord a sud, e della possibilità degli stessi di proporre cambiamenti, miglioramenti ed eventi nei loro territori per far sì che il nostro supporto e la nostra presenza sia costante e dettata dal supporto alla categoria. La trasparenza per noi è fondamentale, ogni anno verrà reso pubblico il bilancio con gli utili e le spese dell’Associazione, in modo che ogni socio si senta parte integrante di un grande obiettivo comune: la pedagogia”.
Gli iscritti ai seminari professionalizzanti superano le 70 persone, segno di grande successo per un semestre formativo extra-accademico. Di seguito il programma dei vari incontri:

  • 20/05/2017 “DSA, BES, ADHD: metodologie educative e scolastiche d’intervento”, a cura del Dr. Davide Piserà, Pedagogista – CTP Giuridico – Media Educator (Presidente Nazionale AINSPED). L’incontro avrà il supporto laboratoriale di Maria Chiara Buccieri (Rappresentante AINSPED città di Cosenza e Rende)
  • 10/06/2017 “Autismo e costruzione di una relazione di aiuto”, a cura del Dr. Giovanni Tommasini, Educatore – Scrittore (Delegato alla Presidente Regione Liguria AINSPED)
  • 30/09/2017 “Educare alla genitorialità”, a cura del Dr. Sergio Caruso, Pedagogista – Criminologo – Dottore in Psicologia (Referente AINSPED Provincia di Cosenza)
  • 14/10/2017 “Dipendenze da sostanze e da internet”, a cura del Dr. Davide Resani, Pedagogista – Educatore in CTA (Delegato alla Presidenza Regione Lombardia AINSPED)
  • 28/10/2017 “Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nel contesto scolastico”, a cura della Dr.ssa Mariarosa Persampieri, Pedagogista – Docente (Vice-Presidente Nazionale AINSPED)
  • 11/11/2017 “Gli stili di apprendimento nell’età evolutiva”, a cura della Dr.ssa Valentina Casciana, Pedagogista – CTP Giuridico (Segretaria Nazionale AINSPED)

Il programma dei seminari è stato adeguatamente studiato per andare incontro alle esigenze del territorio. Ecco perché verranno sviluppati argomenti scientificamente attuali e mirati alla crescita qualitativa dei corsisti. Il costo irrisorio ed i laboratori gruppali fanno di questo percorso formativo il “primo in Italia del suo genere”. Un vanto per la Calabria e per tutto il Sud.

 

Spopolamento e le molteplici cause

di NICOLA PIRONE
SAN NICOLA DA CRISSA – Una proficua discussione nella quale è stato analizzato uno dei fenomeni che colpiscono i centri dell’entroterra calabrese, in particolare nella provincia di Vibo Valentia, dove i comuni rischiano l’estinzione. Di questo si sono occupati gli intervenuti all’incontro promosso da Club per l’Unesco di Vibo Valentia, www.kalabriatv.it e il Touring Club per l’Italia Lamezia – Vibo. Come location, non a caso era stata scelta San Nicola da Crissa, il centro delle Pre Serre tra i più alti in percentuale di emigrazione. Durante la serata, patrocinata dal comune di San Nicola da Crissa, si è parlato dell’incidenza politica sul fenomeno con la presenza del consigliere provinciale Pasquale Fera e del primo cittadino Giuseppe Condello, i quali hanno rivolto delle domande all’ospite d’onore che ha concluso l’iniziativa, il consigliere regionale Orlandino Greco. Dopo i saluti di rito di Condello, sono intervenuti anche la presidente del Club Unesco di Vibo Valentia Maria Loscrì, la quale ha focalizzatoil bisogno di creare sinergia per valorizzare le bellezze dei territori. Sinergia che purtroppo viene meno a causa dei campanilismi che ancora oggi esistono tra i paesi e nei paesi, a volte “costretti” a fare i conti con persone in punti strategici che boicottano e disertano qualsiasi tipo d’iniziativa per il solo motivo di trovarsi tra i promotori l’avversario di turno, sia esso politico o di altro, perdendo di vista l’importanza delle iniziative che si organizzano o meglio ancora chi è completamente distaccato dal sistema sociale e mira a dividere centri che magari hanno avuto in passato già i loro problemi, di fatto accentuando lo spopolamento. Anche di questo ha parlato Giovanni Bianco, console del Touring Club per l’Italia Lamezia-Vibo. Politica che sicuramente ha commesso i suoi errori ma che tanto potrebbe ancora fare, una volta che la gente capisca che è necessario il cambio di mentalità e su questo si è soffermato l’ex consigliere e delegato al comune di Roma Nicola Galloro, il quale ha anche analizzato come:<<I paesi distanti più di 15 km dal capoluogo di Provincia sono quelli che rischiano maggiormente lo spopolamento>>>. Quando si parla di questo fenomeno, entra in gioco anche l’antropologia, con il professor Pino Cinquegrana che si è soffermato sotto alcuni aspetti che sicuramente consentono una crescita maggiore, soprattutto nell’area dell’Angitolano, poco sfruttata. Conclusione dei lavori affidati al consigliere regionale Orlandino Greco, il quale si è soffermato sotto alcuni aspetti vitali ai quali in prima persona sta lavorando:<<Ci sono delle leggi molto interessanti che permetteranno a questi borghi di rivivere. Chiaramente ci vuole qualcosa di più si in ambito politico sia comunitario. È impensabile oggi che il politico di turno possa essere delegato a risolvere tutti i problemi. Il senso civico del cittadino è vitale affinché proprio lo spopolamento non avesse luogo a procedere. I giovani devono investire bene il loro tempo, diverso dal denaro. Ben vengano le cooperative che lavorano, ma allo stesso tempo si crei qualcosa di concreto. Sono finiti i tempi, dove si finanziavano le piazze o i campi sportivi, poiché oggi ti ritrovi impianti abbandonati senza squadre di calcio che ne usufruiscono. Bisogna canalizzare al meglio le risorse e i progetti. Uno importante, di sicura attrazione sono i campi da golf, che attirano magnati mondiali. Non si tratta di solo sport ma di un insieme che lo circonda>>. Nella serata, spazio anche alla mostra curata da Domenico Pileggi sui costumi teatrali nel tempo, molto apprezzata dai visitatori.

TENNIS, A SCIARRONE IL MEMORIAL CIPRIOTI
Nel doppio affermazione di Patanè e Faraone


-- E’ stato Gabriele Sciarrone del TcPharaon ad aggiudicarsi l’XI edizione del Torneo nazionale di tennis di 3° categoria singolare maschile “Città di Catona – Memorial Ciprioti”. Una finale molto seguita quella che ha visto il giovane atleta imporsi su Alessandro Villari del Tc Messina con un punteggio di 6.0/6.2. Sul fronte doppio, invece, il primo posto è andato alla coppia composta da Luca Patanè e Antonino Faraone che ha battuto il duo Truglio - Putortì per 2.6/6.1/10.3. Per quanto riguarda la 4° categoria invece, con un 6.3/3.6/6.1, Luca Pistinizi ha avuto la meglio su Andrea Cannizzaro. Nel corso della premiazione, alla quale per conto della Federazione Italiana Tennis è intervenuto il delegato provinciale Giovambattista Vavalà, i consiglieri comunali Enzo Marra ed Antonio Pizzimenti, hanno voluto rimarcare l’importanza dell’aggregazione che lo sport riesce a compiere e come quest’ultimo sia fondamentale all’interno dell’assetto sociale di un territorio e per la crescita sana e consapevole delle nuove generazioni. Ricordando la figura di Alfonso Ciprioti, sia Pizzimenti che Marra, infatti, hanno voluto improntare il loro intervento sull’alta presenza di giovani che ha caratterizzato questo appuntamento tennistico di primavera che ha superato oltre 100 iscritti. Molta soddisfazione, inoltre, è stata espressa dagli organizzatori: Francesco Postorino per il Palextra Club, e Francesco Violante del circolo Sport Village di Catona che ospita, da sempre, il torneo. Alla presenza della famiglia Ciprioti, degli atleti che hanno conquistato le fasi conclusive del Memorial, e del pubblico che ha trascorso la domenica assistendo a due gare molto intense e scandite da un ottimo livello agonistico, si è dunque concluso un rendez – vous che, anno dopo anno, si consolida nell’agenda sportiva dei circoli calabresi e siciliani.      

Da SN – Pizzimenti –SCIARRONE- Vavalà – Marra –Postorino

 


Due importanti appuntamenti ci attendono nei prossimi gironi.

Il 5 maggio, a San Nicola da Crissa (VV) per discutere sulle cause dello spopolamento dei nostri borghi. Ipotesi storiche e progettuali poste sul tavolo ci daranno la dritta a recuperare il tempo perduto e tentare di ripopolarli?
Durante la serata sarà proiettato un docufilm "La storia del Vibonese incontra la Dieta Mediterranea".
Mostra con stampe dei costumi teatrali nei secoli a cura di Domenico Pileggi.

Il 6 maggio, a Zungri (VV) con le "Inavasioni digitali". Muniti di tablet o smartphone e delle fotocamere, mentre visiteremo la Città di Pietra (insediamento rupestre) oppure il Museo della Civiltà rupestre e contadina o ancora la Chiesa della Madonna della Neve per non parlare delle opere del Maestro Michele Zappino, le nostre fotografie "invaderanno", nel più bel significato della parola, i siti web per mostrare al mondo virtuale, che ci circonda, la bellezza dei luoghi che ci sono stati affidati per la custodia. Una custodia utile all'Uomo nell'essenza vitale. 
A buon rivederci sul posto.
Giovanni  Bianco

 

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NELLA MATTINATA DI SABATO 29 APRILE 2017
Invasione Digitale a Cosenza
alla scoperta delle Biblioteche: Nazionale e Civica

Durante l’invasione sarà possibile conoscere non solo due luoghi simbolo della cultura cosentina,
ma anche, ammirare e scoprire volumi e libri di inestimabile valore storico e simbolico

Hashtag dell’evento:
#InvasioniDigitali #InvasioneCosenza

Invasioni Digitali è un format nazionale a partecipazione gratuita che si tiene ogni anno in contemporanea in tutta Italia. Per il 2017 le date scelte sono dal 21 aprile al 7 maggio. Ma cosa accade in concreto? Il giorno prestabilito per l'invasione, i partecipanti, armati di smartphone, macchine fotografiche e videocamere producono foto e contenuti digitali da condividere sui social con gli hashtag #InvadiamoCosenza #InvasioniDigitali #invadiamolebiblioteche al fine di promuovere e far conoscere, attraverso il web, l'immensa bellezza del bene patrimonio scelto per l'invasione. Un'occasione per conoscere luoghi della cultura e nuove persone che amano la città di Cosenza e la cultura. Anche se l’iniziativa è totalmente gratuita, è gradita la prenotazione su invasionidigitali.it; sullo stesso sito si possono scoprire le altre invasioni attivate in tutta Italia
Il programma è semplice e il percorso è alla portata anche dei più piccoli: il ritrovo è alle ore 10.00 di sabato 29 aprile presso la scalinata del Duomo di Cosenza; alle ore 10.15 il gruppo si avvierà unito verso piazza Toscano dove si trova la Biblioteca Nazionale, per poi spostarsi in piazza XV Marzo per accedere alla Biblioteca Civica e concludere l'invasione verso le ore 13.00 sotto la statua di Bernardino Telesio dove sarà registrato come da tradizione l'urlo finale "Invasione compiuta".
L’invasione cosentina alle biblioteche è promossa e coordinata dall’associazione di promozione sociale Interazioni Creative, progetto ideato e fondato da Deborah De Rose; tante le realtà che hanno aderito come partner all’evento: Ladri di Luce, Belmonte in rete, Artis Lab, Insieme, RigenerAzione, Venti, Istituto culturale Universitas Vivariensis, Neverland, l’associazione Cosenza Autentica con il format di trekking urbano Cinque sensi di Marcia promosso dall’Assessorato al turismo guidato da Rosaria Succurro in collaborazione con Apt “ Città di Cosenza”.

 

Per #info: interazionicreative@gmail.com – 0984 1575621- 3494785643

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 TENNIS, AL VIA MEMORIAL CIPRIOTI. OLTRE 100 ISCRITTI


Ha preso il via l’XI edizione del Torneo nazionale di tennis di terza categoria singolare maschile “Città di Catona - Memorial Alfonso Ciprioti”, dedicato alla figura dell’ex consigliere comunale e provinciale. Sotto l’egida della Federazione Italiana Tennis e con l’organizzazione del Palextra Club, sui campi in terra rossa del circolo Sport Village di Catona, si sono infatti già svolti i primi match.
L’appuntamento sportivo, ormai un classico nell’agenda primaverile tennistica della Calabria, si prolungherà sino al 7 maggio e, anche per quest’anno, ha richiamato numerosi iscritti rispettando le previsioni della vigilia.
I partecipanti al torneo, oltre un centinaio, provengono da diversi circoli calabresi e siciliani: tra loro figurano ben trenta tennisti di terza categoria. Un dato molto positivo, quest’ultimo, così come sottolineato da Francesco Postorino del Palextra Club. “La cospicua presenza di determinati atleti – ha commentato Postorino in riferimento, appunto, alla partecipazione di molti appartenenti a questa categoria  – è l’emblema non solo della crescita in termini qualitativi e quantitativi del Memorial, che si è consolidato sempre più nel tempo, ma anche dell’ottimo livello agonistico che abbiamo potuto registrare per l’edizione 2017. Ciò, siamo sicuri, – ha concluso - darà la possibilità di assistere a gare finali dall’alto tenore sportivo, in grado di allietare tutti gli appassionati che si ritroveranno nella struttura per godere delle emozioni che una disciplina come il tennis riesce a garantire”.      

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"UMBERTO ECO E IL PCI."

Venerdì 28 aprile, alle ore 18:30, presso la libreria, Claudio e Giandomenico Crapis presenteranno il loro libro "UMBERTO ECO E IL PCI. Arte, cultura di massa e strutturalismo in un saggio dimenticato del 1963."

Il 5 e il 12 ottobre 1963, in un momento in cui emergevano tumultuosamente fermenti nuovi nel campo della società e della cultura, il settimanale del Pci «Rinascita» pubblicava un lungo articolo di Umberto Eco «sui problemi della cultura di opposizione». Ne scaturì una vivace discussione che si protrasse per mesi, nella quale intervennero intellettuali ed esponenti del Partito.
Il saggio di Eco gettava un sasso nello stagno delle strategie estetiche marxiste: la precoce notorietà del giovane intellettuale, la novità dell’impostazione, la vastità dei riferimenti, l’introduzione di temi inediti, e la capacità di tenere insieme "alto" e "basso", nonché di spaziare in campi tra loro molto diversi, dalla musica di Celentano all’antropologia di Lévi-Strauss, ne facevano immediatamente una provocazione feconda per la cultura di sinistra.
Nel suo scritto egli metteva spregiudicatamente al centro dell’analisi la società di massa, i suoi gusti, i suoi consumi, i suoi miti. Il dibattito non si fece attendere, coinvolgendo in prima persona figure come la dirigente comunista Rossana Rossanda, il filosofo Louis Althusser, il poeta Edoardo Sanguineti.
Il denso intervento, e la sua intrinseca politicità, sembra però essere sfuggito in questi decenni alla maggior parte della letteratura critica, dimenticato o tuttalpiù rubricato nella storia del Gruppo 63. È invece qui riproposto, insieme ad una sua puntuale e approfondita analisi critica, storica e semiologica condotta da Claudio e Giandomenico Crapis.

Durante l`incontro discuteranno con gli autori il Prof. Piero Fantozzi

SAN CALOGERO
Consacrazione della nuova chiesa dedicata a Santa Paola Frassinetti

Una festa grande a San Calogero, una grandissima partecipazione popolare, tanti momenti di tangibile commozione durante la cerimonia di consacrazione della nuova chiesa dedicata a Santa Paola Frassinetti, fondatrice delle suore di Santa Dorotea, morta nel 1882. La protagonista di questa straordinaria storia è Maria Maccarone che in quel periodo difficile segnato dalla malattia, insieme alle suore dorotee, si affidò all’intercessione dell'allora Beata Suor Paola Frassinetti. Era il 1981 quando l’umile donna costretta a letto da 14 anni e segnata dalla sofferenza, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, riprese improvvisamente a camminare. Un miracolo riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa. Ed è per questo che a distanza di anni, San Calogero rende omaggio a Santa Paola, inaugurandone la chiesa sorta in località Torretta, alla presenza di monsignor Luigi Renzo, vescovo della diocesi Mileto-Nicotera-Tropea, del presidente dell'Associazione "Santa Paola Frassinetti" Fortunata Staropoli, del sindaco Nicola Brosio, con la grande commozione della protagonista Maria Maccarone che ha visto così realizzarsi il suo più grande desiderio. La costruzione della chiesa iniziata l’11 maggio del 2015 è stata dichiarata ultimata ed agibile il 20 aprile 2017. Per la realizzazione della chiesa, della spianata e della scalinata è stato fatto un bando pubblico tra le imprese sancalogeresi, mentre per il completamento, finimento, decori, forniture ed opere artistiche ci si è avvalsi di diverse imprese, artigiani, maestranze e operai di ogni dove che, hanno offerto parte del proprio lavoro gratuitamente o con notevoli ribassi sui prezzi di mercato. La chiesa ha una superficie lorda di 51 mq. ed una altezza alla cuspide della piramide di 15 mt., è a pianta ottagonale con alte colonne in cemento armato per dare slancio verso il cielo, rivestite da un mosaico di marmo bianco. L’ingresso principale prospetta sull’intero sagrato e sulla scalinata di accesso ed è sormontato da due colonne con timpano in stile classico. Le tre porte della chiesa sono opera dell'artista Antonio La Gamba che ha realizzato anche il tabernacolo circolare in marmo policromo. Sul portone principale è raffigurato il popolo in cammino tra gli ulivi secolari della nostra terra ed in alto il Cristo della speranza con le braccia protese verso il popolo, accogliendo quanti entrano da questa porta. Sugli altri due portoni laterali è stata rappresentata Santa Paola Frassinetti in un campo di girasoli ed il seminatore di grano, figura simbolica del seminatore della Parola di Cristo. In alto, sulle facciate sono state realizzate delle coppie di finestre incorniciate da marmi in bianco Carrara con vetrate rappresentanti i quattro elementi “terra, acqua, fuoco, aria”. L’arch.Vincenzo Rocco, congiuntamente ad altri tre tecnici, ha redatto il progetto, mentre nella fase del progetto esecutivo ed artistico e nella direzione dei lavori ne è stato l’autore. Lo stesso architetto ha presentato pubblicamente l'opera al vescovo Luigi Renzo, al vescovo emerito Mons. Vincenzo Rimedio, a tutti i presbiteri, alle autorità, ai fedeli Sancalogeresi e a quelli venuti da altri luoghi. Un traguardo raggiunto con notevoli sforzi in pochissimo tempo, ma è "anche un giorno colmo di speranza per aver dato tutti insieme l’incipit ad un’idea, ad un progetto, ad un sogno voluto per prima dalla stessa Santa Paola Frassinetti ed a seguire dal suo popolo di fedeli che, con passione si è dedicato per costruire questa prima opera, cellula generatrice della grande opera che dovrà sorgere in questo luogo con l’aiuto di Dio". Tanti i ringraziamenti rivolti alle imprese, alle maestranze, agli artigiani e agli artisti, ai tecnici che hanno collaborato alla stesura del progetto. Un grazie è stato rivolto a Don Antonio Farina e alla Curia Vescovile, "a chi, ha già fatto e a chi farà, per portare avanti il buon nome dell'Associazione, di Santa Paola Frassinetti e del territorio di San Calogero, quale luogo di incontro, di preghiera, di riflessione culturale, rappresentando così la laboriosità di questo popolo. Un grazie è stato rivolto a Don Micuccio Braghò per aver per primo donato a titolo gratuito circa un ettaro di terreno per la costruzione del Santuario, all’Amministrazione Comunale, all’Associazione e al suo presidente Fortunata Staropoli, a Maria Maccarone e alla sua famiglia e alle suore Dorotee tutte, a partire da Suor Rosetta Farruggia, per aver fortemente voluto quest’opera". C'è da sottolineare che il progetto prevede la realizzazione di un Centro di Aggregazione Giovanile del tipo socio-culturale-religioso dedicato a Santa Paola Frassinetti, un complesso di strutture tali da garantire la possibilità ai frequentatori di ritrovarsi in un luogo dove poter svolgere al meglio attività educative-religiose volte a migliorare e rafforzare le relazioni interpersonali e quindi lo sviluppo socio-culturale dell'intera comunità.
Franco Vallone

FOTO DI GIUSEPPE PUNGITORE

 

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Monterosso Calabro (VV) – 22 aprile 2017 Borghi della Salute album foto

Monterosso Calabro (VV) – 22 e 23 aprile 2017 – Eventi Tci – Borghi della Salute

L’associazione Borghi della Salute con l’adesione del Comune di Monterosso Calabro (provincia di Vibo Valentia) amplia la propria rete e, per festeggiare l’evento, propone una due giorni intensa. L’Amministrazione Comunale Monterossina, in collaborazione con l’Associazione Familia De Rubro Monte e la Pro Loco e patrocinata dal Club di Territorio di Lamezia Terme – Touring Club Italiano, ha inteso mettere in campo nuove opportunità turistiche per il proprio territorio e di quelli viciniori. Con il programma proposto, stili di vita quotidiana e turismo si coniugano con forte valenza culturale e sociale. Appunto, la quotidianità con le sfaccettature che presenta ha necessità di essere attenzionata perché se il corpo umano è in salute, nell’accezione più generale, tutto porta in una sola direzione, al benessere. Un benessere fisico dove un polo di interesse salutare propone e sviluppa opportunità logistiche di attrazione territoriale. Questi posti nostrani, o nel caso più specifico di Monteroso Calabro il bosco – nella sua bellezza tipica - che sovrasta l’abitato, o la parte bassa del territorio che guarda al lago dell’Angitola (Oasi naturalistica protetta e affidata in gestione al WWF Calabria) non possono non essere posti all’attenzione di un attento sviluppo turistico a carattere ambientale, di apprezzamento dell’ambiente circostante, e della valorizzazione dei cammini, dei sentieri che portano lungo il loro tragitto a godere della bellezza naturale del posto. Un intreccio positivo tra corretta alimentazione, movimento, salute e turismo possono produrre importanti occasioni di sviluppo del territorio. Ma soprattutto orientare il cittadino verso una educazione alimentare e un’attività motoria adeguata per migliorare la qualità della vita.
Una importante due giorni che vedrà la presenza del Dott. Marco Tagliaferri, presidente nazionale dell’associazione Borghi della Salute.

Informazioni:

22 aprile 2017 (ore 16,30) – Convegno presso il Teatrino Comunale di Monterosso Calabro (VV)

23 aprile 2017 alle ore 9,30 – Raduno presso Piazza Luigi Razza – Monterosso Calabro –
alle ore 10,30 partenza per la passeggiata con arrivo alle ore 12,00 presso l’Agriturismo Sant’Elia dove ci sarà una degustazione dei prodotti tipici del luogo
 

Con Giovanni Bianco Console di Vibo Valentia
Telefono  3687473311
e- mail  lameziaterme@volontaritouring.it

MEMORIAL TENNIS “ ALFONSO CIPRIOTI “
SPORT VILLAGE CATONA


Torna il "Città di Catona - Memorial Alfonso Ciprioti". E' giunto, infatti, all'undicesima edizione il torneo nazionale di tennis di terza categoria maschile che lo Sport Village di Catona organizza dal 2007 per ricordare la figura dell'ex consigliere comunale e provinciale. Un appuntamento divenuto ormai un classico di primavera che, per questo 2017, si terrà sui tre campi in terra rossa della struttura dal 27 aprile al 7 maggio con il patrocinio della Federazione Nazionale Tennis (Fit). "Si tratta – spiega Francesco Violante presidente dello Sport Village – di un rendez-vous sportivo che negli anni ha conquistato sempre più iscritti, tanto da permetterci di inserirlo, senza alcun tentennamento, nell'agenda degli eventi previsti dal circolo per l'apertura della bella stagione.
Tanti, infatti, gli atleti che hanno voluto presenziare al Memorial in questi ultimi 10 anni, rendendoci orgogliosi sia del torneo e di come esso sia cresciuto nell'ambito tennistico calabrese, sia dell'idea di voler ricordare un nostro affezionato ed indimenticabile socio attraverso lo sport che egli amava, veicolando così tutta la positività insita nel praticare questa nobile disciplina. Un messaggio indirizzato soprattutto ai più giovani, che partecipano sempre numerosi, affinché comprendano ulteriormente il valore dell'aggregazione e della sana competitività".
"Tutto lo staff organizzativo del Palextra Club con in testa Francesco Postorino e Marco Bonforte – conclude Violante – sta lavorando alacremente per l'ottima riuscita del Città di Catona e sono sicuro che anche questa edizione saprà far ritrovare all'interno dello Sport Village tantissimi tennisti ed appassionati".

CONOSCERE IL MONDO DELLE ICONE
VICINO CASA NOSTRA
È QUESTO IL PROGRAMMA
DI YPAPANTI’ BIZANTINI

L’Universitas Vivariensis e la Parrocchia bizantina italo greco albanese “Santissimo Salvatore” di Cosenza, hanno inteso organizzare una serie di incontri (YPAPANTI’) per far conoscere al grande pubblico la spiritualità e la bellezza delle icone bizantine.

Si inizia venerdì 21 aprile 2017 a Cosenza nel salone del Seminario Maggiore Eparchiale di Lungro (in via Paparelle, 16 - dietro la Chiesa di San Francesco di Paola), alle ore 18,30 con un incontro introduttivo al mondo delle icone, a cura di Demetrio Guzzardi e del protopresbitero Pietro Lanza.

Sabato 22 aprile la visita guidata alle Chiese di Acquaformosa e Lungro. L’appuntamento (con auto proprie) è alle ore 15 all’ingresso dell’Autostrada a Cosenza; dalle 16 alle 18 si visiterà la Chiesa di San Giovanni Battista ad Acquaformosa, tutta mosaicata, subito dopo a Lungro la visita alla Cattedrale. La serata sarà conclusa al Museo delle arti e delle tradizioni di Firmo.

Nel mese di giugno è prevista una nuova uscita per conoscere le Chiese bizantine di: Santa Sofia d’Epiro, San Demetrio Corone e San Cosmo Albanese.
Per ulteriori informazioni contattare il 347.4829232

Locandina Acquaformosa.JPG

https://issuu.com/deguzza/docs/proiezione_icone

 

Il giorno del parto è oggi.
Perché ve lo avevo detto: pubblicare un libro è come partorire un figlio. In entrambi i casi si passa dal travaglio con doglie, alla felicità della vita che nasce.
Mio figlio oggi profuma di terra. Una terra che aspetta i ritorni. La mia, la vostra. La terra di tutti.
E come ogni nascita che si rispetti, adesso si attendono le visite.
Io e il mio libro vi aspettiamo. Dove? In libreria.
Qui potrete trovarci. E comprandolo, leggerci.
Ovviamente ci troverete anche su tutti gli store-online...
la prefazione: [...]La terra del ritorno è quella che a ogni alba apre la vita col profumo del pane appena uscito dal forno, frutto della fatica del giorno prima che nutre la fatica del giorno in corso e sfama senza posa bocche degne e indegne, i giusti e gli ingiusti, i Caino e gli Abele. Riempie la pancia a Giuda perché non tradisca più e strafoga i malandrini costringendoli a tornare calabresi veri e dare la vita per la propria terra.[...] Gioacchino Criaco)
#Laterradelritorno, Pellegrini editore. Dal 6 aprile in libreria
Giusy Staropoli Calafati

"Presenze templari: il castello di Bivona e il mistero di Fra' Oliverio".

 

Attraverso la ricerca documentale, e la leggenda, proseguiamo con il tema "I Percorsi della Storia" che, unitamente ad altre specificità riguardanti il nostro territorio, si è inteso promuovere per l'anno sociale in corso.
L'appuntamento è per mercoledì 15 marzo 2017 (ore 17,30) presso il Polo Culturale Santa Chiara - Via Rugegro il Normanno - Vibo Valentia sul tema "Presenze templari: il castello di Bivona e il mistero di Fra' Oliverio". L'incontro è promosso dall'Accademia Templare - Sezione "Conte d'Apice" di Vibo Valentia, in collaborazione con Touring Club Italiano e Sistema Bibliotecario Vibonese.
Interverrano: Maurizio Bonanno (Direttore Sezione "Conte d'Apice", Accademia Templare) - Fabrizio Sudano (responsabile territoriale della Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria) - Mariangela Preta (Archeologa) - Gilberto Floriani (Direttore SBV) - Giovanni Bianco (Console TCI).
Vi aspetto tutti per condividere questo momento culturale.
Giovanni  Bianco

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Zungri 4 marzo 2017

Incontro tecnico programmatico con l'Amministrazione Comunale di Zungri per la collaborazione e promozione della Città di Pietra, detta degli Sbariati, e del Museo della Civiltà Contadina e Rupestre.
Il Club di Territorio di Lamezia Terme ha proposto la candidatura dell'importantissimo sito a Patrimonio dell'Umanità - UNESCO e quella della certificazione di qualità turistica "Bandiere Arancioni" .
Le Grotte di Zungri rientrano nella particolare attenzione dello speleologo Ing. Luigi Manna.
Straordinaria la presenza del Gruppo Scout Vibo 2
Prossimamente visita di Gruppo
Con Francesco Galati (Sindaco di Zungri), Maria Caterina Pietropaolo (Responsabile Area Rupestre e Museo), Giovanni De Pascali (Responsabile eventi), Maurizio Bonanno (Calabria TV), Alessio Bompasso (LaC), Giuseppe Pungitore (www.francavillaangitola.com), Caterina Rizzo Art, Francesco Fiamingo, Yuri Kuku (artista ucraino), Annarita Castellani (Gazzetta del Sud), Giusy D'Angelo (Il Quotidiano della Calabria).
Touring Club Italiano, Angela Rosso
Giovanni Bianco

Sarà presentato il prossimo venerdì 17 febbraio alleore 17.30, presso il Polo culturale Santa Chiara, l'antologia storica curata da GIAMPIERO MELE ed edita da Aracne, "Calabria guerriera e ribelle";
converseranno con l’autore: NICOLA PIRONE (giornalista), GIOVANNI BIANCO (Console del Touring Club Italiano) e GILBERTO FLORIANI (Direttore SBV), mentre il sindaco di Vibo Valentia, ELIO COSTA, porgerà i saluti dell’amministrazione comunale.

Intento dell'incontro non sarà solo quello di far apprezzare l'ottimo volume di MELE, una vera e propria antologia di fatti, personaggi e luoghi storici della Calabria, ma anche quello di porre in evidenza le potenzialità turistiche di una regione, culla della Magna Grecia, lambita da due mari, con al centro una delle catene appenniniche più’ selvagge e suggestive d’Europa.
Utile per meglio comprendere lo spirito che ha mosso l'autore alla stesura del suo testo è una dichiarazione rilasciata recentemente dallo stesso GIAMPIERO MELE al termine di una conversazione su "Calabria guerriera e ribelle": “Dopo la presentazioni in giro per tutto il mondo era giusto che attraverso il libro portassimo la Calabria in primo piano. È un peccato che non si riescano a rendere tutte le potenzialità della Calabria, che non arrivi al resto del mondo la bellezza selvaggia di questa meravigliosa regione. Durante le varie presentazioni a Toronto, Ottawa, New York e altre città estere, insieme ai collaboratori che mi hanno supportato nella stesura del libro, ci siamo resi conto che la gente è molto interessata, ma che a oggi conosce poco della nostra terra. Ciò riguarda anche i nostri emigrati, che magari conoscono esclusivamente i luoghi dove sono nati. Con questo volume vogliamo tentare di riportare la Calabria nell’élite del turismo mondiale. […] Spero che dopo ben 36 anni sia arrivato il momento per la Calabria di rientrare nella guida rossa del Touring club Italiano. Un buon biglietto da visita per chi vorrà visitare questa terra”.

L'evento è patrocinato dal Sistema Bibliotecario Vibonese in collaborazione con Touring Club Italiano.

Sintesi del volume:
Un luogo comune vuole che in Calabria la Storia sia sempre di passaggio. L’idea dell’antologia storica è nata per smentire questo luogo comune. Annibale e Spartaco erano andati in Calabria non di passaggio ma per reclutare ribelli e organizzarsi. Giulia la figlia di Augusto, che può essere considerata la Lady Diana di 2.000 anni fa, fu confinata a Reggio Calabria e là morì a causa dell’Imperatore Tiberio suo ex-marito. Felice Vinci, ribelle alle tesi ortodosse, ci fa conoscere suo nonno, calabrese, che dovette andarsene a causa del terremoto, mentre il brano seguente ci fa incontrare Alarico il Re-Guerriero che saccheggiò Roma dopo 800 anni. Con Gioacchino da Fiore incontreremo un Monaco pensatore, profeta e ribelle e perciò condannato dal Concilio del 1215. Parleremo inoltre di Dan Brown, il Priorato di Sion, il brigante “Re Marcone”, Tommaso Campanella, Alexandre Dumas, Re Gioacchino Murat, Mussolini ed infine il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, dove nessun prigioniero morì di morte violenta. In Calabria la Storia non era di passaggio

Giampiero Mele - Biografia
Giampiero Mele è nato a Roma nel 1958. Dopo gli studi classici si laurea in Scienze Politiche presso la “Sapienza” Università di Roma nel 1983. Nel 1982 consegue un Master in “Mass communication” presso la University of Southern California a Los Angeles quale vincitore tra 2000 partecipanti di una borsa di studio internazionale della ITT. Inizia nel 1985 a lavorare nella ICET, azienda di telecomunicazioni fondata dal padre, il Cavaliere del Lavoro Ing. Gabriele Mele, dove ricoprirà dal 1992 la carica di Amministratore Delegato ed implementerà attività in Finlandia, Grecia, Gran Bretagna, Russia. Pubblica i libri Trastevere addio e Fili d’ambra – Il Rinascimento del Baltico. Nel 2003 fonda l’Associazione Italia--Lettonia di cui è Presidente.

L'occasione mi è gradita per invitarvi alla presentazione del libro e ... vi aspetto tutti. Grazie per la partecipazione.
Cordiali saluti
Giovanni Bianco

IL QUOTIDIANO DEL SUD 14-2-2017

CRISSO
Fernando Nicotra
Edizioni Europa (Roma)


Questo libro vuole essere la versione romanzata di quelle che furono le origini e la fondazione dell'antica città di Crissa, situata in Calabria sulle sponde del mar Tirreno nel golfo di Lamezia Terme. Nel poema “Alessandra”, Licofrone (poeta greco del IV secolo a.C.) racconta, in una versione leggendaria, che la città di Crissa sia stata fondata da Crisso, eroe mitologico, di ritorno da Troia, dopo la lunga e sanguinosa guerra per la conquista dell'Ellesponto. La città sorgeva su un piccolo promontorio nei pressi dell'attuale lago Angitola, sul quale, ancora oggi, esistono le rovine di questo antico insediamento... Il racconto ambientato tra il 1300/1200 a.C. al termine della guerra di Troia, narra il viaggio dei Focesi verso una nuova patria, verso la speranza. Un viaggio mai terminato per la nostra gente e ancora di estrema attualità. Il grande evento bellico che portò alla distruzione della città di Ilio e durato, secondo Omero, 10 anni, si colloca, in parte accettando la datazione di Eratostene, a ridosso del passaggio dall'Età del Bronzo all'Età del Ferro e funge da imput a vari stanziamenti umani avvenuti all'epoca nel bacino del Mediterraneo, mentre la datazione della nascita delle grandi colonie della Magna Graecia (Megàle Hellàs) e quindi ai grandi stanziamenti di Rhegion, Metapontion, Taras e Kyme è da ritenersi più prossima alla colonizzazione del Mar Egeo avvenuta tra VIII e il VII secolo a.C. con i successivi insediamenti di coloni greci nelle regioni dell'Italia meridionale L'antica Crissa, fondata dal mitico re focese: Crisso, avrebbe quindi una datazione antecedente di circa 5/6 secoli e coincide con lo stanziamento degli Enotri nel golfo di Lamezia. Su quest'ultimi, come d'altronde accade per tutti i popoli definiti protolatini, gli storici sono discordi circa le origini, ricostruite solo sulle basi di notizie giunte da autori posteriori in epoca romana e greca. Un popolo etno-linguistico molto antico che avrebbe abitato la penisola italica molto prima di qualsiasi altro insediamento o addirittura possiamo ipotizzare che fosse un popolo proveniente dalla stessa Grecia? Lo stesso mistero avvolge la città di Crissa, di cui rare notizie ci giungono circa la sua reale esistenza legata a poche testimonianze pervenute nel corso dei secoli e la cui ubicazione non può essere riferita alle antiche rovine di Rocca Angitola, che sembrerebbe sia stata fondato dopo il 700 d.c. a seguito delle incursioni saracene nel golfo di Lamezia. Pertanto poche e confuse sono le notizie storiche sulle quali l'autore si è potuto basare con assoluta certezza. Sembrerebbe che la città fortificata fosse situata su un pianoro prominente il golfo e nelle vicinanze della foce del fiume Angio (oggi ridotto ad un piccolo torrentello), posta più in basso del luogo in cui oggi sorge San Nicola da Crissa e davanti ad una grande baia in cui, al centro,svettava un monticello e dove le acque dell'Angio si miscelavano a quelle del mar Tirreno. Crisso (il viaggio), il primo libro di una trilogia, non ha la presunzione di voler certificare fatti ed eventi storici sui quali l'autore non vuole certo disquisire, ma vuole dare corpo ad una leggenda, tramandatasi per secoli fino ai giorni nostri, dando vita e volto ad un personaggio, sconosciuto ai molti, in quanto celato nelle nebbie dell'antica storia o leggenda, che dir si voglia, della nostra amata Terra di Calabria. Crisso, fratello di Panopeo (quest'ultimo secondo Omero, sarebbe il “costruttore” del cavallo di Troia), viene, nel romanzo, contrapposto alla figura di Ulisse, l'eroe di tutti i tempi. L'Odisseo nel romanzo viene visto in una trasposizione diversa dal solito, forse più  concreta rispetto a quanto siamo abituati a leggere, quasi negativa o a dirla in modo crudo, forse più consona al carattere  pragmatico dell'itacese descritto da Omero. Ulisse e Crisso si contrappongono rispettivamente nel lucido interesse ed egoismo che accompagnano il primo e nel sentimento e nei valori che contraddistinguono il secondo. Il ricatto che Crisso subisce ad opera di Agamennone e Ulisse, vedono in un primo momento soccombere, inerte, il re focese, per poi vederlo rinascere in una raffinata rivalsa sui due. Il tutto viene però governato dal fato, dagli dei, che per assurgere al ruolo di immortali ed essere ricordati nelle ere dei tempi, si fanno beffe dei voleri degli uomini e, interferendo nella loro vita mortale, vanificano i loro sforzi. L'inganno ordito da Ulisse con il cavallo di Troia, nel romanzo, si interseca con un ulteriore inganno verso i Troiani, ma anche verso gli stessi  Greci. Agamennone e in re di Itaca costringono Crisso a trafugare in gran segreto il tesoro di Priamo per non doverlo spartire con gli alleati a guerra finita. L'impresa vede i Focesi guidati da Crisso penetrare di nascosto dentro le mura di Troia prima dell'apertura delle porte Scee all'esercito greco e la lotta contro il tempo per raggiungere le stanze del tesoro, dove amara sarà la sorpresa che li attende. L'incendio di Troia ed il massacro efferato compiuto dai Greci incide non poco sull'indole nobile del condottiero Crisso, mutando drasticamente il suo comportamento, verso chi fino a pochi giorni prima era compagno di guerra e di battaglie. Il re focese ottenuta la sua rivalsa su Agamennone, rivolge la sua vendetta su Ulisse, ma l'inseguimento delle navi di Itaca, di ritorno da Troia, e la disperata ricerca del proprio figlio, portano Crisso e i suoi uomini ad essere coinvolti dall'ira di Poseidone che si abbatte sull'Odisseo e a subirne la stessa sorte, per essere dirottato con le navi superstiti della sua flotta  in mari sconosciuti sulle rive della nera montagna di fuoco (lo Stromboli). Dopo varie peripezie, solo l'incontro fortuito con un naufrago proveniente dal villaggio posto sulle rive dell'Angio, aprirà al popolo focese la strada per una nuova vita in quella terra che poi verrà chiamata Italia.

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La scomparsa a Vibo Valentia di Suor Maria Patrizia,  prima cugina del grande cantante italoamericano
di Franco Vallone


VIBO VALENTIA - Si chiamava Maria Patrizia Sinagra, semplicemente suor Patrizia per le consorelle e per tutti quelli che a Vibo Valentia la conoscevano, era una suora appartenente all’ordine religioso delle suore della Carità di Santa Giovanna Antida. Con la sorella suor Maria Serafina Sinagra ha vissuto nel silenzio e nella semplicità del convento vibonese tantissimi anni della sua vita. Suor Patrizia e suor Serafina, nate in Sicilia, a Randazzo, in provincia di Catania, sorelle di fatto e due volte sorelle perché appartenenti allo stesso ordine monastico, prime cugine del grande cantante e attore statunitense Frank Sinatra.
Avevamo incontriamo suor Patrizia in una delle sue rare uscite fuori dall’istituto religioso, la domenica dopo la messa del mattino, presso il convento di Sant’Antonio dove distribuiva la comunione ai fedeli. A lei avevamo posto alcune domande:

Suor Patrizia lei si chiama Sinagra e non Sinatra, come mai questa differenza di cognome?
Sinagra è il nostro vero cognome, il cognome della nostra famiglia siciliana.

Era il cognome anche di suo cugino Frank Sinatra?
Si, il padre di mio cugino Frank, come mio padre, si chiamava Sinagra, tutti in famiglia portiamo questo nome…

Allora un cognome d’arte quello di Sinatra?
Si, in America al cugino Frank, per motivi puramente artistici, venne cambiato il cognome, venne dato quello più orecchiabile di Sinatra.

Ci parli delle sue origini, dei suoi rapporti di parentela con Frank Sinatra…
Si, nonno Nino, era il nostro nonno paterno, mio e di Frank. Nino Sinagra di Randazzo, si sposò due volte. Dalla prima moglie, di nome Giuseppa, nacquero quattro figli, due maschi, Francesco e Rosario e due femmine, Domenica e Antonina.

Tutti vissero in Sicilia?
No, i due figli maschi emigrarono in America, mentre le due femmine vissero sempre in Sicilia.

E dal secondo matrimonio nacquero altri figli?
Si, nonno Nino si risposò con nonna Serafina e nacquero nove figli tra cui Mariano, mio padre, e Marty, il padre di Frank, che in America faceva il pompiere e ogni tanto anche il pugile.
Frank Sinatra  nascerà a Hoboken, nel Nerw Jersey, nel 1915 con il nome originario, all’anagrafe, di Francis Albert Sinagra. La cugina Patrizia ricorda una data di nascita, il 12 o 13 di dicembre. Quella esatta è il 12 ma le biografie ufficiali, le riviste patinate, la televisione, la mondanità del cinema e della canzone, non fanno parte degli elementi necessari della vita in convento. Suor Patrizia ricorda quando arrivavano dall’America le prime lettere del cugino Frank e degli altri parenti ‘Mericani. Lettere e cartoline tipiche dell’emigrazione di oltreoceano scritte con il cosiddetto “emigratese”, un italiano-inglese strano, molte volte sgrammaticato, misto e infarcito di rimasugli di dialetto siciliano, che descrivevano i primi successi del cugino americano. Un successo comunque sofferto, dopo un’infanzia passata sulle strade dei quartieri più malfamati a fare lavori duri come scaricatore di porto, poi le belle notizie del suo crescente cammino nel campo dell’arte, come grande “attore del cinematografo” e come cantante di successo.

Cosa si diceva a Randazzo di tutto questo?
Tutto il paese ne parlava, in Sicilia tutti parlavano di mio cugino Frank, delle sue belle canzoni, dei film americani interpretati dall’illustre parente.
Poi la vita di suore, per me e per mia sorella Serafina, ci ha completamente portato lontano da quel mondo.

Quindi “Bulli e pupe”, “Due marinai e una ragazza”, “Accadde a Brooklyn”, “Da qui all’eternità”, “I quattro del Texas”, “Vai e uccidi”, “Alle donne ci penso io” e i tanti altri successi di Frank
Niente di tutto questo è arrivato a noi, abbiamo saputo solo del suo primo matrimonio, nel 1939, dell’Oscar ricevuto quale migliore attore non protagonista e di quando venne soprannominato “The Voice”, la voce… poi, per quanto riguarda Frank abbiamo saputo che nostro cugino era uno famoso e bravo.
Per il resto io e mia sorella ci preoccupavamo della sua salute quando arrivava qualche notizia dall’America, già dal 1996 sapevamo che ormai era anziano, che non stava molto bene… ed io e mia sorella Serafina pregavamo anche per Frank. Poi abbiamo saputo della sua scomparsa, proprio il 14 maggio del 199 ed io e mia sorella abbiamo sofferto tanto... era nostro  cugino.
Franco Vallone

"Con il cuore nel piatto" da Vibo a Roma
L’IMAHR "International Maîtres Association Hotel Restaurant" nel sociale
Il prossimo congresso internazionale dell'Associazione si terrà proprio a Vibo Valentia presso il 501 Hotel

Nei giorni scorsi si è tenuta, presso l’Hotel Excel Roma Montemario, l’edizione 2017 dell'importante evento denominato “Con il cuore nel piatto”, una manifestazione che si pone come un ottimo connubio fra enogastronomia, solidarietà e professionalità.
La cena Gourmet si è posta come obiettivo una raccolta fondi a favore della Onlus “Insieme per la Ricerca PCDH19”, una rara malattia genetica che colpisce la popolazione femminile in tenera età. All’evento romano hanno preso parte diversi chef stellati, ognuno dei quali ha messo a disposizione la propria professionalità e la propria passione. Il servizio in sala non è stato da meno ed è stato curato dall’IMAHR Calabria (International Maîtres Association Hotel Restaurant), di Vibo Valentia, a titolo completamente gratuito e con la presenza del Gran Maestro, Antonio Giampà di Francavilla Angitola, che ha prestato i suoi servizi. La presenza vibonese alla manifestazione è stata voluta fortemente dal presidente internazionale Francesco Vaccarella, sempre sensibile a queste iniziative, dal delegato per la Calabria, Antonio Migliaccio e dal Gran Cancelliere, Vincenzo Pezone. La manifestazione ha avuto la collaborazione di tutta la delegazione, oramai divenuta una vera e propria grande famiglia, assieme alle delegazioni di Napoli, Roma e L’Aquila, di grandi chef ed eccellenti allievi dell’ANPA (Accademia Nazionale Professioni Alberghiere). Con l'occasione, è stato annunciato a Roma, che il prossimo congresso internazionale IMAHR si terrà a Vibo Valentia, presso il 501 Hotel, nei primi giorni di novembre. Anche così, affermano i soci vibonesi e calabresi, cerchiamo di valorizzare la nostra terra con umiltà e professionalità. Nata su una base amicale, l’IMAHR si occupa della salvaguardia e della promozione del “Made in Italy” del servizio, dell’impresa e dei prodotti nel segmento della ristorazione e dell’ospitalità nel mondo. Inoltre non perde occasione per partecipare ad iniziative solidali come questa appena avvenuta. Nonostante le sue recenti origini l'associazione senza scopo di lucro si è dimostrata molto attiva nel sociale coltivando quei valori umani che da sempre caratterizzano “l’italianità”. L'IMAHR nasce per iniziativa di numerosi professionisti di settore di provenienza nazionale e internazionale al fine di unire e rappresentare in una nuova casa amicale, professionale ed internazionale, i maîtres e le figure professionali e manageriali che promuovono il "Made in Italy" del servizio, dell'impresa e dei prodotti nel segmento della ristorazione e dell'ospitalità nel Mondo. Tra gli scopi principali dell'associazione quelli di qualificare sempre più le figure e le professioni del Maître d'Hotel, del Maître de Maison, del Professionista del Servizio di Sala, di Ristorazione, di Accoglienza e di Ospitalità, del Maggiordomo e del Manager di settore al fine di rilanciare e promuovere il Servizio, il Prodotto e l'impresa "Made in Italy" nel mondo; Valorizzare il servizio, l'enogastronomia italiana, i prodotti italiani di qualità, la cultura e la gestione dell'accoglienza e dell'ospitalità tipica italiana. Svolgere ogni attività atta a promuovere la conoscenza del servizio, della cucina italiana; dei nostri vini, oli, aceti, acque minerali, prodotti tipici italiani in generale, in Italia ed all'Estero; Riunire i Maîtres Italiani o di origine Italiana o gli stranieri ovunque residenti che offrono garanzie di moralità e preparazione professionale; Creare occasioni d'incontro e di discussione sulle problematiche relative al settore della ristorazione e dell'ospitalità in genere.
Franco Vallone

È stata scelta la città di LOCRI per la manifestazione nazionale della
XXII GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO
IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE
promossa da Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con la RAI

Luoghi di speranza, testimoni di bellezza
LOCRI - martedì 21 marzo 2017
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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
sabato 21 gennaio 2017 alle ore 16,30
Centro Pastorale, presso la Chiesa Cattedrale di Locri.
Saranno presenti: mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace
don Ennio Stamile, coordinatore regionale Libera
e i familiari di vittime innocenti di mafie

Quest’anno la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai si svolgerà martedì 21 marzo 2017 a LOCRI.
La Giornata della memoria e dell’impegno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle persone, che tragicamente hanno perso la loro vita, l'impegno nella lotta alla criminalità organizzata.
Luoghi di speranza, testimoni di bellezza è lo slogan che accompagnerà la giornata, la cui manifestazione nazionale si terrà a LOCRI, ma che si svolgerà, simultaneamente, in oltre 4.000 luoghi d’Italia, dove la Giornata verrà vissuta attraverso la lettura dei nomi delle vittime con momenti di riflessione e approfondimento.

La conferenza stampa per presentare l’iniziativa si terrà sabato 21 gennaio 2017, alle ore 16,30 nel Centro Pastorale presso la Chiesa Cattedrale di Locri. Saranno presenti: mons. Francesco Oliva vescovo di Locri-Gerace; don Ennio Stamile coordinatore regionale di Libera e  rappresentanti dei  familiari di vittime innocenti delle mafie.

A Briatico i 101 anni di Giuseppe Melidoni

Si chiama Giuseppe Melidoni, ha compiuto 101 anni proprio questo mese, il 9 gennaio 2017, ed ha una lunga struggente storia da raccontare legata alla sua vita ed al suo forte legame di fede con San Giacomo Apostolo il Maggiore ed alla sua devozione verso la Sacra Famiglia e il Cuore di Gesù. Melidoni oggi è un vero e proprio personaggio, ci facciamo raccontare le sue vicissitudini: Giuseppe è nato a Conidoni di Briatico, un piccolissimo paese della Calabria, il 9 gennaio del lontano 1916, "in piena guerra del 15-18, in piena guerra mi ha fatto mia mamma"- sottolinea. "Poi, dopo il tempo dell'adolescenza trascorso in campagna a fare il contadino, a diciotto anni, sono partito soldato, per fare il servizio militare che allora era obbligatorio e durava diciotto mesi. Sono ritornato nella casa di Conidoni nel 1938, dopo congedato ho continuato a lavorare la terra dei miei genitori, ma dopo poco tempo, nel 1939, mi fu recapitata una cartolina di precetto, ero stato richiamato alle armi. Inviato a Napoli al 40° Reggimento Fanteria", fornito di divisa e armato con fucile a tracolla, la sua vita entra improvvisamente nel pieno nella Seconda guerra mondiale. Giuseppe viene inviato in Africa a combattere contro il nemico, una vera avventura raccontata oggi con lucidità e precisione, con nomi di luoghi lontani e stranieri, di persone e fatti, con tanti particolari minuziosi. A fare da corredo, continuamente nella sua storia, un'immaginetta sacra di San Giacomo Apostolo del 1910 che Giuseppe Melidoni conserva e porta sempre con se in un piccolo libretto dalla copertina nera, con le preghiere, il Rosario e la Santa messa. Il lungo itinerario della memoria, del suo racconto, lo riporta improvvisamente indietro nel tempo, al porto di Napoli, in Libia, in Tunisia, in Egitto...  "Siamo arrivati al porto di Tripoli, ci siamo accampati, poi abbiamo proseguito per Tunisi per combattere contro i Francesi, poi in Egitto, di nuovo in territorio libico, a Tobruch e Tripoli e poi in Cirenaica a Bardia, in questo luogo, per me purtroppo indimenticabile, un brutto giorno arrivò l'inferno. Era notte ma sembrava giorno, sull'accampamento arrivarono le bombe lanciate dall'alto degli aerei, fuoco e fiamme, cannonate da terra e dal mare, una di queste bombe ha colpito un rifugio adibito a forno per il pane a tre metri di distanza dal mio. Dentro quel rifugio colpito c'era un giovane soldato, un compagno che è stato letteralmente disintegrato, fatto farina. Alcuni frammenti del suo corpo e del suo cranio con i capelli arrivarono sulla porticina del rifugio dove stavo io". Melidoni si salva miracolosamente ed il suo pensiero va subito "o Signuri e a Sangiacumu", al Signore e al San Giacomo Apostolo della sua immaginetta ed alla loro sacra protezione. Nella furiosa battaglia gli italiani vengono sottomessi pesantemente dagli inglesi. Giuseppe Melidoni e tutti i suoi compagni vengono fatti prigionieri, inquadrati e trasferiti su di una nave della Marina militare inglese, si parte per Alessandria d'Egitto per un campo di smistamento nel deserto dove i prigionieri sono costretti a mangiare anche le bucce crude delle patate per combattere la fame e la sete. Dopo venti giorni Giuseppe, stremato dal caldo, affamato e assetato, riparte di nuovo, questa volta per la lontana India. Durante il lungo viaggio durato settimane, quando navigavano sul Mar Rosso, i prigionieri sono costretti a dormire all'aperto, "testa con testa e testa con piedi", ammassati sul ponte della nave. Una notte a Giuseppe, durante un breve allontanamento per esigenze fisiologiche, rubano uno dei suoi due zaini, quello più piccolo e prezioso. Dentro lo zainetto c'era infatti il suo corredo dell'anima, c'erano tutte le sue cose più care: "qualche fotografia di famiglia, le lettere dei genitori e della fidanzata legate con un nastrino rosso, tanti piccoli ricordi di viaggio ed alcuni oggetti ed effetti personali". Giuseppe è disperato, piange, gira in lungo e largo tutta la nave, con le lacrime agli occhi chiede aiuto a chi conosce ma senza alcun successo, nessuno ha visto niente. Nel cuore della notte non ha pace, vagando in sovraccoperta al piano superiore della nave, in un angolo buio di un corridoio ritrova il suo librettino nero delle preghiere e dentro c'è ancora l'immaginetta di San Giacomo Apostolo e le altre figure sacre. Sono le uniche cose che riuscirà a recuperare del contenuto del suo zaino ma Giuseppe Melidoni è contento lo stesso, ora é felice, per lui questo ritrovamento è un segno importante del suo santo preferito, un altro piccolo, grande miracolo. In India, in una baracca del campo di prigionia, incontra e fa amicizia con un internato conterraneo, un calabrese di Santa Domenica di Ricadi che su un vecchio sacco intelaiato era riuscito a ricamare, con del filo colorato comprato allo spaccio del campo, l'immagine della Madonna, la Vergine SS. del Carmelo. Giuseppe ricorda: "rimasi affascinato da quel bellissimo lavoro. Da lui ho lentamente appreso la difficile tecnica di ricamo, poi racimolai un ago, la stoffa di un vecchio cuscino, un asse di legno per costruire il telaio e del filo colorato. Pazientemente, in sei mesi di lavoro, ho riprodotto sulla stoffa la mia tanto cara immaginetta di San Giacomo Apostolo con il cavallo e con sotto la scritta: "I giorni più tristi nell'età più bella". Intanto nella mia baracca tutte le sere aprivo il libretto dalla copertina nera e recitavo il Santo Rosario. All'inizio eravamo in pochi, poi, pian piano, si avvicinarono altri soldati e coloniali internati dalle baracche e dalle tende vicine e dalle altre aree del campo, per recitarlo assieme...". Dopo anni di prigionia in India, Giuseppe Melidoni nel 1943 viene deportato in Inghilterra e poi, successivamente, nel 1946, finalmente rispedito in Patria con gli altri prigionieri. "Otto giorni sempre sul treno, poi, arrivato al confine, dopo il passo del Brennero, alla prima stazione italiana ho sentito dal finestrino del mio vagone il suono di un disco, una canzone che ho riconosciuto subito. Erano le note musicali e le parole di "Mamma son tanto felice perché ritorno da te...", ho pianto, ho gioito ed ho compreso di essere arrivato in Italia, finalmente ero libero di ritornare a casa con la mia vecchia consunta immaginetta sacra stampata nel 1910 che mi ha protetto sempre, in viaggio, in guerra ed in prigionia". Cinque lunghi anni senza vedere la famiglia, cinque anni di sofferenza e di stenti, con l'orrore della morte negli occhi e il lavoro forzato della raccolta delle patate, di infinite paure e di tanta preghiera. Passando per Milano, Giuseppe Melidoni si ferma per cercare e comprare il disco con la canzone del suo ingresso in Italia. Il giorno dopo l'arrivo a Conidoni, rivede finalmente i suoi genitori, sono ammalati e stanchi, le note e le parole del disco nel grammofono coprono i pianti e le lacrime, poi la sua vita riprende lentamente a battere come il suo cuore, lavora la campagna, si sposa con Caterina Melluso, hanno cinque figli, poi arrivano quattro nipoti e quattro pronipoti. Al primo figlio danno il nome di Giacomo, poi ci sono Pino, Mimma, Teresa e Maria. La sua vita scorre fino ai giorni nostri. Oggi ha raggiunto i cento anni, sessantotto anni di matrimonio, è felice. A casa sua, nella sua camera da letto, ci sono affissi al muro tre muti testimoni della storia, sono le tre tele di cuscino, oggi incorniciate, con i bellissimi colori dei fili ricamati nel campo indiano, tre anni di lavoro, "tele reliquie" portate arrotolate dalla prigionia. Ogni mattina, appena sveglio, davanti agli occhi di Giuseppe Melidoni c'è il famoso arazzo di San Giacomo Apostolo copiato dall'immaginetta sacra del libretto nero, c'è la Sacra Famiglia ed il Cuore di Gesù. "Tutto questo è un miracolo,-sottolinea commosso Giuseppe- San Giacomo non mi ha mai abbandonato ed io non ho mai abbandonato lui".
Franco Vallone

Da lunedì 9 a lunedì 16 gennaio 2017
nel chiostro del convento di San Francesco di Paola
a CORIGLIANO CALABRO - la seconda edizione
della SETTIMANA DELLA SANTITA' CALABRESE

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Dopo la prima edizione svolta nel maggio 2015 nel chiostro rinascimentale dei Minimi a Sant’Andrea delle Fratte a Roma, sarà Corigliano Calabro ad ospitare per 8 giorni la Settimana della santità calabrese. Mostre, incontri, docu-film, presentazioni di libri e la consegna del Premio «Il bastone-canna di San Francesco di Paola», riconoscimento agli studiosi del santo paolano.

LUNEDI 9 GENNAIO 2017
Ore 18.00:  Inaugurazione della seconda edizione della Settimana della santità calabrese con l’apertura e visita guidata alle mostre iconografiche: SANTI, SANTITA' E SANTINI DI CALABRIA, a cura di Demetrio Guzzardi, e SAN FRANCESCO DI PAOLA NELLA PICCOLA STATUARIA DEVOZIONALE (secoli XVII-XIX), a cura di Giacomo Felicetti.
Interventi di saluto del superiore del convento padre Francesco Di Turi, del sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci e del vicario foraneo don Gaetano Federico.

MARTEDI 10 GENNAIO 2017
Ore 18.00: CITTADINANZA, RESPONSABILITA’… E VANGELO. Presentazione del volume L’alfabeto del futuro, curato da don Ennio Stamile, referente regionale di Libera. Il libro contiene una relazione di don Luigi Ciotti, brani scelti dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco e i due recenti documenti dei vescovi calabresi su: Testimoniare la verità del Vangelo e Per una nuova evangelizzazione della pietà popolare.

MERCOLEDI 11 GENNAIO 2017
Ore 18.00: GIOVANI, MUSICA… E VANGELO. Presentazione del volume Basta poco. Segni di quotidiana serenità, scritto da padre Alfonso Longobardi (detto Tartufone). Il libro è diviso in due parti: nella prima sezione sono proposte alcune riflessioni «per non perdere d’occhio ciò che è essenziale»; nella seconda, il diario dell’esperienza missionaria africana in Camerun. Fra Alfonso, utilizzando le sue canzoni rap, contribuisce a far conoscere la vita e il carisma di San Francesco di Paola.

GIOVEDI 12 GENNAIO 2017
Ore 18.00: PIETA’ POPOLARE E VITA DEI SANTI. Presentazione del volume Angeli ed Arcangeli in Calabria. Un culto antico e radicato, di mons. Luigi Renzo. Il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea in questo saggio passa in rassegna la grande devozione del popolo calabrese verso le figure angeliche; in modo particolare San Michele Arcangelo, il cui nome in ebraico significa «Chi è come Dio»; è proprio l’Arcangelo guerriero che dona a San Francesco di Paola lo stemma con la scritta «Charitas».

VENERDI 13 GENNAIO 2017
Ore 18.00: L’ATTENZIONE AGLI ULTIMI. 
Conosciamo la figura della Beata Elena Aiello, figlia spirituale di San Francesco di Paola e fondatrice delle Suore Minime della Passione. Incontro vocazionale con le Suore Minime che presenteranno il carisma del loro istituto e doneranno alla comunità di Corigliano un’immagine e una reliquia della Beata Elena. Seguirà la proiezione del docu-film Un grido d’amore.

SABATO 14 GENNAIO 2017
Ore 18.00: LA BELLEZZA DELL’ESPERIENZA CRISTIANA E LA VITA FAMILIARE.
Proiezione del video La vita di San Francesco di Paola a fumetti (dvd per i ragazzi  del catechismo).
A seguire conversazione su aspetti dell’affettività e della genitorialità, con padre Francesco Di Turi ed alcuni esperti di pastorale familiare. Occorre costruire comunità familiari per sperimentare la bellezza dello stare insieme e l’aiuto fraterno, per vivere un’attenzione quotidiana verso gli ultimi.

DOMENICA 15 GENNAIO 2017
Ore 11.30: Bazar Minimo. Incontro scambio tra collezionisti di santini, cartoline, libri ed altri oggetti legati a San Francesco di Paola.
Ore 15.30: Visita guidata ai luoghi di Corigliano dove è passato San Francesco di Paola (Acquanova, San Francischiellu, Ponte Canale).
Ore 18.00: Presentazione del saggio San Francesco di Paola. Repertorio bibliografico iconografico (secoli XVI-XX); interverranno: Rita Fiordalisi, direttore Biblioteca Nazionale di Cosenza, Luciano Romeo, presidente Accademia Montaltina degli Inculti; Anna Viteretti, direttore Biblioteca Civica di Cosenza, ed Ercole Pasqua, studioso della figura di San Francesco di Paola.
Ore 19.00: Prima edizione del premio Il bastone-canna di San Francesco di Paola riconoscimento alla memoria dello storico dell’arte Giorgio Leone, prematuramente scomparso lo scorso 2 dicembre 2016. Il premio verrà consegnato annualmente a quei ricercatori che con i propri studi, contribuiranno alla conoscenza della vita, della spiritualità e del carisma di San Francesco di Paola.

LUNEDI 16 GENNAIO 2017
Ore 18.00: LA GRANDE DEVOZIONE DEI CORIGLIANESI A SAN FRANCESCO DI PAOLA.
La seconda edizione della Settimana della santità calabrese si concluderà con una conversazione tra padre Giovanni Cozzolino, autore del volume San Francesco di Paola e l’Ordine dei Minini a Corigliano Calabro (1476-2010), e il teologo don Pietro Groccia che approfondirà la grande devozione dei coriglianesi al santo paolano.

 

https://issuu.com/deguzza/docs/settimana-santita-calabrese-ed2017

 

In allegato tre foto: la locandina della manifestazione (corigliano sdsc2017); padre Giovanni Cozzolino parroco della Chiesa di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro (coriglianocozzolino-1) e l’editore cosentino Demetrio Guzzardi curatore della mostra “Santi, santitù e santini di Calabria” (santini015)

NOTIZIE  CALABRESI 2016

 

GIOVEDI 29 DICEMBRE 2016 A COSENZA (sala don Mauro)
PARROCCHIA SAN GIUSEPPE A SERRA SPIGA
PRESENTAZIONE DEL VOLUME SCRITTO
DAL MISSIONARIO PADRE ERMOLAO PORTELLA

LETTERE DALLA CORDIGLIERA
La missione ardorina di Garcon in Colombia

Per presentare il volume di padre Ermolao Portella, missionario ardorino, saranno a Serra Spiga, il famoso quartiere popolare cosentino, il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Gianfranco Todisco che è stato il primo missionario ardorino ad aprire la casa di Garcon in Colombia, dove attualmente vive ed opera padre Portella; il parroco di San Giuseppe don Emanuele Mastrilli; il superiore generale dei Missionari ardorini padre Salvatore Cimino e l’editore Demetrio Guzzardi. Il libro è la raccolta di 56 lettere inviate dal 1999 al 2009 alla comunità parrocchiale di San Giuseppe per raccontare l’esperienza missionaria colombiana.

Teologia delle piccole cose - la nota editoriale di Demetrio Guzzardi

Ho conosciuto padre Ermolao Portella nel 1975, quando iniziai a seguire un’importante esperienza ecclesiale e con alcuni amici mi recavo domenicalmente a Taverna di Montalto Uffugo – allora semplicemente Bivio Acri – per un momento di condivisione e di amicizia con i ragazzi della parrocchia dell’Immacolata Concezione guidata da padre Portella. Il suo vice parroco era padre Gianfranco Todisco, che pochi anni dopo partì missionario, prima in Canada per seguire gli emigrati montaltesi, poi nel 1988 in Colombia per aprire la missione di Garzón e dal 2003 è vescovo in Basilicata a Melfi. Di quegli anni ricordo che la scelta di fare la caritativa dagli ardorini nasceva sia dal fatto che a Taverna abitava un nostro amico che si stava per laureare a Torino, ed aveva il desiderio di ritornare al Sud, sia per una sorta di imitazione milanese, perché i primi studenti che seguivano l’esperienza nata dal carisma di don Luigi Giussani, domenicalmente si recavano nella Bassa milanese, un luogo dove la ruralità – siamo nei primi anni Cinquanta del Novecento – era ancora viva. Dalla voce di padre Portella sentii la prima volta la frase simbolo del fondatore degli ardorini, il servo di Dio don Gaetano Mauro: «La vita rurale o è vita di fede, o è vita di tormento. Le privazioni che impone il vivere tra i campi, se non confortate, impreziosite dalla fede, diventano insopportabile strazio. La solitudine dei casolari isolati, se non è riempita di Dio, è desolante deserto».
Quando poi padre Portella nel 1983 fu nominato parroco della mia parrocchia, a Cosenza, nel quartiere di Serra Spiga, la nostra frequentazione e la stima per lui è molto aumentata. Sono stato suo ospite qualche volta anche a Roma in via della Lungara; ma quando è partito per la Colombia ed ha iniziato ad inviare mensilmente alla comunità parrocchiale cosentina di San Giuseppe, tramite il parroco, padre Pietro Giorno, una lettera familiare e molto attesa da tutti, in cui raccontava le sue esperienze missionarie, ho apprezzato moltissimo non solo il suo stile… letterario, ma anche la sua capacità di testimoniare, raccontando un «Vangelo vivo». 
L’altra cosa che ho sempre apprezzato, e che mi permetto di chiamare teologia delle piccole cose, è quella di far vedere come vive ed opera un cristiano vero, nelle diverse situazioni in cui è chiamato ad operare. In molte delle missive – io che amo gli scritti di don Lorenzo Milani – ho ritrovato il cuore del priore di Barbiana, quando scriveva alla mamma o agli amici, ed il primo sentimento era sempre per i contadini che, lavorando la terra, hanno a cuore le meraviglie del creato. Ho più volte sperato che le lettere di padre Portella, fossero raccolte in un volume, non solo per far conoscere la missione ardorina in Colombia, ma per capire più a fondo il tema proposto da papa Francesco con l’enciclica Laudato si’: la bellezza della vita che gli uomini dei campi ci insegnano.
Questo libro vede la luce nel 2016, anno in cui la mia casa editrice festeggia il 30.mo anniversario della fondazione, e devo dire che, leggendo questi suoi testi, padre Portella mi ha insegnato il valore della lettera maiuscola. Spesso e volentieri facendo l’editing di un nuovo libro mi scontro con gli autori per l’eccessivo uso delle maiuscole ed a tutti racconto l’episodio riportato in queste pagine. Un giorno padre Portella cercò di far capire ad un contadino l’importanza del suo lavoro e gli disse che avrebbe dovuto imparare a scrivere contadino con la C maiuscola, mentre in tanti utilizzano la maiuscola di rispetto, per la parola papa, re, presidente ed altre cariche pubbliche. Da allora nei miei libri utilizzo sempre la minuscola… per un fattore democratico, tutti gli uomini, e naturalmente le donne, che compiono un lavoro o che hanno una funzione nella società sono come un tassello per un mondo più giusto…, ma dire al contadino di scrivere – ma soprattutto di pensare – al proprio ruolo lavorativo come un elemento essenziale della vita in comune, è il più grande atto per promuovere la vita rurale. Credo che questo esempio valga molto al giorno d’oggi, la responsabilità personale è l’elemento fondamentale per costruire vere relazioni, perché nessuno vive solo, per la propria felicità.

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NASTRO VERDE – DECORATI DI MEDAGLIA D’ORO MAURIZIANA


 Giovedì 15 dicembre l’amico Ammiraglio Francesco Ciprioti, nonostante gli acciacchi e i fastidi alla deambulazione, che gli impediscono di guidare l’autovettura, ha voluto partecipare alla tradizionale Messa di Natale organizzata a Pizzo dal dottor Francesco La Torre e dalla Cooperativa sociale “La voce del silenzio” (Direttrice dott.ssa Adriana Maccarrone) e  celebrata da Mons. Giuseppe Fiorillo. Alla suggestiva e commovente funzione natalizia, insieme alle autorità e rappresentanze di vari Enti civili, amministrativi, militari, religiosi e del volontariato erano presenti per la prima volta il Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, Capitano di fregata Rocco Pepe, e la dott.ssa Caligiuri, dirigente l’ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) di Vibo Valentia.     A latere della suddetta manifestazione ufficiale, l’Amm. F. Ciprioti ha voluto consegnare all’ing. Vincenzo Davoli, appassionato cultore di storia militare, una copia del volume fresco di stampa “NASTRO VERDEStoria dell’Associazione – Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana”.
Consultando i vari capitoli del pregevole libro l’ing. Davoli si è compiaciuto di trovare nell’elenco dei Soci della Sezione Calabria i nominativi di amici o di autorevoli conoscenti, quali:
CAMBARERI Domenico, Mar. M. “A” Esercito Italiano, Presidente della Sezione Calabria del “Nastro Verde”:    CIPRIOTI Francesco, C. Ammiraglio Marina Militare, vice Presidente della medesima Sezione Calabria
BELLANTONE Giuseppe, C. Ammiraglio Marina Milit., socio effettivo della suddetta Sezione;
DONATO Matteo, Luogotenente [NP], da pochi mesi nominato Ufficiale al merito della Repubblica Italiana.
   Inoltre tra i decorati di Medaglia Mauriziana della Sezione Piemonte, l’ing. Davoli è stato orgoglioso di reperire nella lista dei Soci effettivi della regione subalpina il nominativo del suo caro cognato:
ROCCUZZO Santo, Maresciallo M. “A” dell’Aviazione Leggera dell’Esercito.
   Ai suddetti decorati della prestigiosa onorificenza del “Nastro Verde” le più vive felicitazioni sia da parte mia, ing. Vincenzo Davoli, sia da parte degli amici del Comitato organizzatore della Festa della Gente di Mare in onore di San Francesco di Paola, Giuseppe Pungitore e Gianfranco Schiavone.

 

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SABATO 17 DICEMBRE 2016 A COSENZA
DOPO I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE
RIAPRE LA CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE
PER I FEDELI ITALO-ALBANESI DI RITO GRECO-BIZANTINO

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Sabato 17 dicembre 2016 verrà riaperta la Chiesa del Santissimo Salvatore, di rito  bizantino, appartenente all'Eparchia di Lungro, ubicata nel centro storico di Cosenza, di fianco alla Chiesa di San Francesco di Paola, dopo i lavori di restauro e consolidamento, realizzati con il contributo dell'otto per mille alla Chiesa Cattolica.
A presiedere la preghiera del Grande Vespro della Domenica prima del Santo Natale, con inizio alle ore 16.30, sarà il vescovo mons. Donato Oliverio. Il programma prevede anche una mostra di documenti riguardante la Chiesa del Santissimo Salvatore, curata dall'Archivio di Stato di Cosenza. Subito dopo la funzione religiosa, nel Seminario Maggiore Eparchiale Italo-Greco-Albanese", in Via Paparelle, praticamente alle spalle della Chiesa di San Francesco di Paola, si terrà un momento di festa e di convivialità; si esibiranno in brani di musica classica i maestri: Giovanni Azzinnari al violino; Pasqualino Conte al clarinetto; Spiro Pano al violoncello; Maria Innocenza Runco e Vincenzo Tiso al pianoforte; Roberto Salituro alla chitarra. Seguirà l’esibizione di un trio canoro composto da: Maria Cristina e Mimmo Imbrogno e Michele Greco, in rappresentanza dell'Associazione Culturale Folklorica Arbëreshe, reduci da una serie di spettacoli in Albania, Kossova, Macedonia, che eseguiranno brani in lingua albanese. Concluderà la serata la nota cantautrice e cantastorie calabrese Francesca Prestìa che canterà canzoni dal suo repertorio calabro-greco-arbresh. Non mancheranno le degustazione di prodotti gastronomici -  tra i quali i petullat ovvero i cuddruriaddri arbëresh - offerti dalla ditta Fata di Firmo, che ha eseguito i lavori di ristrutturazione della Chiesa, unitamente ai salumi offerti dalla Filiera Madeo di Macchia Albanese.
Particolarmente soddisfatto è il parroco del Santissimo Salvatore, papàs Pietro Lanza, che ha seguito tutte le fasi del lavoro «per rendere ancora più bella ed accogliente la nostra antica e significativa Chiesa, posta in uno dei luoghi più belli della nobile Città di Cosenza». Nella Chiesa del Santissimo Salvatore, viene celebrata ogni domenica la Divina Liturgia in rito bizantino-greco alle ore 10.45. Nei prossimi giorni è in programma, nei locali del Seminario italo-greco-albanese, una conversazione di lettura dell'icona bizantina della Natività secondo la carne umana di Gesù Cristo.
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MARTEDI 13 DICEMBRE 2016
SCALO DI SAN MARCO ARGENTANO (CS)
PRIMA FESTA DI SANTA LUCIA
E GIORNATA DI SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA IN BRAILLE
CON LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME
GIOVANNI PAOLO II IL PAPA DELLA COMUNICAZIONE
PUBBLICATO DALL’EDITORIALE PROGETTO 2000

Martedì 13 dicembre 2016 si terrà allo scalo di San Marco Argentano (CS) la prima edizione della Festa di Santa Lucia,  idea nata da Radio Scalo San Marco e condivisa dalla Parrocchia Beata Vergine del Monte Carmelo e dall’Universitas Vivariensis di Cosenza. Dopo la celebrazione eucaristica, in programma alle ore 18,00, si terrà un momento di sensibilizzazione per la lettura di testi con il codice Braille, e verrà presentata la versione Braille del libro Giovanni Paolo II, il papa della comunicazione di Antonio Modaffari pubblicato dalla casa editrice cosentina Editoriale Progetto 2000.

«Sono molto grato al presidente di Radio Scalo San Marco, Salvatore Vainieri e al parroco don Sergio Ponzo - ha detto l’autore Antonio Modaddari - per aver scelto il mio saggio sul grande pontefice polacco, per questo momento di sensibilizzazione al Braille, in occasione della festa della protettrice della vista. Da subito ho deciso di donare il mio libro per essere tradotto (anche in audiolibro) e fruibile dalle persone non vedenti. Salvatore Vainieri mi ha fatto scoprire una nuova grande possibilità; da qui l'impegno, sposato anche dall’editore Demetrio Guzzardi, che in questi giorni sta festeggiando il trentesimo anniversario della fondazione della sua casa editrice, Editoriale progetto 2000, per un percorso di sensibilizzazione alla lettura in Braille, che ha già avuto alcune tappe in Calabria e che, ne sono convinto, continuerà nei prossimi mesi».
La serata, dopo la presentazione del volume, si concluderà con la distribuzione della Cuccia di Santa Lucia preparata ed offerta a tutti i partecipanti dall'Associazione culturale Anima Normanna.

 

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Dopo Canale di Pietrafitta la seconda tappa
de “i cammini di Gioacchino da Fiore”
Domenica 11 dicembre 2016
CORAZZO-CASTAGNA-CARLOPOLI-PANETTIERI

Appuntamento domenica 11 dicembre 2016 per la seconda tappa de “i cammini di Gioacchino da Fiore”, dopo Canale di Pietrafitta sarà la volta della grande abbazia di Corazzo, sorta lungo il fiume Corace nell’XI secolo ad opera di monaci benedettini. A Corazzo, divenuta abbazia cistercense, Gioacchino vestì l’abito angelico dei monaci, divenendone abate e dove scrisse le opere che lo resero celebre nel suo tempo ed oltre. Nel 1188 Gioacchino lasciò Corazzo e si trasferì prima a Pietralata e successivamente si recò nella “sua” Sila dove diede vita alla nuova congregazione dei florensi. Dopo i due disastrosi terremoti del 1638 e del 1783 il complesso monastico fu ricostruito, ma nel 1808 con l’avvento dei francesi la lunga storia religiosa di Corazzo finì ed ora ci restano solo i ruderi ed un glorioso passato.
La giornata ha il seguente programma: ore 9 raduno dei partecipanti a Cosenza, davanti l’ingresso dell’A3 (lato clinica La Madonnina), in auto si raggiunge Castagna: alle 10 partenza a piedi per Corazzo (3 chilometri); visita guidata ai ruderi (pranzo al sacco). Nel pomeriggio visita alla Bioittica della sorgente sul Corace a Corazzo; allo zoo dell’agriturismo Carmine Mancuso a Carlopoli e a Panettieri passeggiata nel centro storico e all’allestimento del presepe vivente.
PER INFORMAZIONI CI SI PUO’ RIVOLGERE A: Demetrio Guzzardi (347.4829232) o a Mario Greco (334.3350837)

GIOACCHINO - CORAZZO.jpg

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Un volume di settantadue pagine, riccamente illustrato con tavole fuori testo a colori, per raccontare un paese intero. Il libro "Cessaniti, culto cultura coltura", curato dall'avvocato Gaetano Mazzarella e presentato da Flora Fusca, è una iniziativa realizzata dall'Associazione Eurolina Onlus di Cessaniti  in partnership con il CSV, Centro Servizi di Volontariato della provincia di Vibo Valentia, e contribuisce a tenere in vita la memoria e l'identità collettiva di Cessaniti. Mazzarella, con il contributo di scritti dell'ingegnere Antonio Tripodi, vicedirettore dell'Archivio Diocesano e di mons. Filippo Ramondino, direttore dello stesso archivio, è riuscito a svelare aspetti diversi della storia e della vita sociale del paese attraverso la scoperta ed il recupero di inediti documenti presenti nell'Archivio Storico Diocesano di Mileto ma anche attraverso ricerche effettuate direttamente sul campo, tra la gente semplice, in una vera immersione nella cultura popolare dove la sapienza del contadino si evidenzia prorompente. Mazzarella, grazie a numerose interviste effettuate a persone anziane di Cessaniti e delle sue frazioni, ha potuto raccogliere dati storici, usanze popolari, modi di dire e costumanze scomparse ma anche elementi tecnici in ordine al modo di curare e coltivare i terreni della fertile collina che si affaccia sul mare del Golfo di Sant'Eufemia. Le prime notizie storiche sull'abitato di Cessaniti sono del 1310, il ricercatore Antonio Tripodi nella sua relazione, utilizzata per il 40° anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale dedicata a San Basilio Magno, traccia un interessante cronologia documentaria e storica di tutto il territorio, del paese capoluogo e di alcune delle sue frazioni, Pannaconi, Favelloni, San Cono e San Marco. Monsignor Filippo Ramondino scrive invece un'interessante pagina di ricerca sull'origine e lo sviluppo delle Parrocchie presenti sul territorio, soffermandosi, in modo più approfondito, sulla chiesa parrocchiale di San Basilio Magno, partendo dalle carte più antiche. Il lavoro di Ramondino prosegue poi con la pubblicazione di uno spaccato sulla condizione della parrocchia a fine Ottocento, con i dati biografici dei parroci di Cessaniti che si sono succeduti tra il 1889 ed il 1961, e si conclude con la storia della nuova costruzione della chiesa di San Basilio. La parte riguardante gli aspetti antropologici e tradizionali del lavoro sono trattati dallo stesso curatore dell'opera, Gaetano Mazzarella, che si sofferma, in particolare, sui processi di lavorazione del grano e delle farine con una storia dell'uso tradizionale dei campi seminati a grano e del lavoro nei mulini ad acqua del comprensorio. Il volume si chiude con un altro aspetto trattato da Mazzarella, è quello del processo di molitura delle olive e del lavoro nei frantoi, i famosi "trappeti" per la produzione dell'olio.
Franco Vallone

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Un volume sugli scritti di Don Basilio Pezzo
Presentazione a Sant'Onofrio


SANT'ONOFRIO - Domenica, 20 novembre 2016, alle ore 10.30, presso la chiesa Santa Maria la Nova di Vibo Valentia si è svolta la santa messa celebrata da mons Vincenzo Varone nel centenario della morte di don Basilio Pezzo, parroco dello Spirito Santo dal 1902 al 1916. Nel pomeriggio della stessa giornata, alle ore 16.30 a Sant'Onofrio, presso il centro d'aggregazione "Falcone - Borsellino" di via Raffaele Teti, si è svolta invece la cerimonia di presentazione del volume "Nel nome di Gesù, omelie e scritti di Don Basilio Pezzo". I lavori dell'incontro sono stati introdotti da mons. Filippo Ramondino, direttore dell'Archivio Storico Diocesano. Dopo i saluti del sindaco di Sant'Onofrio, Onofrio Maragò, e del parroco del paese, don Franco Fragalà, è seguita l'attesa relazione del Vescovo della Diocesi, Mons Luigi Renzo, e le conclusioni del vicario episcopale per la cultura, mons. Gaetano Currà. Nelle 126 pagine del volume, edito da Adhoc Edizioni di Vibo Valentia, con la prefazione dei pronipoti del prelato e la presentazione di Filippo Ramondino, ci sono tanti elementi per comprendere la grandezza di un uomo di Chiesa nato a Sant'Onofrio nel lontano 1879 e morto giovanissimo nel 1916. Interessante il fatto che la stessa pubblicazione è stata curata da Antonio Cugliari, Domenico Cugliari, Teresa Cugliari fu Gregorio, Vincenzo Cugliari fu Matteo, Teresa Cugliari fu Nicola, Vincenzo Cugliari, Paolina De Fina Scalamogna, Felicia Maragò, Anna Martino Scalamogna, Adriana Pezzo, Maria Letizia Pezzo, Serafina Pezzo fu Domenico, Serafina Pezzo fu Francesco, Teresa Pezzo, Maria Scalamogna. Tanti nomi, sono tutti pronipoti di Don Basilio Pezzo, ed è proprio in questa corale partecipazione familiare si legge, oltre il valore commemorativo dell'opera, la grande volontà di creare una sorta di continuità di presenza di scrittura alla grande capacità comunicativa, alle "parole" e al "pensiero" del parente "Abate", come veniva definito. Un vero e proprio bisogno di prolungare la sua vita in qualcosa che testimoni oggi la sua opera ed i suoi scritti. Un atto d'amore, di devozione e gratitudine verso l'uomo, parente antico, e verso il sacerdote che si fa ancora sentire nell'animo, "perché un sacerdote è qualcosa di grande che trascende da tutti noi, poiché la sua storia tocca il Cielo quando egli è ancora sulla terra. Perché un sacerdote è un dono. Perché un sacerdote è veramente di tutti. Perché un sacerdote è per sempre", scrivono oggi i suoi pronipoti, orgogliosi di zio don Basilio, lo zio Abate tanto amato.
Franco Vallone

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Settimana
della cultura calabrese
edizione speciale
per i 30 anni della casa editrice Progetto 2000

da lunedì 21 a lunedì 28 novembre 2016
BIBLIOTECA NAZIONALE DI COSENZA
Centro storico (tra il Duomo e l’Episcopio)

REGALA UN LIBRO REGALERAI LE STELLE

La Settimana della cultura calabrese è una manifestazione che da sette anni si tiene a fine agosto a Camigliatello Silano; l’Universitas Vivariensis ha organizzato un’edizione speciale, a Cosenza, da lunedì 21 a lunedì 28 novembre 2016, dedicata ai trent’anni di attività dell’Editoriale Progetto 2000, la casa editrice cosentina fondata nel 1986 da Demetrio Guzzardi ed Albamaria Frontino. La Biblioteca Nazionale di Cosenza presenterà in una mostra bibliografica tutta la produzione del loro catalogo suddivisa per collane: Ecclesia, Percorsi letterari, Tra le pagine della storia, Orizzonti e Sguardi.
L’inaugurazione della rassegna è prevista per le ore 17 di lunedì 21 novembre, seguendo un programma ricco e molto articolato. Per otto giorni tra bar e caffè, biblioteche e centri culturali, scuole e luoghi religiosi, vicoli e piazze del centro storico, si parlerà della bellezza del libro e dell’amore alla lettura, e la sera di martedì 22 novembre dalla cupola dell’Osservatorio astronomico del Liceo di Andreotta, tutti con la testa all’insù a vedere lo spettacolo delle stelle.

Tra le novità da segnalare quella denominata Gazza ladra: ogni mattina da martedì 22 a lunedì 28 novembre, in alcuni bar cittadini, verranno distribuiti gratuitamente 100 copie di uno dei volumi editi da Progetto 2000; alcune scuole hanno già ricevuto in omaggio dei libri, e si incontreranno con gli autori, mentre l’ultimo atto della manifestazione, lunedì 28 novembre, sarà la lettura delle favole di Babbo Natale ai piccoli degenti nel reparto di Pediatria dell’Ospedale civile Annunziata; anche a loro in omaggio un volume da leggere e colorare.

Tra i libri presentati in anteprima nazionale: sabato 26 novembre alle ore 17 a Commenda la terza edizione del libro di padre Placido De Meester, Catechismo liturgico del rito bizantino (testo fatto redigere nel 1928 dal beato Francesco Maria Greco), con gli interventi di suor Immacolata Gigliotti preside del Liceo pedagogico «De Vincenti» e di mons. Donato Oliverio vescovo di Lungro; mentre lunedì 28 novembre alle 17, nella sala Giacomantonio della Biblioteca Nazionale di Cosenza, sarà la volta del volume di Luigi Zaccaro, Per una teologia della liberazione dalla mafia, con mons. Francesco Savino vescovo di Cassano allo Jonio, Angela Gatto delegata regionale Convegno di cultura «Maria Cristina di Savoia» e Luigi Mariano Guzzo dottorando di ricerca in Diritto ecclesiastico - Università di Catanzaro.

Per un’intera settimana Cosenza diventerà la città italiana dove si leggeranno più libri. Una speranza, ma anche un augurio.

 

L’INTERO PROGRAMMA:
https://issuu.com/deguzza/docs/programma-trenta-anni-progetto-2000
PER INFO:
Demetrio Guzzardi 347.4829232

(il disegno, logo dell’iniziativa, è dell’artista cosentina Luigia Granata)
–––fondale REGALA UN LIBRO.JPG

 

lunedì 21 novembre 2016

ore 17,00 – cerimonia di inaugurazione
Biblioteca Nazionale di Cosenza
Sala Giacomantonio
Inaugurazione dell’edizione speciale della Settimana della cultura calabrese, con visita guidata alle mostre.
Interventi di saluto: Elvira Graziani direttore Biblioteca Nazionale di Cosenza; Pierluigi Caputo presidente del Consiglio Comunale di Cosenza; on.le Giuseppe Aieta in rappresentanza del presidente della Regione Calabria.
A seguire: Speaker’s corner
Trent’anni anni di editoria in Calabria: bilancio e prospettive. Coordina Fulvio Mazza (Bottega editoriale).
Sono stati invitati gli editori: Walter Pellegrini, Walter Brenner, Florindo Rubbettino, Roberto Laruffa, Franco Alimena (Orizzonti meridionali), Michele Falco, Giovanni Spedicati (la Mongolfiera), Franco Arcidiaco (Città del sole), Mimmo Sancineto (il Coscile), Maria Persico (InCalabria), Raffaele Leuzzi (nuove edizioni Barbaro), Franco Gigliotti (AseMit), Pasquale Biafora (Teomedia), Franco Oliverio (Pubblisfera), Pina Lupoi (Istar), Amedeo Furfaro (Centro Jazz Calabria).
Conclude Demetrio Guzzardi (editoriale progetto 2000)
Interventi musicali di Salvatore Bellio, con le più belle canzoni italiane degli ultimi 30 anni.

martedì 22 novembre 2016

ore 9,00 – gazza ladra
Caffè Italia - Corso d’Italia
Distribuzione gratuita di 100 copie del volume di Ernesto Funaro, In nome della legge. Un caso di malagiustizia, editoriale progetto 2000.

ore 11,00 – MATTINATA IN BIBLIOTECA
Biblioteca dei Padri Cappuccini - convento del ss. crocifisso
In collaborazione con il Circolo della stampa di Cosenza “Maria Rosaria Sessa”; presentazione dei libri:
Giovanni Paolo II il papa della comunicazione. Novità e cambiamenti nei 27 anni di pontificato, di Antonio Modaffari e Raccontare il Vangelo o la terra di Missione? Riviste missionarie nell’era di internet,  di padre Pasquale Castrilli. Introduce il presidente del Circolo Franco Rosito.

ore 17,00 – il libro che non c’è
SALONE ASSINDUSTRIA - VIA TOCCI
Proiezione di immagini per il volume fotografico, di prossima pubblicazione, di Mario Greco. Introduce Stefano Vecchione, presidente Istituto per gli studi storici; conclude on. Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo Democratici Progressisti al Consiglio regionale della Calabria.

ore 19,00 – mostra fotografica
Associazione L’Impronta culture fotografiche via Calabria 3/d
Inaugurazione della mostra fotografica Calabria: storie di uomini e di terre di Mario Greco. Introduce il presidente Antonio Armentano.

ore 21,00 – serata foscariniana
Cupola astronomica del Liceo Scientifico “Valentini” Andreotta
Visione delle stelle con il prof. Riccardo Barberi.

mercoledì 23 novembre 2016

ore 9,00 – gazza ladra
BAR DUE PALME
VIA DEGLI ALIMENA 18
Distribuzione gratuita di 100 copie del volume a cura di Francesco Capocasale, La politica come servizio. Franco Locanto cattolico democratico ed amministratore, editoriale progetto 2000.

ore 12,00 – autori tra i banchi di scuola
SCUOLA MEDIA «ZUMBINI» - VIA ROMA
Incontro degli alunni con l’editore Demetrio Guzzardi e Rita Fiordalisi, autrice del romanzo storico L’ultima carezza di Vincenzo. L’amore di Mariangela e l’anelito alla libertà di Capobianco. Introduce Marietta Iusi, dirigente scolastico I.C. Cosenza 1 «Zumbini».

ore 17,00 – serata in libreria
Libreria Ubik - via XXIV maggio 49
Presentazione del libro di Francesco Saverio Di Lorenzo, DIAmetralmente opposti. 20 anni di operazioni contro le mafie (1992-2011).
Sono state invitate personalità delle istituzioni e della politica.

 

giovedì 24 novembre 2016

ore 9,00 – gazza ladra
Caffè Renzelli - corso Umberto - piazza dei Bruzi
Distribuzione gratuita di 100 copie del volume a cura di Gianni Macrì, Penneincomune. Piccoli racconti, lettere, poesie e riflessioni, editoriale progetto 2000.
Il libro ripropone i “pezzi” più belli pubblicati sul periodico “ora d’aria”.

ore 11,00 – mattinata in biblioteca
Biblioteca Nazionale di cosenza
Presentazione del libro di Rosa Oliverio, La mia voglia di vivere ha vinto anche sulla malattia; con un intervento video dell’autrice.
A seguire: Cento domande, cento risposte; l’editore Demetrio Guzzardi si confronta con gli studenti sul mondo editoriale e sulle possibilità per i giovani di farsi pubblicare.

ore 17,00 – serata in biblioteca
Biblioteca Nazionale di cosenza
Presentazione del volume di Vincenzo Villella, Giudecche di Calabria. Breve storia degli ebrei in terra calabra dall’accoglienza all’espulsione. Intervengono Alessandra Carelli ricercatrice e storico dell’arte, Susanna Giovannini responsabile per la Calabria degli Evangelici d’Italia per Israele.
Esposizione di prodotti realizzati con il baco da seta a cura della Comunità «Don Milani» di Acri e dell’Azienda tessile «Bossio» di Calopezzati.
Al termine (ore 19) a cura di Lorenzo Coscarella passeggiata nei luoghi ebraici di Cosenza: il quartiere Cafarone, via Padolisi e piazzetta dei Follari.

venerdì 25 novembre 2016

ore 9,00 – gazza ladra
BAR SAN FRANCESCO - piazza Europa
Distribuzione gratuita di 100 copie del libro di Michele Bartelli, San Francesco di Paola alla corte dei re di Francia. Due testi per il teatro, editoriale progetto 2000.

ore 11,00 – autori tra i banchi di scuola
ROGLIANO - SALA CONSILIARE
Incontro degli alunni dell’Istituto comprensivo di Rogliano con l’editore Demetrio Guzzardi e il giornalista Ferdinando Perri, autore del volume Il miracolo Peròn.
Saluto di Giovanni Altomare, sindaco di Rogliano. Introduce Aldo Trecroci, dirigente scolastico.

ore 17,00 – serata in biblioteca
Biblioteca Civica di Cosenza
Sesto centenario della nascita di San Francesco di Paola
Inaugurazione della mostra dei libri antichi su San Francesco di Paola conservati nella Biblioteca Civica di Cosenza e della mostra iconografica sulle stampe seicentesche di Alessandro Baratta.
Presentazione del libro a cura dell’Accademia Montaltina degli Inculti, San Francesco di Paola. Repertorio bibliografico iconografico (secoli XVI-XX).
Intervengono: Anna Viteritti direttrice Biblioteca Civica,  padre Giovanni Cozzolino Ordine dei Minimi, Pietro Caracciolo sindaco di Montalto Uffugo e gli studiosi sul santo paolano: Ercole Pasqua, Attilio Romano, Catia Martino e Filippo D’Andrea. Il soprano Cesira Frangella eseguirà alcuni brani dedicati a San Francesco di Paola.

sabato 26 novembre 2016

ore 9,00 – gazza ladra
BAR BRONX - PIAZZA LORETO
Distribuzione gratuita di 100 copie del libro di Francesco Martorelli, Senso della storia ed agire quotidiano, editoriale progetto 2000.

ore 11,00 – autori tra i banchi di scuola
ISTITUTO COMPRENSIVO - RENDE CENTRO plesso di SAPORITO
Incontro degli alunni con l’editore Demetrio Guzzardi e il prof. Domenico Liguori, autore del libro Alice e Pier nel paese della matematica. Introduce Ornella Miracca docente.

ore 17,00 – serata in biblioteca
Biblioteca «SUOR MARIA TERESA GRASSO» - ISTITUTO «MARIA TERESA DE VINCENTI»
COMMENDA DI RENDE - VIA DELLA RESISTENZA 3
Presentazione della terza edizione del volume di padre Placido De Meester, Catechismo liturgico del Rito bizantino (testo fatto redigere dal Beato Francesco Maria Greco, nel 1928). Intervengono: suor Immacolata Gigliotti preside Liceo pedagogico «De Vincenti» e mons. Donato Oliverio vescovo di Lungro.

 

domenica 27 novembre 2016

ore 10,00 – con i giovani
CASA SUORE MINIME DELLA PASSIONE - COSENZA CASALI - VIA DEI MARTIRI
Presentazione del volume a cura del gruppo Scout Agesci Cetraro 2, L’alfabeto del futuro. Interviene don Ennio Stamile, referente regionale per la Calabria di Libera.

ore 15,30 – non dimentichiamoli…
Cimitero di Cosenza - Colle Mussano
Un fiore per gli autori che non ci sono più: mons. Dino Trabalzini (già arcivescovo di Cosenza-Bisignano), Nina Wesksler (ebrea deportata a Ferramonti), senatore Francesco Martorelli.

ore 17,00 – nel cuore del centro storico
VIA PADOLISI 9 - PALAZZO ORSOMARSI
Presentazione del romanzo di Pietro Petronio, Un figlio a mezzadria.
Visita alla sede della casa editrice ubicata nel seicentesco Palazzo Orsomarsi, nel quartiere Giostra Vecchia. Elementi caratteristici dell’immobile sono i balconi a ventriera e il cortile.

ore 19,00 – serata in biblioteca
Biblioteca della Comunità Bethel - via Popilia
Presentazione del libro del pastore Paolo Giovannini, Cristo profetizzato. Canti della corale Bethel (l’incontro sarà possibile seguirlo in diretta web e su Radio Bethel FM 91.5 mhz).

 

lunedì 28 novembre 2016

ore 9,00 – gazza ladra
caffè telesio - corso telesio
Distribuzione gratuita di 100 copie del libro di Pietro De Leo, Bernardino Telesio il primo degli uomini nuovi, editoriale progetto 2000.

ore 10,00 – autori tra i banchi di scuola
liceo scientifico «fermi» - cosenza
Incontro degli alunni con l’editore Demetrio Guzzardi e la prof.ssa Carmen Petronio, autore del libro Matematica tra verità e bellezza. Introduce Maria Gabriella Greco, dirigente scolastico.

ore 12,00 – giornata foscariniana
Liceo Scientifico “Valentini” - Andreotta
Presentazione del volume Foscarini e la cosmologia moderna. Interviene Luciano Romeo presidente dell’Accademia Montaltina degli Inculti. Introduce Iole Maletta dirigente scolastico.
PREMIO FOSCARINI 2016 al prof. Walter Lupi per la ricerca e la pubblicazione di saggi su Paolo Antonio Foscarini e la letteratura calabrese tra Umanesimo e Rinascimento.

ore 17,00 – serata in biblioteca
Biblioteca Nazionale di cosenza
Presentazione del volume di Luigi Zaccaro, Per una teologia della liberazione dalla mafia. Intervengono mons. Francesco Savino vescovo di Cassano alla Jonio, Angela Gatto delegata regionale Convegno di cultura «Maria Cristina di Savoia», Luigi Mariano Guzzo dottorando di ricerca in Diritto ecclesiastico - Università di Catanzaro.

ore 20,00 – momento conclusivo
Ospedale dell’Annunziata - Reparto pediatria
In collaborazione con l’Associazione «Gian Marco De Maria». L’attore Carmelo Giordano leggerà ai piccoli degenti alcune fiabe tratte dal libro di Franca Levato, Le avventure di Babbo Natale e dei suoi folletti.

 

 

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Nella sala dell’Associazione industriale, martedì 8 novembre 2016 con inizio alle ore 17
UN CASO DI MALAGIUSTIZIA:
IL NUOVO LIBRO DI ERNESTO FUNARO
VERRA’ PRESENTATO A COSENZA

L’ing. Ernesto Funaro è un personaggio noto a Cosenza ed in Calabria: già sindaco di Campana, il suo comune, è stato più volte consigliere regionale ed assessore, ha ricoperto incarichi importanti anche in sede europea; da sempre attento alle programmazioni comunitarie, ha pubblicato numerosi saggi sulla politica di coesione dell’Unione Europea ed è stato docente a contratto di Politiche comunitarie all’Università degli studi della Calabria.
Con questo volume In nome della legge: un caso di malagiustizia, edito da Progetto 2000, l’autore racconta in presa diretta un caso emblematico di malagiustizia: quello del “Melograno Village”, dove: «incompetenza, scorrettezza, superficialità e forse disonestà» hanno fortemente condizionato il cammino per l’accertamento della verità.

Per parlare del libro, e naturalmente di tutta la vicenda narrata, l’Universitas Vivariensis ha organizzato la presentazione a Cosenza, nel salone dell’Associazione industriale, martedì 8 novembre 2016, con inizio alle ore 17. Sono stati chiamati a parlare: il presidente regionale degli industriali calabresi Natale Mazzuca, i giornalisti Santi Trimboli e Massimo Clausi, e l’on.le Rosario Chiriano, già parlamentare nazionale e già presidente del Consiglio regionale della Calabria. Naturalmente sarà presente sia l’autore, che l’editore Demetrio Guzzardi.

Particolarmente significativo l’incipit della nota di presentazione del libro a firma dell’on.le Chiriano: «Questo libro di Ernesto Funaro non si limita ad essere uno strumento di informazione, esso avvia un dialogo sostanziato di passione e di fermezza: offre al lettore una comunicazione di emozioni e di sentimenti che animano una persona retta, che non si fa travolgere dagli eventi, ma si impegna, con tutte le sue forze, per conseguire l’affermazione della verità. Lo scritto è un messaggio di rigore, è un invito a costruire una riflessione sulla Giustizia, nell’intento di rendere partecipi tutti di un’esperienza personalmente vissuta. Vi è una tensione di fondo che lo ispira ed è l’attenzione costante alla sua stessa persona: come uomo, genitore, cittadino che si anima di una fede nella Giustizia. Si coglie un impegno personale ammirevole, pacato, fermo, pure quando riferisce momenti delicati sofferti, fiducioso che il decidere definitivo del giudizio sarebbe stato imposto dalla logica dei comportamenti da lui tenuti: di tanto si è alimentata la speranza che lo ha retto nelle ore tristi, mentre rileva che nel suo coinvolgimento era stata alquanto frettolosa, l’accusa. Quanto è eloquente la sua fermezza davanti alla Corte nel rigettare la prescrizione e chiedere di essere giudicato! La speranza, nel giusto, l’alimentano quei valori etici di cui egli si nutre. In una pagina del libro è impresso un pensiero di Sant’Agostino, il santo pensatore più immerso nel mistero divino, che esalta il coraggio su cui poggia la forza interiore dell’uomo, quando si protende con vigore nello sdegno per mutare la “realtà delle cose” ingiuste».


Oggi Anna Petruzza è una ostetrica in pensione, la si vede camminare per le strade di Briatico dove viene riconosciuta da tutti come 'a mammineja, la mammina, la levatrice del paese. La sua esile figura, la sua eterna dolcezza e pacatezza nasconde tanta umanità, una storia personale affascinante ed avventurosa che merita di essere raccontata. Nata a Caraffa il 26 aprile del 1928, figlia di contadini, Anna Petruzza la sua professione la deve ad una insegnante di scuola elementare che, vedendola passare davanti alla scuola, le disse “Anna perché non vieni a scuola?”. Lei andò a casa, domandò la stessa cosa a suo padre che, preso dagli scrupoli, la iscrisse subito. Cominciò a frequentare la scuola elementare che, allora, non era obbligatoria, era il lontano 1935. Anna Petruzza conseguì la licenza media a Catanzaro e si iscrisse successivamente al corso di ostetrica presso l'ospedale civile, nel 1945. Il padre, per portale il necessario, percorreva a dorso d’asino il tragitto tra Caraffa e Catanzaro, in quel tempo non esistevano collegamenti adeguati. Dopo tre anni di corso Petruzza consegue il diploma di ostetrica, era il 15 giugno del 1948, subito dopo si iscrive all’ordine delle ostetriche. La sua prima esperienza da ostetrica la vive a soli 19 anni, quando ancora non era diplomata, a Caraffa, nel proprio paese, chiamata a sostituire una collega assente. Da diplomata esercita per due mesi a Conflenti dove fa nascere un bambino in un casolare di campagna, al buio, perché si era spenta la candela. Poi la chiamata da Briatico, il 5 settembre del 1948, per sostituire l’ostetrica titolare, ormai anziana e alle soglie della pensione. Quando arriva a Briatico Anna Petruzza ha solo 20 anni e svolge la professione su tutto il territorio comunale ed anche fuori comune, a Porto Salvo, nei comuni di Cessanti e Zambrone, in sostituzione delle ostetriche assenti. Alcuni paesi, in quel tempo, non erano ancora collegati da strade, pertanto Petruzza era costretta a raggiungerli a piedi, attraversando percorsi accidentati, mulattiere, stradine sterrate, fiumare, torrenti e campagne. Il suo mezzo di trasporto spesso era una bicicletta, si faceva luce con le lanterne,  percorreva anche la linea ferrata per raggiungere i caselli ferroviari, sotto la pioggia, con il freddo ed anche in piena notte. "Una volta - racconta Anna Petruzza - nel percorrere una mulattiera per raggiungere Paradisoni, mi si sono rotte le scarpe e ho dovuto sistemarle alla meglio con dello spago. La perdita di tempo non mi ha permesso di assistere la partoriente che, nel frattempo, aveva già dato alla luce il bambino con l’aiuto di un'amica. Quando riuscì a raggiungere il luogo del parto il bimbo aveva ancora il cordone ombelicale attaccato". A Briatico, nel 1949, Petruzza conosce un uomo, è Filippo Borello di Favelloni di Cessaniti, che diventerà poi suo marito. Borello era un grande lavoratore, un commerciante e  produttore di olio di oliva, si occupava della raccolta e della macinazione delle olive. Con Filippo si sposerà il 12 agosto del 1950, con lui avrà quattro figli, tre maschi ed una femmina. "A Briatico - ricorda - il primo parto è avvenuto sette giorni dopo il mio arrivo, nel 1948 e gli ultimi nel 1979, poi arrivò il tempo dove le partorienti preferivano far nascere il proprio bambino in ospedale. I luoghi delle nascite erano spesso casolari di campagna, poveri, disagiati e molto modesti". La Petruzza ricorda ancora che "in una casa povera una donna aveva dato alla luce un bambino sorretta da un sacco di grano. In più di trent'anni a Briatico, in alcune famiglie, ho fatto nascere padri, figli e nipoti. Quando a Briatico sono arrivati i militari per i disordini di Reggio Calabria, una signora che abitava a Pordenone era tornata per partorire nel proprio paese". Dopo la nascita della bambina erano sopraggiunte gravi complicazioni e la mammineja Anna, resosi conto del pericolo di vita a cui poteva andare incontro la partoriente, oggi ricorda: "sono intervenuta per arrestare una emorragia in atto ed ho chiesto aiuto ai militari per un medico ed un mezzo per trasportarla in ospedale. I militari si sono resi disponibili con un ufficiale medico e fornendomi una jeep con la quale hanno trasportato in ospedale la partoriente. La paziente si è salvata e il reggimento ha regalato alla bambina una collana d'oro, era il 1970". Alla sua pensione è stata premiata con la medaglia d’oro dall’Ordine delle Ostetriche di Catanzaro. Oltre all’attività di ostetrica 'a mammineja, donna instancabile e piena di energia, ha avviato, insieme a suo marito e ai suoi figli, altre due attività, un forno per la produzione di pane e la gestione di un ristorante, negli anni in cui Briatico pullulava di turisti ospiti dei numerosi campeggi presenti sul territorio.
Franco Vallone

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DOMENICA 23 OTTOBRE 2016
i cammini
di GIOACCHINO DA FIORE
passeggiata a piedi da Borgo Partenope a Canale di Pietrafitta (CS)

 

L’Universitas Vivariensis di Cosenza, dopo la visita fatta durante la “Settimana della cultura calabrese” ripropone la passeggiata a piedi alla grancia di San Martino di Giove a Canale di Pietrafitta, luogo dove Gioacchino da Fiore ha concluso la sua esistenza terrena.
Da poco tempo tempo, a cura dell’architetto Pasquale Lopetrone, la chiesa è stata ristrutturata, e nelle scorse settimane aperta al pubblico.

Appuntamento domenica 23 ottobre a Cosenza secondo questi orari:
ore 9 raduno dei partecipanti in piazza dei Bruzi; in auto si raggiunge Borgo Partenope.
Alle ore 9,15 partenza a piedi da Borgo Partenope per Canale di Pietrafitta, la lunghezza del percorso è di 6 chilometri, farà da guida Peppino Curcio.
Ore 11 è previsto l’arrivo a Canale; a mezzogiorno la Santa Messa sarà celebrata da don Ennio Stamile, referente regionale di “Libera”; a seguire pranzo al sacco. Il rientro a piedi, per chi vuole, inizia alle 15,30; si può giungere a Canale di Pietrafitta in auto (la strada è tutta asfaltata) arrivando in paese e seguendo le indicazioni “Canale”.

Il presidente dell’Universitas Vivariensis, l’editore cosentino Demetrio Guzzardi, così ha spiegato il senso della “passeggiata”: «Con questa iniziativa vogliamo, non solo far conoscere il posto ed il recente restauro, ma anche riavvicinare la gente al gusto del camminare a piedi ed in gruppo».
Per informazioni: Demetrio Guzzardi 347.4829232 e Lorenzo Coscarella 348.9164160.

Nella foto in alto: la locandina di invito. In basso: il gruppo che ha partecipato all’escursione (mercoledì 31 agosto 2016) durantele “passeggiate silane” della Settimana della cultura calabrese.
Sotto: la strada da percorrere per giungere alla grancia di Canale di Pietrafitta.

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Domenico Prostamo, briaticese in Australia ritornato in paese per rivivere le strade di casa


BRIATICO - Micu, Domenico Prostamo, briaticotu di 86 anni, figlio di  Francesco Prostamo che tutti conoscevano con il soprannome di Cick Ciak, nipote di padre Alfonso, antico capobarca della marineria di Briatico, comandante di una intera ciurma di pescatori che andava a remi, a vela e con le lampare per tutto il Golfo. Domenico cammina, dopo tanti anni, per i vicoli del suo paese della memoria, dal 1956, da quando aveva 26 anni, vive nella lontana Australia. Oggi ritorna a Briatico, con il suo antico dialetto briaticese misto alla pronuncia tipica inglese, per rivedere le strade di casa e per incontrare i suoi parenti e paesani,  ricorda e rivive come se fosse ieri, descrive l'immagine della Briatico congelata, come in un fermo immagine, agli anni cinquanta. "Qui stava Cola 'i Brunu, c'era la sua bottega, la puticha del vino, ma davanti a questa porta c'erano dei gradini, qui invece abitava 'a bonanima i mastru Filici Matera, li Vincenzo Potertì, di qua Vastianu Callipo e Peppino Sambiase che aveva una bottega alimentare, a lato la posta del paese". Ricorda nomi, cognomi e soprannomi, parla di "Giovanni Fiorentino, donna Mariantonia, Angeluzza e i Cavallari, 'u gnuri, di Ciccio Comerci e dei Cimini, di Rosa, Cicciu e Domenico Brasca il ferroviere, del Massaru Micheli, di Nuzza e Turi Veterale,  e da Maistra Rosina....", non ha dimenticato nessuno in tutti questi anni di lontananza, riconosce finanche le porte delle case più vecchie del paese. Ha 86 anni Micu ma non li dimostra affatto, la sua mente è ancora lucidissima tanto da ricordare l'intero albero genealogico dei vari rami familiari dei Prostamo, dai "patri", i capobarca della fine del '700, da quel lontano 1784 quando, subito dopo il terremoto dell'83 che distrusse Briatico Vecchia, arrivò nella nuova Briatico la famiglia dei Prostamo dalla vicina Pizzo Calabro. Domenico Prostamo oggi entra nella chiesa del Carmine accompagnato dal cugino Tommaso Prostamo, fotografo che lo riprende con la videocamera, ed è a lui che descrive fatti, persone e situazioni di un tempo, con estrema precisione e particolari inediti. Domenico racconta la storia di questa chiesa, "costruita con i soldi dei pescatori della marina di Briatico che dedicavano una parte del pescato, della statua della Madonna del Carmine completa di varetta commissionata dai Prostamo ad un artista messinese, dell'altare disegnato da un architetto sul modello dell'altare del Monte Carmelo in Israele". Ricorda benissimo che "la porta della chiesa si affacciava direttamente sul mare, sul Golfo di Sant'Eufemia. Quando quella porta si apriva e la madonna del Carmine usciva per la processione a mare era uno spettacolo unico". Oggi davanti a questa chiesa sono sparite le case basse, al loro posto ci sono solo alti palazzi che hanno nascosto il blu del mare. Prostamo racconta anche "di quando 'u vapuri, un rimorchiatore militare a vapore, fu colpito da un siluro nemico nel mare antistante Briatico, era un pomeriggio del 1942 o forse 1941, morirono ben 36 persone". Le vittime furono ripescate in mare dai pescatori di Briatico "li abbiamo portati con le barche da lassù fino a riva, fino a sotto la fontana di Cocca, i cadaveri allineati sulla spiaggia, poi portati con dei carri sopra la timpa e con dei camion militari trasportati al cimitero di Briatico per la sepoltura. Un secondo siluro mancò una vicina imbarcazione, una biga carica di munizioni, il proiettile colpì invece uno scoglio denominato da Maija, proprio sotto Cocca, e lo consumò tutto, lo distrusse. Lo scoppio del siluro fu così potente,  ricorda ancora Domenico Prostamo, che molti pesci furono ritrovati disseminati tra la vegetazione, sul terra del pianoro soprastante la timpa, ad oltre cinquanta metri sopra il livello del mare. Un pezzo residuo del secondo siluro lo recuperò il marchese don Renato Bisogni che lo volle piantare all'interno della sua villa di Briatico, davanti al ghetto, come si entrava". Memoria, tanti ricordi del pescatore Micu e di una vita vissuta nella lontananza dalla sua Briatico.
Franco Vallone

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Mercoledì 5 ottobre 2016, ore18.30, aula consiliare del Comune di Paola

SAN FRANCESCO DI PAOLA E SAN GIOVANNI PAOLO II
DUE GRANDI FIGURE DELLA CATTOLICITA'.

Una serata per ricordare la visita del papa polacco in Calabria,
nell’anno del sesto centenario della nascita del fondatore dell’Ordine dei Minimi

La città di Paola ha organizzato per mercoledì 5 ottobre 2016, con inizio alle ore 18.30, nell’aula consiliare del Sant’Agostino, una manifestazione per ricordare la storica visita di Giovanni Paolo II a Paola, avvenuta proprio il 5 ottobre 1984. Sarà un momento per far memoria del grande magistero di San Giovanni Paolo II nell'ambito delle celebrazioni per il sesto centenario della nascita di San Francesco di Paola. Per l’occasione verrà presentato il volume Giovanni Paolo II, il papa della comunicazione, scritto da Antonio Modaffari e pubblicato dalla casa editrice cosentina Progetto 2000.

«Desidero ringraziare il Comune di Paola – ha dichiarato alla stampa l'autore - e in particolare la responsabile della consulta comunale e consigliere Maria Pia Serranò per aver condiviso sia l’idea di un momento finalizzato a commemorare Giovanni Paolo II, sia a vivere un'occasione di solidarietà concreta a favore delle popolazioni che hanno subito il terremoto nel Centro Italia, visto che il ricavato della vendita dei libri sarà interamente destinato alle necessità dei terremotati».

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Paola, Basilio Ferrari e di Maria Pia Serranò, responsabile della Consulta comunale per l’evento del sesto centenario; interverranno l’editore Demetrio Guzzardi e l’autore del saggio Antonio Modaffari; l’intervento conclusivo sarà tenuto da padre Domenico Crupi della Curia provinciale dell’Ordine dei Minimi.

Nel corso della serata saranno esposte alcune delle foto inedite, conservate nel Santuario, della visita di Giovanni Paolo II a Paola.

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Un portafoglio perso si materializza incredibilmente senza una spiegazione logica
"Per noi è opera di Santa Paola Frassinetti, ne siamo sicuri"


Briatico - La notizia è di quelle davvero difficili da raccontare ma gli ancora increduli testimoni di questa storia sono altrettanto sicuri di quanto è accaduto davanti ai propri occhi, sono pronti a giurarci sopra e ci illustrano nei particolari l'incredibile fatto. Tutto accade durante la scorsa estate, precisamente nel mese di agosto. La coppia, A. M. e F. I., abita a Briatico e possiede due auto. All'inizio la giornata si prospetta non diversa dalla solita quotidianità estiva, tanto mare e relax distensivo sulla sdraio, un gelato... Quel giorno la coppia decide di andare a mare nella vicina spiaggia di Bivona. La macchina di lui rimane parcheggiata davanti casa, si decide di prendere l'auto di lei, ed è sempre lei alla guida dell'autoveicolo, pochi chilometri e ci si accorge di avere poco carburante nel serbatoio. Giusto in tempo di arrivare al distributore Agip di Porto Salvo, la signora prende dalla borsa il suo portafoglio blu e, prima di pagare, conta i soldi in esso contenuti, ci sono 250 euro. Il tempo di fare carburante e paga con una banconota da 50 euro, 10 euro di gasolio, resto 40 euro prontamente conservati nel portafoglio con la zip. Pochi minuti dopo i due sono sul lungomare di Bivona, fa molto caldo e prima di andare in spiaggia si fermano al bar chiosco presente nel lido tra strada e spiaggia. Una granita al limone per lei ed una crema di yogurt per lui. Paga la signora con una banconota del resto carburante. Il portafoglio blu è sempre li, nella grande borsa di tessuto. Passano le ore, un bagno, tanto sole, una passeggiata sulla spiaggia. Alla fine della distensiva giornata a mare si smonta l'ombrellone, si raccolgono i teli, e si ritorna a Briatico. Pochi minuti di auto ed eccoli arrivati davanti casa, è quasi buio, i due scendono velocemente dall'auto ed entrano in casa. La signora prima di andare sotto la doccia prende la borsa per cercare il portafoglio e mandare il figlio per comprare un litro di latte. E' a questo punto che si accorge di non averlo più in borsa. Sparito, perso. Si cerca nell'auto con l'aiuto della luce del cellulare, forse il portafoglio è scivolato tra i sedili, nulla, il portafoglio blu non c'è più. Si decide di ritornare velocemente sui propri passi, forse una dimenticanza nel momento del pagamento al bar del lido. A Bivona la barista riferisce di non aver trovato nulla, si interpellano la cassiera e le ragazze che servivano al bancone. Niente da fare. La proprietaria li invita comunque a voler lasciare un recapito telefonico. "Se lo troviamo almeno vi potremo avvisare". La signora sconsolata prega almeno per la restituzione della patente, del tesserino sanitario e di tutti gli altri documenti contenuti nel portafoglio. E' buio pesto sulla spiaggia, si batte metro per metro tutto il tragitto effettuato illuminando con il faretto del telefonino, tra la sabbia sulla spiaggia, nel luogo dove era fissato l'ombrellone, sulla battigia, poi ancora l'itinerario del ritorno, il luogo del parcheggio, si cerca di guardare anche tra i rovi, forse qualcuno trovandolo ha preso i soldi e buttato il resto tra le spine. Ma niente, nulla da fare! il portafoglio è sparito. Sconsolati i due tornano a casa a Briatico, si pensa alle conseguenze per i documenti, la denuncia da fare e tutti i fastidi per rifarli. La signora rientra in casa gira e rigira sottosopra la borsa di tessuto. Un ultimissimo tentativo da parte del marito che rimane fuori e con la solita luce del cellulare guarda ancora una volta nell'auto della moglie tra gli anfratti del cruscotto e tra pieghe dei sedili e nel portabagagli. Poi ancora nelle vicinanze intorno all'auto, tra l'erba vicino al marciapiedi. Nulla di nulla. Sconsolato sta per rientrare in casa e raggiungere la moglie, "è passata anche la fame e la sete". Arriva improvviso "un appello interiore, un pensiero improvviso e non previsto a Santa Paola Frassinetti", la coppia è infatti devotissima alla  santa e si reca spesso a San Calogero dove si sta costruendo una cappella a lei dedicata. Il pensiero alla santa è forte e preciso: "ti prego si sta disperando, faglielo ritrovare tu il portafoglio, tu se vuoi puoi farlo". Il tempo di pensare questo ed accade l'incredibile, il marito passando vicino alla propria auto vede il portafoglio blue della moglie, "è posizionato in modo centrale sul sedile lato guida". La cosa incredibile è che quell'auto del marito è rimasta chiusa per tutto il giorno, nessuno è entrato, nessuno l'ha utilizzata ed il portafoglio era nella borsa della signora. C'è quasi timore nella coppia a raccontare questa storia, il timore di essere presi per visionari, ma poi si confidano a San Calogero proprio alla signora Maria Maccarone, miracolata da Santa Paola ed alla madre delle suore Dorotee, suor Pia Salvador di Genova :"Per noi è opera di Santa Paola Frassinetti, ne siamo sicuri", esternano i fatti nel dettaglio ed è proprio Suor Pia ad invitare i due a raccontare questa storia, a farla scrivere e a divulgarla. Un fatto incredibile? una materializzazione? "semplicemente un ritrovamento dalle modalità straordinarie che forse vuol far capire, ancora una volta, che per Santa Paola Frassinetti nulla è davvero impossibile".   
Franco Vallone

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Domenico Valenti di Potenzoni, un volumetto per i cento anni dalla nascita


E' una storia semplice quella raccontata da Nino Valenti per ricordare il padre Domenico, un volumetto di ricordi, di scrittura, fotografie e documenti per commemorare i cento anni dalla nascita, quella lontana data del 29 settembre del 1916.  In quell'anno iniziava l'avventura terrena di Domenico Valenti. La sua nascita avvenne a Potenzoni di Briatico durante gli anni della Prima guerra mondiale. Dopo il conseguimento della licenza di terza elementare Domenico inizia la sua vita lavorativa, a 13 anni aiutava sua madre Francesca Alessandria nel riempire sacchi di pietre e sabbia, perché suo padre Antonino si era rotto una gamba con la caduta di un masso in una cava di pietra. il lavoro, in quel periodo, consisteva nel trasporto di materiale inerte con l'ausilio di asini. Il materiale era necessario per la costruzione delle chiese di San Cono e San Marco di Cessaniti e per quella di Mandaradoni di Briatico oltre che per la manutenzione delle strade della zona. Ogni anno Domenico si recava alla fiera dei Pioppi, con i suoi amici prelevava acqua alle sorgenti di Pernocari di Rombiolo che poi vendevano in bicchieri ai presenti in fiera. All'età di 15 anni si ammala di una malattia allora sconosciuta, riuscirà a guarire grazie ai dottori Lamanna di Galatro e Mazzitelli di Zungri. Valenti amava ricordare anche le fiere di ottobre che si tenevano a Vibo Valentia, camminando di notte e pernottando a Vena Inferiore per poi proseguire al mattino presto per Vibo, dove doveva rivendere gli animali, di solito maiali e vitelli. Poi prima di ritornare a Potenzoni acquistava la pasta dal mulino Nusdeo e le semenze per la campagna. Dal 1935 al 1939 in groppa all'asino faceva spola tra Potenzoni e Tropea per portare frutta ai rivenditori. Potenzoni  ed i suoi fertili terreni irrigati dal torrente Murria in quel periodo era, infatti, la capitale opulenta di piccole pere, ciliegie, pesche, albicocche ed altri frutti. Nel 1939 la sua famiglia venne colpita da un tragico episodio, viene uccisa una sorella. Per questo fatto Domenico rimase fortemente colpito e scosso per tutta la vita. Successivamente lavorò alla costruzione dell'aeroporto militare nella zona di Jonadi. Nel 1940 venne chiamato alle operazioni di guerra in Libia, qui rimarrà ferito durante alcuni bombardamenti. Nel 1943 si sposa con Agnese De Gaetano da cui ha avuto quattro figli.  Successivamente presterà manodopera nel settore edilizio con la costruzione delle case popolari di San Leo di Briatico, della strada comunale di Mandaradoni ed a quella provinciale di accesso a San Giovanni di Zambrone. La sua grande operosità non aveva confini, raccoglitore di olive a Cessaniti, trasportatore di vino da Comerconi di Nicotera a Briatico, trasportatore di sansa nel comprensorio del Poro, ancora manodopera per la costruzione della casa canonica e del tetto della secentesca chiesa di Potenzoni.  Poi arrivò il breve periodo dell'emigrazione, Milano e Rapallo, e, subito dopo, il rientro alle strade di casa a tosare greggi di pecore, a costruire il campo sportivo di Potenzoni e al ripristino dell'antica fontana dello stesso paese. In ottant'anni di lavoro ha fatto anche il barbiere ed ha zappato i terreni di tutte le località di San Leo, San Costantino, Mandaradoni e Potenzoni di Briatico. Una vita intensa, feconda ed instancabile, una vita tutta dedicata al lavoro, alla famiglia e alla fede in Cristo.
Franco Vallone

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Al dottor Giacinto Pisani
direttore emerito della Biblioteca Civica di Cosenza
la seconda edizione
del PREMIO GUSTAVO VALENTE

Nel corso della Settimana della cultura calabrese, la kermesse organizzata per il settimo anno consecutivo dall’Universitas Vivariensis, a Camigliatello Silano, si è tenuta la manifestazione di consegna del Premio Gustavo Valente per gli studi storici. Il Premio è nato per volontà dell’Associazione culturale “Gustavo Valente” diretta da Giuseppe Valente, figlio unico dello storico calabrese; lo scorso anno il riconoscimento è stato assegnato a mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea ed amico di “don” Gustavo Valente.

La seconda edizione del Premio è stata inserita nel corso della presentazione del recente volume promosso dall’Accademia Montaltina degli Inculti su: San Francesco di Paola. Repertorio bibliografico iconografico (secoli XVI-XX) edito da Progetto 2000 e curato da Luciano Romeo e Federica Toscano, con saggi di Giacinto Pisani, Rita Fiordalisi, Concetta Gravina e Demetrio Guzzardi. Alla cerimonia di consegna oltre a Giuseppe Valente e alla sua signora, era presente mons. Luigi Renzo che ha ricordato il grande legame tra Gustavo Valente ed “il direttore” della Civica, dottor Giacinto Pisani.

Queste le motivazioni del Premio: «Non c’è studioso che non abbia conosciuto ed ammirato le doti umane e professionali del dottor Giacinto Pisani, nei lunghi anni in cui ha
retto la Biblioteca Civica di Cosenza, la maggiore istituzione culturale calabrese. Chi ha frequentato le sale della Civica lo ha avuto come consulente con i suoi consigli e suggerimenti. Gustavo Valente, che ha trascorso “una vita” nella Biblioteca Civica, ha sempre avuto un rapporto fraterno col direttore Pisani. Migliaia di volumi sulla storia della Calabria, realizzati anche da storici di fama internazionale, portano stampati “i ringraziamenti” fatti dagli autori al direttore e al personale della Civica. Negli anni Novanta, il Consiglio della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi della Calabria, all’unanimità ha deciso di affidare un incarico di insegnamento in Biblioteconomia per
i meriti scientifici e per la sua esperienza nella tecnica bibliotecaria. Giacinto Pisani resta per tutti gli studiosi un esempio da seguire».

Nella foto Giuseppe Valente (figlio dello storico Gustavo) insieme alla moglie con la pergamena del PREMIO GUSTAVO VALENTE.

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La grande festa di Brattirò tra Calabria e Argentina
Il 25, 26 e 27 Settembre di "Santucociumu"

A Brattirò, nella chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo, ogni anno nei giorni 25, 26 e 27 settembre, si onorano San Cosma e Damiano. E' la festa grande, la festa di "Santucociumu", l'annuale ricorrenza dedicata ai due santi è una delle feste più attese di tutta la provincia di Vibo Valentia e rappresenta, per gli abitanti di Brattirò di Drapia, il momento più alto di una profonda religiosità popolare locale e portata in giro per il mondo. Sono infatti numerosi gli emigrati di Brattirò che ogni anno ritornano dall'Argentina, dall'America e da altri luoghi lontani, per raggiungere la loro festa, i loro santi, le loro antiche tradizioni e le devozioni più radicate. Il 27 settembre si concludono i festeggiamenti dedicati al santo medico ed al santo farmacista, “Medici del corpo e dell’anima”, è il giorno solenne di festa, il paese si trasforma, Brattirò viene letteralmente invaso da migliaia di pellegrini e fedeli, gente proveniente dai tanti centri del vibonese ma anche da paesi delle altre province e dalla Sicilia. A Brattirò, per questa festa speciale, una volta ci si arrivava con ogni mezzo, a piedi lungo i tornanti dalla sottostante Tropea, dalla strada di Caria che conduce al Poro e a Vibo e da dalla strada di Spilinga che attraversa una fiumara, con carovane improvvisate o organizzate, lungo invisibili scorciatoie di campagna, con asini e carri trainati da buoi. Negli anni cinquanta ci si arrivava con i caratteristici camion con le sponde colorate "zingaresche" e  le auto familiari prese a noleggio alla stazione ferroviaria. Il treno rimaneva, anche successivamente negli anni '60 e '70, il mezzo di locomozione più usato per raggiungere la stazione di Tropea. In quegli anni, per arrivare a Brattirò nei giorni di festa, si partiva con il buio dalle stazioni ferroviarie della litoranea Lamezia-Rosarno. A Briatico il treno partiva poco dopo le 5 e, per essere pronti, bisognava alzarsi almeno alle quattro di notte, un vero e proprio rito carico di religiosità anche la partenza e il viaggio stesso. Poi, dopo un breve tragitto ferroviario che sembrava lunghissimo, arrivavano le fermate delle stazioni di Zambrone e Parghelia dove salivano in carrozza  altri pellegrini. Era ancora buio quando l'accelerato dai freddi sedili di legno lucido arrivava lento alla stazione di Tropea dove si svuotava completamente. Da qui iniziava la seconda fase del viaggio-pellegrinaggio, la salita al paese di Santucociumu con una delle auto a noleggio che facevano spola continua tra Tropea e Brattirò, oppure affrontando a piedi i tornanti in salita fino al paese. Altri, per voto fatto e grazia ricevuta, sceglievano di arrampicarsi a piedi lungo i sentieri che passavano tra vigneti, uliveti, spinosi arbusti di corbezzoli e mirto. Arrivati a Brattirò mille gesti antichi e rituali ripercorrevano le strade del paese: la santa messa, il bacio della reliquia e delle due statue colorate di verde e di rosso, l'acquisto delle "spille e dimaragghje", dei ricordini e delle immaginette, della palla di vetro con i santi e la neve, l'offerta votiva, i cerogeni e le candele accese. Più tardi, fuori dalla chiesa, la grande fiera, il biglietto per la riffa di una vitella decorata con nastri verdi e rossi e l'immagine dei due santi. Rituale era anche l'acquisto di vino rosso, salcicce e di frittole fatte bollire in apposite caldaie per le pubbliche vie, dei mostaccioli di Soriano decorati con pezzi di stagnola rossa e verde, gli stessi colori delle vesti dei due santi. Conclusa la processione, nel primo pomeriggio, nella piazzetta accanto alla chiesa, arrivava il banditore e gli incanti, la grande asta  di galli, pandispagna, piante, fiaschi di vino ed ogni altra offerta votiva, poi l'attesa riffa con l'estrazione del numero vincente per portarsi a casa la vitella, il palco gazebo barocco e le “ville” illuminate, la banda musicale, i giganti processionali ed il cantante famoso. I fuochi d'artificio ed il cameju di focu chiudevano a tarda notte la festa purificando simbolicamente il territorio con il linguaggio del fuoco. La ricorrenza annuale della festa di San Cosma e Damiano dopo tanti anni, oggi è ancora una delle più attese di tutta la provincia di Vibo Valentia. Un culto antico portato a Brattirò dai monaci basiliani molti secoli addietro, che si tramanda da centinaia di anni invariato da padre in figlio, per confermare il senso dell'appartenenza e dell'identità di tutta l'intera comunità a Brattirò, in Calabria, e nelle altre lontane Brattirò degli emigrati sparse per il mondo. Negli stessi giorni in Argentina, a Buenos Aires, i brattiroesi festeggiano con gli stessi santi e le stesse tradizioni del paese lontano.
Franco Vallone

LA FESTA DI BRATTIRO' IN ARGENTINA

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IL TEATRO DELLA MEMORIA STORICA
con i burattini realizzati dai ragazzi di Bonifati
sotto la supervisione di suor Gabriella Arcangeli
terrà uno spettacolo in 6 racconti
domenica 25 settembre 2016, alle ore 17.30

la marioneta di Nina e la voce di Nina.JPG

a Bonifati (CS) in piazza Domenico Ferrante

Verranno rappresentati:

una recita in dialetto calabrese sull'eroe del risorgimento calabrese Vincenzo Federici detto Capobianco
(il testo è tratto dal romanzo storico scritto da Rita Fiordalisi, L'ultima carezza di Vincenzo, editoriale progetto 2000, 2013)

una breve scheda sul centenario del Beato Charles De Foucauld

una scheda sull'emigrazione bonifatese in Argentina

un'altra su un immigrato somalo, don Mosè Zerai, (chiamato "l’angelo dei profughi" )

una sulla pedagogista Maria Montessori

e un ricordo del messaggio sociale di San Francesco di Paola nel sesto centenario della sua nascita.

Nella foto in alto, uno degli ultimi spettacoli de “Il teatro della memoria storica” di Bonifati,
la storia di Nina Weksler internata ebrea a Ferramonti di Tarsia

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Da giovedì 22 a domenica 25 settembre 2016
LA CALABRIA più bella si presenta al NORD
Suoni, giochi, odori e sapori del Sud a Pieve Emanuele
La Comunità “Don Milani” di Acri presenta la lavorazione del baco da seta,
l’Accademia dei giochi tradizionali farà giocare i ragazzi con lo strummulu
e poi tanta musica del Sud e i sapori della gastronomia calabrese

Ogni anno, nell’ultima settimana di settembre, il Comune di Pieve Emanuele (Mi), su impulso dell’Associazione Culturale Magna Grecia, si trasforma in un immenso giardino mediterraneo che profuma di Sud: un dedalo di voci, colori e suoni, rutilanti e impetuosi come il peperoncino, spontanei e avvolgenti come l’aneto. La rassegna “Colori, Sapori & Musiche”, nata e sostenuta da un nucleo storico di fervidi attivisti meridionali residenti nell’hinterland milanese e pavese, è divenuta ormai un evento imperdibile che giunge alla sua XVII edizione. Come da tradizione la mattina di giovedì e venerdì verrà dedicata all’incontro con gli studenti delle scuole, circa 1.300 tra bambini e ragazzi, per i laboratori didattici. Fabbricazione creativa della carta, scuola di danza e musica popolare “Pizzica e Taranta”, allevamento del baco da seta, conoscenza e valorizzazione del mezzo ferroviario, lavorazione della creta, giochi tradizionali, telaio antico, tombolo e ricamo.

Fervono gli ultimi preparativi prima della partenza per il nord nella comunità sociale Don Milani di Acri di Nello Serra. Cibo, saponi, unguenti, creme, liquori, profumi ed altri prodotti realizzati nella comunità, ma soprattutto i bachi da seta con i quali, insieme ai bambini e ragazzi delle scuole, si riscoprirà tutta la lavorazione della bachisericolura. Processo produttivo molto noto fino alla metà del novecento soprattutto in Brianza ed in Calabria che ne furono i centri di eccellenza nel mondo. La produzione delle fibre sintetiche, l’inurbamento e l’industrializzazione di economie emergenti come Cina, India e Brasile ne hanno provocato oggi il declino. Pasquale Filippelli, studioso e professore di tessitura, insieme alla Comunità “Don Milani” da anni portano avanti progetti per la riscoperta di questa antica arte. Su questo tema, mercoledì a Milano ci sarà un incontro con i membri della neonata associazione dei gelsi-bachi-sericoltori italiani.
Presente anche l’Accademia dei giochi tradizionali di Cosenza capeggiata da Pietro Turano. Per gli animatori questo sarà l’ultimo appuntamento estivo, reduci da una stagione di manifestazioni, partecipazioni e successi. Tra i tanti Giochi popolari in piazza a San Pietro in Guarano (Cs) e Castiglione Cosentino (Cs), A chi juacu jocamu a Frascineto (Cs), partecipazione al Palio del Savuto di Mangone (Cs) ed al Settembre rendese. Spiccano la Settimana della cultura calabrese a Camigliatello Silano con il Sesto torneo nazionale du Strummulu nel quale Federico Donnici ha registrato il nuovo record regionale fermando il cronometro a 2’54”78 e la partecipazione al Tocatì – Festival Internazionale dei giochi di strada a Verona. In quest’ultimo la trottola di legno calabrese realizzata al tornio (u strummulu o rrummulu) ha sfidato il peg-top cinese in una gara di durata ed equilibrio. A Pieve andranno di scena ‘u ruoddru, ‘u maccaturu, ‘a simana, ‘a fionda e molto altro.

Giovedì 22 e venerdì 23 settembre ore 9,00 incontro con studenti e bambini

LABORATORI:
La Fabbricazione creativa della carta, la pasta carta e la cartapesta. Scuola di danza e musica popolare “Pizzica e Taranta”; a cura di SPECIMEN Teatro Laboratorio Ludico Creativo. Allevamento del baco da seta, trattura e filatura della seta; a cura della Cooperativa sociale Don Milani di Acri (Cs). Conoscenza e valorizzazione del mezzo ferroviario nel progresso scientifico e sociale (Progetto Scuola ferrovia); a cura del gruppo Dopolavoro Ferroviario Milano. Lavorazione e creazioni con la creta; a cura del Laboratorio d’arte “Tecnè” Reggio Calabria. Laboratorio antichi giochi di strada; a cura dell’Accademia dei Giochi Tradizionali di Cosenza. Laboratorio del telaio antico, tombolo, ricamo; a cura della Proloco di Gioiosa Jonica (Rc)

Giovedì 22 settembre: ore 21.00: Rassegna dei cantastorie

Venerdì 23 settembre: ore 19.00: Sagra della Melanzana; ore 21.00: “Sonaturi a Jurnata” in concerto; ore 22.00: Direttamenta dall’orchestra della notte della Taranta Antonio Castrignano in Fomenta tour.

Sabato 24 settembre: ore 15.00: Stand alimentari, artigianali, strumenti musicali e informazioni turistiche. “Stage di Tarantelle” e musiche popolari con “Cosimo e i figli di Calabria”; ore 17.00: Presentazione del nuovo servizio "Dalla costa Jonica della Calabria, Catanzaro e Lamezia T. per il Centro/Nord di Italia" a cura della Troiolubus; ore 18.00: presentazione del libro: “Il movimento d’anca” con Pino Tuscano, Fiorenzo Croci, Stefano Morselli; ospite d’onore Eugenio Bennato; ore 19.00: degustazione di maccarruni e carne di capra; ore 21.00: Le 3 sorelle concerto; ore 22.00: Eugenio Bennato in concerto.

Domenica 25 settembre: ore 10.00: Presentazione del nuovo servizio "Dalla costa Jonica della Calabria, Catanzaro e Lamezia T. per il Centro/Nord di Italia” a cura della Troiolubus; ore 11.00: convegno.“La civiltà mediterranea dell’olio d’oliva”: ore 15.00: degustazioni di frittole, crespelle, sott’oli, salumi, dolci tipici. Artigiani in opera, “Stage di Tarantelle” danze e musiche popolari della tradizione del Sud con “I Dipende di te” suoni di strumenti tipici: organetto, tamburello, lira, zampogna e chitarra battente; ore 21.00: Mimmo Cavallaro con I “Dipente di Te” in concerto.

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Il 29 settembre alle ore 10.00 presentazione all’Archivio di Stato di Vibo Valentia
"Sulle Arti in Calabria" il nuovo
libro-dizionario di Antonio Tripodi, l'ingegnere ricercatore di Dasà

"Sulle Arti in Calabria", il nuovo libro di Antonio Tripodi, un dizionario biografico e documentario su artisti e opere d'arte che traccia una quasi completa mappatura regionale, il testo vuole essere, infatti, un prontuario di notizie biografiche e documentarie utili per la conoscenza delle biografie e per l'elencazione delle opere di tanti artisti poco noti o del tutto ignoti, rendendo così possibili maggiori informazioni riguardo alle produzioni di ciascuno di loro. Il bel volume, edito da Adhoc di Vibo Valentia, è un vero stimolo per nuovi approfondimenti per tutti gli studiosi di storia dell'arte e di storia locale. Nelle 344 pagine, presentate da Maria Pia Di Dario Guida ed arricchite da un inserto iconografico con un centinaio di foto a colori, ci sono le biografie e le opere di "pittori e miniatori, incisori, doratori e decoratori", poi vi è un  intero capitolo riservato a "marmorari, scalpellini escultori del marmo", e quello riservato a "intagliatori e scultori del legno". Altro settore del volume è quello dedicato ad "ingegneri, architetti e mastri costruttori", poi ci sono gli "stuccatori, ornamentisti e cartapestai", ed ancora "orafi e argentieri", "organari, campanari, artefici del suono", "ricamatori e tessitori", "presepisti, apparatori e arredatori". Un intero capitolo del dizionario è infine dedicato ai "religiosi artisti" calabresi o che, nati altrove, hanno comunque operato in Calabria.  Quello che colpisce subito, leggendo questo interessante volume, è l'enorme numero di informazioni che scaturiscono o potranno essere scoperte tra le tante "biografie" di artisti nati entro l'anno 1900. Migliaia di storie che riemergono dall'oblio del passato, storie sussurrate da vecchie carte d'archivio, che trapelano da antichi documenti, tracce di vite vissute di artisti grandi e piccoli ricalcate dallo sguardo del ricercatore Antonio Tripodi che, molte volte, possono essere risolcate nello sguardo rivolto in loco alle opere che hanno lasciato nelle chiese, nei musei, nei palazzi e per le strade della Calabria e di altrove. Di tanti altri artisti Tripodi, nella sua quasi quarantennale opera di ricerca, ha trovato solo qualche traccia sbiadita, una data incerta, un semplice nome ed il mestiere d'arte, una località, tracce perse nel tempo e recuperate grazie alla lettura attenta e meticolosa di uno studioso e ricercatore appassionato come l'ingegnere Antonio Tripodi. Ci sono davvero più di mille racconti in questo prezioso dizionario, più di mille storie e macro storie che attendono di essere "toccate" e recuperate, raccontate, ci sono tante scoperte ancora nascoste tra le righe recuperate ma ora è il lettore che deve continuare l'opera di Tripodi, focalizzando e prolungando nella storia dei propri luoghi la ricerca di elementi iconografici e documentari di riscontro e a completamento dell'opera stessa. Antonio Tripodi è un "serio" operatore culturale calabrese. Nato nel 1934 a Dasà, in provincia di Vibo Valentia, laureato in Ingegneria Mineraria, Deputato di Storia Patria per la Calabria, Ispettore onorario ai Beni Archivistici, e già direttore dell'Istituto della Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro. Ordinato diacono permanente nel 1993, Antonio Tripodi è, da anni, anche Vicedirettore dell'Archivio Storico Diocesano di Mileto. Tante le sue pubblicazioni su tematiche inerenti la storia, l'arte e la documentazione archivistica, il culto locale e le confraternite religiose in Calabria.
Franco Vallone   

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Al dottor Mario Giuseppe Carpino
già sindaco di Paterno Calabro negli anni 1964-1985
la seconda edizione
del PREMIO FRANCO LOCANTO

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Nel corso della Settimana della cultura calabrese, la kermesse organizzata per il settimo anno consecutivo dall’Universitas Vivariensis, a Camigliatello Silano, si è tenuta la manifestazione di consegna del Premio Franco Locanto, riconoscimento ad amministratori locali che si sono particolarmente distinti per la “politica come servizio”. Il Premio è nato per volontà del Centro studi calabrese “Cattolici socialità politica” all’indomani delle celebrazioni per il 40.mo anniversario della scomparsa di Franco Locanto, docente universitario, assessore provinciale, uomo del dialogo e della solidarietà, al centro della sua azione politica e sociale ci fu sempre la libertà e l’ispirazione religiosa.
Lo scorso anno il riconoscimento è stato assegnato alla memoria di Italo Falcomatà, l’indimenticato sindaco della “primavera di Reggio”, la pergamena fu ritirata dal giovane figlio Giuseppe attualmente sindaco metropolitano di Reggio Calabria.

La seconda edizione del Premio ha voluto essere un momento per riflettere sull’importanza di amministrare i piccoli comuni; alla cerimonia oltre ai responsabili del Centro studi: Francesco Capocasale già sindaco di Dipignano e dell’editore Demetrio Guzzardi, ha preso parte l’avv. Maria Locanto, figlia di Franco e l’on.le Ernesto Preziosi, parlamentare e docente universitario che ha parlato della politica come servizio alle comunità amministrate.

Queste le motivazioni del Premio: «Mario Giuseppe Carpino ha voluto scrivere sulla copertina del libro in cui racconta la sua attività politico-amministrativa a Paterno Calabro ”Ho avuto il grande onore di essere il primo sindaco socialista del mio paese”. Figlio di contadini emigrati, si laureò in medicina; era il primo giovane di Paterno a raggiungere questo importante traguardo. Ma chi studia per curare gli uomini, avverte l’esigenza di guarire i luoghi e le situazioni in cui vive, cercando di dare di più a chi, per vari motivi, la vita l’aveva fatto restare un po’ più indietro. Mario Carpino era legato da profondo affetto ed amicizia con Franco Locanto; così ebbe a dire di lui: “Mi ero accorto che non era un politicante alla vecchia maniera, ma un vero pianificatore del territorio”».

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SPEZZANO DELLA SILA:
CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI PAOLA
mostra iconografica delle incisioni seicentesche
sulla vita e i miracoli del santo paolano

 

Martedì 13 settembre 2016, a Spezzano della Sila, alle ore 19,15, nell’ambito dei festeggiamenti di San Francesco di Paola, nel convento da poco restaurato, verrà inaugurata la mostra iconografica “La vita e i miracoli di San Francesco di Paola nelle illustrazioni seicentesche di Alessandro Baratta”, curata da Ercole Pasqua e Demetrio Guzzardi.

L’iconografia di San Francesco ha origine dalla sua vera effige eseguita da Jean Bourdichon, pittore della corte di Luigi XI, amico personale del Santo. Egli fece il calco direttamente dal suo viso subito dopo la morte e venne poi utilizzato per i vari ritratti in epoca successiva. La tradizione vuole, però, che il primo ritratto fu fatto eseguire dal re Ferrante d’Aragona nel 1483, quando San Francesco fu suo ospite a Napoli, attualmente conservato nella chiesa di San Francesco di Paola a Montalto Uffugo (Cs). Tra i libri che presentano immagini su San Francesco ebbe molto successo La vita e i miracoli del gloriosissimo Padre San Francesco di Paola fondatore dell’Ordine dei Minimi, con 64 incisioni di Alessandro Baratta, e le Rime di don Orazio Nardino cosentino, edito a Napoli nel 1622. Gli esemplari della prima edizione sono conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, la Civica di Cosenza e la Biblioteca della Casa Generalizia dell’Ordine dei Minimi a Roma. 
Dell’incisore Alessandro Baratta si hanno poche notizie, nato a Scigliano (Cs), è documentato a Napoli negli anni 1613-1630, dove ha realizzato numerose stampe topografiche e vedute a volo d’uccello della città partenopea. Il suo stile risulta legato ad un’impronta manierista, ma si mostra aperto a recepire le novità luministiche della pittura seicentesca. Gli studi di Pietro Amato sulle incisioni hanno individuato una correlazione con gli affreschi del chiostro del convento di Paterno Calabro (Cs), di cui si conservano ancora alcuni brani, ma non è ben chiaro se siano le stampe a dipendere da questi ultimi o viceversa. Le tavole illustrano episodi della vita di San Francesco di Paola, dalla nascita alla morte, con l’aggiunta di miracoli operati post mortem, fino alla canonizzazione celebrata da Leone X il 1° maggio 1519. Ciascuna incisione è corredata da una didascalia scritta a lettere capitali, in cui l’autore descrive brevemente l’episodio raffigurato, e un sonetto in due quartine di don Orazio Nardino in corsivo. Spesso due o tre episodi sono rappresentati nella medesima tavola attraverso diverse soluzioni; in alcuni casi l’avvenimento secondario, legato a quello principale raffigurato in primo piano, viene rappresentato in un riquadro inserito in elementi architettonici sullo sfondo; in altri casi i due episodi si svolgono nello stesso ambiente senza alcun artificio architettonico.
Nell’intero ciclo Alessandro Baratta si mostra sensibile nella raffigurazione del Santo, il cui aspetto cambia in base ai diversi periodi della sua vita: nelle prime tavole viene raffigurato come un giovane imberbe mentre in quelle successive sarà caratterizzato dalla barba lunga e dal cappuccio che gli ricopre il capo. L’opera del Baratta s’inserisce a pieno titolo nel filone dei grandi cicli iconografici sulla vita del Santo che furono realizzati, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, in numerosi conventi italiani e d’oltralpe. Le sue incisioni a bulino esercitarono un notevole impulso divulgativo e furono un importante mezzo di diffusione della biografia e del messaggio di San Francesco che, attraverso le immagini, potè giungere fino agli strati più umili della popolazione.

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La Settimana della cultura calabrese a Camigliatello Silano
settima edizione dedicata a Corrado Alvaro
ha chiuso i battenti domenica 4 settembre 2016
con la cerimonia conclusiva e la consegna del PREMIO CASSIODORO
giunto quest’anno alla XIV edizione.
Dieci i premiati, tutti presenti, in una serata davvero speciale, con la musica dei Coram Populo
MOTIVAZIONI PREMIO CASSIODORO 2016
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Ignazio SCHINELLA per gli studi teologici
La teologia come spazio dell’amore tra Dio creatore e l’uomo creatura (maschio e femmina li creò): questo l’orizzonte e l’impegno di mons. Schinella, già da rettore del Seminario Teologico «San Pio X» di Catanzaro, da docente della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, da studioso ed autore di centinaia di testi, saggi e articoli di natura teologica, spirituale, etica e bioetica. Nei suoi scritti, tra l’altro, c’è un afflato poetico che aiuta il lettore ad entrare con consapevolezza nel mistero di Dio.

Michele ALBANESE per il giornalismo
Raccontare la realtà è il compito del giornalista, ma scrivere sempre la verità, a volte, in una regione come la Calabria, può essere anche pericoloso. Michele Albanese, ormai da qualche anno, vive sotto scorta per aver pubblicato sui giornali cose vere, ma non gradite dalle cosche di ’ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Michele Albanese ci testimonia che «vivere rettamente» è il miglior modo per non soccombere a chi dà un’immagine negativa della Calabria. «Questa terra è nostra, non è loro».

Rosa OLIVERIO per la narrativa
Nei suoi testi di narrativa, Rosa Oliverio si racconta, ma nel contempo dispiega mondi a lei vicini, che diventano facilmente incontrabili dai lettori. C’è una grande forza di volontà nelle pagine dei suoi scritti e il desiderio di non arrendersi e di essere sempre protagonisti della propria vita. Il suo ping pong tra luoghi di confine (il Crotonese e il Varesotto) è la marcia in più che si trova nei suoi racconti. La sua esperienza di preside, in scuole difficili, l’ha resa capace di capire il bisogno e di venirgli incontro.
Carlo TANSI per l’impegno nelle istituzioni
L’amore alla terra natìa è una caratteristica di chi si impegna per dare il proprio contributo «qui ed ora». Carlo Tansi dopo essere stato per anni a capo dell’Ordine dei geologi della Calabria, per la sua esperienza e competenza è stato chiamato a guidare la Protezione civile calabrese. Praticando il volley in età giovanile, Carlo Tansi ha imparato a fare squadra e superare i muri di problematiche complesse. Ora lo attendono altre sfide da vincere, come quella di dare alla Calabria una seria ed efficiente organizzazione nel delicato settore della Protezione civile.
Comunità «IL DELFINO» per la solidarietà
«L’ultimo – amava dire mons. Dino Trabalzini – è chi in un preciso momento ha bisogno proprio del tuo aiuto». La Comunità Il Delfino nasce nel 1986 per volontà dell’arcivescovo cosentino che avvertiva forte il disagio di numerose famiglie che avevano figli tossicodipendenti. Il «Progetto Uomo» di don Mario Picchi aveva questa strategia: non lasciare mai solo chi tende la mano per essere aiutato. Il Delfino, in questi 30 anni, ha accompagnato migliaia di persone per alleviare o prevenire il disagio giovanile. Significativamente, all’inizio delle attività, fu scelto come nome Il Delfino, un simbolo del crescere sano, del cercare il benessere verso nuovi lidi; nella tradizione cristiana il delfino è simbolo della risurrezione.

Compagnia «I PAGLIACCI» per il teatro come impegno sociale
Il teatro popolare come forma dell’attaccamento alle radici. La compagnia «I Pagliacci» ha nella propria mission il recupero del dialetto come forma espressiva, ma anche presentare e divulgare storie, personalità e personaggi popolari nati o vissuti a Montalto Uffugo, in primis il famoso musicista Ruggiero Leoncavallo, che da un episodio cruento accaduto a Montalto – visto e mai dimenticato dal maestro – concepirà l’opera «I Pagliacci», nome che i componenti della compagnia hanno fatto proprio. Le rappresentazioni teatrali, finora messe in scena, raccontano lo spaccato che la nostra società sta vivendo: cambiano i costumi, ma non muta con la stessa intensità la mentalità popolare.

Pasquale LOPETRONE per gli studi storico-architettonici
Da oltre 30 anni l’architetto Pasquale Lopetrone studia la storia della propria terra, dando un valido contributo al recupero delle radici della gente di Calabria. Saper leggere nelle pietre, che gli uomini di appena ieri hanno sapientemente messo una sull’altra, stili, significati e simboli architettonici e antropologici è il suo più grande merito. Lopetrone indaga, tra l’altro, come Gioacchino da Fiore e i gioachimiti hanno costruito le proprie case di religione; basti solo ricordare che grazie alla sua caparbietà e determinazione è stata ritrovata, dopo uno scavo, la Domus Mater, la prima costruzione florense a Jure Vetere (la nuova Nazaret). Pasquale Lopetrone segue, con grande professionalità, tutto l’iter del restauro del monumento, curando successivamente preziose pubblicazioni, non solo per la comunità scientifica e per gli addetti ai lavori, ma anche per chi vuole accostarsi con interesse al mondo del passato.

Aurelio MORRONE per l’ambientalismo
La custodia del creato, l’attenzione verso tutto ciò che ci circonda, una politica ambientale seria e propositiva: queste sono le coordinate che da molti anni muovono l’impegno politico e sociale di Aurelio Morrone, già assessore provinciale all’ambiente, ideatore della manifestazione “Verde Sud”, che nei primi anni del Duemila fu una grande occasione per mettere in rete tutti i protagonisti meridionali dell’ecologismo. Come coportavoce regionale della Federazione dei Verdi, Aurelio Morrone gira la Calabria, sostenendo iniziative e proponendo i valori dell’ambientalismo, sempre seguendo il suo stile di vita: «L’importante è aver fatto il proprio dovere, con passione».

Riccardo BARBERI per gli studi scientifici
Da Catona ad Arcavacata, Riccardo Barberi si laurea in Fisica all’Università degli studi della Calabria, dove attualmente insegna. Autore e divulgatore di complesse teorie scientifiche e tecnologiche, ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni e 15 brevetti. Collabora con i maggiori laboratori nel mondo dove si studia la soft matter per realizzare nuove tecnologie, partendo dagli studi scientifici. Da anni i docenti dell’ateneo calabrese, molti dei quali, come Barberi, ex studenti dell’Unical, si ritrovano ai primi posti nelle classifiche redatte da autorevoli riviste scientifiche per l’innovazione degli studi e la qualità didattica.

Salvatore BELLIO per la musica popolare
Da sindaco a cantastorie, questa la parabola di Salvatore Bellio, che negli anni Ottanta ha retto il Comune del suo paese, Belvedere Spinello; successivamente ha continuato il suo impegno civico e sociale, quale cantastorie, nelle case di riposo per anziani. Bellio con la sua chitarra, ma in primo luogo con la sua grande umanità e simpatia, periodicamente si reca in alcune RSA per far trascorrere un paio d’ore d’allegria a chi, per vari motivi, ha bisogno di cure e di essere assistito. Cantare la storia per non dimenticare è come consegnare il futuro cosciente ai più giovani.

 

TUTTE LE FOTO DEI PREMIATI NEL GRUPPO FACEBOOK
Settimana della cultura calabrese

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 Nella foto in alto la consegna del riconoscimento a mons. Ignazio Schinella, consegnano la pergamena Eugenio Celestino, presidente della Nuova Pro loco di Camigliatello Silano, il direttore artistico della casa editrice Progetto 2000, Albamaria Frontino e il rettore dell’Universitas Vivariensis, Demetrio Guzzardi; nella seconda foto: il giornalista Enzo Pianelli e don Ennio Stamile referente regionale di “Libera” premiano il giornalista Michele Albanese. Nella foto in basso il giornalista-geologo Roberto Saporito con Carlo Tansi.

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"C'era una volta la banda" Città di Filogaso

 

Presentata a Filogaso la pubblicazione dal titolo "C'era una volta la banda" storia e ricordi del corpo bandistico Francesco Cilea" Città di Filogaso, curata da Francesco Augurusa e Nicola Iozzo e stampato da Zigo Zago di Vibo Valentia. Al tavolo dei relatori il sindaco di Filogaso, Antonio Barba, l'antropologo e docente dell'Unical, Vito Teti e gli stessi autori, Augurusa e Iozzo. Da noi, in Calabria, si dice che "non c'è festa senza banda musicale" e, anche a Filogaso, ad ogni festa, arrivava la banda da fuori, una banda forestiera per la festa grande, una volta da Capistrano, un anno da Filadelfia, o da Curinga, Platania, Pannaconi, Pizzo, San Costantino Calabro o da un altro paese della Calabria o anche, certi anni, dalla Puglia. Poi un bel giorno del 1952 in paese si decise di realizzare un sogno, formare una vera banda musicale di Filogaso. Il grande sogno si realizzò grazie ad un comitato spontaneo e al M° Nicola Bosco della vicina San Nicola da Crissa ma, purtroppo, durò troppo poco, solo tre anni. Quell'avventura denominata "Corpo Bandistico Francesco Cilea Città di Filogaso" aveva fatto, per un attimo, sognare, aveva segnato con la musica tante strade e vicoli, piazze e paesi interi, aveva seguito devozionalmente santi patroni e madonne antiche, aveva avuto l'onore del palco, il gazebo barocco illuminato ad acetilene, aveva salutato per l'ultima volta membri della comunità, aveva accompagnato feste rituali e funerali, eventi belli e brutti. A distanza di più di sessant'anni oggi rimangono, sparsi per le strade del mondo, i sogni e le reliquie di quell'effimera banda musicale. Sembrerà strano ma tutto quello che è rimasto della banda  musicale di Filogaso sono solo alcuni vecchi cimeli, i bottoni lucidi e dorati e le mostrine della divisa blu scuro, qualche foto ingiallita, il libretto con alcuni spartiti musicali strapieni di note appese e appuntate con l'inchiostro sul pentagramma... tutto il resto, i vecchi lucidi strumenti musicali, gli ottoni, i tamburi, i clarinetti, i piatti, sono come spariti nell'oblio del tempo, alcuni allontanati da Filogaso dall'emigrazione, trasportati in città lontane, o dimenticati chissà dove, distrutti, forse rivenduti ad altri musicanti di altre bande più fortunate. Quel poco che rimane oggi è diventato una vera reliquia e rappresentante silenzioso del ricordo della banda stessa. Tutto il resto è memoria, una fotografia con la banda al completo scattata a Falerna per ricordo, dimenticanza tangibile di un sogno degli anni cinquanta, oblio, segno di un passato che non c'è più. La retorica del tempo perduto non serve, Francesco Augurusa, uno dei testimoni diretti, e Nicola Iozzo, a tanti anni di distanza cercano di ricomporre la sbiadita pagina della memoria della banda musicale di Filogaso attraverso i pochi testimoni che sono in vita e qualche vecchio documento ritrovato. I tre anni del Corpo Bandistico "Francesco Cilea" e le attività della banda musicale Città di Filogaso, ricostruiti minuziosamente per poter comporre la storia di una esperienza collettiva unica e di un antico sogno realizzato, per un attimo ancora.
Franco Vallone

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Antonio Matera il "contadino artista naif" di Briatico
Espone in questi giorni presso il Centro sociale di Zambrone


Antonio Matera, classe 1951, tre figli, due maschi ed una femmina, è il contadino filosofo artista naif di Briatico che da tanti anni ha scelto di vivere in modo diverso, lontano dai rumori del paese, dal caos delle auto. Esasperato dai ritmi convulsi della città, Antonio Matera ha scelto di vivere proprio di fronte all'antico borgo di Briatico Vecchia distrutto dal terremoto del 1783, in una campagna assolata di contrada "Gatto", su di un terreno scosceso di una amena vallata che Matera ha pazientemente bonificato e trasformato in un vero giardino incantato. "...mi inventai in questo scosceso fazzoletto di terra il mestiere di contadino- ci racconta Matera- per dieci anni fu bello vivere in intima comunione con la natura; poi vennero i figli, crebbero i bisogni, cominciò l'assillo delle bollette, e l'affanno intorbidì la primitiva bellezza. Sono da tanti anni agricoltore biologico, prima clandestino, poi certificato, nonostante le difficoltà oggettive di essere fuori dal coro. Coltivo olivi secolari, limoni, tutti i frutti che stanno scomparendo dalle campagne e la cipolla rossa di Briatico, perché quella di Tropea autentica e biologica è scomparsa da tempo". E poi, nel suo sguardo, ci sono aranceti,alberi di pompelmi, pesche merendelle, albicocche, melograni e banani che d’inverno si seccano per il gelo ed in primavera riprendono a vivere come per incanto. "Vivo nel sole e nel vento; quando piove interrogo i ceppi di olivi uccisi dal fuoco, e con l'ascia  e la sgorbia disvelo la forza e la fantasia racchiusa nelle venature del legno tormentato...". Matera all'inizio impara ad impastare l’argilla che scivola fuori dalle stratigrafie della scoscesa strada che porta alla contrada, inizia a fare delle belle opere, ma si accorge anche che con l’argilla, con la terra, quando si sbaglia si può correggere, rimpastare, rifare. Invece lui desidera altro, vuole tirare fuori le forme che pensa, dal di dentro della materia utilizzata ed allora cambia proprio materia, scolpisce le grandi pietre arenarie, il calcare, i sassi della sua terra. Dalla scultura in pietra Matera passa poi a lavorare la radica d’ulivo, difficile e durissima, anche questa sotterranea, intima.  C’è stato pure il tentativo di scolpire il sapone di casa, quello fatto con l’olio d’oliva vecchio e la soda caustica, "buoni i risultati ma le sculture purtroppo - ci confida - sono state mangiate dai topi”. Bassorilievi, altorilievi, sculture a tutto tondo, levigate, lucidate, trattate e protette semplicemente con gomma lacca diluita al sole con un risultato finale passionale, intimo, con le sculture dai colori e dalle mille tonalità calde dell’ambra. Antonio Matera interroga per giorni la radica di ulivo stagionata poi ci scava dentro in profondità per cercare tra le sue venature, per vedere cosa c'è dentro e far uscire fuori tutti i personaggi che vi sono imprigionati. Una sorta di riscatto e di simbolica liberazione materica delle forme. I risultati sono davvero inaspettati: dalle viscere del legno dei secolari ulivi riemergono figure umane e sacre, icone, polene di navi antiche, volti dallo sguardo teso e squarciato da urla, Cristo nelle sue espressioni più forti della Passione, nel misto di sofferenza, sopportazione e contemplazione, espressività di volti sempre in tensione , madonne, cavalli e presepi, nudi di donna e scimmie, tanti gatti di tutti i colori, sculture raffinate, opere uniche. La sua arte spontanea di pittore e scultore nasce qui, tra queste terre sapientemente coltivate, accanto ad ogni specie d’animale. Prima allevamenti con un cavallo pony, maiali, oche, tacchini, papere, mucche ed “oggi solo galline, cani, topi e gatti". I gatti di contrada Gatto infatti esistono davvero e convivono con i cani, un pulcino ed altri animali. Sono i gatti che Antonio Matera ritrae nelle sue opere pittoriche su legno o masonite, ma che vengono dipinti anche su vecchie tegole di case dirupate o decantati nelle poesie pensiero che scrive di notte. Antonio Matera è, dicevamo, un artista e contadino, un libero filosofo, un vero naif raccontatore della sua straordinaria esperienza di vita che conduce, al di fuori delle classiche convenzioni che la vita stessa offre. 
Franco Vallone

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Settimana della cultura calabrese
settima edizione
da domenica 28 agosto a domenica 4 settembre 2016
Camigliatello Silano (CS) - Casa del Forestiero - Via Roma

DOMENICA 28 AGOSTO 2016
Ore 10 ANTIQUANDO
Mostra, scambio e mercatino solidale di antichità ed artigianato. Sotto i portici della Casa del Forestiero.
Ore 10.30 RADUNO DI AUTO D’EPOCA
Secondo trofeo nazionale della Sila «Franco Scaglione», a cura del Camecs. Itinerario: Camigliatello Silano, Croce di Magara, San Nicola, Silvana Mansio.
Ore 18.30 CERIMONIA DI INAUGURAZIONE
Intervengono:  Salvatore Monaco, sindaco di Spezzano della Sila; Demetrio Guzzardi, rettore Universitas Vivariensis; Sonia Ferrari, presidente Ente Parco della Sila, Eugenio Celestino, presidente Nuova Pro Loco Camigliatello Silano; Pietro Turano, presidente Accademia dei giochi tradizionali; Marco Mele, presidente Antiquando; Giuseppe Giudiceandrea, consigliere regionale.
LA CULTURA DEL RICORDO. Editoria libraria in Calabria: in memoria di don Domenico Bellissimo e della sua casa editrice Alziamo le vele. Il saggista Giuseppe Italiano presenta Corrado Alvaro il calabrese che ci raccontò.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
FESTA PER I TRENTA ANNI DELL’EDITORIALE PROGETTO 2000. Saranno presenti molti degli autori che hanno pubblicato i propri libri con la casa editrice cosentina. Verrà inoltre presentato ufficialmente il nuovo sito. Nel corso della serata, assaggi della Trinità mediterranea (pane, vino, olio).

LUNEDI 29 AGOSTO 2016
Ore 10-13 PASSEGGIATE SILANE
PARCO NAZIONALE DELLA SILA. Visita guidata all’Arboreto, nei pressi della Fossiata, a cura di Enzo Pianelli.
Ore 16.30-18.30 GIOCHI TRADIZIONALI


Come giocavano i nostri nonni, a cura dell’Accademia dei giochi tradizionali. Oggi utilizziamo i piedi: fazzoletto, sacchi, campana e fune.
Ore 18.30 AGOSTO, LIBRO MIO TI CONOSCO
Presentazione del libro di Antonio Modaffari, Giovanni Paolo II il papa della comunicazione. Novità e cambiamenti nei 27 anni di pontificato. Intervengono: Virginia Mariotti, sindaco di San Marco Argentano; Ernesto Magorno, parlamentare; Aurelio Morrone, ambientalista; Salvatore Vainieri, responsabile stamperia Braille di RSSM. Il cantautore Salvatore Golia presenterà il suo brano Karol, dedicato a Giovanni Paolo II.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
Proiezione del film Riso amaro, regia di Giuseppe De Santis, sceneggiatura di Corrado Alvaro. Introduzione alla visione del film a cura del regista calabrese Antonio Capocasale. La pellicola, prodotta nel 1949, ha ricevuto una candidatura ai Premi Oscar 1951 per il miglior soggetto ed è stata selezionata tra i 100 film italiani da salvare.
  
MARTEDI 30 AGOSTO 2016
Ore 10-13 PASSEGGIATE SILANE
SPEZZANO SILA e PEDACE. Visita guidata alle chiese ed ai conventi di San Francesco di Paola, a cura di Ercole Pasqua.
Ore 16.30-18.30 GIOCHI TRADIZIONALI
Come giocavano i nostri nonni, a cura dell’Accademia dei giochi tradizionali. Oggi utilizziamo le mani: morra, petruzze, battimano e cucuzzaro.
Ore 18.30 AGOSTO, LIBRO MIO TI CONOSCO
Sesto centenario della nascita di San Francesco di Paola
Presentazione dei libri:
• Accademia Montaltina degli Inculti, San Francesco di Paola. Repertorio bibliografico iconografico (secoli XVI-XX).
Emilio Salatino, San Francesco di Paola e l’amore alla maggiore penitenza.
Giovanni Celia, Il Santuario diocesano di San Francesco di Paola a Verbicaro. Storia, tradizioni e restauro.
Catia Martino, San Francesco di Paola tra storia e architettura.
Intervengono: gli autori dei volumi; ed inoltre: Luciano Romeo, Rita Fiordalisi, Anna Viteritti e Filippo D’Andrea.
A seguire: Seconda edizione PREMIO GUSTAVO VALENTE per gli studi storici sulla Calabria a cura dell’Associazione «Gustavo Valente» di Celico. Il presidente Giuseppe Valente e mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, consegnano il riconoscimento a Giacinto Pisani, direttore emerito della Biblioteca civica di Cosenza.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
Proiezione del docu-film di Gianfranco Donadio, L’albero, il santo e i dimenticati (la festa della Pita ad Alessandria del Carretto), a cura di Impressioni meridiane.

MERCOLEDI 31 AGOSTO 2016
Ore 10-13 PASSEGGIATE SILANE
canale di pietrafitta. Visita guidata alla Chiesa florense di San Martino di Giove, dove ha concluso la vita terrena Gioacchino da Fiore, a cura di Pasquale Lopetrone.
Ore 16.30-18.30 GIOCHI TRADIZIONALI
Come giocavano i nostri nonni, a cura dell’Accademia dei giochi tradizionali. Oggi utilizziamo le ruote: carri e cerchio (ruoddru).
Ore 18.30 AGOSTO, LIBRO MIO TI CONOSCO
• Presentazione del libro di Olimpia Regina, Squarci di Palestina. La Terrasanta appartiene a tutta la gente perché lì si è manifestato l’Onnipotente. Intervengono: il maestro Giovanni (Jonny) Girimonte, artista e scultore, Elvira Dodaro, vice presidente Cif Cosenza. Letture di alcuni brani, a cura della Compagnia teatrale DiciassetteBi - Carmelo Giordano e Vicky Macrì.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
Serata jazz. Presentazione del libro  di Amedeo Furfaro, Brutium graffiti. Jazz a Cosenza nel ’900. Intervengono: Raffaele Borretti, docente e musicista; Francesco Stezzi, editor CJC; Maria Rosaria Spizzirri, vocalist, che eseguirà alcuni brani dal cd Formentera dream (Holly CJC)

GIOVEDI 1 SETTEMBRE 2016
Ore 10-13 PASSEGGIATE SILANE
Acri. Visita guidata ai luoghi del beato mons. Francesco Maria Greco: Casa culla nel centro storico di Padia e Chiesa di San Francesco di Paola con annesso museo, a cura di Roberto Saporito.
Ore 16.30-18.30 GIOCHI TRADIZIONALI
Come giocavano i nostri nonni, a cura dell’Accademia dei giochi tradizionali. Oggi utilizziamo la fantasia: Giro d’Italia con i tappi.
Ore 18.30 AGOSTO, LIBRO MIO TI CONOSCO
Presentazione dei libri:
Francesco Saverio Di Lorenzo, Diametralmente opposti. Venti anni di operazioni contro le mafie (1992-2011).
Ernesto Funaro, In nome della legge. Un caso di malagiustizia.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
Proiezione del film L’arciprete, regia di Lorenzo Cognatti. La poetica storia di mons. Francesco Maria Greco (1857-1931), arciprete di Acri e fondatore della Congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori. Un uomo straordinario nella sua semplicità, una voce coraggiosa nelle terre di una difficile Calabria di inzio Novecento.

VENERDI 2 SETTEMBRE 2016
Ore 10-13 PASSEGGIATE SILANE
MOLAROTTA. Visita guidata al Centro sperimentale Arsac, a cura di Giuseppe Cavallo, Giuseppe Pantusa, Enzo Pianelli.
Ore 16.30-18.30 GIOCHI TRADIZIONALI
Come giocavano i nostri nonni, a cura dell’Accademia dei giochi tradizionali. Ultimi allenamenti prima del Sesto torneo nazionale du strummulu.
Ore 18.30 AGOSTO, LIBRO MIO TI CONOSCO
Presentazione del libro di Tommaso Corda, Il popolo protagonista a Isola di Capo Rizzuto. Rivolta delle donne ed altri avvenimenti dimenticati. Intervengono: Carolina Girasole, già sindaco di Isola di Capo Rizzuto, Rosa Oliverio, scrittrice, Maurizio Mesoraca, già senatore della Repubblica.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
RACCONTARE LA GENTE DI CALABRIA
Serata dedicata alle storie ed alle immagini pubblicate sul gruppo facebook Calabria fotografia sociale. Intervengono: Mario Greco, fotografo, Mita Borgogno, giornalista responsabile de Il Domenicale del Quotidiano del Sud, Gino Grande, cantautore e musicista.

SABATO 3 SETTEMBRE 2016
Ore 10-13 PASSEGGIATE SILANE
altilia di Santa Severina. Visita guidata al Museo multimediale delle essenze e degli aromi, e al Monastero della Madonna della Calabria o Calabromaria, a cura di Elena Salerno.
Ore 16.30-18.30 GIOCHI TRADIZIONALI
Come giocavano i nostri nonni, a cura dell’Accademia dei giochi tradizionali. Finale del Sesto torneo nazionale du strummulu «Ugo Lamacchia», l’edizione 2016 è dedicata alla memoria di nonno Giovanni Turano.
Il Torneo nazionale du strummulu è suddiviso in 4 categorie: la prima dedicata ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, l’altra categoria è quella degli uomini dai 15 ai 64 anni. Spazio anche alle donne. Ma la categoria più attesa è quella dei nonni da 65 a 99 anni.
Resta da battere il record di Andrea Bevilacqua di Camigliatello, che 2 anni fa, cronometrato da giudici ufficiali, ha realizzato 2’43”87. I vincitori saranno portati solennemente in trionfo sulla… «sedia del papa», come si usava fare qualche anno fa.
Per le iscrizioni rivolgersi ai responsabili dell’Accademia dei giochi tradizionali (338 3250416).
Ore 17.30 MASTERPLAN
VALORIZZAZIONE TURISTICA DELL’ALTOPIANO SILANO
Presentazione della mozione approvata dal Consiglio Regionale della Calabria. Saluti: Salvatore Monaco, sindaco di Spezzano della Sila; Eugenio Celestino, presidente Nuova Pro Loco Camigliatello Silano; Sonia Ferrari, presidente Ente Parco della Sila. Coordina Demetrio Guzzardi, rettore Universitas Vivariensis. Introduce: on. Orlandino Greco, primo firmatario e promotore della mozione. Intervengono i consiglieri regionali cofirmatari della mozione: on. Giuseppe Aieta, on. Domenico Bevacqua, on. Mauro D’Acri, on. Giuseppe Giudiceandrea, on. Carlo Guccione, on. Franco Sergio; il direttore generale Arsac ing. Italo Antonucci. Conclude: on. Mario Gerardo Oliverio, presidente Giunta regionale della Calabria.
A seguire: Seconda edizione PREMIO FRANCO LOCANTO a cura del Centro studi calabrese «Cattolici socialità politica» a: Mario Carpino, già sindaco di Paterno, e Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Consegnano le pergamene Maria Locanto, Francesco Capocasale e il parlamentare Ernesto Preziosi.
Ore 21.30 SUONI & VISIONI
Poeticamente Reading di poesie in vernacolo ed in lingua, a cura dell’Associazione La bottega degli hobbies.
Ore 22.30 Insieme sotto le stelle della Sila – Croce di Magara – partenza dal Magara Hotel - Passeggiata guidata dal prof. Riccardo Barberi, dedicata a fra Paolo Antonio Foscarini, scienziato calabrese, per la ricorrenza dei 400 anni dalla morte.

DOMENICA 4 SETTEMBRE 2016
Ore 10 ANTIQUANDO
Il mercatino di chi crea, riscopre e riutilizza (Antichità, collezionismo, artigianato). Sotto i portici della Casa del Forestiero.
Ore 11.30 CONFRONTIAMOCI
GOVERNARE IL TERRITORIO, AMMINISTRARE I PICCOLI COMUNI
Incontro tra i cittadini, gli amministratori e i sindaci di: Pedace Marco Oliverio; Serra Pedace Andrea Parise; Casole Bruzio Salvatore Iazzolino; Spezzano Piccolo Stefania Rota e Trenta Ippolito Morrone, in vista del comune unico silano. Intervento conclusivo: on. Giuseppe Giudiceandrea.
Ore 18.30 AGOSTO, LIBRO MIO TI CONOSCO
Presentazione del libro di Ignazio Schinella, Memoria, perdono e misericordia. Imparare lo sguardo pasquale.
Intervengono: Andrea Gualtieri, vaticanista repubblica.it, don Ennio Stamile, referente regionale di Libera, padre Giovanni Cozzolino, delegato generale Consulta pastorale giovanile minima.
Ore 21.30 CERIMONIA CONCLUSIVA
PREMIO CASSIODORO 2016 (Riconoscimenti a personalità che operano e risiedono in Calabria, che si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale, economica e sociale).
Nel corso della serata esecuzione live di alcuni brani del gruppo musicale Coram Populo.
«La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile» (Corrado Alvaro).
I PREMIATI DELLA QUATTORDICESIMA EDIZIONE
Comunità “Il Delfino” per la solidarietà - mons. Ignazio Schinella per gli studi teologici - Michele Albanese per il giornalismo - Carlo Tansi per l’impegno nelle istituzioni - Pasquale Lopetrone per gli studi storico-architettonici -  Riccardo Barberi per gli studi scientifici - Rosa Oliverio per la narrativa - Aurelio Morrone per l’ambientalismo - Salvatore Bellio per la musica popolare - Compagnia “I Pagliacci” per il teatro come impegno sociale

MOSTRE ED ESPOSIZIONI
Corrado Alvaro: il calabrese che ci raccontò. Corrado Alvaro (San Luca d’Aspromonte, 15 aprile 1895 - Roma, 11 giugno 1956) è stato uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento. Viene ricordato, per i 60 anni della morte, con la riproduzione fotografica del monumento a lui dedicato a Reggio Calabria, opera dello scultore calabrese Alessandro Monteleone, con i titoli dei suoi libri, che lo hanno reso famoso.
 La papessa la carta dei tarocchi e le profezie di Gioacchino da Fiore. Pochi sanno che la seconda carta dei tarocchi ha a che fare con una delle profezie gioachimite. La papessa dei tarocchi non è la famosa Giovanna (tra l’altro mai esistita), ma suor Maifreda da Pirovano, una seguace di Andrea Saramita, teologo della setta dei Guglielmiti.
 Bye bye da Camigliatello: quando le cartoline erano un mezzo pubblicitario. Spedire una cartolina dai luoghi di villeggiatura era un modo per far conoscere le bellezze di un posto. Editori e stampatori sceglievano con cura i soggetti da ritrarre. Milioni di cartoline hanno fatto conoscere in tutto il mondo Camigliatello e la Sila. Una rassegna di queste immagini è anche un tuffo nel recente passato, quando l’Altipiano Silano accoglieva i turisti che volevano trascorrere una serena vacanza nel bosco più bello d’Europa.
 Raccontare la gente di Calabria. Reportage fotografico di Mario Greco
Colori e profumi in diretta dalla natura a cura della Comunità «Don Milani» di Acri
Esposizione di volumi di argomento calabrese e LibrodiVino
Novità bibliografiche 2015-2016 Casa editrice Progetto 2000

FOTO E FILMATI sul gruppo Facebook – Settimana della cultura calabrese
Il programma on line
https://issuu.com/deguzza/docs/settimana_della_cultura_2016_provvi/1?e=0

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'U Pisci, storia della “caccia” al pescespada, il nuovo volume di Michele De Luca
Il libro verrà presentato a Briatico questa sera (sabato 20 agosto) alle ore 18.30, presso il Bar "Il Timone" nel largo Rocchetta della marina


Il nuovo volume del ricercatore e glottologo Michele De Luca affronta in modo inedito il tema della "caccia" del Pescespada, 'u pisci. Il libro di De Luca verrà presentato questa sera alle ore 18.30, con un aperitivo, la presenza dell'editore Laruffa di Reggio Calabria e una relazione dell'autore, nell'incantevole Largo della Rocchetta della marina di Briatico, presso il Bar "il Timone", all'interno delle iniziative culturali dell'Associazione "Briatico nel Mondo", presieduta da Angelo Melluso e dalla "Cooperativa Pescatori Briatico". Per i pescatori delle marinerie calabresi ‘u pisci è, per antonomasia, il pesce spada, quasi la personificazione di un guerriero indomito con il quale misurarsi in un duello che si protrae, nel tempo, da svariati secoli. Tale convinzione si fonda sul fatto che lo spada, a differenza degli altri abitatori degli abissi, ha suscitato negli uomini d’ogni tempo sentimenti di ammirazione e stupore, e ha dato vita a fantasticherie e leggende d’ogni sorta. Si è creduto che la lunga spada ossea gli servisse solo da difesa, che comprendesse la lingua greca, che provasse dolore per la presenza nelle sue pinne dorsali di un pestifero animaletto che, urticandolo, gli facesse fare incantevoli balzi fuori dall’acqua; che, infine, si lasciasse morire alla vista della cattura della sua compagna e che provasse, insomma, un qualche sentimento, una sia pur minima forma d’intelligenza, da renderlo più vicino al genere umano. Per lui si è coniato il termine di ‘caccia’ e non di ‘pesca’, perché la cattura del pesce spada con la fiocina, che si praticava un tempo nei piccoli luntri a remi, non è poi tanto dissimile da quella con le belve feroci, quando queste si prendevano con le armi bianche e la “lotta” era alla pari: avvistamento, inseguimento, colpo mortale. Lo spada, con il suo corpo slanciato ed ergonomico, è il pesce marino più singolare, il più veloce dopo il pesce vela, un vero principe del mondo marino! 'U Pisci è un bel volume di 144 pagine, riccamente illustrato a colori e stampato per i tipi di Laruffa Editore, che "nasce dalla necessità di far conoscere meglio e tutelare questa meravigliosa creatura degli abissi, ma anche di ricordare una tradizione millenaria ormai scomparsa! I diversi nomi con il quale è indicato, nel corso dei secoli, il pesce spada, se da una parte attestano l’interesse verso questo pesce dall’altra ci permettono d’indagare sulle società arcaiche e poter riconoscere i motivi che hanno indotto gli scrittori del passato ad attribuire al pescespada tanti nomi diversi. Infatti nessun altro pesce, nella storia della zoologia marina, ha avuto il privilegio di possedere tanti etimi!". Michele De Luca è nato a Roma da madre romana e padre di Parghelia. Da qui, in parte, l’interesse per lo studio dei dialetti della Calabria e della sua storia. Una passione travolgente, come quella per la storia contemporanea, che ha portato De Luca a realizzare una biblioteca di interesse locale di circa 23.000 volumi e 2.000 periodici e numeri unici, biblioteca riconosciuta dai Beni culturali.
Franco Vallone

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IL QUOTIDIANO DEL SUD , SABATO 13AGOSTO 2016

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X EDIZIONE DEL PREMIO NICOLA CARROZZINO
AD  ACQUAPPESA

Su iniziativa della Libera Università Popolare di Acquappesa  si svolgerà venerdì 12 agosto, con inizio alle ore 21, nel centro storico del paese, sede del complesso termale più importante della Calabria, la decima edizione del Premio Nicola Carrozzino.
La manifestazione ruoterà quest’anno attorno a due volumi di Ernesto Funaro, già assessore regionale della Calabria e segretario regionale del Partito Popolare, pubblicati dalla casa editrice “editoriale progetto 2000” con una riflessione sul tema Dalla politica di coesione a un caso di malagiustizia, cui parteciperanno l’autore e l’editore Demetrio Guzzardi. È prevista la lettura di alcuni brani dei volumi presentati ad opera di Marco Silani. I lavori saranno introdotti dal Presidente della Libera Università Popolare Emilio Sciammarella e saranno coordinati dalla professoressa Mirella Mannarino.
Il Premio è stato assegnato alla memoria del maestro liutaio Francesco De Seta, acquappesano illustre, e sarà ritirato da uno dei figli.
La serata sarà allietata dall’accompagnamento musicale di un’inedita “Band in… cantiere”, con la partecipazione della soprano Cesira Frangella e del sassofonista Marco Lucchetta.
Il premio ricorda il compianto Nicola Carrozzino, figura prestigiosa di maestro e Sindaco, per anni animatore di iniziative finalizzate alla valorizzazione turistica e culturale che da Acquappesa si irradiavano sul Tirreno Cosentino e sull’intero territorio regionale.

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Premio letterario Rai La Giara Calabria. 2015-2016

Venerdì 27 maggio ore 11:00, Sala conferenze Anap Briatico presentazione libri vincitori Premio Rai La Giara Calabria.
Interverranno:
- Luigi Michele Perri referente premio Rai La Giara Calabria
- Demetrio Crucitti direttore sede regionale Rai Calabria
- Franco Pancallo editore, componente giuria regionale ...
- Teresa Maccarone comune di Briatico
- Giusy Staropoli Calafati e Dario Manti vincitori Premio La Giara Rai Calabria 2015/2016.
Ad allietare l'incontro culturale, l'orchestra musicale dell'Istituto Comprensivo di Briatico-Zambrone, prima classificata al recente Concorso Internazionale di musica "Sant'Alfonso Maria de Liguori" di Salerno.


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La FONDAZIONE LILLI
ha organizzato la presentazione del volume
TI REGALO LE STELLE. Storia di un neurochirurgo
del prof. Giulio Maira

COSENZA - Venerdi 20 maggio 2016 - ore 18
Biblioteca Nazionale di Cosenza - piazza Toscano 

Introduce: la direttrice della Biblioteca Nazionale Elvira Graziani
intervengono: la dott.ssa Agata Mollica e i docenti Sebastiano Andò e Giuseppe Corriero.
modera: Demetrio Guzzardi – conclude il prof. Giulio Maira.

Nel libro si parla anche di Lilli Funaro e di Elisabetta Gallo, due stelle cosentine che ci sorridono dal cielo.

Il professor Maira ci ricorda la sua vita, la sua passione per la medicina intesa come soccorso all’altro.
Per lui mettere la propria scienza a servizio dell’altro è dovere ma anche consolazione.
Ciò emerge nei mille incontri con personaggi diversi, statisti, artisti, le suore di madre Teresa a Calcutta
e soprattutto i pazienti, con i quali come con parenti stretti, si condividono gioie e dolori.
Una vita dedicata al prossimo ma con entusiasmo perché fare del bene fa bene.
In Giulio c’è come un continuo ringraziamento, per quello che vede, per quello che legge,
per quello che fa, un “cantico delle creature” che sorge spontaneo dalla sua anima.
dalla prefazione di Lamberto Maffei

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Giusy Staropoli Calafati, “Natuzza Evolo”

Era un giorno come tanti quando Dio scrisse il mio nome. Era un giorno come tanti quando scoprii che Dio mi aveva donato dei talenti. E mi lasciai andare con una penna alla mano, alla poesia, che mi chiedeva in un sol battito di ciglia, molto, troppo coraggio. Perché il coraggio del poeta è tale e quale a quello delle madri che non si cutrano delle doglie e partoriscono. E i poeti sono come la poesia: per tutti e per sempre. Ne feci da distribuirne alla gente, che leggeva saziandosi e sorride ancora. Così, un altro giorno, uno qualunque, incominciai a seminare parole tra i miei fogli per una mamma che non è mia madre: Natuzza Evolo. Perché scrivere proprio di mamma Natuzza?  Non basterebbe una vita per spiegarlo, ma il cuore ha suoni impercettibili che tradotti in parole descrivono un’infinità di cose, tutte poesie. E il desiderio di parafrasare una delle poesie più belle di Dio che ha per titolo Natuzza Evolo mi venne da dentro il cuore. 
di Giusy Staropoli Calafati, tratto da “Natuzza Evolo -due chiacchiere con Maria”, il primo libro di poesie scritto sulla mistica di Paravati. Prefazione di Don Pasquale Barone, e Padre Michele Cordiano (Falco Editore).

 

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IL SERPENTE E IL DRAGO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016

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DOMENICA 15 MAGGIO 2016 ORE 13
SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Presentazione in anteprima nazionale del volume

...E GLI UCCELLINI SCELSERO COME NIDO LA SUA MANO
La vita di don Alfonso Maria Fusco raccontata ai bambini

scritto da suor Lina Pantano e pubblicato dall’editoriale progetto 2000

Don Alfonso Maria Fusco è il fondatore delle Suore Battistine, congregazione nata ad Angri (SA) a fine Ottocento. Papa Francesco nei giorni scorsi ha promulgato il decreto per la sua canonizzazione. Non è un caso che don Fusco verrà proclamato santo proprio nel bel mezzo del Giubileo della Misericordia. Per raccontare la sua straordinaria vita, la superiora provinciale suor Lina Pantano ha scritto un testo che farà conoscere «il padre dei poveri, che passava per le vie di Angri amando e beneficando tutti, in modo particolare i bambini e i giovani». Il volume è stato illustrato da Amalia Visciano e Libera Nappi. Il libro verrà presentato domenica 15 maggio 2016 alle ore 13, nello stand della Regione Calabria (Padiglione 2 – L126 M125), oltre all’autrice interverrà l’editore Demetrio Guzzardi.

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Il programma delle presentazioni dei libri al #SalTo16

Editoriale progetto 2000, casa editrice cosentina fondata da Demetrio Guzzardi ed Albamaria Frontino nel 1986,
è lieta di iniziare i festeggiamenti per i 30 anni di attività al Salone Internazionale del Libro di Torino.

dem (3).JPGDa venerdì 13 a domenica 15 maggio 2016 nel Padiglione 2 (L126 M125) Stand Regione Calabria
presenteremo insieme ai nostri autori le ultime novità

VENERDI 13 MAGGIO 2016
ore 14-15
• Antonio Modaffari, presenta il suo libro Giovanni Paolo II il papa della comunicazione: novità e cambiamenti nei 27 anni di pontificato.
• Anna Viteritti, direttrice Biblioteca Civica di Cosenza, presenta il volume San Francesco di Paola. Repertorio bibliografico iconografico (secoli XVI-XX). Nelle biblioteche: Civica di Cosenza, Nazionale di Cosenza, degli Inculti di Montalto Uffugo.
• mons. Pietro Pontieri, presenta il suo libro Racconti silani davanti al focolare.
Introduce e coordina l'editore Demetrio Guzzardi

ore 21-22
SESTO CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA
• don Daniele De Rosa, presenta il suo libro San Francesco di Paola il profeta dell'essenziale.
• padre Giovanni Cozzolino, presenta il suo libro San Francesco di Paola e il miracolo del passaggio dello Stretto di Messina.
• padre Alfonso Longobardi, presenta il suo libro Basta poco. Segni di quotidiana serenità.
Introduce e coordina l'editore Demetrio Guzzardi.

SABATO 14 MAGGIO 2016
ore 17-18
• mons. Ignazio Schinella, presenta il suo saggio Memoria, perdono e misericordia. Imparare lo sguardo pasquale.
Introduce e coordina l'editore Demetrio Guzzardi.

DOMENICA 15 MAGGIO 2016
ore 10-11
• Mauro Santoro, sindaco di Terravecchia (Cs), presenta il suo libro L'autarchia tessile del regime fascista. Il ginestrificio di Cariati.
Introduce e coordina l'editore Demetrio Guzzardi.

ore 13-14
• suor Lina Pantano, superiora provinciale delle Suore Battistine, presenta il suo libro …e gli uccellini scelsero come nido la sua mano. La vita di don Alfonso M. Fusco raccontata ai bambini.
• Franca Ch. Levato, presenta il suo libro, Le avventure di Babbo Natale e dei suoi folletti.
Partecipa Sonia Ferrari, presidente Parco Nazionale della Sila.
Introduce e coordina l'editore Demetrio Guzzardi.

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L’EDITORIALE PROGETTO 2000 DI COSENZA
PROPONE AI LETTORI DEL SALONE DEL LIBRO DI TORINO
QUATTRO LIBRI SU SAN FRANCESCO DI PAOLA

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"RoboHand", l'ambizioso progetto realizzato

da Marcello Mandaradoni che apre a nuovi sviluppi di ricerca

Si chiama Marcello Mandaradoni, ha 19 anni ed abita a San Leo, piccola frazione del comune di Briatico. Studente e lavoratore ma anche ricercatore e sperimentatore di nuove tecnologie e grande appassionato di robotica, Mandaradoni l'anno scorso, per la tesi di fine anno scolastico presso l'Istituto Tecnico Industriale "Enrico Fermi" di Vibo Valentia, ha presentato e realizzato un interessante progetto denominato "RoboHand", una ideazione che ha previsto anche la costruzione di un innovativo prototipo destinato a nuovi possibili sviluppi di ricerca. "RoboHand" è una vera e propria mano robotica interattiva, costruita dal giovane Marcello Mandaradoni, costituita da parti meccaniche e da circuiteria di contorno e nata dalla collaborazione con il "FabLab" di Messina. Il FabLab, il Fabrication Laboratory, è un insieme di strumenti e processi, per costruire qualsiasi tipo di oggetto. Nel FabLab, è infatti possibile realizzare qualsiasi oggetto partendo da un semplice file realizzato in CAD ed una stampante in 3D, una taglierina laser, frese a controllo numerico e plotter. La struttura di "RoboHand", stampata al FabLab partendo da un file 3D (.stl), è molto complessa e per realizzarla è stato utilizzato un innovativo materiale di nuova generazione denominato XT realizzato con polimero Eastman, le cui caratteristiche meccaniche lo rendono il materiale per eccellenza della realizzazione rapida, con rigidezza e resistenza alla rottura elevatissima, non paragonabile con alcun materiale utilizzato oggi per le stampe 3D. Il prototipo "RoboHand" di Marcello Mandaradoni riesce ad interagire con l’utente in diversi modi, tramite PC, cellulare ed un sofisticato guanto indossabile dal utente. L'ambizioso progetto della mano robotica è nato dall’idea di far interagire l’uomo e la macchina; riuscire a riprodurre i movimenti di una mano umana su un sistema robotico. A tal proposito è stata anche realizzata un App per PC che tramite un collegamento USB permette di gestire il movimento di ogni singolo dito, rilevare la temperatura e l’umidità ambientale. Ogni azione viene confermata da un feedback vocale, inoltre, tramite un App scaricabile dallo Store di Google sul nostro Smartphone Android, è possibile controllarla vocalmente, quindi pronunciare le azioni tramite la nostra voce, utilizzando semplicemente il sistema di comunicazione Bluetooth. Ma il sistema più avanzato ed evoluto del progetto di Marcello Mandaradoni è l’utilizzo a distanza tramite uno speciale e avveniristico "guanto indossabile" costituito da sensori flessibili, che permette la riproduzione dei movimenti eseguiti da una mano umana sul sistema robotico, con un affidabilità del 60%. Il sistema robotico viene completamente gestito da un microcontrollore, un semplice PC di piccole dimensioni, accompagnato da una scheda di supporto, che si occupa dell’interfacciamento completo, con i servomotori che permettono il movimento delle dita. L'ambizioso obiettivo di Marcello Mandaradoni per il futuro è quello di realizzare una nuova versione della mano robotica, con la collaborazione di alcuni colleghi, che abbia caratteristiche di "protesi 3.0", sia facilmente interfacciabile e con tante funzioni particolari,  che possa essere utile per tutte quelle persone che hanno una disabilità motoria. Ma il progetto non si ferma qui, non prevede solo protesi medicali, la ricerca di Mandaradoni mira anche ai sistemi di rivelazione fondamentali; "infatti - ci spiega Mandaradoni- con l’ITIS Enrico Fermi di Vibo Valentia, stiamo mettendo a punto una sorta di naso elettronico per la rilevazione di elementi chimici presenti nei vari prodotti alimentari".

Franco Vallone 9-5-2016

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AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO
Domenica 15 maggio 2016 – ore 10

Presentazione del volume di Mauro Santoro
L’AUTARCHIA TESSILE DEL REGIME FASCISTA
IL GINESTRIFICIO DI CARIATI

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L'ultimo sarto di Briatico
La Scomparsa di Gennaro Prostamo, "Mastro Luzzo"


La scomparsa di Gennaro Prostamo, Mastro Luzzo, segna la fine di una vera e propria epoca di sartoria a Briatico. Ora, in paese, non ci sono più sarti, era l'ultimo vero "mastru custureri".
Mastro Luzzo aveva da sempre il suo piccolo laboratorio sartoriale, con il manichino di legno, il grande specchio leggermente inclinato, l'asse da stiro con il ferro professionale, la macchina da cucire nera, rigorosamente Singer e a pedale, le grandi forbici da sartoria, rotoli di filo da imbastitura e rocchelline colorate di mille colori. Era davvero un bravo sarto Mastro Luzzo, la porta della sua sartoria era sempre aperta a tutti, per piccoli lavori di accorciatura, di pantaloni e gonne da riparare, di cerniere lampo scarrellate da sostituire, di lavori di rifinitura, per bottoni ed automatici da cucire, per mille altre scuciture da risolvere... ma la sua vera professionalità la si poteva osservare quando, da un pezzo di stoffa arrotolata, tirava fuori un classico abito da sposo, un vestito scuro e raffinatissimo, cucito su misura. Gennaro Prostamo era nato a Briatico il 18 ottobre del 1936, apparteneva ad una antica famiglia di Briatico storicamente dedita alla pesca, lui invece, sin da ragazzino, aveva scelto di andare dal Mastro. In quel tempo, negli anni Quaranta, ogni sarto aveva il proprio nutrito gruppo di discepoli, poi in realtà solo i migliori diventavano veri sarti per tutta la vita. Mastro Luzzo era stato allievo, con l'amico Bruno Galati di Mandaradoni, del mitico Mastro 'Ntoni, di Antonio Bonaccurso. Poi, successivamente, Prostamo era emigrato, si era spostato a lavorare al nord, a Venezia. Nella città lagunare Gennaro Prostamo si specializza e lavora nell'atelier di Alviano, un sarto del tempo. Ritornato a Briatico dopo dieci anni, apre un suo laboratorio sartoriale, si sposa, diventa padre di due figli, Saverio e Giuditta. Una personalità mite e silenziosa quella di Gennaro Prostamo, un uomo rispettoso di tutti, riservato, serio, ben voluto da chi l'ha conosciuto, disponibile, onesto e comprensivo. Con il suo metro giallo appeso sempre al collo, il mastru custureri Prostamo è l'uomo dai modi garbati, il sarto puntuale e preciso che diventa molto ricercato, la sua clientela all'epoca è davvero variegata, dal contadino all'operaio, dal nobile marchese al professionista vibonese. Per lui a Briatico arrivavano in tanti, da Pizzo, Vibo Valentia, Tropea, da tutta la provincia ed oltre. Per mastro Luzzo il mestiere del sarto era, ogni volta che doveva cucire un abito maschile, una giacca e un pantalone, un impegno di serietà ed un viaggio appassionato e affascinante. "Vestire donne e uomini non è cosa da poco", diceva che "in un abito devono fondersi estro e abilità, creatività e gusto". Nel paese e nel circondario di Briatico erano presenti tante piccole sartorie con sarti che lavoravano pazientemente con gli stessi antichi strumenti di lavoro di sempre, dietro il grande bancone in legno o sulla soglia della sartoria, affacciati direttamente sulla strada. Gennaro, la sua bella macchina da cucire nera "Singer", con le scritte dorate, la preferiva di gran lunga alle nuove macchine elettriche. Mastro Luzzo nella sua vita ha cucito tante giacche, pantaloni, cappotti e camicie su misura, da uomo e da donna, nell’inconfondibile ed inimitabile stile classico italiano, abiti rigorosamente realizzati e rifiniti a mano, utilizzando solo tessuti italiani di alta qualità. Il bravo sarto briaticese sceglieva i tessuti, pensava al tipo di colletto e ai polsini da inserire, al modello, alla sua vestibilità, e poi le piccole rifiniture, i bottoni e le asole, le iniziali del nome da ricamare. I capi cuciti da Mastro Luzzo erano davvero unici, realizzati sempre su misura, diversi uno dall'altro. Una volta prese le misure al cliente, Prostamo realizzava il vestito, senza alcun cartamodello, soltanto utilizzando gessetto e squadretta, un abito imbastito con ago e filo, senza l'uso di spilli. Poi la prova e la cucitura, ben quattro lunghi giorni di lavoro per una giacca. Una giacca per un abito raffinato, perfetto, da alta moda. Oggi, con la sua scomparsa, si perde l'ultimo dei sarti di Briatico, rimangono i suoi capi cuciti con passione, tantissimi ricordi, le  belle foto (che pubblichiamo) del reportage di Pino Albanese e si ripensa nostalgicamente agli altri mitici componenti di una famiglia di una vera e propria epoca sartoriale, formata da  Francesco Francica, detto Cicciu 'u Russu, da Mastru 'Ntoni Bonaccurso, da Nicola Calzone, da Mastro Peppino Limardo, da Mastro Nino Scarmato e Mastro Cono Bagnato di San Costantino, da Fortunato Polito di Paradisoni detto Mastro Nato, da Antonino Lo Giacco di Paradisoni, detto Mastro Nino che, a sua volta, era cresciuto nella bottega di Mastro Antonio Vasapollo, dal sarto Francesco Pietropaolo di Sciconi, morto a più di cento anni e, pian piano, la storia scende profonda nelle antiche generazioni di sarti provenienti dalla Briatico dell'Ottocento.
Franco Vallone

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GIOVANNI PAOLO II IL PAPA DELLA COMUNICAZIONE

ANTONIO MODAFFARI PRESENTA
IL SUO LIBRO A COMMENDA DI RENDE
NEL SECONDO ANNIVERSARIO
DELLA CANONIZZAZIONE DI KAROL WOJTYLA

Mercoledì 27 aprile alle ore 19,30 presso l'auditorium della comunità parrocchiale Sant'Antonio di Commenda di Rende si terrà la presentazione del volume Giovanni Paolo II, il papa della comunicazione. Novità e cambiamenti nei 27 anni di pontificato edito dalla casa editrice modaffari a rende.jpgcosentina Progetto 2000.

Continua il tour del volume scritto da Antonio Modaffari che, dopo la tappa di Commenda di Rende, approderà al Salone internazionale del Libro di Torino: «Sono molto felice - dichiara l'autore – di come sia stato accolto il mio libro. Un successo figlio dell'amore che tutti noi abbiamo verso San Giovanni Paolo II, straordinario protagonista della storia recente e modello di santità da seguire. Ogni presentazione si traduce in un commovente ricordo e, sono convinto, che anche la tappa di Commenda di Rende riserverà emozioni uniche dal momento che coincide col secondo anniversario della canonizzazione di Karol Wojtyla».”

L'editore Demetrio Guzzardi, che nel suo ricco catalogo di pubblicazioni, oltre 700 titoli, molti di argomento religioso dice: «I libri sono un grande modo per entrare in empatia tra la gente e l’autore. Questo testo di Antonio Modaffari lo è ancora di più. In tanti ricordano fatti, parole e gesti del papa polacco e la lettura del libro ridesta ricordi indelebili. In molti che sono venuti alle presentazioni hanno voluto raccontare di essere stati più volte a Roma ad udienze del papa…, ma in tanti sono partiti verso San Pietro nei giorni della scomparsa del pontefice…, quando milioni di persone hanno fatto lunghissime file pur di vedere per l’ultima volta il “loro” papa. Modaffari ha messo insieme tanti tasselli per rileggere un grande pontificato».

L'incontro sarà moderato dall’editore Guzzardi, introdotto dal guardiano del convento dei minori francescani, padre Franco Caloiero, cui seguirà una conversazione tra il giornalista Rai Pasqualino Pandullo e Antonio Modaffari. Da segnalare la presenza del cantautore Salvatore Golia che proporrà ai presenti un suo brano sulla figura di Giovanni Paolo II. Al termine dell’incontro si terrà un momento di amicizia per condividere i frutti della “trinità mediterranea”.

 

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In occasione della GIORNATA
MONDIALE DEL LIBRO 2016
l’UNIVERSITAS VIVARIENSIS presenta
il volume del dott. MARIO CARPINO
sulle buone pratiche politiche
a PATERNO CALABRO (1964-1985)

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Un libro per raccontare una bella pagina di storia politica in Calabria, quello che verrà presentato SABATO 23 APRILE 2016, con inizio alle ore 16.30 nella sala consiliare di Paterno Calabro, scritto dal dott. Mario Giuseppe Carpino che per vent’anni dal 1964 al 1985 ha guidato come sindaco il municipio di Paterno Calabro, comune delle Valle del Savuto, a pochi chilometri da Cosenza.
Un testo appassionato, il volume di Mario Carpino, dove le note autobiografiche dell’autore si incontrano con una nuova modalità di intendere la politica: «Ho avuto il grande onore di essere il primo sindaco socialista del mio paese» ha voluto che venisse scritto in copertina quasi per ringraziare tutti i cittadini di Paterno che gli hanno consentito, subito dopo la laurea in Medicina, di poter guidare il cambiamento. Paterno è un paese fortunato perché ha visto San Francesco di Paola fondare il suo secondo convento. Ed uno spazio importante, nel libro del dott. Carpino, è dedicato proprio al taumaturgo paolano ed alla sua opera di redenzione degli ultimi.
Per parlare del volume sono stati chiamati a dare la propria testimonianza: l’attuale sindaco di Paterno, Lucia Papaianni, l’ex sindaco di Dipignano Francesco Capocasale, che ha firmato un’interessante post fazione in cui si augura che proprio dal libro di Carpino possa partire una nuova stagione per i centri di Paterno e Dipignano; ed ancora il presidente dell’Ordine dei medici di Cosenza, Eugenio Corcione e cinque esponenti di spicco del Partito socialista italiano, formazione in cui ha militato e di cui è stato esponente provinciale Mario Carpino.
Per parlare di quella importante stagione politica saranno presenti: Pino Albo già sindaco di Grimaldi, l’on.le Tonino Mundo, l’ex assessore regionale alla cultura Ermanna Carci Greco, gli ex s
indaci di Cosenza: Pino Iacino e Tonino Ruggiero.
L’incontro sarà coordinato e moderato dall’editore Demetrio Guzzardi.
Il volume viene presentato in occasione della Giornata mondiale del libro e per espressa volontà dell’autore, a tutti i presenti  verrà distribuita gratuitamente una copia del testo.

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Grande successo letterario fuori regione per il vibonese Francesco Nicolino


L'Associazione Culturale "Provenza... Mino" di San Marco dei Cavoti, in Provincia di Benevento, anche quest'anno ha organizzato "Nero su Bianco - Premio Letterario Mino De Blasio", un importante evento culturale nato per ricordare lo scrittore e poeta del Sannio scomparso nel 2010. Il concorso letterario nazionale, giunto oggi alla quinta edizione, si sta imponendo anche a livello internazionale ed è articolato in  tre sezioni: racconti brevi, poesia e opera edita (romanzo, saggistica, storia locale, giallo). Il Premio speciale assegnato dalla giuria giovani quest'anno è andato al vibonese Francesco Nicolino col suo romanzo "Gli Angeli non sono tutti bianchi", un volume che racconta l'odissea di nove giovani eritrei finita nel naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui morirono 366 emigranti. Chi sopravvive al naufragio si incontra con la cultura di un paese di pescatori della Sicilia, dove si realizza una profonda ed inaspettata integrazione tra mondi diversi ma niente affatto lontani. Il libro di Francesco Nicolino sta avendo una buona affermazione in tutta Italia e soprattutto tra i ragazzi di alcune scuole medie inferiori e superiori dove è stato adottato come testo di narrativa o semplicemente letto e discusso in classe. Ed ecco la motivazione dell'assegnazione del  Premio a Francesco Nicolino: "Con uno stile semplice ed immediato, con descrizione immediate e vicine alla realtà, il romanzo trasmette un messaggio di solidarietà fra uomini diversi per colore e cultura. Scrive Plinio il Vecchio: "Deus est mortalis iuvare mortalem, et haec ad aeternam gloriam via (Per un mortale aiutare un mortale è essere Dio, e questa è la via per la gloria eterna). Nat. Hist., II, 18." L'autore Francesco Nicolino in "Gli angeli non sono tutti bianchi" sembra voler valorizzare quest'antica verità. Ecco cosa ci ha voluto dichiarare a caldo lo stesso Nicolino, presente all'evento campano: "La prima cosa che mi rende orgoglioso è quella di aver rappresentato la mia terra, la Calabria e Vibo Valentia in un premio letterario nazionale. Ma l'orgoglio più grande mi viene dal fatto che siano stati i giovani ad avermi conferito questo riconoscimento, fra l'altro con un voto all'unanimità. Scrivendo questo romanzo era mia intenzione rivolgermi soprattutto a loro, raccontando la storia di nove ragazzi meno fortunati dei nostri. Sono felice che siano stati loro, e non solo loro a dire il vero, a cogliere il senso profondo del mio lavoro. Io sostengo che i giovani non sono solo la speranza del futuro, come spesso si dice, loro sono innanzitutto la certezza del presente. Ai giovani ho voluto dedicare questo premio; a quelli disperati che arrivano, a quelli che rimangono senza certezze e a quelli che partono carichi di speranza". Per Rosanna De Blasio, sorella del compianto scrittore Mino De Blasio e presidente dell'associazione "Provenza... Mino" che promuove il Premio, "questa V edizione di Nero su Bianco conferma le qualità che hanno contraddistinto il concorso sin dall'inizio, ossia la serietà, la competenza, l'imparzialità. Si cerca di organizzare tutto alla perfezione con un impegno costante che dura mesi. Il testo dello scrittore vibonese Francesco Nicolino è stato selezionato con convinzione dalla giuria giovani del Liceo Classico di S.Marco dei Cavoti e gli è stato attribuito il premio speciale giuria giovanile. Con Linda Mercuro e  Antonella Beatrice abbiamo condiviso che "Gli angeli non sono tutti bianchi" ha il merito di aver dato identità, voce e volto all'Africa in un momento di grande complessità nel dialogo interculturale".

Franco Vallone 19-4-2016

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Dalla rete da pesca alla rete di facebook


Un Lagocephalus Sceleratus pescato a largo di Briatico,

"un pesce altamente tossico, mortale, non commerciabile"


Quando, qualche giorno fa, alcuni pescatori della Marina di Briatico hanno tirato le reti a largo di Sant'Irene si sono imbattuti in un pesce che non avevano mai visto prima. Un pesce che, all'arrivo alla marina, il fotografo Tommaso Prostamo ha voluto filmare, fotografare e postare su facebook. La rete, subito dopo, ha fatto il resto, dalla rete da pesca alla rete di facebook. Dopo qualche ora sono infatti arrivate decine di segnalazioni ed avvertimenti, alcune veramente inquietanti. Si tratterebbe di un esemplare di Lagocephalus Sceleratus, nome scientifico del pesce palla argenteo, un pesce dal colore argentato maculato di chiazze scure che negli ultimi tempi sta invadendo il Mediterraneo. L'avviso è di quelli forti: "State attenti, perché la sua carne, se mangiata può avere effetti mortali". Secondo l’Oceanus Research Group questo pesce è da annoverare "fra le peggiori specie invasive del Mar Mediterraneo, con un notevole impatto sull’ecosistema circostante e sul settore della pesca. Il Lagocephalus sceleratus è considerato un serio rischio per i consumatori, contiene una forte tossina chiamata tetrodotossina (TTX), che può essere letale per gli esseri umani. L’effetto di questa tossina, permane anche dopo la cottura dell’alimento e un avvelenamento da tetrodossina è altamente rischioso: può comportare conseguenze particolarmente gravi per la salute, fino alla morte, che può avvenire dopo poche ore dall’ingestione”. Il pesce proviene dall’Oceano Indo-Pacifico e pare sia giunto fino alle nostre coste attraverso il canale di Suez. Secondo questo gruppo di ricerca, la presenza di Lagocephalus sceleratus è da considerarsi certa nelle acque della Grecia, Cipro, Israele. Anche in Italia ci sono state alcune segnalazioni nel porto di Palinuro (Salerno), a Monopoli e a Capo Peloro (Messina). Uno dei pescatori della Marina di Briatico ci racconta che "in più di cinquant'anni di mare non ha mai visto nulla di simile anche se - ricorda - i suoi avi, antichi pescatori della zona, raccontavano di alcune rare catture di Pesce palla. Contattato il ricercatore Pino Procopio, direttore del Museo del Mare di Pizzo, ci ha voluto fornire un manifesto affisso in una delle pescherie della città napitina dove viene illustrato lo strano pesce. Il manifesto edito dalla Regione Calabria, dipartimento della Salute, a cura di Giorgio Kruklidis, veterinario dirigente ASP di Cosenza, avvisa che il Lagocefalo Sceleratus, comunemente detto "Pesce palla argenteo" è un pesce altamente tossico, mortale, non commerciabile. Pericolo emergente del Mediterraneo, Mar Egeo in particolare. Nel 2011, ha causato il decesso di ben 11 persone che lo avevano consumato. Sporadicamente rinvenuto anche nel mar Tirreno, le cui segnalazioni si fanno sempre più frequenti". Sempre l'Oceanus Research Group fornisce una dettagliata descrizione di questo pesce: “Ha corpo oblungo, fusiforme, ricoperto di pelle liscia senza placche o scudetti, ma dotato di spine corte e disposte in serie longitudinali nella regione ventrale, che è rigonfiabile e pieghettata in attitudine di riposo. La testa, robusta, ha occhi circolari di grandezza media e aperture nasali minuscole. La bocca è piccola e i denti sono riuniti in due placche dentarie superiori e due inferiori. Può ingerire acqua o aria. Il colore del corpo è ardesia o grigio azzurrastro sul dorso, bianco latteo nel ventre. Gli esemplari giovanili hanno macchiette nere sparse nella zona spinosa. E’ una specie pelagica che allo stadio giovanile staziona vicino agli estuari dei fiumi e da adulta preferisce acque tropicali o calde, a profondità tra i 10 e i 100 m, ma può scendere anche oltre i 450 m., se minacciata, si gonfia ingerendo aria o acqua fino ad assumere una conformazione a a palla. Si nutre sia di detriti che di crostacei e molluschi e raggiunge i 60 cm di lunghezza”.
Franco Vallone

18-4-2016

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A VERBICARO (CS) GIOVEDI 21 APRILE 2016
Presentazione del libro di don Giovanni Celia
  Il Santuario diocesano di San Francesco di Paola a Verbicaro
Storia, tradizione e restauro - Editoriale Progetto 2000

Giovedì 21 aprile 2016 alle ore 17,30 a Verbicaro (CS) nella Chiesa Madre di Santa Maria del Piano, avrà luogo la presentazione del volume curato da don Giovanni Celia:  Il Santuario diocesano di San Francesco di Paola a Verbicaro. Storia, tradizione e restauro, pubblicato dalla casa editrice cosentina Progetto 2000.  Alla manifestazione interverranno: lo storico Angelo Rinaldi, l’editore Demetrio Guzzardi, l’archivista diocesano don Luigi Gazzaneo, padre Domenico Crupi dell’Ordine dei Minimi; concluderà i lavori mons. Leonardo Bonanno.

ll vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Leonardo Bonanno, nella presentazione al volume  ha sottolineato come questo lavoro si inserisce nelle iniziative per il sesto centenario della nascita di San Francesco di Paola e «il Santuario di Verbicaro, oggetto dello studio di don Giovanni Celia, mi suggerisce altre riflessioni: potremmo prenderlo a simbolo identitario della nostra diocesi; Verbicaro, come tanti altri centri, si è formato dall’esigenza di difendersi dalle incursioni saracene, lasciando le marine e nascondendosi a mezza collina; dalla metà dell’Ottocento, il desiderio della comunità è stato quello di commercializzare e comunicare con la gente dei paesi vicini e la realizzazione della linea ferroviaria è stata la spinta che ha indotto molti cittadini a scendere verso i luoghi più pianeggianti. Il fondatore del Santuario di Verbicaro, in un certo modo, ha tracciato una strada, su un piccolo colle da dove si scorge l’immensità del mare; ha deciso di innalzare inizialmente solo una capanna e successivamente una cappellina, quasi ad indicarci che su questo lembo di terra del Sud Italia possiamo vivere tra collina e mare, trovando una nostra originalità. È significativo che in tanti a Verbicaro abbiano aiutato e sostenuto fra Giuseppe Cetraro con le loro offerte per realizzare un luogo di preghiera e spiritualità a diretto contatto con la natura. Il santuario non fu costruito da un prete o da un religioso, ma da un semplice fedele laico, poi la comunità diocesana nella persona del vescovo, riconoscendo la bontà dell’opera, lo ha riconosciuto. È sempre il popolo di Dio che sa guardare dove lo Spirito indica: sulla collina di ncap dd’iert a Verbicaro è sorto non solo un luogo di culto ma, da qualche anno, anche un piccolo villaggio. L’altro fattore simbolico di questo santuario è che San Francesco di Paola è invocato quale “protettore dei vigneti”, e non poteva essere diversamente a Verbicaro, considerata una zona dove si realizza un ottimo vino. La religione cattolica è una realtà che entra nella storia degli uomini, segnata dal luogo geografico in cui Dio narra la sua umanità e nulla gli è estraneo; è una fede del popolo».

L’editore Demetrio Guzzardi in una nota per la stampa ha scritto: «Don Giovanni Celia, nel suo lavoro ha riportato la trascrizione integrale del Registro della gestione della Cappella di San Francesco di Paola a Verbicaro dal 1876 al 1936, documento da lui ritrovato e valorizzato, che sta alla base di tutto il lavoro; dalle sue pagine emergono importanti elementi sociali legati alla storia della chiesa verbicarese, ma anche a tutta la comunità dell’Alto Tirreno Cosentino. Don Celia in questo suo testo, ha ospitato una serie di contributi molto significativi, fra cui quello dello storico Angelo Rinaldi, che dai documenti dell’Archivio di Stato di Cosenza, ha tracciato la figura di Giuseppe Cetraro, spesso avvolto nella leggenda, ed invece un personaggio concreto, che tra l’altro oltre ad aver iniziato i lavori di costruzione della cappella, potrebbe aver introdotto a Verbicaro la pratica penitenziale dei battenti del venerdì santo. Don Celia ha voluto concludere il suo libro dando spazio ad un altro personaggio legato a San Francesco di Paola: padre Francesco Dito, nato a Verbicaro nel 1835 e che fu Provinciale dei Minimi per l’Italia Meridionale, ai primi del Novecento».

Don Giovanni Celia è nato a Praia a Mare (Cs) il 30 luglio 1973, ma ha vissuto con la sua famiglia a Verbicaro (Cs). È stato ordinato presbitero il 21 aprile 2001, per la Chiesa diocesana di San Marco Argentano-Scalea. È parroco delle comunità parrocchiali: San Francesco di Paola in Cittadella del Capo e Immacolata Concezione in Cirimarco di Bonifati (Cs). Dal 2005 è vice cancelliere e segretario di Curia; è responsabile del Bollettino ufficiale e dell’Annuario diocesano. Dal 2011 è canonico del Capitolo Cattedrale. Il 2013 è stato nominato rettore del Santuario diocesano San Francesco di Paola in Verbicaro. Recentemente, per l’editrice Velar, ha curato il volume Mons. Pietro Raimondi. Il Vescovo-Parroco.

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MESSA PASQUALE PRESSO IL PRESIDIO OSPEDALIERO DI PIZZO
22 MARZO 2016

La solenne cerimonia è stata officiata da mons. Giuseppe Fiorillo, coadiuvato da Padre Gaetano Nicolaci dei Padri Minimi del Convento di San Francesco di Paola a Pizzo, e da don Pasquale Rosano. In ossequio ad una consuetudine consolidata ormai da parecchi anni, la manifestazione è stata accuratamente organizzata, e vissuta come momento di aggregazione civile e spirituale, dal responsabile dell’Unità Organizzativa di Riabilitazione Psichiatrica, dottor Francesco La Torre, e dal presidente della Cooperativa Sociale Onlus “La Voce del Silenzio”, la psichiatra Adriana Maccarrone .

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domenica 20 marzo 2016 a Scilla avrà luogo una tappa della Penisola del Tesoro, organizzata congiuntamente dal Touring Club Italiano in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Scilla.
La Penisola del Tesoro dal 1999 è una iniziativa del Touring Club Italiano finalizzata alla promozione della conoscenza e alla valorizzazione di musei, monumenti e luoghi d’arte italiani di rilievo e meno frequentati, perché solitamente esclusi dai più consueti itinerari turistici oppure normalmente non visitabili.
Essa consiste in un calendario di destinazioni (in grandi città, ma anche piccoli centri) nelle quali - sempre la domenica - il Touring propone ai propri soci visite guidate gratuite e su prenotazione a musei, ai propri soci visite guidate gratuite e su prenotazione a musei, residenze storiche, siti archeologici, ma anche percorsi urbani volti a svelare aspetti di particolare valore e significato.
La Penisola del Tesoro ci conduce nei luoghi dell’immenso Tesoro Italia che appartengono al “patrimonio negato”, nella certezza che la conoscenza è il primo passo per un cammino di valorizzazione e che la consapevolezza, prima ancora della denuncia, è la base per ogni riflessione sul nostro patrimonio
Con la Penisola del Tesoro si vuole:
·         diffondere fra i soci e i cittadini attenzione alla cultura, all’ambiente e al territorio, attraverso autentiche occasioni di crescita personale e civile.
·         consolidare i contenuti “valoriali” dell’Associazione, unitamente ai noti servizi e convenzioni.
·         rafforzare da una parte il senso di appartenenza al Touring per chi è già socio; dall’altra, aprirsi al pubblico locale per promuovere i valori dell’Associazione
·         cercare e coltivare un proficuo dialogo con amministrazioni locali, associazioni di categoria, associazioni e organismi locali che condividono la visione e la missione del TCI.
Quindi è un vero piacere invitarVi a partecipare alla nuova edizione, la tredicesima, della Penisola del Tesoro che avrà luogo a Scilla il 20 marzo 2016, in allegato troverete l’invito del Presidente del TCI ed il programma con le modalità di prenotazione.

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Il Libro
Massoneria Vibonese e Storia della Loggia Michele Morelli nelle carte e nella memoria del G.M.O. Ugo Bellantoni

Il titolo del volume è "Massoneria Vibonese", il sottotitolo è decisamente lungo ma perfettamente chiarificatore: "Storia della Loggia Michele Morelli nelle carte e nella memoria del G.M.O. Ugo Bellantoni". Titolo e sottotitolo focalizzano bene gli ambiti, gli uomini, i tempi, gli spazi e gli accadimenti dell'interessante ricerca. Autori di questo libro, edito da qualche giorno per i tipi di Calabria Letteraria Editrice, sono Francesco Deodato e Rosario F. Dibilio, la presentazione del volume è curata dall'avvocato Marcello Colloca, Presidente del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, la prefazione è affidata al Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, mentre la postfazione è stata redatta da Luigi Milazzi, Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico e Accettato per l'Italia. Lo studio di Francesco Deodato e Rosario F. Dibilio entra in modo sapientemente chiarificatore all'interno di un tema molte volte distorto da una visione esterna errata. L'alone di mistero, che da sempre circonda l'attività, ha reso sempre difficile lo studio della storia della massoneria, ma gli autori, grazie alla grande disponibilità non soltanto documentale del Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia-Palazzo Giustiniani, Ugo Bellantoni, sono riusciti a creare una vera e propria chiave di scrittura che porta ad una vera e propria fascinazione nel lettore del volume. Nelle pagine del libro le parole, i documenti, le immagini, gli eventi, le date ed i dati, i concetti della "filosofia" massonica, diventano pagine inedite di storia vibonese, una storia raccontata con umiltà ed onestà intellettuale, al fine di fornire un contributo, utile ed intelligente, per una discussione su un tema attuale, coinvolgente e dibattuto, eliminando senza segreti, con discrezione e riservatezza, tanta disinformazione, tanti pregiudizi e tanta falsità, tanti aspetti storicamente cronicizzati. Il risultato della ricerca è oggi realtà tangibile, un volume di ben 280 pagine che si fanno leggere tutte in un fiato, pagine riccamente illustrate a colori e in bianco e nero, con decine di documenti inediti ed interessanti. A livello storico c'è tanto da scoprire, un capitolo sulle Logge massoniche nella provincia vibonese dal 1784 al 1922, un altro capitolo racconta ed apre alla conoscenza relativamente alla storia della Loggia massonica con sede a Vibo Valentia e che, attualmente, è intitolata a Michele Morelli, eroe risorgimentale nativo proprio di Monteleone. Vi è poi una lunga narrazione - intervista, con domande poste al G.M.O., Ugo Bellantoni, con risposte a domande forti, alcune volte provocatorie, mai scontate, mai banali, risposte sicure e precise, chiarimenti, precisazioni, sottolineature, ricordi e tanta memoria, tanta storia locale, nazionale ed internazionale. Un libro, questo di Francesco Deodato e di Rosario F. Dibilio, che permette di far conoscere in modo semplice, ai vibonesi, ma non solo a questi, una realtà diversa da quella finora immaginata sulla questione "Massoneria".
Franco Vallone

3-3-2016--- Franco Vallone

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Sguardi, culture, lontananze e sapori, accoglienza ed integrazione... una domenica a tavola, tutti assieme.
AfriCalabria a Briatico
Una domenica, una giornata denominata "AfriCalabria - Aggiungi un posto alla Tavola dell'Amore", un evento davvero molto interessante quello organizzato dalla Parrocchia di San Nicola di Briatico, in stretta collaborazione con il Movimento dei Focolari di Vibo Valentia, che si è concretizzato in diversi momenti della stessa giornata tra chiesa e locali dell'oratorio. Un gruppo di ospiti delle strutture di accoglienza presenti sul territorio, in particolare alcuni giovani provenienti da Nigeria, Costa d'Avorio, Gambia, Mali, Senegal e Benin, di diverse confessioni cristiane ed alcuni di religione musulmana, hanno voluto incontrarsi con la comunità di Briatico in uno speciale scambio culturale e gastronomico. Il dinamico nuovo parroco di Briatico, Don Mino De Pascalis, ha saputo unire in un confronto culturale che, a tavola, è riuscito a creare accoglienza, vicinanza, fraternità, scambio di idee, sana aggregazione in un incontro ricco di umanità non retorica. La locandina dell'evento, ideata e realizzata dal grafico Cristiano Santacroce, chiarisce il messaggio comunicativo attraverso simboli riconoscibili ed immediati: due mani aperte all'accoglienza, di colore diverso, un cuore che si espande in onde cuore di diverse gradazioni, una Calabria che nella sua forma si fonde e si integra nell'Africa e la scritta: "AfriCalabria, aggiungi un posto alla tavola dell'Amore".  Dopo un intervento canoro in chiesa, davvero di grande intensità, da parte di Lucky, Apollinaire e Benjiamin, è seguito un lunghissimo applauso da parte di tutti i fedeli presenti, poi i ragazzi africani hanno voluto incontrare la comunità, hanno preparato per l'occasione una selezione delle loro specialità gastronomiche africane, i briaticesi e i vibonesi hanno invece portato a tavola alcune tipicità calabresi. Il risultato è stato grande, un incontro in lingue diverse presentato in sala da Alessandro Lo Bianco, tanta aggregazione, culture e sapori lontani che si sono incontrate su un'unica tavola che diventa una grande famiglia, dove la fratellanza universale è diventata tangibile, lontana da facili stereotipi, da utopie e da retoriche situazioni di facciata. Per come gli stessi ospiti hanno voluto esternare in lingua francese, si sono sentiti appartenenti ad una grande famiglia, in Italia, accolti veramente e per la prima volta da quando sono arrivati nel nostro Paese. A tavola tutti hanno presentato le loro prelibatezze, africane e calabresi, sapori nuovi per noi e per loro in questo particolare scambio gastronomico. Loro hanno offerto cernie ed altri pesci marinati con spezie che da noi non esistono e poi cucinati in padella, ed ancora il Kelewele, un frutto esotico della famiglia delle banane, un platano speziato e fritto, l'Ignam, salse piccanti, couscous, ed ancora un riso minuto. Dall'altra parte i prodotti calabresi con i fagioli di San Costantino di Briatico preparati nella pignata dalla famiglia di Lorenzo Di Bruno, la 'nduia, per chi la poteva mangiare, le melanzane arrostite, il formaggio pecorino del Poro, la pasta al forno, il dolce Tiramisù della famiglia di Mimmo Bonaccurso e tanto altro ancora. Alla fine, prima dei suoni etnici degli strumenti a percussione, i ragazzi africani hanno offerto una rosa rossa a tutte le signore presenti ed un emozionante collegamento audiovideo in diretta con la "Cittadella del Movimento dei Focolari" di Man, in Costa d'Avorio. Una vicinanza tangibile con le terre lontane che si rispecchiavano negli occhi lucidi degli ospiti africani presenti a Briatico.
Franco Vallone

2-3-2016 --FRANCO VALLONE

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Mostra personale di Pittura di Fortunato Borello a Briatico


Inaugurata a Briatico, presso la sala espositiva di via Regina Margherita, al numero 74, la mostra personale di pittura di Fortunato Borello. Lui, il pittore-ingegnere, è Briaticese di nascita, classe 1951, dal 1978 vive lontano dalla Calabria, a Melegnano, in provincia di Milano. Borello si presenta in questi giorni nel suo paese di origine con una mostra davvero interessante, espone, infatti, una selezione di opere pittoriche che raccontano il sociale e la bellezza, tematiche varie e diversificate che vanno dall'emigrazione all'immigrazione, dalla protesta alla contestazione, una serie di paesaggi e personaggi del Sud e del Nord Italia, il lavoro nei suoi diversi aspetti della civiltà industriale, del mondo contadino e di quello dei pescatori. C'è veramente tutta una storia, una cronologia di eventi carichi di umanità raccontata attraverso una pittura forte, solare, con una coloristica ed una tavolozza personalissima, carica di contrasti e realizzata con tecniche pittoriche varie e su materiali diversi, dal cartoncino alla tela passando per sperimentazioni su masonite suggerite dalla pittura di Lorenzo Albino. L'arte di Fortunato Borello si allontana dal realismo, si approccia all'impressionismo e all'espressionismo, trovando l'attuale collocazione in uno spazio tutto personale, inedito, specie nelle sperimentazioni delle opere su masonite dove i colori della sua tavolozza acquisiscono una luce molto intensa. Le esperienze artistiche dell'ingegnere Fortunato Borello, dopo quelle da autodidatta dell'età giovanile, ripartono e proseguono nel 2009 con il corso della Scuola degli Artefici dell'autorevole Accademia delle Belle Arti di Brera e sotto la guida di Maestri come Sabrina Capraro, Luciana Manelli e Barbara Giorgis. Tante le partecipazioni ad importanti mostre collettive allestite in provincia di Milano, Como e Lodi. Tra le opere esposte oggi nella sua personale, una “Marina con Torre Rocchetta”, il simbolo più caratterizzante del suo paese natio, un omaggio alla sua Briatico.
Franco Vallone 

 

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NOTIZIE REGIONALI 2015

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San Calogero 7 Agosto 2015, ore 17.55, la festa de "l'Ora del Miracolo"
Maria Maccarone, la donna miracolata da Santa Paola Frassinetti che oggi compie 84 anni


Ore 17.55, il tempo, l'ora, poi c'è il luogo, gli attori principali, le quotidianità della vita, le comparse, il divino, il miracolo, il riconoscimento ufficiale della Chiesa, una canonizzazione. Ci sono davvero tutti gli elementi per raccontare una storia davvero straordinaria. Il luogo, il paese è San Calogero, gli attori principali sono invece Maria Maccarone e Suor Paola Frassinetti, Beata fatta Santa nel 1984 proprio per questo evento straordinario. In questo luogo è avvenuta la guarigione di Maria, con una storia oggi narrata e testimoniata dalla stessa protagonista, dai suoi familiari, dai medici e dai tanti testimoni. E' la memoria, e la grande umanità, di una donna all'epoca segnata pesantemente dalla sofferenza per una gravissima forma di poliartrite reumatoide, toccata improvvisamente dall'evento divino. Una storia di intensa preghiera personale che diventa collettiva. Ancora oggi, in questi luoghi, esiste testimonianza tangibile del ricordo della straordinarietà delle 17.55 di quel lontano pomeriggio del sette agosto del 1981, quando a San Calogero le preghiere di Maria Maccarone e delle Suore Dorotee furono ascoltate ed esaudite e Maria, “dopo 14 anni di malattia, si alzava dal suo letto con tanta incredulità da parte di tutti. Maria, dopo tanto soffrire, vide congiungersi cielo e terra, un profumo coinvolgente invadeva tutta la sua casa e, dicono i presenti, l'atmosfera era davvero celestiale”. Ma partiamo col raccontarvi la storia personale di Maria Maccarone: Maria nasce a San Calogero il 7 agosto del 1931 in una casa modesta del paese. Passano gli anni, in casa, oltre madre e padre, ci sono ben sette figli. Maria ancora giovanissima lavora nei campi "a giornata", un lavoro pesante, per lo più effettuato durante la mietitura e la raccolta delle olive. Nell'aprile del 1955, nella chiesa parrocchiale di San Calogero, Maria si sposa con Antonio Scuteri. Gli sposi vanno ad abitare nel cosiddetto "paese vecchio. I primi anni di matrimonio di Maria ed Antonio trascorrono in serenità tra quotidianità e lavoro, arrivano tre figli. Nel 1965 Maria inizia ad avvertire forti dolori alle gambe ed alla schiena; dolori che si fanno sempre più insistenti ed ai quali si accompagna una sempre maggiore difficoltà nel camminare. Per Maria, da questo momento, inizia un vero e proprio lungo calvario. Il quadro clinico parla chiaro, è una "poliartrite articolare con coxite bilaterale e probabile spondiloartrosi", "gambe immobili e fredde, ginocchia gonfie ed insensibilità al tatto.  Le giornate di Maria, nel letto di quella unica stanza al piano di sopra, trascorrono uguali una dopo l'altra, con una monotonia quotidiana, con lo sguardo rivolto costantemente al soffitto ed alle pareti, Maria prega, recita il Rosario, toccando e baciando tra le altre effigi sacre di Cristo, di madonne e santi, un'immaginetta della Beata Paola Frassinetti. Passano tanti anni, Maria è sempre allettata e sta sempre più male. Il giorno dell'Epifania del 1981 le suore Dorotee della Comunità di San Calogero portano a Maria un poster raffigurante la Beata Paola Frassinetti. Iniziano le preghiere collettive e personali rivolte alla suora genovese. Maria inizia a sognare la Beata Paola fino al marzo del 1981. Il 3 di marzo, a notte fonda, Maria non riesce a prendere sonno, all'improvviso le appare la Beata Paola, questa volta non è un sogno. E' reale, è con lei nella stessa stanza. Maria prova paura, tanta paura e rimane ammutolita. La Beata Paola, da quel momento, le apparirà fisicamente, chiede tante preghiere. La Beata Paola, durante una di queste apparizioni, assicura Maria che sarebbe guarita il giorno del suo compleanno. 7 agosto del 1981, giorno del cinquantesimo compleanno di Maria,quel giorno estivo e caldo arrivò veloce. Dopo il pranzo e la torta molti dei familiari andarono via, alle 17.30 iniziarono le preghiere, presenti assieme a Maria le suore e pochi altri. Mentre si recitava il Rosario Maria sentii sulle gambe e dietro la schiena una mano leggera che le praticava dei massaggi e, dopo pochi istanti, dolori fortissimi come di spilli che le pungevano le carni. Tutto questo si ripete per tre volte. Poi, ecco cosa racconta la stessa Maria: "Ho alzato il lenzuolo, sono scesa dal letto da sola, mi sono portata vicino all'immagine della Beata e l'ho baciata". Da allora per due ore ho camminato da sola lungo il corridoio continuando a pregare con le suore". Alle venti Maria esprime il desiderio di essere portata alla sede della comunità delle suore Dorotee, arriva tanta gente richiamata dalla notizia del "Miracolo" che corre veloce per le strade ed i vicoli stretti, le "rughe" di San Calogero. Da questo momento Maria Maccarone è di nuovo una donna sana e autonoma, grazie a questo miracolo Giovanni Paolo II l'11 marzo del 1984, in San Pietro, ha canonizzato la Beata, Santa Paola Frassinetti. Oggi Maria continua ad avere le "apparizioni", riceve quotidianamente tante persone che arrivano da tutte le parti, lei continua a pregare e ad avere una fede profondissima. A San Calogero ci sono ancora le suore Dorotee, vi è tanta devozione alla Santa, è stata costituita un'associazione  denominata "Santa Paola Frassinetti - Beati i Puri di Cuore"e sono iniziati i lavori per la costruzione di una cappella dedicata alla Santa che farà parte di un più grande complesso. Questo pomeriggio per festeggiare "L'Ora del Miracolo" a San Calogero la comunità si ritroverà alle 17.55 in punto davanti alla casa di Maria Maccarone, in via Santa Paola Frassinetti, presenti il vescovo emerito Mons. Vincenzo Rimedio, il parroco del paese, don Antonio Farina, ed il presidente dell'Associazione Santa Paola, Avv. Fortunata Staropoli. A seguire la celebrazione della santa messa nella chiesa parrocchiale e la processione per le vie del paese del simulacro di Santa Paola Frassinetti offerto dall'Istituto Scolastico Pitagora e dal suo direttore, dott. Antonio Vallone.  
Franco Vallone

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GIORNATA DI STUDIO IN RICORDO DI ACHILLE SOLANO - STORICO SCRITTORE ARCHEOLOGO (NICOTERA 1932-2012) - SABATO 25 APRILE 2015 SALA CONFERENZE MUSEO DIOCESANO DI ARTE SACRA NICOTERA (vv).
L'EVENTO E' ORGANIZZATO DALLA "ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHEOLOGI" E DALLA "ASSOCIAZIONE SETTE SOLI" CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI NICOTERA.

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   Catona IX torneo tennis memorial “ Alfonso Ciprioti “

Si è conclusa la IX edizione del torneo di tennis di 4 categoria singolare maschile “Città di Catona – Memorial Alfonso Ciprioti” ospitata dal circolo Sport Village.

La competizione primaverile, dedicata all’ex assessore comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso, forte dei suoi quasi 70 iscritti è stata caratterizzata da un alto livello agonistico.

Ciò ha consentito al pubblico di assistere ad una finale interessante che ha visto vincitore Stefano Nava. L’atleta dell’A.s.d. Circolo Tennis “Rocco Polimeni” ha battuto Rocco Panuccio dell’A.t.d. Tennis Club Three BrothersPharaon.

I due tennisti sono stati premiati da Enzo Marra, consigliere comunale e dal consigliere provinciale Michele Marcianò, il quale ha tracciato un ricordo di Alfonso Ciprioti, sottolineando “la valenza dell’iniziativa che alimenta non solo la memoria di un politico che si è speso sul territorio, ma è divenuta un appuntamento significativo nel novero delle kermesse sportive della regione, richiamando decine e decine di appassionati”.

Marra, nel suo saluto, ha voluto mettere in evidenza “il ruolo sociale della manifestazione che testimonia la presenza e l’attivismo di quelle eccellenze, che sono numerose, di cui è ricca la nostra città”, ribadendo come “lo sport e il lavoro di tante società che operano in quest’ambito, siano importanti e fondamentali per la crescita sana e consapevole dei più giovani”.

Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte, oltre alla famiglia Ciprioti, Francesco Violante, presidente dello Sport Village, e Marco Bonforte, vero e proprio ‘deus ex machina’ del Torneo che ha organizzato nei minimi particolari garantendone l’ottima riuscita.

Ringraziamenti di rito, “per aver messo in piedi un appuntamento di alto tenore e caratterizzato da agonismo e divertimento”,  anche da parte dei due finalisti, Nava (premiato per il primo posto con un viaggio) e Panuccio, che ha ricevuto un orologio da polso per il suo podio.

 

Vincitore del Memorial: STEFANO  NAVA ==    A dx Giusy Ciprioti

                              ===  2^ Classificato  Rocco PANUCCIO ==  Premiatodal Consigliere Provinciale Michele MARCIANO’ a dx

Da Sn a Dx = Stefano NAVA – (vincitore torneo ) e Rocco PANUCCIO ( 2^classificato)

Stefano NAVA premiato dal Consigliere Comunale Vincenzo MARRA a destra

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RITORNA A CATONA IL MEMORIAL TENNIS “ ALFONSO CIPRIOTI “

Ancora pochi giorni e sui campi dello Sport Village di Catona ritorneranno i match del torneo di tennis Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”. Da qualche settimana, infatti, la macchina organizzativa si è messa in moto per dar vita alla IX edizione della kermesse. Si tratta di un appuntamento sportivo ormai consolidato e scritto sull’agenda di molti appassionati della nobile disciplina i quali, di gara in gara, si affronteranno per un torneo che, sin dal 2007, la struttura polivalente a nord di Reggio, presieduta da Francesco Violante, ha voluto realizzare in memoria di Alfonso Ciprioti, ex assessore comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso.

Il “Città di Catona” targato 2015 prenderà il via martedì 24 marzo per concludersi il 2 aprile: lo staff promotore dell’evento, sotto l’abile guida di Marco Bonforte e come da consuetudine, si sta impegnando alacremente per garantire l’ottima riuscita della competizione che apre, di fatto, il calendario sportivo del circolo catonese richiamando, per questo rendezvous primaverile, numerosi atleti.
Anche per la IX edizione, infatti, si attende il successo degli anni passati durante i quali si è registrato un alto numero di adesioni, alla luce, inoltre, della sua configurazione quale torneo nazionale di 4° categoria maschile che si svolge sotto l’egida della Fit (Federazione Nazionale Tennis).
Saranno giorni in cui la terra rossa dello “Sport Village”, quindi, sarà animata da una serie di incontri che sicuramente richiameranno tennisti provenienti da diverse realtà della Calabria ed anche extra regione nonché i sostenitori di uno sport che, soprattutto negli ultimi tempi, è fortemente ritornato in auge.
“Riproponiamo un momento di sana competizione e socializzazione che vuole ricordare la figura di Alfonso attraverso il tennis, sport che lui amava, così come amava frequentare il nostro circolo sia per le attività fisiche che ricreative. Il Città di Catona – dichiara Francesco Violante – però, rientra anche nel prosieguo di un percorso che abbiamo avviato ormai da tempo ed improntato alla promozione della pratica sportiva quale strumento adatto a veicolare messaggi positivi soprattutto per le giovani generazioni. L’unica novità della formula 2015 rispetto alle altre edizioni – conclude il presidente dello Sport Village – è che il vincitore ed il finalista riceveranno in premio un fine settimana in una località della nostra bellissima regione ed un orologio da polso”.
Per tutte le informazioni relative al torneo ed alle iscrizioni basta contattare la segreteria dello “Sport Village” al numero 0965/038748 o collegarsi al sito www.sportvillagecatona.it

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NOTIZIE REGIONALI 2014

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LA  TRAGICA  VICENDA  DI  TRE  GIOVANI  CALABRESI

TRA  MARTONE  (RC)  ED  ETIOPIA  - 1936

 

   A metà degli anni Trenta del Novecento da tutta la Calabria partirono tantissimi uomini, sia giovani militari di leva, sia adulti richiamati alle armi ovvero arruolatisi volontari, per prender parte alla spedizione coloniale intrapresa in Africa Orientale, per conquistare l’impero d’Etiopia.

Chiusi gli sbocchi verso l’America del Nord e del Sud, dove erano emigrati milioni di persone da ogni parte d’Italia, ed essendo inoltre vietato il trasferimento dal Mezzogiorno verso le più ricche regioni  del Nord Italia, un gran numero di calabresi (soprattutto braccianti, contadini e piccoli artigiani) vide nella Campagna d’Africa Orientale l’occasione propizia per emigrare e fare fortuna in quella che veniva presentata come una terra ricchissima di risorse naturali, con territorio immenso, un po’ misterioso, ma particolarmente affascinante.    La maggioranza dei combattenti originari della provincia di Reggio Calabria, anziché nel Regio Esercito, preferì arruolarsi nei ranghi delle Camicie Nere della Milizia.   In particolare da Màrtone, piccolo Comune nell’entroterra collinare di Siderno e Gioiosa Jonica, partirono tre umili compaesani, tutti arruolati come Camicie Nere nella 3ª Compagnia del 263° Battaglione della Legione “Teodoro Gulli”, inquadrata nella Divisione “21 Aprile” della Milizia. La suddetta Legione, costituita su base territoriale, reclutando anzitutto i volontari della provincia di Reggio Calabria, fu anche chiamata Legione “Aspromonte”, prendendo tale nome dalla montagna reggina, dove appunto nell’estate del 1935 i nostri legionari soggiornarono per svolgervi campi di tiro ed esercitazioni militari, prima di andare in Africa.

   Le tre Camicie Nere di Martone, elencate in ordine cronologico in base alla data di nascita, portavano i seguenti cognomi e nomi: 1) AGOSTINO  Vincenzo;  2) MURDOLO  Luigi  Giuseppe;

3) AGOSTINO  PAPALLO  Giorgio.

Il primo, Vincenzo AGOSTINO, figlio di Vincenzo, era nato a Martone il 6-12-1908. Si era sposato  con Maria Rosa Papallo, anche lei di Martone.

Il secondo, Luigi Giuseppe MURDOLO, figlio di Antonio e di Misiti Maria Caterina, era nato due mesi e mezzo dopo, ossia il 22 febbraio 1909, nella casa paterna di via Croci 29 a Martone.   Il 28 luglio 1930 il Parroco Don Oliva celebrò il matrimonio di Luigi con Maria Giuseppa VUMBACA.

Il terzo, Giorgio AGOSTINO PAPALLO, nacque quasi due mesi dopo, il 20 aprile 1909; il padre era Nicola AGOSTINO PAPALLO, la madre si chiamava Maria AGOSTINO. Anche Giorgio si era sposato, e precisamente con Maria Rosa FUDA.

   Non abbiamo altre informazioni specifiche su ciascuno dei tre giovani martonesi, ma è verosimile supporre che tutti e tre fossero lavoratori agricoli (braccianti, fittavoli o contadini) e appartenessero allo stesso ceto sociale, senza escludere che Vincenzo AGOSTINO e Giorgio AGOSTINO PAPALLO potessero essere tra loro parenti, per via paterna o materna. Inoltre è assai probabile che dai tre matrimoni sopra segnalati siano nati dei figli; noi però non abbiamo documenti che ne diano conferma. I tre amici martonesi, essendo praticamente coetanei (tra il 1° e il 3° c’era una differenza d’età di appena 4 mesi e mezzo) ed appartenendo alla medesima classe sociale,concordarono di andare insieme volontari in Africa Orientale. La loro domanda fu accolta, e i tre furono inseriti nello stesso reparto, la 3ª Compagnia del 263° Battaglione. Partirono dall’Italia nella prima metà di settembre 1935; dovettero sbarcare al porto eritreo di Massaua tra il 18 e il 25 settembre 1935.

   Tralasciando episodi secondari e piccole scaramucce, la Legione dove militavano le tre CC. NN. di Martone ricevette il battesimo di guerra il 29-02-1936, prima giornata della battaglia dello Scirè,  in località ACAB SAAT. Il duro combattimento andò avanti per 8 ore; alla fine dei cruenti scontri, tra le schiere calabresi si contarono gravi perdite, con molti feriti e diversi morti, alcuni dei quali in un primo momento furono considerati dispersi. I tre di Martone, per fortuna, uscirono indenni da quella che fu la giornata più nefasta per la loro Legione. Dopo che fu proclamato l’Impero (9-5-36),

il loro manipolo fu inviato come guarnigione di presidio di qualcuno dei tanti distretti man mano occupati ed assoggettati al nuovo ordinamento instaurato dall’Italia. Nella prima metà di luglio1936

le avanguardie italiane occuparono la vallata di Collubi, sita 60 km ad ovest di Harar, che allora era il centro etiopico più popolato dopo la capitale Addis Abeba. Appunto in questa regione fu dislocata la 3ª Compagnia dov’erano i tre martonesi, e precisamente nel presidio di Camicie Nere insediato a Collubi. Nell’estate del 1936 per andare da Harar a Collubi si percorreva dapprima un tratto di 28 km di discreta (almeno secondo i parametri abissini) strada carrozzabile; poi si proseguiva per 30 km lungo una pista di montagna, quasi una mulattiera, dal tracciato movimentato e dal fondo assai sconnesso. Muovendosi in quei territori accidentati, dove le strade in verità altro non erano se non piste o mulattiere, i mezzi meccanici di trasporto e le autovetture si trovavano spesso in difficoltà, o perché si impantanavano, o perché riportavano rotture o danni di vario tipo. Sovente capitavano incidenti stradali, quasi sempre con danni agli automezzi, talvolta con feriti o morti tra i passeggeri.

Purtroppo i nostri tre soldati di Martone furono vittime di un incidente “automobilistico” alquanto oscuro, avvenuto il 29-10-1936 nel territorio del presidio di Collubi.

   Gli atti di morte presentarono l’accaduto come incidente “automobilistico” e non “stradale”; forse  perché era successo non propriamente su una strada. L’incidente dovette essere assai grave, dato che provocò la morte di 3 persone; ma l’aspetto strano e sconcertante è che le uniche vittime di quella sciagura furono i tre di Martone, e nessun altro. Sulle modalità dell’incidente non si sa proprio nulla, neppure quanti veicoli vi furono coinvolti. Forse un solo automezzo, sbandando, potrebbe avere investito i tre amici che andavano a piedi. Oppure i tre legionari erano a bordo di un camion (o di un’autovettura) uscito fuori pista (per guasto o manovra errata) in modo così travolgente da provocare la morte di tre dei passeggeri. Né si può escludere che ci sia stato uno scontro tra due automezzi, un urto così violento da provocare il decesso di tre persone, che malauguratamente si trovavano a bordo del veicolo più danneggiato nell’incidente.

Ma in quell’incidente ci sono altri punti oscuri:- non si parla di interventi di soccorso;- non si menzionano feriti, portati in infermerie o in ospedali da campo, nel tentativo di salvarli;- né ci furono denunce di morte controfirmate da Ufficiali medici e Cappellani, classici testimoni dei decessi provocati da incidenti o malattie. Comparando poi l’ora di decesso di Vincenzo AGOSTINO (alle ore quindici)  con quella di Giorgio AGOSTINO PAPALLO (alle ore diciannove e trenta), si scopre un divario di quattro ore e mezza: è strano che in tutto questo tempo non ci siano interventi per soccorrere almeno quest’ultimo soldato.              

   Le salme dei tre amici morti per l’incidente del 29 ottobre, da Collubi furono trasportate nella città di Harar; lì vennero tumulate nel Cimitero europeo, forse in un settore riservato ai Caduti italiani. Ma una strana atmosfera di confusione e di mistero continuò a gravare sulla vicenda dei legionari di Martone, anche dopo il loro seppellimento in quella città etiopica.

   Per informare la popolazione italiana e per rendere omaggio ai Caduti in Africa Orientale, ogni mese veniva diffuso un bollettino con l’elenco di coloro che erano deceduti in quella guerra nel mese precedente. Così il bollettino n. 16, pubblicato il 10-11-1936, conteneva i nomi dei Caduti nel mese d’ottobre 1936. Tra le 33 Camicie Nere decedute per incidenti o per malattia, ce n’erano tre indicati come originari di Martone e presentati con i seguenti nominativi:

D’AGOSTINI  Vincenzo di Vincenzo;

AGOSTINO  PAPPALEO  Giorgio di Nicola;

GANDOLFO  Luigi di  Antonio.

Nel primo caso, il vero cognome AGOSTINO fu leggermente alterato in  D’AGOSTINI.

Nel secondo caso ci fu una perdonabile storpiatura: PAPPALEO anziché  PAPALLO.

L’ultimo caso invece è davvero strano e clamoroso: non si capisce come mai il cognome del Caduto addirittura sia stato modificato, tant’è che  MURDOLO è diventato  GANDOLFO; invece il nome proprio “Luigi” ed il patronimico “di Antonio” furono esattamente riportati.

   Ad ottant’anni dal tragico evento è giusto fare chiarezza e ricordare il sacrificio dei tre giovani di Martone, affratellati in vita e nella morte, in quanto vittime di un  oscuro incidente automobilistico avvenuto il 29-10-1936 durante la Campagna di guerra in Africa Orientale. Anche se non furono eroi di guerra, la morte dei tre giovani e gagliardi legionari fu una perdita gravissima per le loro mogli, per le loro famiglie e per la comunità di Martone, che li annoverò tra i suoi cari Caduti.

 17.12.2014

 Vincenzo DAVOLI                                    

Il presente articolo è stato elaborato dall’ing. Vincenzo Davoli, che si accinge a pubblicare un libro dedicato ai 360 calabresi Caduti nella guerra d’Abissinia (1935-39). Tra di loro ci furono i tre giovani martonesi sopra menzionati. Lancio un appello al Sindaco, al Parroco e a tutta la Comunità di MARTONE (RC) perché mi forniscano ulteriori notizie sui tre militari Caduti, cercando anche di mettermi in contatto con i loro eventuali figli e discendenti, ancora residenti a Martone.  Confido nella collaborazione della popolazione di Martone, giustamente orgogliosa di ricordare e rendere omaggio ai tre compaesani, purtroppo quasi dimenticati 

P. CASTELLI  e  P. RULLI

DUE ILLUSTRI  VENERANDI  GESUITI  CALABRESI

 

Negli ultimi due anni, 2013 e 2014, l’Ordine dei Gesuiti o, per meglio dire, la Compagnia di Gesù è tornata in grande auge. Il rinnovato interesse per il mondo e l’opera dei Padri gesuiti, anche presso la gente meno edotta e più semplice, è da attribuire soprattutto alla immensa popolarità del primo gesuita nominato Pontefice, ossia PAPA FRANCESCO, noto tra i suoi confratelli come Padre Jorge Maria Bergoglio.  Nel 2014 la Compagnia di Gesù è stata spesso oggetto di analisi, ricerche e studi approfonditi anche perché quest’anno è stato celebrato il 2° centenario della ricostituzione dell’Ordine (1814-2014).

In Italia dal 1850 il fiore all’occhiello della stampa cattolica di alto livello è la rivista  “LA  CIVILTÀ  CATTOLICA”, pubblicata ed interamente scritta da Padri gesuiti di tante parti del mondo. Dal 2011 la rivista ha come direttore il messinese P. Antonio  SPADARO, coadiuvato da un comitato di redazione, detto “Collegio degli scrittori” e da un ristretto gruppo di “Scrittori emeriti” cioè Gesuiti di età avanzata, ma che ancora pubblicano loro scritti sulla rivista. A inizio dicembre 2013 facevano parte di questo gruppo emerito ben due Padri gesuiti originari della Calabria: P. Ferdinando CASTELLI e P. Giovanni RULLI, entrambi ultranovantenni. Poi, in ossequio alle leggi di natura , i due venerandi Padri sono deceduti: P. Ferdinando Castelli è morto il 13 dicembre 2013;   P. Giovanni Rulli è deceduto il 10 agosto 2014. Ai due benemeriti religiosi che con il loro operato hanno fedelmente servito la Chiesa, e con i loro molteplici scritti han dato lustro e prestigio a “Civiltà Cattolica”, alla Compagnia di Gesù e alla nostra terra di Calabria, dedichiamo due brevi ricordi biografici.

 

Padre Ferdinando CASTELLI

Nacque il 24 marzo 1920 a San Pietro di Caridà, paese della provincia di Reggio Calabria e dell’antica diocesi di Mileto, giusto al confine con l’attuale provincia di Vibo Valentia. In quel tempo era Vescovo di Mileto il reggino Mons. Giuseppe Morabito. Appena adolescente, Ferdinando si trasferì con la famiglia a Napoli, dove fece gli studi ginnasiali. Poi nel 1937 s’avviò verso il mondo dei Gesuiti iniziando col noviziato a Vico Equense, presso il collegio “Sozi-Carafa”, famoso per gli studi rigorosi, dove rimase due anni. Studiò per tre anni Filosofia, prima all’Ignatianum di Messina  e poi  presso l’Aloisianum di Gallarate (VA). In seguito venne trasferito a Napoli per svolgervi attività pastorale e studiare Teologia. A Napoli, domenica  8 luglio 1951, fu ordinato sacerdote. Quindi concluse il suo curriculum di formazione religiosa gesuitica  compiendo a Salamanca (Spagna), il cosiddetto “Terz’anno di probazione”. Per diversi anni Padre Castelli operò a Napoli, sia come sacerdote presso la chiesa del Gesù Nuovo, sia come docente di italiano, latino, greco, religione, filosofia, anche al liceo statale “Genovesi”. Intanto, a partire dal 1953, aveva cominciato a collaborare con  “La Civiltà Cattolica”. Poi nel 1971 andò a Roma per lavorare stabilmente alla redazione della rivista, alla quale rimase legato fino alla morte. Padre Castelli fu un autentico pilastro di “La Civiltà Cattolica” e fu Rettore della Comunità, prima dal 1979 al 1987, poi dal 1992 al 1996. Nel contempo fu anche docente di Letteratura cristiana all’Università Gregoriana e all’Università Salesiana. Dal 1990 al 1992 interruppe temporaneamente la lunga permanenza a Roma poiché fu nominato Rettore del Collegio Universitario dell’Aquila. Per approfondire le sue ricerche ed elaborare i suoi saggi critici, P. Castelli viaggiò anche all’estero, in particolare negli USA, in Inghilterra, Francia e Spagna.

In Calabria, sua terra natale, tornava nelle vacanze estive, mantenendo buone relazioni soprattutto con il clero delle due diocesi a cui si sentiva più legato: quella di Mileto, alla quale il paese di San Pietro di Caridà restò aggregato fino al 1979; la nuova di Oppido-Palmi, sotto cui passarono tutti quei Comuni della provincia di Reggio Calabria che fino al 1979 erano stati soggetti alla diocesi di Mileto. Così nel luglio 2011 la ricorrenza del 60° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di P. Castelli, in Calabria fu celebrata due volte: sia con la diocesi di Oppido-Palmi nel suo paese natio; sia con quella di Mileto-Nicotera-Tropea, alla presenza del vescovo Mons. Luigi RENZO e di Mons. Vincenzo Varone, parroco di Santa Maria La Nova, la chiesa di Vibo Valentia dove P. Castelli amava celebrare messa nei periodi di  vacanza in Calabria.

P. Castelli è stato uno scrittore particolarmente prolifico: più di 30 volumi e tantissimi saggi ed articoli, da riempire oltre venticinquemila pagine. Padre Antonio Spadaro e La Civiltà Cattolica  così l’hanno ricordato: Ha dato forma alla “cristologia letteraria”. Era un segugio. Fiutava Cristo dovunque. Era convinto che il Signore è sempre all’opera nel mondo. E lui lo trovava soprattutto tra le pagine che la creatività ispira agli esseri umani: nelle poesie e nei romanzi.

Nella conversazione-intervista avuta con Saverio Simoncelli al Salone del libro del 2013 a Torino, P. Castelli sintetizzò efficacemente le linee guida della sua lunga e multiforme attività di critico: L’uomo è condannato all’assoluto. Quando accantona o nega questa dimensione diventa alienato, sbandato e nostalgico.  La letteratura quindi non è mai solo questione di forma, lo è anche, ma è soprattutto scoperta dell’abisso che è nell’autore e in noi. Ma questa scoperta non ci rende tristi, piuttosto ci fa amare di più la vita e ci allarga il cuore alla comprensione degli altri.              La critica è autentica quando ha il  coraggio di leggere l’uomo nelle sue componenti essenziali, eterne. Analizzare l’uomo nella sua realtà concreta ci porta automaticamente a scoprire una sete di andare oltre.  Baudelaire diceva che il mondo è una selva di simboli: “entrateci e cercate di          capire quale è il simbolo che vi porta altrove”, e Verlaine aggiungeva “occorre mettersi in marcia verso l’oltre, verso altri cieli e altri amori”.            Con questo spirito dobbiamo guardare dentro l’uomo.               Dovremmo fare una crociata a favore di una letteratura dell’inquietudine, perché non voglio scrittori che dicano cose belle e devote ma che diano inquietudine teologica, profonda, agostiniana.    

Della vasta produzione critico-letteraria di P. Castelli ricordiamo solamente alcuni titoli:

“Letteratura dell’inquietudine”   - 1963;                               “ In nome dell’uomo” -1980;

“Carlo Bo – Una vita per la letteratura”   – San Paolo edizioni, 1996;

“Nel grembo dell’ ignoto - La letteratura moderna come ricerca dell’Assoluto” – San Paolo edizioni, vol. I (2001) e vol. II (2006) – indagine sulla ricerca di Dio da parte di alcuni famosi autori contemporanei;

“Se ci fosse un Dio” – 2008;                                   “Dio come tormento” – Ancora, 2010;

“Gesù, insonnia del mondo”- San Paolo edizioni, 2013;

 “Meditare il Natale”- Libreria Editrice Vaticana, 2013.

L’opera di Padre Castelli più cospicua e meglio apprezzata dalla critica  è costituita dai tre volumi di San Paolo edizioni  (1987, 1990, 1995) intitolati “Volti di Gesù nella letteratura moderna”. In questi volumi, considerati pietre miliari della teologia letteraria, il Padre gesuita espone i risultati della sua ricerca di tracce e segni del volto di Gesù negli scritti degli autori moderni più rappresentativi. È una rassegna completa e complessa di volti di Cristo, rappresentati talvolta in “quadri” edificanti e luminosi, ma non agiografici, e molto spesso con ritratti “nebulosi, pasticciati, asfittici, dimidiati, stonati” (secondo il commento di Italo Alighiero Chiusano, grande amico del nostro Padre Castelli).

La figura di P. F. Castelli è stata commemorata da parecchi organi d’informazione e da vari intellettuali: Padre Spadaro S.I. l’ha ricordato sull’Osservatore Romano del 14-12-2013 come uomo teso alla ricerca del volto di Cristo attribuendogli perfino l’epiteto scherzoso di segugio; sul Sole 24Ore del 22-12-2013 il Card. Gianfranco Ravasi l’ha definito uno dei patriarchi della cultura classica italiana; il quotidiano abruzzese Il Centro  l’ha presentato come esperto di letteratura e spiritualità cristiana; l’avv.Gino Minà l’ha ricordato come finissimo esegeta della letteratura europea, americana e asiatica, come una delle menti più lucide della critica letteraria, teologica e filosofica del nostro tempo. La “sua” rivista, La Civiltà Cattolica, quasi per ribadire concretamente la prodigiosa fecondità  di P. Castelli come scrittore e per rendergli ulteriore omaggio, in diversi numeri del 2014 ne ha pubblicato gli ultimi scritti: recensioni (di un libro di Don Divo Barsotti; del romanzo “La strada” e della pièce teatrale “Sunset Limited” dello statunitense Cormac McCarthy; del romanzo “Viaggiatori di nuvole”  di Giuseppe Lupo) e due saggi, Immagini dell’inferno nella letteratura moderna (sul n.° 3437 del 5-07-2014) e  Immagini del paradiso nella letteratura moderna (sul n.° 3938 del 19-7-2014).

 

 

Padre Giovanni  RULLI

Nacque a Bovalino, sul versante ionico della provincia di Reggio Calabria il 28 luglio 1918, nel territorio della diocesi ora chiamata “Locri-Gerace”; allora la diocesi aveva nome e sede a Gerace. In quel tempo era Vescovo di Gerace Mons. Giorgio Delrio, sardo di origine, il cui cognome tuttora designa a Locri il palazzo “Nieddu Delrio”, noto alle cronache poiché vi fu assassinato il 16-10-2005 il consigliere regionale calabrese dottor Francesco Fortugno.

Nel 1572 Bovalino diede i natali ad un figlio di nobile famiglia, che poi sarebbe diventato illustre come padre gesuita, missionario in Estremo Oriente, santo martire: il Beato Camillo COSTANZO. Costui, entrato nella Compagnia di Gesù, seguendo l’esempio di San Francesco Saverio volle andare missionario verso la Cina e il Giappone. Nel marzo 1605 arrivò nel porto cinese di Macao, allora colonia portoghese; ma subito proseguì per il Giappone e il 17-8-1605 sbarcò a Nagasaki. Padre Camillo rimase in Giappone 9 anni e vi operò numerose conversioni; nel 1614, a causa di una persecuzione, dovette rientrare a Macao. Nel 1621 volle tornare clandestinamente in Giappone; vi rimase alcuni mesi fino a quando non fu scoperto e arrestato in quanto cristiano; condannato a morte, morì arso vivo il 15 settembre 1622.

Giovanni Rulli, prendendo a modello quest’illustre e santo concittadino, volle diventare anche lui gesuita. Nel 1933, a 15 anni, entrò nel noviziato; seguì gli studi consueti e nel 1947 venne ordinato sacerdote. Completò la sua formazione di religioso gesuita con un anno a Dublino, dove compì il cosiddetto “Terz’anno di probazione”. Negli anni del secondo dopoguerra la Compagnia di Gesù volle intensificare le relazioni con il mondo giapponese e quindi pensò di inviarvi alcuni padri missionari. Padre Rulli pensò davvero che si realizzasse il suo sogno di andare in Giappone; ma la sua attesa andò delusa, poiché fu destinato ad andare a Ceylon, l’isola dove già operavano i confratelli gesuiti della Provincia Napoletana. In realtà Padre Giovanni non poté andare neppure a Ceylon, poiché un mese prima della partenza fu colpito da un’infezione amebica che gli impedì di partire. Per qualche anno restò a Napoli come vice-superiore del convitto gesuitico G. Pontano “alla Conocchia”; poi nel 1953 fu trasferito alla rivista “La Civiltà Cattolica”. Qui, dopo un periodo di tirocinio, divenne responsabile del settore “politica estera” della rivista. In questo ruolo fu uno dei principali collaboratori di P. Tucci  (direttore di Civiltà Cattolica dal 1958) e molto s’impegnò, insieme ad altri confratelli come Padre De Rosa, P. Castelli, P. Caprile e P. Bartolomeo Sorge, a rinnovare ed aggiornare sia la rivista, sia la Chiesa cattolica, in conformità alle direttive (costituzioni, decreti, dichiarazioni) e allo spirito del Concilio ecumenico Vaticano II. Giustamente padre Gian Paolo Salvini, anch’egli scrittore emerito di Civiltà Cattolica, nel ricordare il confratello defunto, ribadisce che P. Rulli fu chiamato “a svecchiare” il quindicinale gesuitico nelle linee del Concilio e di quanto voleva Giovanni XXIII, cioè di una pubblicazione che parlasse con il mondo moderno.     

Dalla redazione di Roma Padre Rulli poté seguire e studiare le vicende politiche, religiose, civili di tanti Stati esteri, meglio e più comodamente rispetto a quello che avrebbe potuto fare se fosse stato inviato ed avesse soggiornato in quei Paesi dove voleva andare da missionario. Grazie ai suoi articoli, servizi giornalistici e libri P.G.Rulli si fece conoscere e apprezzare da intellettuali e governanti degli Stati di cui si occupava nelle sue pubblicazioni e ricerche. Fu così che intraprese diversi viaggi di studio all’estero e sovente furono proprio le autorità locali ad invitarlo a visitare i loro Paesi (tra questi: il Vietnam, la Cina Popolare, Israele, Argentina, Germania).  Oltre che all’estero, Padre Rulli era ben conosciuto e assai apprezzato nel mondo giornalistico italiano, soprattutto tra gli aderenti all’Unione Cattolica Stampa Italiana – UCSI. Per tale ragione fu a lungo consigliere della Sezione laziale dell’UCSI, e in questo suo ruolo ogni anno organizzava, tra l’altro, la celebrazione della festa  (24 gennaio) di S. Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, nella sede di “Civiltà Cattolica”.

Lavorò ininterrottamente nella redazione di “Civiltà Cattolica” fino a quando, giunto all’età di 75 anni, dovette ritirarsi, in ottemperanza alle regole vigenti. Seppur avviato sul cammino del tramonto, continuò a collaborare; annoverato tra gli “scrittori emeriti” della rivista, negli ultimi anni della sua lunga  e veneranda esistenza ne divenne il “decano”. E sempre, fino all’ultimo respiro, si considerò membro della Comunità di Civiltà Cattolica; anche quando, negli ultimi due anni, per ricevere maggiore assistenza  e cure mediche più adeguate, fu trasferito nell’infermeria dei Gesuiti a Roma, in prossimità del Vaticano.

Padre Giovanni Rulli è deceduto, all’età di 96 anni, domenica 10 agosto 2014, giorno di San Lorenzo, nella residenza dei Gesuiti in Roma, intitolata a San Pietro Canisio.

Come per suggellare il lungo legame, durato 61 anni, con la rivista gesuitica, le sue esequie sono state celebrate nella cappella della Comunità di “La Civiltà Cattolica”, martedì 12-8-2014.

Sul quotidiano “L’Avvenire” del 12-8-2014, Filippo Rizzi ha ricordato Padre Rulli come “storica firma” di Civiltà Cattolica. I suoi articoli molto dettagliati erano punti di riferimento autorevole sia per gli esperti di “affari esteri”, sia per le nunziature della Santa Sede sparse nel mondo. Particolarmente importanti gli studi sul Medio Oriente e le sue lucide e attente analisi sulla questione arabo-israeliana.

La redazione di “Civiltà Cattolica” l’ha commemorato nel n.° 3941 del 6 settembre 2014.

Mi piace riportare qualche passaggio, speciale e pertinente, del necrologio che la rivista ha dedicato al suo “decano”:  “(Quello di P. Rulli) fu un compito laico, per quanto riguarda  gli argomenti trattati, ma egli vi portò la sua sensibilità di sacerdote, per cui le sue cronache si inserivano molto bene in una rivista che lavora da sempre in sintonia con la Santa Sede. Il suo modo di vedere e di giudicare gli avvenimenti era quello di un uomo illuminato dalla fede e capace di valutare gli eventi politici e spesso luttuosi con lo sguardo di Dio, anche senza citarlo continuamente. In questo ha continuato la tradizione di molti missionari gesuiti che, oggi come in passato, entravano nel mondo laico, ad esempio in Cina e in India, con materie ritenute profane, ma per portare con esse la visione cristiana.  

 

                                                                                  VINCENZO   DAVOLI

 

 

 

RITORNA A CATONA IL MEMORIAL TENNIS “ ALFONSO CIPRIOTI “

Tutto pronto al circolo sportivo “Sport Village” di Catona per la VIII edizione del torneo di tennis Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”.

 

           

 L'ASSOCIAZIONE CULTURALE SPORTIVA "LIBERA LA MENTE" E IL COMUNE DI RICADI ORGANIZZANO IL 1° RADUNO DI MOUNTAIN BIKE "CITTA' DI RICADI"- IL RADUNO SI SVOLGERA' DOMENICA 21 LUGLIO 2013, PER INFO TEL. 336 611013 (FRANCESCO).

 

torneo di tennis “Città di Catona

– Memorial Alfonso Ciprioti”.  LUGLIO  2013

    Laser Standard, Radial, 4.7, Optimist Juniores e Cadetti: queste le categorie che hanno animato la VIII regata Memorial Alfonso Ciprioti che si è svolta nelle acque di Catona organizzata dall’associazione velica Pasquale Chilà, presieduta da Paola Chilà.

E proprio nella scuola vela, ospitata all’interno del Lido dello Stretto, si è tenuta la cerimonia di premiazione, introdotta dalla presidente Chilà che, prima di comunicare la classifica ufficiale, ha voluto soffermarsi sulla figura di Alfonso Ciprioti, socio onorario del circolo, ringraziando tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’iniziativa e complimentandosi con i giovanissimi che, per la prima volta,  hanno partecipato ad  una regata.

“Il memorial Ciprioti – ha inoltre ricordato Paola Chilà – come da sei anni a questa parte precede quello dedicato a Pasquale Chilà, cui l’associazione velica è intitolata, che, per il 2013 si terrà domenica 4 agosto”.

Il piacere di ritrovarsi sul mare, ricordando la passione dell’ex consigliere provinciale e assessore comunale verso gli sport acquatici ed il comprensorio della zona nord di Reggio, hanno rappresentato il trait d’union degli altri intervenuti alla premiazione, tra cui il consigliere provinciale Michele Marcianò, il quale ha sottolineato la visione di Ciprioti quale “uomo e politico molto legato al territorio che rappresentava e sempre pronto a recepire le esigenze che quest’ultimo esprimeva”.

Il consigliere Marcianò ha anche ringraziato la scuola vela  per le attività svolte che avvicinano i ragazzi ai sani valori dello sport.

Questa la classifica: per il Laser Standard primo posto a Tramontana, seguito da Marra e Pizzonia (tutti atleti dell’associazione velica Chilà); per il Radial Barreca, Anversa, Alberto Laganà (tre velisti del Circolo Nautico Reggio) e Chilà; nel Laser 4.7 primo assoluto Tony Laganà (ass. Chilà); per gli Optimist Juniores Matteo Cola, Buber Aliosha (ass. Chilà) e Riccardo Lavino (Circolo Velico), mentre per i Cadetti gli iscritti all’associazione velica Chilà Valerio Palamara, Federico Cola e Bea Inuso.

Il trofeo ‘Alfonso Ciprioti’ realizzato dall’artista Antonclaudio Pizzimenti (riconoscimento ‘a formula challenger’  e cioè che viene rimesso in gioco di anno in anno), è andato al regatista Barreca.

 

 

 

E’ sceso il sipario sulla VII edizione del torneo di tennis “Città di Catona

– Memorial Alfonso Ciprioti”.

 Dopo 10 giorni di gare ed una finale intensa e combattuta si è dunque conclusa la kermesse sportiva organizzata dallo Sport Village.

A contendersi il primo gradino del podio, durante una partita durata quasi due ore, Andrea Iacono ed Ezio Privitera, entrambi del CT “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria.

Ad aggiudicarsi la vittoria per un punteggio di 75 a 63 è stato Iacono che, comunque, sulla terra rossa del circolo, ha trovato in Privitera un avversario all’altezza.

Coppa di primo classificato anche al giovanissimo Vincenzo Doldo che, a conclusione del tabellone 4. NC, ha battuto Giuseppe Benestare.

Anche quest’anno, dunque, il torneo ha registrato numerosissime adesioni, come evidenziato da Francesco Violante, presidente dello Sport Village, durante la cerimonia di premiazione che ha registrato la presenza, oltre che della famiglia Ciprioti, anche di Antonino Girella, presidente dell’Accademia del Tennis, e del consigliere provinciale Michele Marcianò.

Quest’ultimo ha rimarcato come “attraverso il memorial si continuino a vivere sani momenti di sport e di aggregazione nel ricordo di un amico, Alfonso, che si è sempre speso per il territorio catonese sia in veste di rappresentante delle istituzioni, sia da semplice cittadino”.

Una vetrina per tanti appassionati e per diversi atleti: una manifestazione tennistica che ha richiamato iscrizioni da diverse realtà della Calabria e della Sicilia resa possibile dall’impegno e dalla professionalità dell’intera squadra dello Sport Village, circolo che, ha sottolineato Violante, “con il memorial dà avvio, come tradizione, alle attività socio sportive della stagione: già domenica – ha fatto presente – i ragazzi inaugureranno il campionato di serie B con la trasferta ostica ma non impossibile di Vicenza”.

Proprio per illustrare le peculiarità del calendario e far conoscere i tennisti che compongono il team Sport Village pronto ad una altro campionato tra i cadetti nazionali di questa disciplina, venerdì pomeriggio, all’interno della struttura a nord di Reggio, si terrà una conferenza stampa di presentazione.

LUGLIO 2012

 

RITORNA A CATONA IL MEMORIAL TENNIS “ ALFONSO CIPRIOTI “

Tutto pronto al circolo sportivo “Sport Village” di Catona per la VII edizione del torneo di tennis Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”.

Come consuetudine ormai, la struttura polivalente a nord di Reggio, presieduta da Francesco Violante, sta lavorando alacremente per garantire l’ottima riuscita della competizione intitolata, appunto, ad Alfonso Ciprioti, ex assessore comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso nel febbraio 2007.

 

Un momento di sana competizione sportiva, adatto a tutte le età e che nel corso del tempo è divenuto un appuntamento sempre più importante nel ricordo di uno dei soci dello ‘Sport Village’ sin dalla sua costituzione.

L’appuntamento si terrà dal 4 al 14 aprile: si tratta di un torneo nazionale di 4° categoria maschile che si svolge sotto l’egida della FIT (Federazione Italiana Tennis).

Dieci giorni in cui la terra rossa dello “Sport Village” sarà animata da una serie di match che sicuramente richiameranno, come accaduto nelle precedenti edizioni, numerosi appassionati di questa nobile pratica sportiva e tennisti provenienti da diverse realtà della Calabria ed anche extra regione, con un significativo successo soprattutto tra le giovani leve, molte delle quali si sono messe in luce, gli scorsi anni, proprio partecipando al memorial.

Il Torneo Città di Catona rappresenta, in pratica, lo start di tutte le attività organizzate, per l’arrivo della bella stagione, dal circolo che diviene, così, un luogo di ritrovo e di socializzazione anche per chi non pratica questa affascinante disciplina sportiva.

Per tutte le informazioni relative al torneo ed alle iscrizioni basta contattare la segreteria dello “Sport Village” al numero 0965/301369 o tramite l’email sportvillagecatona@tiscali.it

 

   17 - 6- 2012               

    Premiazione memorial “ Alfonso CIPRIOTI”

 Dopo un’intensa mattinata di regata tra le difficili correnti dello Stretto, il memorial di vela “Alfonso Ciprioti”, giunto alla V edizione ed inserito Italia Cup, ha decretato ieri i suoi vincitori.

La manifestazione sportiva, organizzata dall’Associazione Velica “Pasquale Chilà”, presieduta da Paola Chilà, sotto l’egida della Fiv, ha visto protagonisti numerosi atleti provenienti anche da Crotone che si sono dati battaglia in una giornata caratterizzata da un forte vento: condizione, quest’ultima, che ha permesso il suggestivo spettacolo di ammirare, per diverse ore, tutte le vele in azione nella baia di Catona.

Ed è stata la spiaggia a nord di Reggio, precisamente quella del Lido dello Stretto, ad ospitare, oltre che la gara, anche la cerimonia di premiazione.

Le coppe sono andate a nove regatanti, cioè ai primi tre classificati delle classi Laser Standard, Laser Radial e Laser 4.7. Vincitori assoluti delle rispettive categorie Marco Marra (associazione velica “Pasquale Chilà), Giovanni Giordano (Circolo Velico Reggio) e Alberto Laganà (Circolo Nautico Reggio). Per gli altri gradini del podio, le coppe sono andate, a Domenico Tramontana, Giuseppe Pizzonia, Samuele Tarantino, Giuseppe Gentile, Piergiulio Tarantino e Bruno Valenti.

Il Trofeo “Alfonso Ciprioti”  riconoscimento cosiddetto ‘a formula challenger’ (cioè che viene rimessa in gioco di anno in anno), è stato consegnato, invece, al primo classificato della categoria Laser 4.7.

Ad aggiudicarsi l’opera realizzata dall’artista Antonclaudio Pizzimenti, quindi, il velista Alberto Laganà.  

Durante la cerimonia, alla quale è intervenuto anche il consigliere provinciale Michele Marcianò, che, dopo aver ricordato la figura di Alfonso Ciprioti, ha sottolineato “l’impegno a favore dei giovani e della promozione sportiva portato avanti dall’Associazione Velica “Pasquale Chilà”, con spirito di sacrificio e determinazione”, hanno partecipato la famiglia Ciprioti, i soci fondatori del circolo, i giudici di gara, senza l’apporto dei quali non sarebbe stata possibile l’ottima riuscita della regata, e, naturalmente, il presidente Chilà.Quest’ultima ha voluto evidenziare “i progetti messi in campo sin dalla nascita del sodalizio ed ha ricordato la volontà di proseguire nel percorso intrapreso, al quale aveva contribuito anche l’ex assessore comunale e consigliere provinciale Alfonso Ciprioti, per la valorizzazione, attraverso lo sport, di uno dei tratti costieri più incantevoli della nostra provincia e di Reggio, il cui nome è rappresentato a livello nazionale da atleti dell’associazione che stanno gareggiando per titoli italiani. Già partito il Centro Estivo per i bambini, mentre per ciò che concerne gli aspetti sportivi il prossimo appuntamento sarà il memorial Pasquale Chilà, intitolato ad uno dei velisti reggini più conosciuti in ambito internazionale purtroppo prematuramente scomparso, che mira a superare il traguardo dello scorso anno quando in mare sono scese ben oltre 40 imbarcazioni”.        

   

 

Reggio:     torna il memorial di vela ''Alfonso Ciprioti'' al Lido dello Stretto di    Catona  17-6-2012

     

 

 

: Torna anche quest’anno il memorial di vela Alfonso Ciprioti organizzato dall’Associazione Velica “Pasquale Chilà”, presieduta da Paola Chilà.

Ed  la stessa presidente del sodalizio promotore ad illustrare le caratteristiche di questo meeting sportivo che, come da tradizione, si terrà nello specchio d’acqua antistante il Lido dello Stretto a Catona domenica 17 giugno con partenza prevista intorno alle 10 e 30.

“Si tratta -  spiega Paola Chilà – di una selezione zonale laser, organizzata sotto l’egida della FIV, dedicata all’ex assessore comunale e consigliere provinciale Alfonso Ciprioti che ha sostenuto le iniziative portate avanti dall’associazione velica Pasquale Chilà, , sin dalla sua fondazione, nella ferma convinzione di quanto sia importante promuovere, soprattutto nella nostra realtà, ed in particolare tra le giovani generazioni, tutti quegli sport legati al mare che rappresenta una risorsa importantissima per Reggio.                                           

Il memorial è giunto ormai alla V edizione e costituisce, insieme a quello intitolato a Pasquale Chilà che si svolgerà nelle prossime settimane, uno degli appuntamenti ‘classici’ realizzati dal nostro circolo, che, tra le sue tante iniziative, intende mettere in campo progetti, come quelli legati alle regate, in grado di valorizzare uno dei tratti costieri più suggestivi del reggino, cioè quello della baia di Catona, che, inoltre, da lunedì sarà allietata dal campo estivo cui parteciperanno 40 bambini. 

Lo stabilimento balneare che ospiterà la gara – conclude il presidente Chilà - sarà anche la location della premiazione che si terrà alla presenza degli atleti e della famiglia Ciprioti. Come ogni anno, sarà assegnato il trofeo “Alfonso Ciprioti” realizzato dall’artista Antonclaudio Pizzimenti: l’opera è configurata come riconoscimento ‘a formula challenger’  e cioè che viene rimesso in gioco di anno in anno”.

 

        Finale torneo tennis “ Città di Catona – Memorial Alfonso CIPRIOTI “

 

Si è conclusa la VI^ edizione del torneo di tennis “ Città di Catona –

Memorial Alfonso Ciprioti “, intitolato all’ex consigliere comunale e

provinciale prematuramente scomparso .

“Deus ex machina “ della competizione sportiva , sin dal 2007, lo        Sport Village Catona che ha interamente organizzato l’evento    registrando la iscrizione di oltre 80 atleti .

L’accogliente struttura a nord di Reggio , presieduta da Francesco Violante , è stata animata per oltre dieci giorni , da una serie di match    che rientrano nella 4° categoria singolare maschile , richiamando , come

accaduto nelle precedenti edizioni , numerosi appassionati di questa nobile disciplina sportiva, tennisti provenienti da diverse realtà della

nostra Regione e della vicina Sicilia.

Vincitore della competizione il reggino Massimo LAGANA’ del circolo tennis Polimeni che ha battuto in una accesa finale Sandro SCALESE

del circolo tennis Gioia 1974.

Massimo LAGANA’ succede cosi’ nell’albo d’oro della manifestazione

ad Alessandro DATTILO vincitore della V^ edizione.

Alla cerimonia della premiazione ( per la quale i trofei e le targhe sono state realizzate dall’artista Antonclaudio Pizzimenti di Catona ) , insieme alla famiglia Ciprioti, allo Staff organizzativo del torneo , al Presidente dello Sport Village Violante , al Giudice arbitro del memorial Marco Bonforte hanno preso parte anche l’assessore comunale all’ambiente, Tilde Minasi ed il consigliere comunale Beniamino Scarfone.

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dal 2 al 15 aprile 2012  presso lo " Sport  Village di Catona " REGGIO CALABRIA si svolgerà IL 6^ TORNEO CITTA’ DI CATONA --TORNEO NAZIONALE DI 4^ CATEGORIA SINGOLARE MASCHILE-- In memoria di “Alfonso ciprioti “, COMPIANTO FRATELLO  DEL NOSTRO CARISSIMO AMICO  AMMIRAGLIO  FRANCESCO CIPRIOTI.

 

 info e iscrizioni: 0965301369 www.sportvillagecatona.com

 

Nuovo appuntamento con il torneo di tennis Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”. Giunta alla sesta  edizione, la competizione sportiva sarà, come da tradizione, ospitata dallo Sport Village Catona, dal 2 al 15 aprile 2012 .  La struttura a nord di Reggio, presieduta da Francesco Violante, quindi si animerà per dieci giorni con una serie di match, che s’inquadrano nella 4° categoria, capaci di richiamare molti appassionati di una delle discipline sportive più antiche e nobili.

2° meeting religioso estivo San Francesco da Paola – 50° Anniversario della proclamazione di San Francesco di Paola come Patrono Principale della Calabria

Il 27 marzo del 1943 il Sommo Pontefice PIO XII ha proclamato San Francesco da Paola celeste PATRONO di tutti i MARITTIMI d’Italia; il 2 giugno del 1962 il Sommo Pontefice GIOVANNI XXIII ha proclamato San Francesco da Paola PATRONO principale della CALABRIA. Nel 2012 ricorrerà, pertanto, il 50° anniversario della proclamazione di San Francesco di Paola come Patrono Principale della Calabria.   

In vista della programmazione di eventuali festeggiamenti per tale importante evento, sarebbe gradita l’inclusione, nel potenziale calendario che verrà allestito, di un’iniziativa da realizzare a CATONA di Reggio Calabria, dove il Santo, come è ben noto, ha compiuto uno dei suoi più grandi miracoli, cioè la traversata dello Stretto di Messina sul mantello partendo proprio dalla spiaggia di questa frazione di Reggio.

Sempre a Catona, in memoria dell’eccezionale evento, insiste una statua realizzata nel lontano 1720 da tal fratel Griso: l’opera, ancora integra, era ubicata inizialmente sulla spiaggia del rione, ma, successivamente, per vari motivi fu spostata all’interno di un agrumeto di non facile accesso per i fedeli e turisti.

A tal proposito, così da lasciare un segno tangibile in occasione del significativo anniversario, sarebbe auspicabile che tutti gli Enti interessati, esaminassero la possibilità di trasferire la statua in un altro sito (da individuare sempre nelle vicinanze della spiaggia di Catona) che risulti idoneo al culto ed alla conservazione dell’antica ed importante testimonianza del miracolo

La comunità religiosa di Catona, devota al grande Santo, in collaborazione con altre associazioni che si occupano di promuovere la figura e l’insegnamento di San Francesco in Italia e all’Estero nel corrente anno 2011 ha organizzato diverse manifestazioni che hanno riscosso il plauso dei fedeli e della popolazione ed attirato l’attenzione dei media.

Nel quartiere a nord di Reggio, infatti, è stato presentato, il 26 marzo 2011, per la   prima volta a Reggio Calabria, il film “Vienna da Fuscaldo: la madre di San Francesco di Paola”, con la partecipazione del regista e di alcuni attori del cast.

Il 17 giugno 2011 si è svolto un convegno su “ Il Soprannaturale Nell’Uomo” al quale sono intervenuti illustri relatori calabresi.

Il 13 agosto 2011, sul Lungomare di Catona, si è tenuto il “1° MEETING RELIGIOSO ESTIVO”. Durante la cerimonia è stata consegnata alla Società “Caronte&Tourist S.p.a.” una targa bronzea raffigurante il Santo che attraversa lo stretto con la scritta CATONA  da collocare sulla nave VESTFOLD in ricordo del Traumaturgo in quanto PATRONO DELLA GENTE DI MARE ITALIANA.

Nell’estate del 2012 è previsto il “2^ meeting religioso estivo”, sempre sul lungomare di Catona, con la consegna della targa bronzea ad una grande Società di Navigazione Italiana o in alternativa alla Marina Militare Italiana o alla Guardia Costiera sempre da collocare a bordo di una nave.

Sarebbe perciò auspicabile che nel mese di giugno o luglio del prossimo 2012, nella programmazione dei festeggiamenti, fosse incluso il periplo della costa calabrese da parte di una motovedetta di Altura della Guardia Costiera con a bordo una reliquia  del Santo partendo da CORIGLIANO  fino a CETRARO toccando  le seguenti località:CROTONE –REGGIO CALABRIA – VIBO VALENTIA .

Durante la navigazione di trasferimento da un porto all’altro l’unità potrebbe effettuare delle soste limitate nel tempo presso i porti di ROCCELLA JONICA – BAGNARA –GIOIA TAURO – TROPEA.   

Inoltre sarebbe opportuno, durante la sosta di un giorno nei luoghi ove il grande Santo ha lasciato un segno tangibile del Suo prodigioso passaggio, organizzare con le locali Autorità manifestazioni a carattere culturale e religioso .     Per la riuscita di tale progetto dovrebbero essere presi contatti con il Provinciale dei Minimi di Paola , il Comando Generale delle Capitanerie di Porto Roma, la Direzione Marittima della Calabria con sede a Reggio Calabria – e con altri Enti o Associazioni che operano sul Mare (ad esempio Associazione Nazionale Marinai d’Italia – Lega Navale – Federazione Italiana Vela – etc).

Certi che quanto rappresentato formerà oggetto di attenta valutazione, ulteriori chiarimenti sulle iniziative potranno essere richiesti allo scrivente padre Casimiro MAIO (telefono 328/ 4691423) oppure all’Ammiraglio Francesco Ciprioti                 (Cell 339-7425606).

In attesa di Vs notizie si inviano distinti saluti

 

                                                                           Padre Casimiro MAIO

                                                              Responsabile Santuario di Catona

 

In allegato:

Foto della Targa di bronzo da collocare a bordo delle navi

     

 

Foto della Statua realizzata sulla spiaggia di Catona nel  1720               

 

SABATO 17 Dicembre

Lamezia TermeCaltagirone

Partenza Ore 05:30

Ritrovo dei partecipanti in Piazza della Repubblica e partenza in pullman GT.

Partenza Ore 06:00 - Bivio Angitola

·         Arrivo previsto a Caltagirone per pranzo.

·         Pranzo in ristorante “La Piazzetta” nel centro storico della città di Caltagirone, alle spalle del Mausoleo di Don Luigi Sturzo.

·         Nel pomeriggio degustazione del tipico dolce calatino “a Cudduredda” e dimostrazioni culturali della lavorazione della ceramica.

·         Visita guidata della città: Chiesa del SS. Salvatore (una delle pochissime chiese a pianta centrale e ospitante la bellissima Madonna di Monserrato), Scalinata S. Maria del Monte ( percorso fatto di 142 gradini dedicati alla patrona Maria di Conadomini), Chiesa dell’Immacolata, Ponte S. Francesco d’Assisi

·         Mostra e spettacolo dei Pupi siciliani

·         In serata rientro in Hotel “Pomara”.

·         Cena pernottamento.

 


 

DOMENICA 18 Dicembre

CaltagironeLamezia Terme

·         Prima colazione in Hotel

·         Incontro con la guida e visita ai Presepi: “Caltagirone Presepe” (il presepe vive tra le vie del centro storico), Presepe dei Cappuccini (realizzato dal m. Michele Perniciario), Presepe omaggio a Walt Disney.

·         Passeggiata per le vie del centro storico: Corte Capitaniale (edificio rinascimentale del 1600), Tondo Vecchio (tipico teatrino in pietra arenaria), Statua di Gualtiero ( principale esponente dei Vespri Siciliani), Duomo S. Giuliano, Galleria S. Sturzo, Carcere Borbonico, ecc…

·         Rientro in Hotel per pranzo.

·         Nel pomeriggio partenza per il rientro in sede.

·         Arrivo in serata a Lamezia Terme.

COSTO DEL VIAGGIO € 150.00

Di cui:

·         € 100.00 alla prenotazione;

·         € 50.00 saldo entro 05 Dicembre 2011.

La Quota Comprende:

·         Viaggio in pullman Gran Turismo,

·         Sistemazione in Hotel 3 stelle - camere doppie e/o triple con servizi privati,

·         Trattamento pensione completa,

·         Bevande ai pasti inclusi (acqua minerale e vino),

·         Guida turistica a Caltagirone,

·         Ingresso e visita guidata dei principali presepi,

·         Assicurazione medico bagaglio.

La Quota Non Comprende:

·         Extra di carattere personale,

·         Quanto non espressamente indicato sotto la voce “La Quota Comprende”.

 

     La Russia guarda con interesse al mercato immobiliare della Costa degli Dei

     Briatico si affaccia con successo al mercato immobiliare russo e la Russia è visibilmente e concretamente interessata al nostro territorio. La Progetto casa immobiliare con sede a Briatico è, da anni, leader nella promozione e commercializzazione immobiliare della Calabria all'estero. In questi giorni ha ufficialmente partecipato alla 25° edizione del Demexpo di Mosca che si è tenuto dal 6 al 9 ottobre. Demexpo è il più grande ed importante salone immobiliare internazionale al quale hanno partecipato oltre duecento aziende immobiliari. L'esposizione di Mosca, patrocinata dallo stesso governo russo e dalle principali associazioni di categoria, è diventata oramai il punto di riferimento del settore in Europa. La manifestazione ha rappresentato un'importante vetrina per il comparto italiano del cosiddetto Real Estate, l'Italia risulta, infatti, essere una tra le prime mete scelte dai russi per i loro investimenti in Europa. Il manager della Progetto Casa Immobiliare di Briatico, rientrato dalla capitale russa, ha spiegato gli obiettivi del viaggio, “esaltare e far conoscere al meglio l'immagine dell'intera Calabria, con particolare riferimento alla provincia di Vibo Valentia e alla Costa degli dei, presentando non solo le migliori opportunità immobiliari presenti sul territorio con depliant illustrativi tradotti in russo, ma soprattutto far conoscere le bellezze della nostra regione con il cuore e cercare di descrivere i veri colori della Calabria, la sua cultura, le tradizioni, la storia e l'arte ma anche la gastronomia e tutti gli altri aspetti antropologici identificativi e culturali”. Lo stesso Antonino Staropoli ha poi illustrato i quattro giorni in terra di Russia, “quattro giornate intense dove abbiamo accolto, presso lo stand, tantissimi clienti interessati a progetti sulla Costa degli dei, un importante contatto diretto che ha portato a numerosi appuntamenti finalizzati a creare rapporti di collaborazione, relazioni internazionali, scambi di contatto e dopo la partecipazione alla fiera specialistica dell'International Property Show di San Pietroburgo, lo scorso anno, questa di Mosca è un'esperienza interessante che proseguirà sicuramente nei prossimi anni”.

Foto  :  Antonio Staropoli  a Mosca 

20  OTTOBRE  2011                                                                    Franco Vallone

    Sabato 24 settembre “Serata della Cultura” a Jonadi, tra templari, scrittura e poesia

A Jonadi, sabato 24 settembre, si svolgerà la “Serata della Cultura”, un interessante evento promosso dall’Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco, con la presenza della Commenda “ Christi Milites” di Lamezia Terme – dell’O.S.M.T.H. (Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani), Gran Priorato d’Italia (Associato all’Agenzia Europea per i diritti umani – EUFRA e Associato alle Nazioni Unite). La serata culturale si svolgerà presso la Sala Consiliare in  Piazza Stazione di Jonadi in occasione della presentazione del nuovo libro di Francesco Deodato dal titolo “Noli me tangere”. Dopo il successo editoriale di Maria Maddalena non ha casa in Vaticano, Deodato presenta ai suoi lettori un altro affascinante viaggio nel profondo della storia. Noli me tangere (non mi toccare) è un prezioso contenitore, 184 pagine di memorie che viaggiano nel tempo da duemila anni, un voler ripercorrere quello che il tramandare religioso ha, con i testi delle sacre scritture, dei Vangeli canonici e delle altre fonti storiche ufficiali, ma anche per per tradizione orale, inculcato, senza possibilità di replica, per generazioni e generazioni. Per come si fa leggere, Noli me tangere è racconto fluido, pieno di reali elementi di riferimento storico e continui inviti all'approfondimento delle tante tracce carpite all'oblio del tempo e lanciate nel futuro della ricerca documentaria. La scrittura, il testo, il senso del raccontare, evidenzia l'inedito sguardo di Deodato, uno sguardo colto e appassionato che effettua letture della e nella storia, non dall'alto ma da un punto di osservazione multiplo che si immerge da più dimensioni, direttamente nel contesto storico. Un'azione di critica culturale, d'immersione e approfondimento, attuata non per distruggere, ma per costruire, appuntare e annotare accanto, in rosso, altre possibili identità, altre verità che non debbono ritenersi in assoluto le "uniche verità". Quello che scaturisce da questa ricerca sono ipotesi, proposte di visione delle cose, tesi, possibilità. Una vera e propria sana democrazia della lettura del dato storico, dell'elemento documentario e religioso che fa, perlomeno, riflettere. Riflessione che mai come in questo caso è elemento necessario per una seria rilettura del passato troppe volte raccontato e tramandato ad uso e consumo di una "realtà-comodità" precostituita e preconfezionata.

La serata culturale di Jonadi prevede, alle ore 18.00, l'inizio della manifestazione con l'introduzione dei lavori a cura di Rosamaria Gullì, seguirà l'allocuzione del sindaco Nazzareno Fialà, la declamazione di una poesia in vernacolo del poeta Pasquale Mazzitello e la presentazione della giovane promessa, Chiara Carrà. Alle 18.45 Giuseppe Cinquegrana terrà una conferenza sul tema: “Maria Maddalena, storia e leggenda” e “Jonadi terra templare”, a seguire l'atteso intervento di Francesco Deodato, studioso del Cristianesimo delle origini e autore del volume “Noli me tangere”. Alle 19.55 è prevista la declamazione della “Preghiera dei Templari”, a cura dell’attore Paolo Cutuli, e alle 20.00 il Capitolo Templare della Commenda Christi Milites di Lamezia Terme. Alle 21.30 la serata si concluderà con un augurale vin d’honneur.

22-9-2001

Franco Vallone

Nell’ambito delle iniziative tese a ricordare la grande figura di San Francesco di Paola e uno dei Suoi  piu ’ grandi miracoli :  la traversata dello stretto sul mantello   partendo da Catona, la Comunità dei Frati Minimi ha organizzato dalle ore 1800 alle ore 2030   di Sabato 13 Agosto p.v.  il   “ 1^ Meeting Religioso Estivo “ e la consegna della prima targa bronzea. L’appuntamento si terrà sul lungomare di Catona nell’area ove è collocata la grande statua di San Francesco di Paola.

La cerimonia relativa al “ 1^ meeting religioso estivo “ prevede Il trasferimento  della statua di San Francesco dal Santuario al Lungomare di Catona e la celebrazione della Santa messa da padre Giovanni COZZOLINO O.M.

 Al termine della santa Messa , in considerazione che il  Santo è anche

Il Patrono della Gente di Mare , sarà consegnata alla Società Caronte & Tourist che opera da moltissimi anni nell’area dello Stretto nella persona del Comandante Domenico PIZZIMENTI una targa Bronzea da collocare sulla nave VESTFOLD.

 La targa  realizzata dall’artista Carmine CIANCI di Corigliano  Calabro su iniziativa di padre Casimiro MAIO consiste in un bassorilievo in bronzo di 20 cm e rappresenta da una parte il Santuario di San Francesco di Paola In Catona , a simboleggiare la città , e dall’altra , la traversata miracolosa che il Santo compi’ con il suo mantello : la chiesa come mezzo di fede,il miracolo come percorso della fede .

 

11 -8-2011

 

 

 

CATONA – Regata velica  - Premiazione memorial “ Alfonso CIPRIOTI”

Laser Radial, Laser 4.7, Laser Standard, Optimist Cadetti ed Optimist Juniores.

Queste le classi che hanno partecipato alla prova di campionato zonale di vela che si è disputata nelle acque antistanti il lungomare di Catona (RC).

Un appuntamento, tenutosi con il patrocinio della FIV, dell’ International Laser Class e dell’Assolaser, che ha  contribuito alla Ranking List Nazionale e Zonale.

La regata è stata organizzata dall’Associazione Velica “Pasquale Chilà”, presieduta da Paola Chilà: il sodalizio ha, inoltre, colto l’occasione per disputare contestualmente alla gara il IV memorial Alfonso Ciprioti, ex assessore comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso nel 2007.

“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato il presidente Chilà durante la cerimonia di premiazione – dell’alta adesione alla prova per la quale, oltre alla presenza dei circoli cittadini, sono giunti anche atleti da altre zone della Calabria. La realtà dell’Associazione Velica intitolata alla memoria di un grande campione come Pasquale Chilà, sta crescendo e si sta imponendo come luogo di aggregazione sociale per i più giovani e strumento per una loro sana crescita. La regata, che vuole anche ricordare un nostro socio, ha raggiunto molte iscrizioni e lo spettacolo fornito da tante imbarcazioni ha reso ancor più suggestivo l’incantevole panorama dello Stretto. Un ringraziamento particolare va anche agli ufficiali di regata che hanno reso possibile l’ottima riuscita dell’iniziativa”. A consegnare coppe e targhe, oltre a Paola Chilà, presenti, tra gli altri, anche i familiari di Alfonso Ciprioti, l’artista Antonclaudio Pizzimenti che ha realizzato il trofeo e il presidente del Comitato VI Zona Fiv, Fabio Colella.

Sono stati premiati i primi di ogni classe: Bruno Barreca (Circolo Nautico Reggio), Francesco Ielo e Giovanni Giordano (entrambi del Circolo Velico Reggio) per il Laser Radial; Alberto Laganà (Circolo Nautico Reggio) Rosalba Giordano e Demetrio Morabito (Circolo Velico Reggio) per il Laser 4.7; Marco Marra e Domenico Tramontana (Associazione Velica Pasquale Chilà) per il Laser Standard; Milo Cutrupi Riccardo Lavinio e Campolo per l’Optimist Cadetti; Eugenio Salsone, Aliosha Buber e Piergiulio Tarantino per  l’Optimist Juniores.

Il Trofeo “Alfonso Ciprioti”, riconoscimento cosiddetto ‘a formula challenger’ (cioè che viene rimessa in gioco di anno in anno), è andato al primo classificato della categoria più numerosa, quindi il Laser 4.7. Ad aggiudicarselo il velista Alberto Laganà. 

 

   

luglio 2011

                       CATONA – Regata velica                       

 “  Memorial Alfonso CIPRIOTI “ 

 Domenica prossima  (17 luglio) alle 10 e 30, nelle acque antistanti il lungomare di Catona (RC), si disputerà la prova di campionato zonale classe laser radial, 4.7 e standard di vela.
Un’importante manifestazione sportiva, alla quale l’Associazione Velica “Pasquale Chilà”, presieduta da Paola Chilà, ha abbinato il IV memorial Alfonso Ciprioti, ex assessore comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso nel 2007.
La regata,  disputata sotto l’autorità della FIV, dell’ International Laser Class e dell’Assolaser, contribuisce alla Ranking List Nazionale e Zonale.
Lo specchio d’acqua del “Lido del Stretto”, quindi, accoglierà le due prove previste dal bando, che, tra l’altro, permette l’iscrizione alla gara sino alle 9 e 30 del medesimo giorno del suo svolgimento e sarà la stessa struttura balneare ad ospitare la cerimonia di premiazione che, subito dopo l’ultima prova di regata, vedrà protagonisti i primi tre assoluti per tutte le categorie Laser.
Contestualmente sarà anche assegnato il trofeo “Alfonso Ciprioti” realizzato dall’artista Antonclaudio Pizzimenti: se per le altre classifiche ci sarà una premiazione a formula classica che individua primo, secondo e terzo, l’opera di Pizzimenti è configurata come riconoscimento ‘a formula challenger’ (cioè che viene rimessa in gioco di anno in anno).

 LUGLUO 2011                                                       FRANCESCO  CIPRIOTI

 

Serata Templare a Curinga con la presentazione del libro “Noli me tangere” di Francesco Deodato

Sabato sera, nella Sala Consiliare di Curinga messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco Pallaria, inserito nelle celebra nella suggestiva commemorazione della “Terza Giornata Templare”, è stato presentato l’ultimo libro di Francesco Deodato, studioso del Cristianesimo delle origini, dal titolo “Noli me tangere”. La serata, che in onore all’opera ha preso il nome del libro di Deodato, è stata moderata dal giornalista Maurizio Bonanno. È intervenuto il Gran Priore d’Italia dell’Ordine Templare O.S.M.T.H.  – Associato all’Agenzia Europea per i Diritti Umani (EUFRA) e Membro dell’International Peace Bureau di Ginevra – ONU Non Governmental Organization, professor Stelio Venceslai, accompagnato dalla Gran Tesoriera dell’Ordine, Donatella Merli e dal Balivo di Calabria, Gianfranco Palmieri. Tra i bianchi mantelli crociati dei Cavalieri e quelli marrone degli scudieri, anche questi rosso-crociati, tra spade templari e collari esprimenti l’elevato grado dei partecipanti, dopo l’introduzione di Maurizio Bonanno e la breve allocuzione del Commendatore della Commenda Christi Milites di Lamezia Terme, Giuseppe Miceli, ad aprire i lavori è stato il professore Giuseppe Cinquegrana che ha intrattenuta la folta e qualificata platea sui segni lasciati dai Cavalieri Templari in Calabria con particolare riferimento al sito di Rocca Angitola e la Via Popilia. Di seguito a Cinquegrana l’intervento dell’autore del libro, Francesco Deodato, che nella sua premessa ha sottolineato che i temi trattati nell’opera erano da considerare “duri” ma non “contro”. Anticipando la trattazione, il moderatore Bonanno ha confermato, definendo comunque i contenuti “strog”, “forti” e che non avrebbero potuto lasciare indifferenti.

Proseguendo nella presentazione, Deodato ha spaziato sulle Sacre Scritture (Bibbia e Vangeli) e sulla loro interpretazione da parte della Chiesa, sulla distruzione di Gerusalemme da parte del romano Tito avvenuta nell’anno 70 d.C., sulle vere origini dei Cavalieri Templari e sul loro presunto tesoro ipotizzandone la localizzazione, sui molti ambigui ed inquietanti personaggi  che si sono interessati ad esso.

Poi è seguita la parte più interessante e quella appropriatamente definita “strong” da parte del moderatore! La platea è stata come calamitata con una curva dell’attenzione al suo apice e mantenuta costante fino al termine, nel momento in cui Deodato ha iniziato a parlare della vera o presunta divinità di Gesù, della Sacra Sindone, della storia sconosciuta della vita di Gesù riferita agli anni che vanno dal quattordicesimo al ventinovesimo, prima quindi che iniziasse la vita pubblica con il primo miracolo, quello delle Nozze di Cana, del Vangelo di Giovanni  e dei messaggi criptati inviati dallo stesso a “chi doveva capire”, del processo a Gesù, della sua crocifissione e della resurrezione, di Maria Maddalena come persona eletta a ricevere l‘eredità messianica. Una rivelazione inedita è stata promessa da Deodato ai suoi lettori: svelare, secondo le sue interpretazioni, chi poteva essere identificato come il “discepolo che lui amava” o “il discepolo prediletto”. Ovviamente, l’autore non ha fatto il nome di questo personaggio aggiungendo, ironicamente, che se lo avesse fatto si sarebbe trattato di un vero e proprio “suicidio letterario” perché la conseguenza sarebbe stata che nessuno avrebbe comprato il libro.

Deodato si è congedato dalla platea che lo ha molto applaudito invitando tutti ad una riflessione: “Perché – ha detto – non è ammissibile pensare che l’architettura, l’ingegneria, la biologia, la medicina e la ricerca scientifica in genere possano fermarsi alle conoscenze di duemila anni fa negandoci tutti i benefici ottenuti con la loro evoluzione e si accetta, invece, senza obiettare che le religioni lo possano fare negandoci, con la loro evoluzione, la ricerca della Verità? Una religione deve nascere per unire non per dividere e minacciare i fedeli promettendo loro le pene dell’inferno qualora deviassero da quelli che sono i dogmi ed i dettami  voluti da uomini che ne hanno scritto le regole con la mentalità e la conoscenza vecchia di duemila anni!”

L’apprezzamento nei confronti di Deodato non è stato espresso solo dai convenuti che hanno fatto a gara per venire in possesso del volume, ma direttamente da Gran Priore d’Italia dell’Ordine dei Cavalieri Templari che nella sua replica ha avuto parole di apprezzamento per i relatori e per l’opera di Francesco Deodato, riproponendosi di indire una serie di incontri con le altre organizzazioni europee al fine di costituire un dipartimento di ricerca della Storia del Cristianesimo e Templare e del quale l’Autore sarebbe stato chiamato a farne parte unitamente al professore Cinquegrana.

Un lusinghiero riconoscimento, comunque, il libro di Deodato lo ha già avuto! E’ proprio di qualche giorno fa la notizia che gli è stata ufficialmente richiesta l’autorizzazione di potere tradurre il libro in spagnolo ed in rumeno per la stampa e la diffusione anche in questi Paesi.

Noi, da parte nostra, ci riproponiamo di seguire il colonnello-scrittore-ricercatore nelle sue prossime presentazioni tenendo informati i lettori interessati.

La serata templare è continuata con una suggestiva cerimonia di investitura di uno Scudiero (il dottore Michelangelo Miceli) e di un Cavaliere (il giornalista Maurizio Bonanno, il moderatore) nominati ad opera del Commendatore della Christi Milites ed alla presenza sanzionatoria del Gran Priore d’Italia.

GIUGNO 2011                                                                                      FRANCO VALLONE

 

TORNEO MEMORIAL “CIPRIOTI” 

 

    Si è conclusa la V edizione del torneo di tennis “Città di Catona – Memorial Alfonso Ciprioti”, intitolato all’ex consigliere comunale e provinciale prematuramente scomparso.

La kermesse, che ha registrato l’iscrizione di oltre 100 atleti provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia è stata ospitata dallo Sport Village, presieduto da Francesco Violante.

Vincitore della competizione (nella 4° categoria singolare maschile) il reggino Alessandro Dattilo del Circolo Tennis e Vela di Messina, che ha battuto in un’accesa finale Salvatore Caroleo del CT Piromalli di Gioia Tauro.

Per quanto riguarda, invece, la categoria 4NC, il primo gradino del podio è stato conquistato da Emanuele Costa del CT Oppido che ha avuto la meglio su Paolo Barreca del CT “Momenti di Sport” di Gallina.

Alla cerimonia di premiazione, insieme alla famiglia Ciprioti, allo staff organizzativo del Torneo, al presidente dello Sport Village, al delegato provinciale FIT Saro Bellè, al giudice arbitro del Memorial, Pasquale Giordano ed al commissario di campo Marco Bonforte  hanno preso parte anche l’assessore comunale all’Ambiente, Tilde Minasi ed il consigliere comunale Beniamino Scarfone.

      

        

FINALI TORNEO MEMORIAL “CIPRIOTI” 

Si avvicinano le gare finali del Torneo di Tennis Memorial “Alfonso Ciprioti”, iniziato il 9 giugno allo Sport Village di Catona. La struttura sportiva ospiterà i due match domani 21 giugno a partire dalle ore 16 e 30. La prima partita assegnerà il podio per la categoria 4NC: a sfidarsi sulla terra rossa saranno Barreca del CT “Momenti di Sport” di Gallina e Costa di Oppido. A seguire si svolgerà la finale della 4° categoria singolare maschile. A contendersi il primo premio, in questo caso, saranno Caroleo del CT “Piromalli” di Gioia Tauro e Dattilo del Circolo Tennis e Vela di Messina. Al termine degli incontri, intorno alle 19 e 30 circa, si terrà la premiazione alla presenza dei familiari di Alfonso Ciprioti, del presidente dello Sport Village, Francesco Violante, di rappresentanti istituzionali e del mondo sportivo cittadino.

giugno 2011

Guellarè, il nuovo cd di Cataldo Perri,

 cantautore del Mediterraneo

Si intitola Guellarè il nuovo cd del musicista – medico -  ricercatore Cataldo Perri, definito il “Cantautore del Mediterraneo”. Un titolo, Guellarè, che significa bambino in Arabo, una delle tante parole rimaste impigliate nel dialetto calabrese a testimonianza delle molteplici contaminazioni fra i popoli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. La Calabria di Guellaré è crocevia di saperi, culture, drammi, speranze, sapori e suoni, ed il “Suono”, per Cataldo Perri, è il più forte richiamo della memoria. Nel lavoro di Perri ci sono le voci dei mercanti, il rumore della risacca del mare, le storie piccole e grandi e le tante suggestioni che rimandano all’antica matrice del “Mare Nostrum”. A sentirlo e risentirlo, il nuovo cd di Cataldo Perri, ci si accorge che lo sguardo dell'autore si è ampliato ancora di più, c'è una sorta di espansione verso l'est dell'Europa e ancora verso il sud del sud, verso il vicino Oriente, perso il Mar Nero, verso i luoghi arabi. Le variegate sonorità testimoniano continuamente tutto questo, ma ci sono anche gli stessi luoghi appena citati riportati nel Sud d'Italia attraverso i popoli migranti che arrivano sulle nostre coste con le carrette del mare, gente errante, viaggio in cerca di speranza, di lavoro, di nuova vita. Poi ci sono ancora i suoni lontani, mai dimenticati, dell'antica emigrazione italiana, c'è la traversata dell'Oceano, c'è la 'Merica, l'Argentina con i suoni affascinanti e passionali del tango, e c'è anche il vicinissimo vociare del colorato mercato di Cariati e dei mille altri luoghi della Calabria, con i venditori di pesce, di cozze, di frutta e verdura che cantano ogni giorno la loro propaganda come antiche sirene, per affascinare e richiamare i clienti a comprare la loro mercanzia. Lo scrittore Carmine Abate così scrive presentando il lavoro di Cataldo Perri:In Guellarè c’è uno sguardo narrativo, epico, più che struggente nei confronti del tempo che passa e della vita in generale. Per questo motivo, più che nostalgia, mi piace definire questo sentimento con un neologismo : ‘Struggenza’, cioè uno struggimento pieno di potenza, che bandisce i piagnistei e le lamentele ed esalta, senza retorica, la forza della bellezza, dell’amore, della vita”. Un Cd pieno di contenuti, dove ogni nota, ogni sonorità, ogni voce rimanda a significati profondi della vita, del tempo, del luogo, di persone ed è lo stesso autore a spiegarci alcuni concetti legati ai singoli brani del cd: “il mio Sud è amore e indignazione, perché è anche così che si deve raccontare il Sud, terra di partenze ma anche di speranze e accoglienza per i tanti fratelli che rincorrono un sogno di felicità e che troppe volte trovano la morte sulle loro carrette di mare (“Il sangue dei migranti non ha il colore della pelle, è rosso del dolore degli erranti della terra”). La Tarantella diventa Tarabella, esempio di come la danza, pietra miliare identitaria del Sud, partendo dalla tradizione possa diventare anche nuovo linguaggio espressivo. Un linguaggio pregno di contaminazioni e che nella title track Guellarè, si fa musica e suono. Il sud e la cultura della famiglia, il rapporto coi genitori, la loro tenerezza nell’essere coppia e la loro tenacia nell’andare oltre le macerie di una guerra per offrire ai figli una condizione socio economica migliore; Il tempo e il pudore non ci hanno permesso troppe volte di testimoniare loro affetto e gratitudine. Il paradosso della comunicazione attraverso i social-network, la richiesta di amicizia su Facie puke, le ossessioni psicodrammatiche del mondo virtuale di eternit di un Sud umile. Controvento è il sussulto di dignità dei pescatori di Cariati che preferivano buttare il pescato sulla battigia piuttosto che svenderlo al racket del pesce”. Il mare, nel percorso artistico di Cataldo Perri, è una costante ed è fonte di vita, di scambi ma a volte teatro di tragedie “come quando 12 pescatori calabresi persero la vita in una Malanottata del Capodanno 1974. Ricco come i colori del Mediterraneo, Guellarè ha posto per la nostalgia della magia dell’infanzia, Nel vento d’Africa e l’auspicio che i popoli non vengano distinti in base al colore della pelle ma riconosciuti come una parte de L’anima du munnu”. Guellarè è interamente arrangiIato e suonato da “Lo Squintetto”: Piero Gallina, Enzo Naccarato, Nicola Pisani, Carlo Cimino, Checco Pallone. Ospiti del disco : Rosa Martirano, Ouadie Farhat, Alessandro Castriota Skanderbeg, Serena Ciofi e Lorenzo Aristodemo.

Franco Vallone                                                                                  giugno 2011

Silvano Russo, il cantautore di Briatico al suo secondo album

Si chiama Silvano Russo ed è nato a Tropea nel 1978, ha vissuto a Briatico, paese di origine della sua famiglia, fino all’età di vent'anni, quando, finite le scuole superiori e diplomatosi ragioniere, è costretto ad emigrare dalla Calabria, partire dalla terra che ama profondamente e da sempre. Al nord d'Italia la vita è dura, Silvano Russo all'inizio affronta anche i lavori più umili e pesanti, ma, nel contempo, non abbandona la sua più grande passione e aspirazione: scrivere canzoni, cantarle e suonare la chitarra per accompagnarle. Con il passare degli anni la passione per la musica aumenta fino a sfociare un vero e proprio amore che lo porta, nel 2010, ad incidere il suo primo cd, un lavoro realizzato grazie a Matteo Callisti delle Edizioni Canto Libero di  Mariano Comense,  agli arrangiamenti di Nando Celata, noto tastierista della cantante Tiziana Rivale, e allo Studio De Amicis di Cesano Boscone, in provincia di Milano. All'uscita del cd il lavoro musicale di Silvano Russo viene apprezzato da molti, è un successo grande per vendite, pubblico nei concerti e passaggi e promozioni in radio, tanto da richiedere una nuova incisione tutta dedicata alla canzone “Lampa alla Vraci” per la scuola di musica Cimas di Rovellasca (Co). Le tradizioni popolari, il dialetto, i detti e i proverbi ripresi dalla cultura  calabrese, i termini toponomastici di Briatico, le antiche arcaiche credenze, i riferimenti meteorologici locali di pescatori e contadini vengono ripresi, inseriti in un contesto di racconto canoro e supportati da una musica e un ritmo nuovo con influenze tipiche della musica popolare calabrese, si esalta la cultura tradizionale e folklorica che viene diffusa senza segni di retorica e nostalgia, con un successo inaspettato e in terre lontane, in Brianza, a Como, Milano e nella Lombardia intera. Il grande successo del cd fa aumentare la voglia di andare avanti, la musica e le parole  di Russo diventano un secondo cd, un singolo dal titolo “Dimmi che tu” ed adesso è in arrivo il suo secondo vero grande album dal titolo “La nostra vita” , con sette pezzi inediti, firmati da Silvano Russo, nei testi e nella musica, e quattro cover di successo di tre grandi della canzone italiana:  il calabrese Mino Reitano, Nicola di Bari e  il grande mitico Domenico Modugno. L’uscita del nuovo cd, pubblicato sempre per Canto Libero Edizioni, è prevista per il  prossimo 30 giugno, e, con la pubblicazione di questo disco, Silvano Russo continua la sua più grande passione per la musica iniziata tanti anni fa proprio a Briatico e come un vero figlio d'arte, suonando con lo zio Antonio Russo, storico chitarrista di tante band locali, con il cugino Pippo Anile, cantante che ha avuto anche una copertina su Sorrisi e canzoni tv, e con Domenico Russo, altro cugino polistrumentista e suonatore dei tamburi dei giganti processionali calabresi. Una intera famiglia di Briatico, una vera stirpe nata con il ritmo, la musica e la canzone, nel sangue. 

giugno 2011                                                                                          Franco Vallone 

 

“Noli me tangere” il nuovo libro di Francesco Deodato

Dopo il successo editoriale di Maria Maddalena non ha casa in Vaticano, Francesco Deodato presenta ai suoi lettori un altro affascinante viaggio nel profondo della storia dal titolo Noli me tangere, non mi toccare. Un prezioso contenitore, 184 pagine di memorie che viaggiano nel tempo da duemila anni, un voler ripercorrere quello che il tramandare religioso ha, con i testi delle sacre scritture, dei Vangeli canonici e delle altre fonti storiche ufficiali, ma anche per per tradizione orale, inculcato, senza possibilità di replica, per generazioni e generazioni. Per come si fa leggere, Noli me tangere è racconto fluido, pieno di reali elementi di riferimento storico e continui inviti all'approfondimento delle tante tracce carpite all'oblio del tempo e lanciate nel futuro della ricerca documentaria. La scrittura, il testo, il senso del raccontare, evidenzia l'inedito sguardo di Deodato. Uno sguardo colto e appassionato che effettua letture della e nella storia, non dall'alto ma da un punto di osservazione multiplo che si immerge da più dimensioni, direttamente nel contesto storico. Un'azione di critica culturale, d'immersione e approfondimento, attuata non per distruggere, ma per costruire, appuntare e annotare accanto, in rosso, altre possibili identità, altre verità che non debbono ritenersi in assoluto le "uniche verità". Quello che scaturisce da questa ricerca sono ipotesi, proposte di visione delle cose, tesi, possibilità. Una vera e propria sana democrazia della lettura del dato storico, dell'elemento documentario e religioso che fa, perlomeno, riflettere. Riflessione che mai come in questo caso è elemento necessario per una seria rilettura del passato troppe volte raccontato e tramandato ad uso e consumo di una "realtà-comodità" precostituita e preconfezionata. L'autore, nella fase di ricerca, ha cercato di leggere, in modo interpretativo, alcuni passaggi dei Vangeli canonici e di quelli gnostici. Poi Francesco Deodato ha riportato le affermazioni al pensiero del tempo ed alle cronologie del periodo storico, traslandole in quella storia millenaria della Chiesa e collocandole infine nella realtà attuale. Un lavoro lungo svolto molte volte direttamente sul campo, in loco per poter vedere e toccare, per non lasciare fuori possibili interpretazioni simboliche, metaforiche e di tipo semantico che ancora oggi gli antichi reperti si portano addosso. Francesco Deodato in Noli me tangere parte da molto lontano, dalle origini. Pone, e si pone, domande continue per tracciare una sorta di mappa delle incongruenze, del detto non detto, delle mezze verità e di tutto ciò che altri fonti storiche riportano in modo approssimativo e superficiale. Una storia di civiltà, ma prima di tutto una storia di fede, di religione e religiosità, di credenza interpretata dal popolare, di religioni che si avvicinano e si allontanano continuamente, con scambi, diramazioni, intersecazioni di fatti, persone e personaggi, luoghi e tempi, momenti e accadimenti. Alla fine trapelano anche tanti dubbi e possibilità, e non sempre tutte le domande trovano una risposta. Il dato storico che viene raccolto e raccontato, scritto o trascritto, contiene verità dubbiose, forse non vere o influenzate, visioni di parte o di comodo, invenzioni, cancellature, a volte eliminazioni di elementi politicamente scomodi in un dato momento della storia sociale e dell'uomo. Storie che si ribaltano con il cambiamento dei tempi, delle politiche e dei personaggi che nel tempo si sono succeduti nella Chiesa. Deodato cerca di risolcare queste orme, le tracce e i binari del tempo, ripercorre personalmente gli itinerari spirituali e storici dei cosiddetti luoghi dell'anima, per "sentire", ancora una volta, i suoni antichi, lo schiocco dei colpi di frusta, le grida, le preghiere, le passioni, i misteri templari e i rintocchi di campane medievali,  per percepire una sorta di essenza antica rimasta memorizzata sui luoghi, tra quelle pietre sotto la croce da cui traspaiono, ancora oggi, le ombre che il fatto storico ha lasciato indelebili. Qumran, Mar Morto, Gerusalemme, Nazareth, Rennes le Chateau, Roma, Parigi... dalla Palestina alla Francia, dal Libano a Israele, dall'India all'Italia, tanti i riferimenti di luoghi da ripercorrere per respirare storia, la traccia di vita che è riuscita ad arrivare all'oggi e le mille fascinose storie non ancora completamente svelate. Luoghi e tempi ancora intrisi di sangue, di mistero, di passione e, prima di tutto, della tanta umanità  che ci ha preceduto.

Franco Vallone

 giugno 2011

onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

al Contrammiraglio Francesco Ciprioti .

In occasione dei festeggiamenti programmati dalla Prefettura di Reggio Calabria il 2 giugno 2011 sul lungomare Falcomatà  è stata consegnata , da parte del Direttore Marittimo della Calabria Capitano di Vascello (CP)  Vincenzo  DE LUCA , l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana al Contrammiraglio Francesco Ciprioti . Il contrammiraglio  Ciprioti  a soli 24 anni entra all’Accademia Navale di Livorno , essendo stato vincitore di concorso a nomina  diretta per Ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto.  Il primo gradino di una carriera militare che nel tempo lo porterà ad assumere prestigiosi incarichi  a Venezia , Manfredonia , Genova , Reggio Calabria , Riposto , La Maddalena ,Vibo Valentia , Palermo ,  Messina e Catania .  Tra gli incarichi piu’ importanti ricoperti  vanno segnalati quello di insegnante ai militari volontari della categoria Nocchieri di Porto presso le scuole CEMM  di             La Maddalena ; quello di Titolare dell’Ufficio di Circondariale Marittimo di  Riposto ;  di Capo del Compartimento Marittimo e Comandante delle Capitanerie di Porto di Vibo Valentia ,  Messina e Catania . Ha assunto anche l’incarico di Direttore Marittimo della Sicilia Orientale con competenza sulle Capitanerie di Porto di Siracusa , Augusta ,Catania e Messina. Il Contrammiraglio Ciprioti ha effettuato numerosi imbarchi su Unità Navali del   Corpo delle Capitanerie di Porto  e della Marina Militare. Diverse sono state anche le onorificenze di cui il contrammiraglio Ciprioti è stato insignito . Tra queste quella di Croce d’oro con stelletta  per 40 anni di anzianità di servizio  militare ; di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana ; di Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare ; Medaglia militare “d’Argento “ al merito di lungo comando .

 giugno 2011

maggio  2011                                    Torneo nazionale di tennis

5°  memorial  Alfonso ciprioti

 

 dal 9 al 19 giugno 2011  presso lo " Sport  Village di Catona " REGGIO CALABRIA si svolgerà UN torneo di tennis in memoria di Alfonso ciprioti, COMPIANTO FRATELLO  DEL NOSTRO CARISSIMO AMICO  AMMIRAGLIO  FRANCESCO CIPRIOTI.

Nuovo appuntamento con il torneo di tennis Città di Catona “Memorial Alfonso Ciprioti”. Giunta alla quinta edizione, la competizione sportiva sarà, come da tradizione, ospitata dallo Sport Village Catona, che ha interamente organizzato l’evento, dal 9 al 19 giugno.  La struttura a nord di Reggio, presieduta da Francesco Violante, quindi si animerà per dieci giorni con una serie di match, che s’inquadrano nella 4° categoria, capaci di richiamare molti appassionati di una delle discipline sportive più antiche e nobili.  Già nelle precedenti edizioni molti giovani si sono messi in luce partecipando al Memorial: con particolare riferimento all’anno scorso, infatti, non si può non ricordare la performance di Andrea Tripepi (Ct Polimeni) che ha sconfitto, durante un’accesa finale, Alberto Mercuri del Circolo Lamezia Boys.      “Anche per il 2011 – dichiara il presidente Violante – abbiamo pensato ed organizzato questo Torneo, che vuole essere il ricordo dello Sport Village da rivolgere ad un socio, ma soprattutto ad un amico che, sin dall’idea della fondazione del circolo ci è stato accanto sostenendo le nostre iniziative e frequentando i nostri campi da sportivo e le attività da sostenitore. Il Memorial ‘Alfosno Ciprioti’ è una competizione che continua a rafforzarsi, divenendo un meeting sportivo sempre più partecipato, soprattutto da giovani leve, quegli stessi giovani che Alfonso amava, ricambiato, ed quali dispensava sempre consigli e dedicava attenzione. Ci auguriamo perciò che anche quest’anno gli iscritti (che hanno tempo per aderire sino al 7 giugno) siano tanti come avvenuto nelle kermesse precedenti. Il Torneo – conclude Violante – inoltre, rappresenta l’apertura della stagione agonistica dello Sport Village: si registreranno sulla terra rossa della struttura momenti esaltanti, coinvolgenti ed una serie di iniziative il cui clou sarà l’Open ‘Città di Reggio’ che si svolgerà dal 21 al 31 luglio e che ha visto protagonisti grandi nomi del panorama tennistico, come Santopadre, Cobolli, Di Meo, Pescosolido, Torallo e Di Mauro”.    

 

  

 maggio 2011

 Luigi Di Gianni, il grande documentarista innamorato del Sud, oggi a Vibo Valentia e Pizzo

vinse il primo premio al Festival del Cinema di Venezia con “Magia Lucana”

Luigi Di Gianni, definito il filosofo della macchina da presa, è uno dei registi documentaristi più grandi, ed oggi, a Vibo Valentia e Pizzo, lo accolgono con entusiasmo per una serie di proiezioni e seminari, di incontri con le scuole e dibattiti. É solo la prima delle tante le iniziative delle "Giornate del Cinema Mediterraneo”, che si svolgeranno fino al 22 maggio, organizzate dalla Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio, da Nish Spazi Aperti, presieduta da Ivano Tuselli, con la collaborazione del Circolo Lanterna Magica di Pizzo, presieduto da Antonietta Villella, del Liceo Artistico di Vibo Valentia e dell'Accademia Fidia di Stefanaconi, presieduta da Michele Licata,  con il patrocinio dell'Assessorato Provinciale al Turismo e della Città di Pizzo. Il Cinema di Luigi Di Gianni è lo sguardo di un vero antropologo dell'immagine, un uomo incantato dal mondo delle donne del Sud, dal loro lavoro, dai loro sguardi e dalle loro mani, un regista innamorato e affascinato dalla luce del Meridione d'Italia. Da sempre il cinema di Luigi Di Gianni si affianca a visioni che ricordano le icone inondate di solarità tipiche della scrittura di Carlo Levi e della pittura di Enotrio Pugliese, immagini riprese senza pericolosa retorica, rischio di chi si occupa di queste tematiche. Tra i lavori più interessanti di Di Gianni come non ricordare "Magia Lucana", del 1958, 35 millimetri, medio metraggio, bianco e nero straordinario. Il film ottenne, nello stesso anno, il primo premio del documentario al Festival del Cinema di Venezia. Realizzato con la collaborazione dell'antropologo Romano Calisi e la consulenza scientifica di Ernesto De Martino, il film tratta della sopravvivenza di antiche e arcaiche forme magico-rituali in Basilicata, con il taglio delle nuvole in tempesta da parte di alcuni contadini, rituale effettuato con le stesse procedure utilizzate dalle mogli dei nostri pescatori calabresi che tagliavano, sulle spiagge, i "cuda a rattu", le trombe d'aria marine. Nel documentario anche alcune forti scene di rituali funebri, lamentazioni tragiche delle prefiche che lambiscono memorie dell'antica Magna Graecia e delle "ciangiuline" di Pizzo, con musicalità, canti e decantazioni rivolte a defunto. Si percepisce, dalle immagini del film, quanto l'incontro di Luigi Di Gianni con Ernesto De Martino, con il musicologo Diego Carpitella, con la voce narrante di Arnoldo Foà, sia stato importante e determinante  nella fase di post produzione di questo documentario che rimarrà traccia indelebile dei film successivi del regista. Un filo rosso che negli anni seguirà e inseguirà Di Gianni e lo porterà a percepire una "realtà inafferrabile" dove la costruzione delle immagini, il suono percepito, gli umori dei luoghi e del tempo, vengono ricostruiti ed elaborati in una reale "finzione del reale",  mai finta, con canti, voci, suoni e rumori inseriti in sincro. Nei film documento di Luigi Di Gianni le scene sembrano essere percepite come icona di un Sud non tranquillizzante, a differenza del cinema documento di Vittorio De Seta, anzi in Di Gianni l'immagine diventa quasi inquietante. Tra i documentari della sua filmografia ne ricordiamo alcuni di quelli girati in Calabria: “Donne di Bagnara” del 1959, “Tempo di Raccolta” del 1966, dove si ripercorrono le strade delle raccoglitrici d'olive della Piana di Gioia Tauro, e “La Madonna del Pollino” del 1971. Luigi Di Gianni, da sempre estraneo al clima del neorealismo, diventa oggi un importante riferimento per chiunque voglia accostarsi all'attività documentaristica di alto livello concettuale ed espressivo.

Franco Vallone 

maggio 2011

Il bel gioco di Cettina Crupi che si chiama Cinema

Lei, la nuova attrice reggina, si chiama Cettina Crupi, classe 1970, quarant'anni, occhi neri come il carbone e lunghi capelli ancora più neri. Orgogliosa e testarda, calabrese e figlia di calabresi, sin da piccola è attratta dalla luce magica del cinema, dai colori forti dello spettacolo televisivo, dal tappeto rosso delle passerelle di moda e dalle tavole polverose del teatro. Inizia quasi per gioco la storia di Cettina Crupi attrice, partecipando nel dicembre del 1992 alla Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno. Al di là dei duemilioni in gettoni d'oro vinti, Cettina si arricchisce di tanta esperienza di scena e si innamora profondamente del mondo che si respira in televisione e, prima di tutto, del dietro le quinte. Tanti costumisti attorno, un camerino tutto personale, parrucchieri a disposizione, poi i cameramen che si posizionano nello studio, la lucetta rossa accesa e il mito Mike davanti a lei. Cettina in quell'occasione viene notata dalla Pubblilancio. Ad una settimana di distanza dalle giornate milanesi ecco le prime proposte televisive per alcune importanti televendite. Cettina Crupi rinuncia perché “non voleva abbandonare Calabria e parenti in Calabria”. Troppo lontana da casa l'allettante Milano televisiva. Arrivano i  social network tanto  di moda, l'iscrizione a Facebook, le foto di Cettina vengono notate dal noto fotografo Pasquale Garreffa, segue un book fotografico con foto posate in studio e arriva anche il primo vero invito ufficiale per partecipare al cast di un film. Con la regia di Alice Rowenaher a Reggio Calabria si gira “Corpo Celeste”. Nel cast, diretto da Marilena Alescio, Cettina Crupi viene notata, le assegnano  un ruolo non di rilievo. La prima esperienza cinematografica è fatta, adesso il film è stato presentato al Festival di Cannes, ed oggi è un film di successo. Primi di luglio del 2010, Cettina Crupi viene invitata per il cast del film “Qualunquemente” con Antonio Albanese e con la regia di Giulio Manfredonia. Supera la prova cast e, a fine luglio, si gira per le strade di Santa Trada di Scilla; sono le famose scene con il famoso pilone del più famoso Stretto di Messina. Pienone d'incassi per il film e, da questo momento, tanti inviti importanti e non solo cinematografici. Infatti Cettina sfila sulla passerella per “Terry Fashion”, realizza, come attrice, spot televisivi per il Lido Aquarius e per altri autorevoli committenti. Anche se alta1.65 il suo corpo e il suo viso sono carichi di espressività e sensualità, Cettina piace, ha uno stile tutto suo e viene contattata per fare da modella  da centri  di Make-up e Photo, poi un'altra parte cinematografica nel film  Annamaura, del regista Salvatore Grasso, un lavoro cinematografico sulle tematiche della mafia. Subito dopo viene contattata dalla redazione di Forum di Canale 5, Cettina interpreta una causa con la conduzione di Rita Dalla Chiesa. Le cause della trasmissione sono vere cause di cassazione ma non tutte vengono “raccontate” dai veri personaggi interessati al contenzioso, si utilizzano attori. Il ritorno in Calabria, il rientro per le strade di casa, ad attenderla un' altra piccola parte nel film del regista Paolo Inglese, dal titolo “Fiori d'amianto” e, finalmente, un ruolo nel film “Pagate Fratelli”, del regista Salvatore Bonaffini, un lavoro cinematografico ambientato nel 1950 a Mazzarino, città d'arte della Sicilia. Qui Cettina Crupi si ritrova a recitare con attori importanti come Tony Sperandeo, Salvatore Lazzaro, Alfredo Li Bassi, Giuseppe Scaglione, Elide Fiore, Alberto Molonia, Orio Scaduto e Marcello Arnone. In questo film Cettina interpreta la pettegola del paese. Dicevamo sopra di una Cettina  testarda e orgogliosa, ma, aggiungiamo, è, prima di tutto, semplice e sincera, una donna che non vuole fare programmi anche se si comprende bene che il cinema è la sua grande passione, poi, per chiudere, è lei ad aggiungere un pensiero tutto suo: “è iniziato per gioco questo cammino nel mondo del cinema... ed io voglio giocare cercando di fare attenzione a non farmi male”.

Franco Vallone

 

Fiori d'Azzurro il 16 e 17 Aprile a Vibo Valentia con la collaborazione de L'Isola che non c'è

Si ripete, come ogni anno, l'iniziativa solidale denominata "Fiori d'azzurro", durante la quale, in 2500 piazze di tutt'Italia, sarà possibile acquistare le raffinate ortensie azzurre per offrire un contributo alle molteplici attività esercitate da Telefono Azzurro in favore dei bambini. A Vibo Valentia il gazebo con le ortensie azzurre verrà aperto in Piazza Municipio, dalle 9.00 alle 20.00, nelle giornate del 16 e 17 Aprile. A gestire la postazione di Vibo i soci dell'Associazione “l'Isola che non c'è” che, in aggiunta alle tradizionali ortensie azzurre e al materiale informativo di Telefono Azzurro, distribuiranno le bellissime orchidee giapponesi coltivate nel "giardino dell'Isola". La manifestazione prevede la raccolta fondi che finanzia la linea telefonica SOS gratuita per i bambini.  Telefono Azzurro Onlus, come si ricorderà, è nato nel lontano 1987 come vera prima linea di prevenzione dell'abuso dell'infanzia ed ora è al fianco di tanti progetti innovativi intrapresi per tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti italiani e stranieri e si batte affinché gli enunciati della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 divengano realtà concrete, in una società che rispetti davvero i bambini e gli adolescenti. Ben oltre il Centro Nazionale di Ascolto dell’19696, Telefono Azzurro è oggi una associazione che ha investito nei progetti sperimentali delle strutture Tetto Azzurro e dei Team d’Emergenza che intervengono nelle situazioni di gravi eventi che coinvolgano bambini; ha preso in carico la gestione del servizio telefonico nazionale per le emergenze dell’infanzia, il 114, e quello per la segnalazione dei minori scomparsi, il 116.000; interviene nelle scuole, nella formazione degli operatori; collabora con le Istituzioni per garantire in tutti gli ambiti il rispetto dei diritti dei bambini. L'Associazione è impegnata nella prevenzione e nella cura delle situazioni di disagio anche mediante il coinvolgimento della comunità, affrontando i problemi dell’infanzia in un’ottica nazionale, europea e internazionale. Telefono Azzurro Onlus è anche un osservatorio permanente dell’infanzia in Italia, pubblicando annualmente un Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in collaborazione con Eurispes. 

Franco Vallone

 

 

 

 

 

Per maggiori informazioni scrivere a: phocas@francavillaangitola.com