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Sabato 24 settembre “Serata della Cultura” a Jonadi, tra
templari, scrittura e poesia
A Jonadi, sabato 24 settembre, si svolgerà la “Serata della
Cultura”, un interessante evento promosso dall’Amministrazione
Comunale e dalla Pro Loco, con la presenza della Commenda “
Christi Milites” di Lamezia Terme – dell’O.S.M.T.H. (Ordo
Supremus Militaris Templi Hierosolymitani), Gran Priorato
d’Italia (Associato all’Agenzia
Europea
per i diritti umani – EUFRA e Associato alle Nazioni Unite). La
serata culturale si svolgerà presso la Sala Consiliare in
Piazza Stazione di Jonadi in occasione della presentazione del
nuovo libro di Francesco Deodato dal titolo “Noli me tangere”.
Dopo il successo editoriale di Maria Maddalena non ha casa in
Vaticano, Deodato presenta ai suoi lettori un altro
affascinante viaggio nel profondo della storia. Noli me tangere
(non mi toccare) è un prezioso contenitore, 184 pagine di
memorie che viaggiano nel tempo da duemila anni, un voler
ripercorrere quello che il tramandare religioso ha, con i testi
delle sacre scritture, dei Vangeli canonici e delle altre fonti
storiche ufficiali, ma anche per per tradizione orale,
inculcato, senza possibilità di replica, per generazioni e
generazioni. Per come si fa leggere, Noli me tangere è
racconto fluido, pieno di reali elementi di riferimento storico
e continui inviti all'approfondimento delle tante tracce carpite
all'oblio del tempo e lanciate nel futuro della ricerca
documentaria. La scrittura, il testo, il senso del raccontare,
evidenzia l'inedito sguardo di Deodato, uno sguardo colto e
appassionato che effettua letture della e nella storia, non
dall'alto ma da un punto di osservazione multiplo che si immerge
da più dimensioni, direttamente nel contesto storico. Un'azione
di critica culturale, d'immersione e approfondimento, attuata
non per distruggere, ma per costruire, appuntare e annotare
accanto, in rosso, altre possibili identità, altre verità che
non debbono ritenersi in assoluto le "uniche verità". Quello che
scaturisce da questa ricerca sono ipotesi, proposte di visione
delle cose, tesi, possibilità. Una vera e propria sana
democrazia della lettura del dato storico, dell'elemento
documentario e religioso che fa, perlomeno, riflettere.
Riflessione che mai come in questo caso è elemento necessario
per una seria rilettura del passato troppe volte raccontato e
tramandato ad uso e consumo di una "realtà-comodità"
precostituita e preconfezionata.
La serata culturale di Jonadi prevede, alle ore 18.00, l'inizio
della manifestazione con l'introduzione dei lavori a cura di
Rosamaria Gullì, seguirà l'allocuzione del sindaco Nazzareno
Fialà, la declamazione di una poesia in vernacolo del poeta
Pasquale Mazzitello e la presentazione della giovane promessa,
Chiara Carrà. Alle 18.45 Giuseppe Cinquegrana terrà una
conferenza sul tema: “Maria Maddalena, storia e leggenda” e
“Jonadi terra templare”, a seguire l'atteso intervento di
Francesco Deodato, studioso del Cristianesimo delle origini e
autore del volume “Noli me tangere”. Alle 19.55 è prevista la
declamazione della “Preghiera dei Templari”, a cura dell’attore
Paolo Cutuli, e alle 20.00 il Capitolo Templare della Commenda
Christi Milites di Lamezia Terme. Alle 21.30 la serata si
concluderà con un augurale vin d’honneur.
22-9-2001
Franco Vallone |
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Nell’ambito delle iniziative tese a ricordare la grande figura
di San Francesco di Paola e uno
dei
Suoi piu ’ grandi miracoli : la traversata dello stretto
sul mantello partendo da Catona, la Comunità dei Frati
Minimi ha organizzato dalle ore 1800 alle ore 2030 di
Sabato 13 Agosto p.v. il “ 1^ Meeting Religioso Estivo
“ e la consegna della prima targa bronzea. L’appuntamento si
terrà sul lungomare di Catona nell’area ove è collocata la
grande statua di San Francesco di Paola.
La cerimonia relativa al “ 1^ meeting religioso estivo “
prevede Il trasferimento della statua di San Francesco dal
Santuario al Lungomare di Catona e la celebrazione della Santa
messa da padre Giovanni COZZOLINO O.M.
Al termine
della santa Messa , in considerazione che il Santo è anche
Il Patrono della
Gente di Mare , sarà consegnata alla Società Caronte & Tourist
che opera da moltissimi anni nell’area dello Stretto nella
persona del Comandante Domenico PIZZIMENTI una targa Bronzea da
collocare sulla nave VESTFOLD.
La targa
realizzata dall’artista Carmine CIANCI di Corigliano Calabro su
iniziativa di padre Casimiro MAIO consiste in un bassorilievo in
bronzo di 20 cm e rappresenta da una parte il Santuario di San
Francesco di Paola In Catona , a simboleggiare la città , e
dall’altra , la traversata miracolosa che il Santo compi’ con il
suo mantello : la chiesa come mezzo di fede,il miracolo come
percorso della fede .
11 -8-2011 |
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CATONA – Regata velica - Premiazione memorial “
Alfonso CIPRIOTI”
Laser Radial, Laser 4.7, Laser Standard, Optimist Cadetti ed
Optimist Juniores.
Queste le classi che hanno partecipato alla prova di campionato
zonale di vela che si è disputata nelle acque antistanti il
lungomare di Catona (RC).
Un
appuntamento, tenutosi con il patrocinio della FIV, dell’
International Laser Class e dell’Assolaser, che ha contribuito
alla Ranking List Nazionale e Zonale.
La
regata è stata organizzata dall’Associazione Velica “Pasquale
Chilà”, presieduta da Paola Chilà: il sodalizio ha, inoltre,
colto l’occasione per disputare contestualmente alla gara il IV
memorial Alfonso Ciprioti, ex assessore comunale e consigliere
provinciale prematuramente scomparso nel 2007.
“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato il presidente Chilà
durante la cerimonia di premiazione – dell’alta adesione alla
prova per la quale, oltre alla presenza dei circoli cittadini,
sono giunti anche atleti da altre zone della Calabria. La realtà
dell’Associazione Velica intitolata alla memoria di un grande
campione come Pasquale Chilà, sta crescendo e si sta imponendo
come luogo di aggregazione sociale per i più giovani e strumento
per una loro sana crescita. La regata, che vuole anche ricordare
un nostro socio, ha raggiunto molte iscrizioni e lo spettacolo
fornito da tante imbarcazioni ha reso ancor più suggestivo
l’incantevole panorama dello Stretto. Un ringraziamento
particolare va anche agli ufficiali di regata che hanno reso
possibile l’ottima riuscita dell’iniziativa”. A consegnare coppe
e targhe, oltre a Paola Chilà, presenti, tra gli altri, anche i
familiari di Alfonso Ciprioti, l’artista Antonclaudio Pizzimenti
che ha realizzato il trofeo e il presidente del Comitato VI Zona
Fiv, Fabio Colella.
Sono
stati premiati i primi di ogni classe: Bruno Barreca (Circolo
Nautico Reggio), Francesco Ielo e Giovanni Giordano (entrambi
del Circolo Velico Reggio) per il Laser Radial; Alberto Laganà
(Circolo Nautico Reggio) Rosalba Giordano e Demetrio Morabito
(Circolo Velico Reggio) per il Laser 4.7; Marco Marra e Domenico
Tramontana (Associazione Velica Pasquale Chilà) per il Laser
Standard; Milo Cutrupi Riccardo Lavinio e Campolo per l’Optimist
Cadetti; Eugenio Salsone, Aliosha Buber e Piergiulio Tarantino
per l’Optimist Juniores.
Il
Trofeo “Alfonso Ciprioti”, riconoscimento cosiddetto ‘a formula
challenger’ (cioè che viene rimessa in gioco di anno in anno), è
andato al primo classificato della categoria più numerosa,
quindi il Laser 4.7. Ad aggiudicarselo il velista Alberto
Laganà.
 
luglio 2011 |
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CATONA – Regata velica
“
Memorial Alfonso CIPRIOTI “
Domenica
prossima (17 luglio) alle 10 e 30, nelle acque antistanti il
lungomare di Catona (RC), si disputerà la prova di campionato
zonale classe laser radial, 4.7 e standard di vela.
Un’importante manifestazione sportiva, alla quale
l’Associazione Velica “Pasquale Chilà”, presieduta da Paola
Chilà, ha abbinato il IV memorial Alfonso Ciprioti, ex assessore
comunale e consigliere provinciale prematuramente scomparso nel
2007.
La regata, disputata sotto l’autorità della FIV, dell’
International Laser Class e dell’Assolaser, contribuisce alla
Ranking List Nazionale e Zonale.
Lo
specchio d’acqua del “Lido del Stretto”, quindi, accoglierà le
due prove previste dal bando, che, tra l’altro, permette
l’iscrizione alla gara sino alle 9 e 30 del medesimo giorno del
suo svolgimento e sarà la stessa struttura balneare ad ospitare
la cerimonia di premiazione che, subito dopo l’ultima prova di
regata, vedrà protagonisti i primi tre assoluti per tutte le
categorie Laser.
Contestualmente sarà anche assegnato il trofeo “Alfonso
Ciprioti” realizzato dall’artista Antonclaudio Pizzimenti: se
per le altre classifiche ci sarà una premiazione a formula
classica che individua primo, secondo e terzo, l’opera di
Pizzimenti è configurata come riconoscimento ‘a formula
challenger’ (cioè che viene rimessa in gioco di anno in anno).
LUGLUO
2011
FRANCESCO CIPRIOTI |
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Serata Templare a Curinga con la presentazione del libro “Noli
me tangere” di Francesco Deodato
Sabato sera, nella Sala Consiliare di Curinga messa a
disposizione dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco
Pallaria, inserito nelle celebra nella suggestiva commemorazione
della “Terza Giornata Templare”, è stato presentato l’ultimo
libro di Francesco Deodato, studioso del Cristianesimo delle
origini, dal titolo “Noli me tangere”. La serata, che
in
onore all’opera ha preso il nome del libro di Deodato, è stata
moderata dal giornalista Maurizio Bonanno. È intervenuto il Gran
Priore d’Italia dell’Ordine Templare O.S.M.T.H. – Associato
all’Agenzia Europea per i Diritti Umani (EUFRA) e Membro
dell’International Peace Bureau di Ginevra – ONU Non
Governmental Organization, professor Stelio Venceslai,
accompagnato dalla Gran Tesoriera dell’Ordine, Donatella Merli e
dal Balivo di Calabria, Gianfranco Palmieri. Tra i bianchi
mantelli crociati dei Cavalieri e quelli marrone degli scudieri,
anche questi rosso-crociati, tra spade templari e collari
esprimenti l’elevato grado dei partecipanti, dopo l’introduzione
di Maurizio Bonanno e la breve
allocuzione del Commendatore della Commenda Christi Milites di
Lamezia Terme, Giuseppe Miceli, ad aprire i lavori è stato il
professore Giuseppe Cinquegrana che ha intrattenuta la folta e
qualificata platea sui segni lasciati dai Cavalieri Templari in
Calabria con particolare riferimento al sito di Rocca Angitola e
la Via Popilia. Di seguito a Cinquegrana l’intervento
dell’autore del libro, Francesco Deodato, che nella sua premessa
ha sottolineato che i temi trattati nell’opera erano da
considerare “duri” ma non “contro”. Anticipando la trattazione,
il moderatore Bonanno ha confermato, definendo comunque i
contenuti “strog”, “forti” e che non avrebbero potuto lasciare
indifferenti.
Proseguendo nella presentazione, Deodato ha spaziato sulle Sacre
Scritture (Bibbia e Vangeli) e sulla loro interpretazione da
parte della Chiesa, sulla distruzione di Gerusalemme da parte
del romano Tito avvenuta nell’anno 70 d.C., sulle vere origini
dei Cavalieri Templari e sul loro presunto tesoro ipotizzandone
la localizzazione, sui molti ambigui ed inquietanti personaggi
che si sono interessati ad esso.
Poi è seguita la parte più interessante e quella
appropriatamente definita “strong” da parte del moderatore! La
platea è stata come calamitata con una curva dell’attenzione al
suo apice e mantenuta costante fino al termine, nel momento in
cui Deodato ha iniziato a parlare della vera o presunta divinità
di Gesù, della Sacra Sindone, della storia sconosciuta della
vita di Gesù riferita agli anni che vanno dal quattordicesimo al
ventinovesimo, prima quindi che iniziasse la vita pubblica con
il primo miracolo, quello delle Nozze di Cana, del Vangelo di
Giovanni e dei messaggi criptati inviati dallo stesso a “chi
doveva capire”, del processo a Gesù, della sua crocifissione e
della resurrezione, di Maria Maddalena come
persona eletta a ricevere l‘eredità messianica. Una rivelazione
inedita è stata promessa da Deodato ai suoi lettori: svelare,
secondo le sue interpretazioni, chi poteva essere identificato
come il “discepolo che lui amava” o “il discepolo prediletto”.
Ovviamente, l’autore non ha fatto il nome di questo personaggio
aggiungendo, ironicamente, che se lo avesse fatto si sarebbe
trattato di un vero e proprio “suicidio letterario” perché la
conseguenza sarebbe stata che nessuno avrebbe comprato il libro.
Deodato si è congedato dalla platea che lo ha molto applaudito
invitando tutti ad una riflessione: “Perché – ha detto – non è
ammissibile pensare che l’architettura, l’ingegneria, la
biologia, la medicina e la ricerca scientifica in genere possano
fermarsi alle conoscenze di duemila anni fa negandoci tutti i
benefici ottenuti con la loro evoluzione e si accetta, invece,
senza obiettare che le religioni lo possano fare negandoci, con
la loro evoluzione, la ricerca della Verità? Una religione deve
nascere per unire non per dividere e minacciare i fedeli
promettendo loro le pene dell’inferno qualora deviassero da
quelli che sono i dogmi ed i dettami voluti da uomini che ne
hanno scritto le regole con la mentalità e la conoscenza vecchia
di duemila anni!”
L’apprezzamento nei confronti di Deodato non è stato espresso
solo dai convenuti che hanno fatto a gara per venire in possesso
del volume, ma direttamente da Gran Priore d’Italia dell’Ordine
dei Cavalieri Templari che nella sua replica ha avuto parole di
apprezzamento per i relatori e per l’opera di Francesco Deodato,
riproponendosi di indire una serie di incontri con le altre
organizzazioni europee al fine di costituire un dipartimento di
ricerca della Storia del Cristianesimo e Templare e del quale
l’Autore sarebbe stato chiamato a farne parte unitamente al
professore Cinquegrana.
Un lusinghiero riconoscimento, comunque, il libro di Deodato lo
ha già avuto! E’ proprio di qualche giorno fa la notizia che gli
è stata ufficialmente richiesta l’autorizzazione di potere
tradurre il libro in spagnolo ed in rumeno per la stampa e la
diffusione anche in questi Paesi.
Noi, da parte nostra, ci riproponiamo di seguire il
colonnello-scrittore-ricercatore nelle sue prossime
presentazioni tenendo informati i lettori interessati.
La serata templare è continuata con una suggestiva cerimonia di
investitura di uno Scudiero (il dottore Michelangelo Miceli) e
di un Cavaliere (il giornalista Maurizio Bonanno, il moderatore)
nominati ad opera del Commendatore della Christi Milites ed alla
presenza sanzionatoria del Gran Priore d’Italia.
GIUGNO 2011
FRANCO VALLONE |
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TORNEO MEMORIAL “CIPRIOTI”
Si è conclusa la V edizione del torneo di tennis “Città di
Catona – Memorial Alfonso Ciprioti”, intitolato all’ex
consigliere comunale e provinciale prematuramente scomparso.
La kermesse,
che ha registrato l’iscrizione di oltre 100 atleti provenienti
dalla Calabria e dalla Sicilia è stata ospitata dallo Sport
Village, presieduto da Francesco Violante.
Vincitore
della competizione (nella 4° categoria singolare maschile) il
reggino Alessandro Dattilo del Circolo Tennis e Vela di Messina,
che ha battuto in un’accesa finale Salvatore Caroleo del CT
Piromalli di Gioia Tauro.
Per quanto
riguarda, invece, la categoria 4NC, il primo gradino del podio è
stato conquistato da Emanuele Costa del CT Oppido che ha avuto
la meglio su Paolo Barreca del CT “Momenti di Sport” di Gallina.
Alla
cerimonia di premiazione, insieme alla famiglia Ciprioti, allo
staff organizzativo del Torneo, al presidente dello Sport
Village, al delegato provinciale FIT Saro Bellè, al giudice
arbitro del Memorial, Pasquale Giordano ed al commissario di
campo Marco Bonforte hanno preso parte anche l’assessore
comunale all’Ambiente, Tilde Minasi ed il consigliere
comunale Beniamino Scarfone.

 
FINALI TORNEO MEMORIAL “CIPRIOTI”
Si avvicinano
le gare finali del Torneo di Tennis Memorial “Alfonso Ciprioti”,
iniziato il 9 giugno allo Sport Village di Catona. La struttura
sportiva ospiterà i due match domani 21 giugno a partire dalle
ore 16 e 30. La prima partita assegnerà il podio per la
categoria 4NC: a sfidarsi sulla terra rossa saranno Barreca del
CT “Momenti di Sport” di Gallina e Costa di Oppido. A seguire si
svolgerà la finale della 4° categoria singolare maschile. A
contendersi il primo premio, in questo caso, saranno Caroleo del
CT “Piromalli” di Gioia Tauro e Dattilo del Circolo Tennis e
Vela di Messina. Al termine degli incontri, intorno alle 19 e 30
circa, si terrà la premiazione alla presenza dei familiari di
Alfonso Ciprioti, del presidente dello Sport Village, Francesco
Violante, di rappresentanti istituzionali e del mondo sportivo
cittadino.
giugno 2011 |
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Guellarè, il nuovo cd di Cataldo Perri,
cantautore
del Mediterraneo
Si intitola
Guellarè il nuovo cd del musicista – medico -
ricercatore Cataldo Perri, definito il “Cantautore del
Mediterraneo”. Un titolo, Guellarè, che significa bambino in
Arabo, una delle tante parole rimaste impigliate nel dialetto
calabrese a testimonianza delle molteplici contaminazioni fra i
popoli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. La
Calabria di Guellaré è crocevia di saperi, culture, drammi,
speranze, sapori e suoni, ed il “Suono”, per Cataldo Perri, è il
più forte richiamo della memoria. Nel lavoro di Perri ci sono le
voci dei mercanti, il rumore della risacca del mare, le storie
piccole e grandi e le tante
suggestioni
che rimandano all’antica matrice del “Mare Nostrum”. A sentirlo
e risentirlo, il nuovo cd di Cataldo Perri, ci si accorge che lo
sguardo dell'autore si è ampliato ancora di più, c'è una sorta
di espansione verso l'est dell'Europa e ancora verso il sud del
sud, verso il vicino Oriente, perso il Mar Nero, verso i luoghi
arabi. Le variegate sonorità testimoniano continuamente tutto
questo, ma ci sono anche gli stessi luoghi appena citati
riportati nel Sud d'Italia attraverso i popoli migranti che
arrivano sulle nostre coste con le carrette del mare, gente
errante, viaggio in cerca di speranza, di lavoro, di nuova vita.
Poi ci sono ancora i suoni lontani, mai dimenticati, dell'antica
emigrazione italiana, c'è la traversata dell'Oceano, c'è la 'Merica,
l'Argentina con i suoni affascinanti e passionali del tango, e
c'è anche il vicinissimo vociare del colorato mercato di Cariati
e dei mille altri luoghi della Calabria, con i venditori di
pesce, di cozze, di frutta e verdura che cantano ogni giorno la
loro propaganda come antiche sirene, per affascinare e
richiamare i clienti a comprare la loro mercanzia. Lo scrittore
Carmine Abate così scrive presentando il lavoro di Cataldo Perri:
“In
Guellarè c’è uno sguardo narrativo, epico, più che struggente
nei confronti del tempo che passa e della vita in generale. Per
questo motivo, più che nostalgia, mi piace definire questo
sentimento con un neologismo : ‘Struggenza’, cioè uno
struggimento pieno di potenza, che bandisce i piagnistei e le
lamentele ed esalta, senza retorica, la forza della bellezza,
dell’amore, della vita”.
Un Cd pieno
di contenuti, dove ogni nota, ogni sonorità, ogni voce rimanda a
significati profondi della vita, del tempo, del luogo, di
persone ed è lo stesso autore a spiegarci alcuni concetti legati
ai singoli brani del cd: “il mio Sud è amore e
indignazione, perché è anche così che si deve raccontare il Sud,
terra di partenze ma anche di speranze e accoglienza per i tanti
fratelli che rincorrono un sogno di felicità e che troppe volte
trovano la morte sulle loro carrette di mare (“Il sangue dei
migranti non ha il colore della pelle, è rosso del dolore degli
erranti della terra”). La Tarantella diventa Tarabella,
esempio di come la danza, pietra miliare identitaria del Sud,
partendo dalla tradizione possa diventare anche nuovo linguaggio
espressivo. Un linguaggio pregno di contaminazioni e che nella
title track Guellarè, si fa musica e suono. Il sud e la
cultura della famiglia, il rapporto coi genitori, la loro
tenerezza nell’essere coppia e la loro tenacia nell’andare oltre
le macerie di una guerra per offrire ai figli una condizione
socio economica migliore; Il tempo e il pudore non ci
hanno permesso troppe volte di testimoniare loro affetto e
gratitudine. Il paradosso della comunicazione attraverso i
social-network, la richiesta di amicizia su Facie puke,
le ossessioni psicodrammatiche del mondo virtuale di eternit
di un Sud umile. Controvento è il sussulto di dignità dei
pescatori di Cariati che preferivano buttare il pescato sulla
battigia piuttosto che svenderlo al racket del pesce”. Il mare,
nel percorso artistico di Cataldo Perri, è una costante ed è
fonte di vita, di scambi ma a volte teatro di tragedie “come
quando 12 pescatori calabresi persero la vita in una
Malanottata del Capodanno 1974. Ricco come i colori del
Mediterraneo, Guellarè ha posto per la nostalgia della magia
dell’infanzia, Nel vento d’Africa e l’auspicio che i
popoli non vengano distinti in base al colore della pelle ma
riconosciuti come una parte de L’anima du munnu”.
Guellarè è interamente arrangiIato e suonato da “Lo Squintetto”:
Piero Gallina, Enzo Naccarato, Nicola Pisani, Carlo Cimino,
Checco Pallone. Ospiti del disco : Rosa Martirano, Ouadie Farhat,
Alessandro Castriota Skanderbeg, Serena Ciofi e Lorenzo
Aristodemo.
Franco
Vallone
giugno 2011 |
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Silvano Russo, il cantautore di Briatico al suo secondo album
Si chiama Silvano Russo ed è nato a Tropea nel 1978, ha vissuto
a Briatico, paese di origine della sua famiglia, fino all’età di
vent'anni, quando, finite le scuole superiori e diplomatosi
ragioniere, è costretto ad emigrare dalla Calabria, partire
dalla terra che ama profondamente e da sempre. Al nord d'Italia
la vita è dura, Silvano Russo all'inizio affronta anche i lavori
più umili e pesanti, ma, nel contempo, non abbandona la sua più
grande passione e aspirazione: scrivere canzoni, cantarle e
suonare la chitarra per accompagnarle. Con il passare degli anni
la passione per la musica aumenta
fino
a sfociare un vero e proprio amore che lo porta, nel 2010, ad
incidere il suo primo cd, un lavoro realizzato grazie a Matteo
Callisti delle Edizioni Canto Libero di Mariano Comense, agli
arrangiamenti di Nando Celata, noto tastierista della cantante
Tiziana Rivale, e allo Studio De Amicis di Cesano Boscone, in
provincia di Milano. All'uscita del cd il lavoro musicale di
Silvano Russo viene apprezzato da molti, è un successo grande
per vendite, pubblico nei concerti e passaggi e promozioni in
radio, tanto da richiedere una nuova incisione tutta dedicata
alla canzone “Lampa alla Vraci” per la scuola di musica Cimas di
Rovellasca (Co). Le tradizioni popolari, il dialetto, i detti e
i proverbi ripresi dalla cultura calabrese, i termini
toponomastici di Briatico, le antiche arcaiche credenze, i
riferimenti meteorologici locali di pescatori e contadini
vengono ripresi, inseriti in un contesto di racconto canoro e
supportati da una musica e un ritmo nuovo con influenze tipiche
della musica popolare calabrese, si esalta la cultura
tradizionale e folklorica che viene diffusa senza segni di
retorica e nostalgia, con un successo inaspettato e in terre
lontane, in Brianza, a Como, Milano e nella Lombardia intera. Il
grande successo del cd fa aumentare la voglia di andare avanti,
la musica e le parole di Russo diventano un secondo cd, un
singolo dal titolo “Dimmi che tu” ed adesso è in arrivo il suo
secondo vero grande album dal titolo “La nostra vita” , con
sette pezzi inediti, firmati da Silvano Russo, nei testi e nella
musica, e quattro cover di successo di tre grandi della canzone
italiana: il calabrese Mino Reitano, Nicola di Bari e il
grande mitico Domenico Modugno. L’uscita del nuovo cd,
pubblicato sempre per Canto Libero Edizioni, è prevista per il
prossimo 30 giugno, e, con la pubblicazione di questo disco,
Silvano Russo continua la sua più grande passione per la musica
iniziata tanti anni fa proprio a Briatico e come un vero figlio
d'arte, suonando con lo zio Antonio Russo, storico chitarrista
di tante band locali, con il cugino Pippo Anile, cantante che ha
avuto anche una copertina su Sorrisi e canzoni tv, e con
Domenico Russo, altro cugino polistrumentista e suonatore dei
tamburi dei giganti processionali calabresi. Una intera famiglia
di Briatico, una vera stirpe nata con il ritmo, la musica e la
canzone, nel sangue.
giugno 2011
Franco Vallone |
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“Noli me tangere” il nuovo libro di Francesco Deodato
Dopo il
successo editoriale di Maria Maddalena non ha casa in
Vaticano, Francesco Deodato presenta ai suoi lettori un
altro affascinante viaggio nel profondo della storia dal titolo
Noli me tangere, non mi toccare. Un prezioso contenitore,
184
pagine di memorie che viaggiano nel tempo da duemila anni, un
voler ripercorrere quello che il tramandare religioso ha, con i
testi delle sacre scritture, dei Vangeli canonici e delle altre
fonti storiche ufficiali, ma anche per per tradizione orale,
inculcato, senza possibilità di replica, per generazioni e
generazioni. Per come si fa leggere, Noli me tangere è
racconto fluido, pieno di reali elementi di riferimento storico
e continui inviti all'approfondimento delle tante tracce carpite
all'oblio del tempo e lanciate nel futuro della ricerca
documentaria. La scrittura, il testo, il senso del raccontare,
evidenzia l'inedito sguardo di Deodato. Uno sguardo colto e
appassionato che effettua letture della e nella storia, non
dall'alto ma da un punto di osservazione multiplo che si immerge
da più dimensioni, direttamente nel contesto storico. Un'azione
di critica culturale, d'immersione e approfondimento, attuata
non per distruggere, ma per costruire, appuntare e annotare
accanto, in rosso, altre possibili identità, altre verità che
non debbono ritenersi in assoluto le "uniche verità". Quello che
scaturisce da questa ricerca sono ipotesi, proposte di visione
delle cose, tesi, possibilità. Una vera e propria sana
democrazia della lettura del dato storico, dell'elemento
documentario e religioso che fa, perlomeno, riflettere.
Riflessione che mai come in questo caso è elemento necessario
per una seria rilettura del passato troppe volte raccontato e
tramandato ad uso e consumo di una "realtà-comodità"
precostituita e preconfezionata. L'autore, nella fase di
ricerca, ha cercato di leggere, in modo interpretativo, alcuni
passaggi dei Vangeli canonici e di quelli gnostici. Poi
Francesco Deodato ha riportato le affermazioni al pensiero del
tempo ed alle cronologie del periodo storico, traslandole in
quella storia millenaria della Chiesa e collocandole infine
nella realtà attuale. Un lavoro lungo svolto molte volte
direttamente sul campo, in loco per poter vedere e toccare, per
non lasciare fuori possibili interpretazioni simboliche,
metaforiche e di tipo semantico che ancora oggi gli antichi
reperti si portano addosso. Francesco Deodato in Noli me
tangere parte da molto lontano, dalle origini. Pone, e si
pone, domande continue per tracciare una sorta di mappa delle
incongruenze, del detto non detto, delle mezze verità e di tutto
ciò che altri fonti
storiche
riportano in modo approssimativo e superficiale. Una storia di
civiltà, ma prima di tutto una storia di fede, di religione e
religiosità, di credenza interpretata dal popolare, di religioni
che si avvicinano e si allontanano continuamente, con scambi,
diramazioni, intersecazioni di fatti, persone e personaggi,
luoghi e tempi, momenti e accadimenti. Alla fine trapelano anche
tanti dubbi e possibilità, e non sempre tutte le domande trovano
una risposta. Il dato storico che viene raccolto e raccontato,
scritto o trascritto, contiene verità dubbiose, forse non vere o
influenzate, visioni di parte o di comodo, invenzioni,
cancellature, a volte eliminazioni di elementi politicamente
scomodi in un dato momento della storia sociale e dell'uomo.
Storie che si ribaltano con il cambiamento dei tempi, delle
politiche e dei personaggi che nel tempo si sono succeduti nella
Chiesa. Deodato cerca di risolcare queste orme, le tracce e i
binari del tempo, ripercorre personalmente gli itinerari
spirituali e storici dei cosiddetti luoghi dell'anima, per
"sentire", ancora una volta, i suoni antichi, lo schiocco dei
colpi di frusta, le grida, le preghiere, le passioni, i misteri
templari e i rintocchi di campane medievali, per percepire una
sorta di essenza antica rimasta memorizzata sui luoghi, tra
quelle pietre sotto la croce da cui traspaiono, ancora oggi, le
ombre che il fatto storico ha lasciato indelebili. Qumran, Mar
Morto, Gerusalemme, Nazareth, Rennes le Chateau, Roma, Parigi...
dalla Palestina alla Francia, dal Libano a Israele, dall'India
all'Italia, tanti i riferimenti di luoghi da ripercorrere per
respirare storia, la traccia di vita che è riuscita ad arrivare
all'oggi e le mille fascinose storie non ancora completamente
svelate. Luoghi e tempi ancora intrisi di sangue, di mistero, di
passione e, prima di tutto, della tanta umanità che ci ha
preceduto.
Franco
Vallone
giugno 2011 |
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onorificenza di
Commendatore dell’Ordine al
Merito della Repubblica Italiana
al Contrammiraglio Francesco Ciprioti .
In
occasione dei festeggiamenti programmati dalla Prefettura di
Reggio Calabria il 2 giugno 2011 sul lungomare Falcomatà è
stata consegnata , da parte del Direttore Marittimo della
Calabria Capitano di Vascello (CP) Vincenzo DE LUCA ,
l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della
Repubblica Italiana al Contrammiraglio Francesco Ciprioti . Il
contrammiraglio Ciprioti a soli 24 anni entra all’Accademia
Navale di Livorno , essendo stato vincitore di concorso a
nomina diretta per Ufficiale del Corpo delle Capitanerie di
Porto. Il primo
gradino
di una carriera militare che nel tempo lo porterà ad assumere
prestigiosi incarichi a Venezia , Manfredonia , Genova , Reggio
Calabria , Riposto , La Maddalena ,Vibo Valentia , Palermo ,
Messina e Catania . Tra gli incarichi piu’ importanti
ricoperti vanno segnalati quello di insegnante ai militari
volontari della categoria Nocchieri di Porto presso le scuole
CEMM di La Maddalena ; quello di Titolare
dell’Ufficio di Circondariale Marittimo di Riposto ; di Capo
del Compartimento Marittimo e Comandante delle Capitanerie di
Porto di Vibo Valentia , Messina e Catania . Ha assunto anche
l’incarico di Direttore Marittimo della Sicilia Orientale con
competenza sulle Capitanerie di Porto di Siracusa , Augusta
,Catania e Messina. Il Contrammiraglio Ciprioti ha effettuato
numerosi imbarchi su Unità Navali del Corpo delle Capitanerie
di Porto e della Marina Militare. Diverse sono state anche le
onorificenze di cui il contrammiraglio Ciprioti è stato
insignito . Tra queste quella di Croce d’oro con stelletta per
40 anni di anzianità di servizio militare ; di Ufficiale
dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana ; di Medaglia
Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare ;
Medaglia militare “d’Argento “ al merito di lungo comando .
giugno 2011 |
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maggio
2011 Torneo
nazionale di tennis
5°
memorial Alfonso ciprioti
dal
9 al 19 giugno 2011 presso lo " Sport Village di Catona "
REGGIO CALABRIA si svolgerà UN torneo di tennis in memoria di
Alfonso ciprioti, COMPIANTO FRATELLO DEL NOSTRO CARISSIMO
AMICO AMMIRAGLIO FRANCESCO CIPRIOTI.
Nuovo
appuntamento con il torneo di tennis Città di Catona “Memorial
Alfonso Ciprioti”. Giunta alla quinta edizione, la competizione
sportiva sarà, come da tradizione, ospitata dallo Sport Village
Catona, che ha interamente organizzato l’evento, dal 9 al 19
giugno. La struttura a nord di Reggio, presieduta da Francesco
Violante, quindi si animerà per dieci giorni con una serie di
match, che s’inquadrano nella 4° categoria, capaci di richiamare
molti appassionati di una delle discipline sportive più antiche
e nobili.
Già
nelle precedenti edizioni molti giovani si sono messi in luce
partecipando al Memorial: con particolare riferimento all’anno
scorso, infatti, non si può non ricordare la performance di
Andrea Tripepi (Ct Polimeni) che ha sconfitto, durante un’accesa
finale, Alberto Mercuri del Circolo Lamezia Boys. “Anche
per il 2011 – dichiara il presidente Violante – abbiamo pensato
ed organizzato questo Torneo, che vuole essere il ricordo dello
Sport Village da rivolgere ad un socio, ma soprattutto ad un
amico che, sin dall’idea della fondazione del circolo ci è stato
accanto sostenendo le nostre iniziative e frequentando i nostri
campi da sportivo e le attività da sostenitore. Il Memorial
‘Alfosno Ciprioti’ è una competizione che continua a
rafforzarsi, divenendo un meeting sportivo sempre più
partecipato, soprattutto da giovani leve, quegli stessi giovani
che Alfonso amava, ricambiato, ed quali dispensava sempre
consigli e dedicava attenzione. Ci auguriamo perciò che anche
quest’anno gli iscritti (che hanno tempo per aderire sino al 7
giugno) siano tanti come avvenuto nelle kermesse precedenti. Il
Torneo – conclude Violante – inoltre, rappresenta l’apertura
della stagione agonistica dello Sport Village: si registreranno
sulla terra rossa della struttura momenti esaltanti,
coinvolgenti ed una serie di iniziative il cui clou sarà l’Open
‘Città di Reggio’ che si svolgerà dal 21 al 31 luglio e che ha
visto protagonisti grandi nomi del panorama tennistico, come
Santopadre, Cobolli, Di Meo, Pescosolido, Torallo e Di Mauro”.
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maggio 2011
Luigi
Di Gianni, il grande documentarista innamorato del Sud, oggi a
Vibo Valentia e Pizzo
vinse il primo premio al Festival del Cinema di Venezia con
“Magia Lucana”
Luigi Di
Gianni, definito il filosofo della macchina da presa, è uno dei
registi documentaristi più grandi, ed oggi, a Vibo Valentia e
Pizzo, lo accolgono con entusiasmo per una serie di proiezioni e
seminari, di incontri con le scuole e dibattiti. É
solo
la prima delle tante le iniziative delle "Giornate del Cinema
Mediterraneo”, che si svolgeranno fino al 22 maggio, organizzate
dalla Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio,
da Nish Spazi Aperti, presieduta da Ivano Tuselli, con la
collaborazione del Circolo Lanterna Magica di Pizzo, presieduto
da Antonietta Villella, del Liceo Artistico di Vibo Valentia e
dell'Accademia Fidia di Stefanaconi, presieduta da Michele
Licata, con il patrocinio dell'Assessorato Provinciale al
Turismo e della Città di Pizzo.
Il
Cinema di Luigi Di Gianni è lo sguardo di un vero antropologo
dell'immagine, un uomo incantato dal mondo delle donne del Sud,
dal loro lavoro, dai loro sguardi e dalle loro mani, un regista
innamorato e affascinato dalla luce del Meridione d'Italia. Da
sempre il cinema di Luigi Di Gianni si affianca a visioni che
ricordano le icone inondate di solarità tipiche della scrittura
di Carlo Levi e della pittura di Enotrio Pugliese, immagini
riprese senza pericolosa retorica, rischio di chi si occupa di
queste tematiche. Tra i lavori più interessanti di Di Gianni
come non ricordare "Magia Lucana", del 1958, 35 millimetri,
medio metraggio, bianco e nero straordinario. Il film ottenne,
nello stesso anno, il primo premio del documentario al Festival
del Cinema di Venezia. Realizzato con la collaborazione
dell'antropologo Romano Calisi e la consulenza scientifica di
Ernesto De Martino, il film tratta della sopravvivenza di
antiche e arcaiche forme magico-rituali in Basilicata,
con
il taglio delle nuvole in tempesta da parte di alcuni contadini,
rituale effettuato con le stesse procedure utilizzate dalle
mogli dei nostri pescatori calabresi che tagliavano, sulle
spiagge, i "cuda a rattu", le trombe d'aria marine. Nel
documentario anche alcune forti scene di rituali funebri,
lamentazioni tragiche delle prefiche che lambiscono memorie
dell'antica Magna Graecia e delle "ciangiuline" di Pizzo, con
musicalità, canti e decantazioni rivolte a defunto. Si
percepisce, dalle immagini del film, quanto l'incontro di Luigi
Di Gianni con Ernesto De Martino, con il musicologo Diego
Carpitella, con la voce narrante di Arnoldo Foà, sia stato
importante e determinante nella fase di post produzione di
questo documentario che rimarrà traccia indelebile dei film
successivi del regista. Un filo rosso che negli anni seguirà e
inseguirà Di Gianni e lo porterà a percepire una "realtà
inafferrabile" dove la costruzione delle immagini, il suono
percepito, gli umori dei luoghi e del tempo, vengono ricostruiti
ed elaborati in una reale "finzione del reale",
mai finta, con canti, voci, suoni e rumori inseriti in sincro.
Nei film documento di Luigi Di Gianni le scene sembrano
essere
percepite come icona di un Sud non tranquillizzante, a
differenza del cinema documento di Vittorio De Seta, anzi in Di
Gianni l'immagine diventa quasi inquietante. Tra i documentari
della sua filmografia ne ricordiamo alcuni di quelli girati in
Calabria:
“Donne di Bagnara” del 1959, “Tempo di Raccolta” del 1966, dove
si ripercorrono le strade delle raccoglitrici d'olive della
Piana di Gioia Tauro, e “La Madonna del Pollino” del 1971. Luigi
Di Gianni, da sempre estraneo al clima del neorealismo, diventa
oggi un importante riferimento per chiunque voglia accostarsi
all'attività documentaristica di alto livello concettuale ed
espressivo.
Franco
Vallone |
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maggio 2011
Il bel gioco di Cettina Crupi che si chiama Cinema
Lei, la nuova attrice reggina, si chiama
Cettina Crupi, classe 1970, quarant'anni, occhi neri come il
carbone e lunghi capelli ancora più neri. Orgogliosa e testarda,
calabrese e figlia di calabresi, sin da piccola è attratta dalla
luce magica del cinema, dai colori forti dello spettacolo
televisivo, dal tappeto rosso delle passerelle di moda e dalle
tavole polverose del teatro.
Inizia
quasi per gioco la storia di Cettina Crupi attrice, partecipando
nel dicembre del 1992 alla Ruota della Fortuna di Mike
Bongiorno. Al di là dei duemilioni in gettoni d'oro vinti,
Cettina si arricchisce di tanta esperienza di scena e si
innamora profondamente del mondo che si respira in televisione
e, prima di tutto, del dietro le quinte. Tanti costumisti
attorno, un camerino tutto personale, parrucchieri a
disposizione, poi i cameramen che si posizionano nello studio,
la lucetta rossa accesa e il mito Mike davanti a lei. Cettina in
quell'occasione viene notata dalla Pubblilancio. Ad una
settimana di distanza dalle giornate milanesi ecco le prime
proposte televisive per alcune importanti televendite. Cettina
Crupi rinuncia perché “non voleva abbandonare Calabria e parenti
in Calabria”. Troppo lontana da casa l'allettante Milano
televisiva. Arrivano i social network tanto di moda,
l'iscrizione a Facebook, le foto di Cettina vengono notate dal
noto fotografo Pasquale Garreffa, segue un book fotografico con
foto posate in studio e arriva anche il primo vero invito
ufficiale per partecipare al cast di un film. Con la regia di
Alice Rowenaher a Reggio Calabria si gira “Corpo Celeste”. Nel
cast, diretto da Marilena Alescio, Cettina Crupi viene notata,
le assegnano un ruolo non di rilievo. La prima esperienza
cinematografica è fatta, adesso il film è stato presentato al
Festival di Cannes, ed oggi è un film di successo. Primi di
luglio del 2010, Cettina Crupi viene invitata per il cast del
film “Qualunquemente” con Antonio Albanese e con la regia
di Giulio Manfredonia. Supera la prova cast e, a fine luglio, si
gira per le strade di Santa Trada di Scilla; sono le famose
scene con il famoso pilone del più famoso Stretto di Messina.
Pienone d'incassi per il film e, da questo momento, tanti inviti
importanti e non solo cinematografici. Infatti Cettina sfila
sulla passerella per “Terry Fashion”, realizza, come attrice,
spot televisivi per il Lido Aquarius e per altri autorevoli
committenti. Anche se alta1.65 il suo corpo e il suo viso sono
carichi di espressività e sensualità, Cettina piace, ha uno
stile tutto suo e viene contattata per fare da modella da
centri di Make-up e Photo, poi un'altra parte cinematografica
nel film Annamaura, del regista Salvatore Grasso, un
lavoro cinematografico sulle tematiche della mafia. Subito dopo
viene contattata dalla redazione di Forum di Canale 5, Cettina
interpreta una causa con la conduzione di Rita Dalla Chiesa. Le
cause della trasmissione sono vere cause di cassazione ma non
tutte vengono “raccontate” dai veri personaggi interessati al
contenzioso, si utilizzano attori. Il ritorno in Calabria, il
rientro per le strade di casa, ad attenderla un' altra piccola
parte nel film del regista Paolo Inglese, dal titolo “Fiori
d'amianto” e, finalmente, un ruolo nel film “Pagate
Fratelli”, del regista Salvatore Bonaffini, un lavoro
cinematografico ambientato nel 1950 a Mazzarino, città d'arte
della Sicilia. Qui Cettina Crupi si ritrova a recitare con
attori importanti come Tony Sperandeo, Salvatore Lazzaro,
Alfredo Li Bassi, Giuseppe Scaglione, Elide Fiore, Alberto
Molonia, Orio Scaduto e Marcello Arnone. In questo film Cettina
interpreta la pettegola del paese. Dicevamo sopra di una Cettina
testarda e orgogliosa, ma, aggiungiamo, è, prima di tutto,
semplice e sincera, una donna che non vuole fare programmi anche
se si comprende bene che il cinema è la sua grande passione,
poi, per chiudere, è lei ad aggiungere un pensiero tutto suo: “è
iniziato per gioco questo cammino nel mondo del cinema... ed io
voglio giocare cercando di fare attenzione a non farmi male”.
Franco Vallone |
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Fiori d'Azzurro il 16 e 17 Aprile a Vibo Valentia con la
collaborazione de L'Isola che non c'è
Si ripete,
come ogni anno, l'iniziativa solidale denominata "Fiori
d'azzurro", durante la quale, in 2500 piazze di tutt'Italia,
sarà possibile acquistare le raffinate ortensie azzurre per
offrire un contributo alle molteplici attività esercitate da
Telefono Azzurro in favore dei bambini. A Vibo Valentia il
gazebo con le ortensie azzurre verrà aperto in Piazza Municipio,
dalle
9.00
alle 20.00, nelle giornate del 16 e 17 Aprile. A gestire la
postazione di Vibo i soci dell'Associazione “l'Isola che non
c'è” che, in aggiunta alle tradizionali ortensie azzurre e al
materiale informativo di Telefono Azzurro, distribuiranno le
bellissime orchidee giapponesi coltivate nel "giardino
dell'Isola". La manifestazione prevede la raccolta fondi che
finanzia la linea telefonica SOS gratuita per i bambini.
Telefono Azzurro Onlus, come si ricorderà, è nato nel lontano
1987 come vera prima linea di prevenzione dell'abuso
dell'infanzia ed ora è al fianco di tanti progetti innovativi
intrapresi per tutelare i diritti dei bambini e degli
adolescenti italiani e stranieri e si batte affinché gli
enunciati della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza del 1989 divengano realtà concrete, in una
società che rispetti davvero i bambini e gli adolescenti. Ben
oltre il Centro Nazionale di Ascolto dell’19696, Telefono
Azzurro è oggi una associazione che ha investito nei progetti
sperimentali delle strutture Tetto Azzurro e dei Team
d’Emergenza che intervengono nelle situazioni di gravi eventi
che coinvolgano bambini; ha preso in carico la gestione del
servizio telefonico nazionale per le emergenze dell’infanzia, il
114, e quello per la segnalazione dei minori scomparsi, il
116.000; interviene nelle scuole, nella formazione degli
operatori; collabora con le Istituzioni per garantire in tutti
gli ambiti il rispetto dei diritti dei bambini. L'Associazione è
impegnata nella prevenzione e nella cura delle situazioni di
disagio anche mediante il coinvolgimento della comunità,
affrontando i problemi dell’infanzia in un’ottica nazionale,
europea e internazionale. Telefono Azzurro Onlus è anche un
osservatorio permanente dell’infanzia in Italia, pubblicando
annualmente un Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’infanzia
e dell’adolescenza in collaborazione con Eurispes.
Franco
Vallone
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