Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontÓ di farlo conoscere anche a chi Ŕ lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.

Siamo su facebook con www.francavillaangitola.com

   notizie calabresi - news ANNO 2019

          francavillatv youtube
E' online un innovativo servizio di comunicazione ideato per promuovere il nostro paese, Francavilla Angitola  ed il territorio circostante. il servizio è realizzato dal sito www.francavillaangitola.com . l'obbiettivo  della nostra  web   francavillatv   è   quello di diffondere via internet in streaming con il motore di ricerca youtube  una serie di  filmati riguardanti  momenti ed eventi del nostro paese, della sua antica cultura, delle sue tradizioni religiose,  delle varie manifestazioni  che si svolgono  nel tempo,  con l'intento di far conoscere  gli angoli caratteristici non solo di Francavilla, ma  della   provincia  di Vibo Valentia. Se  volete iscrivervi  basta collegarvi con  un pc, televisore smart,  tablet,   telefonino, cliccate su youtube,  cercate  francavillatv, nella nostra pagina c’e’ il tasto rosso   iscriviti , ogni pubblicazione di un video arriverà un messaggio di avviso . Grazie

CLICCA QUI - FRANCAVILLATV YOU TUBE

          

          

Nel primo anniversario dell’apertura
della Biblioteca “Lidia Ciccone Giovannini”
nella Chiesa Bethel di via Popilia a Cosenza

LUNEDI 25 MARZO 2019 – ore 18.30
Presentazione in anteprima nazionale del volume
I PENTECOSTALI IN CALABRIA

Locandina Susanna Giovannini.JPG

Lo scorso anno ad inizio della primavera, in occasione degli 80 anni dalla nascita di Lidia Ciccone Giovannini – missionaria e cofondatrice della Comunità Bethel di Cosenza (la signora Ciccone-Giovannini ha concluso la sua vita terrena il 22 ottobre 1981 a soli 43 anni), - è stata inaugurata una biblioteca a lei dedicata. Per festeggiare il primo anno di attività della biblioteca, lunedì 25 marzo 2019 alle ore 18.30, nella sede della biblioteca, all’interno del complesso della Chiesa Bethel in via Popilia a Cosenza, verrà presentato in anteprima nazionale il saggio storiografico, edito da Progetto 2000 e scritto da Susanna Giovannini, I Pentecostali in Calabria. La storia della Chiesa Bethel di Cosenza.

Alla presentazione oltre all’autrice, all’editore Demetrio Guzzardi, parteciperanno il pastore Paolo Giovannini, fondatore della Chiesa evangelica pentecostale Bethel di Cosenza e il preside della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose, Carmine Napolitano.
Nelle pagine del libro vi è una rassegna di come è nato e si è sviluppato nel regione calabra il movimento pentecostale; non mancano le pagine dedicate alla famigerata legge fascista del 1935 (la circolare Buffarini-Guidi) che prevedeva l’arresto per gli appartenenti alla fede pentecostale; tra l’altro vengono citati i nomi del 12 pentecostali che subirono il confino. La parte centrale del volume è il racconto, in presa diretta dell’esperienza della Chiesa Bethel di Cosenza.

DELINEARE I CONTORNI STORIOGRAFICI DEL PENTECOSTALISMO ITALIANO
«La storia del movimento pentecostale in Italia attende ancora di essere scritta; si tratta di un’impresa difficile perché, soprattutto per le origini, le fonti sono molte scarse e spesso solo di matrice orale. D’altra parte, la relativa brevità del percorso storico che esso ha compiuto (poco più di un secolo) e l’interesse rivolto preminentemente alla testimonianza e alla predicazione, non hanno favorito una riflessione in tal senso; talché l’attenzione verso la nascita e lo sviluppo del pentecostalesimo italiano è stata sporadica, quasi sempre rivolta a indagini circoscritte e spesso con intenzioni esclusivamente autobiografiche. Tuttavia, a ben vedere, è proprio attraverso lavori di questo genere che si mettono le basi per arrivare a concepire indagini e studi più avanzati e di respiro scientifico e metodologico più sicuro e collaudato.
Il lavoro di ricerca di Susanna Giovannini sul pentecostalismo in Calabria rappresenta un passo in avanti in questa direzione; cerca di unire elementi generali di interpretazione, con scandagli di storia regionale e locale fino ad inserire nella trama della ricostruzione storica la vicenda della propria famiglia, che di quella storia è stata protagonista lungo l’arco di mezzo secolo. Il risultato, presentato nelle pagine di questo libro, è senz’altro interessante e foriero, speriamo, di un impegno che potrebbe proporre un allargamento e un approfondimento di talune indicazioni di percorso nella ricerca storica, relativa ad un movimento religioso che in Italia rappresenta almeno il 70% del mondo evangelico. Ben vengano lavori come questo che ci permettono di conoscere fatti e vissuti che difficilmente potrebbero essere noti in altro modo».
Dalla presentazione di Carmine Napolitano, preside della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose

 

 La scomparsa di Giacomo Gaetano Barbieri,
 “il maestro del pullman”.

Articolo di Franco Vallone
BRIATICO - “È lui… si, proprio lui, il maestro del pullman…”. Nei giorni scorsi è venuto a mancare, all’età di 78 anni, Giacomo Gaetano Barbieri, il maestro di scuola elementare che possedeva una grande cultura associata all’umiltà più vera, quella che è davvero difficile incontrare.“La sua iniziale formazionerisale alla fine degli anni ‘50, nel convento dei Cappuccini di Rombiolo,poi la decisione di abbandonare l’idea di farsi frate, la sua “preparazione eccezionale”e il continuare gli studi all’Istituto magistrale di Vibo Valentia. Ricorda Nino Valenti:“agli inizi degli anni ‘60 durante il tragitto tra Briatico e Vibo Città, Giacomo Barbieri aiutava i tanti ragazzi che viaggiavano.Sul bus correggeva i compiti delle allieve del magistrale e degli studenti delle altre scuole, per questo veniva definito il maestro del pullman”. Barbieri si diploma e inizia a viaggiare, insegna italiano in Germania, Francia e Polonia, poi ritorna in Italia ed è chiamato ad insegnare nel crotonese, successivamente nelle scuole dell’interland vibonese ed infine alle elementari di Briatico. Barbieri si distingue sin da subito per la sua didattica innovativa, per la grande capacità aggregativa e socializzante. Da maestro organizzava tante uscite scolastiche sul territorio, per fornire nozioni e approfondimenti multidisciplinari agli alunni, “ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla socializzazione,amando i suoi scolari con affetto paterno e con dedizione totale” - sottolinea oggi il figlio Tommaso. Dalla sua Conidoni il maestro ha fatto sentire la sua voce oltre i confini territoriali della scuola,è stato infatti uno dei primi maestri ad aver creato, con Giuseppe Grillo, corsi di informatizzazione, quando il direttore didattico della scuola era Michele Brosio. Nel 1972 Giacomo Barbieri scende in campo, si candida con la Democrazia Cristiana, supporta il sindacoAdolfo Pannaci,ricopre più volte la carica di consigliere comunale per mandato dei cittadini, svolge compiti istituzionali e viene anche nominato assessore alla cultura, un amministratore rispettoso e sempre vicino ai più deboli. Barbieri era una persona molto conosciuta e stimata per essere stato il maestro scolastico di tanti,nella sua casa di campagna, a Conidoni, amava curare il suo giardino, le rose profumate di tutti i colori, sperimentava innesti di antichi vitigni, recuperava frutti rari, erbe aromatiche di una volta come il profumatissimo ariganeju.Giacomo Barbieri non stava mai fermo, andava, partiva… Durante un’uscita in cerca di funghi con il suo amico e collega Nicola Ventrice,“si erano persi tra i boschi – ci racconta Pino Conocchiella – si trovavano nel cuore delle Serre e non riuscivano ad uscire dalla fitta vegetazione. Solodopo tante ore di isolamento e col buio riuscirono asalvarsi e scendere finalmente a valle”. Con suaamata moglie Aurora amava contornarsi di cani e tanti gatti, Barbieri amava gli animali e amava fare lunghe passeggiate tra i sentieri dell’amenaPerara, di Briatico Vecchia e della Miniera di carbone fossile di Conidoni tra antichi frantoi e mulini abbandonati, andava in cerca di funghi porcini, vermaturi e vovulaci, origano, gutumu, liquirizia e mille erbe selvatiche,era un amante della natura, amava la campagna e si incontrava con il mare.Lo si trovava tutte le mattine, ora che era in pensione, a leggere il Quotidiano del Sud davanti al mare alla Rocchetta, era la sua passione leggere, scrivere, commentare l’informazione locale, ma anche quella nazionale ed estera, poi la sua escursione alla marina finiva con l’incontro con i pescatori del borgo, con Vincenzo Prostamo in particolare.Loro, i marinari, apprendevano da Barbieri e lui dai pescatori, era uno scambio continuo, sempre disponibile al dialogo e al confronto con gli altri.
Franco Vallone

        L’antica casa che ha preso fuoco a Conidoni di Briatico era di Nino Grasso, paroliere di Nilla Pizzi, Betty Curtis, Gloria Christian e tanti altri cantanti famosi

Articolo di Franco Vallone
Nino Grasso il grande paroliere, lo scrittore di tanti testi e musiche, l’autore di romanzi e opere teatrali, il traduttore in dialetto calabrese di opere classiche…Grasso era nato proprio in questa bellissima e anticacasa-villa con il giardinodi Conidoni di Briatico,il 3 aprile del 1920. Dopo i primi studi a Soverato, Grasso conseguì le maturità classica e magistrale a Vibo Valentia e, successivamente, la laurea in giurisprudenza a Roma. Sempre nella Capitale, più tardi, prestò servizio presso il Provveditorato agli studi, come funzionario, e conseguì l’abilitazione inPsicologia Sociale. Grasso fuanche preside presso l’Istituto Commerciale di Monterotondo, in provincia di Roma. Nino Grasso era un personaggiopoliedrico e molto attivo, sono davvero tante le affermazioni musicali e letterarie registrate in Italia e all’estero. Aveva collaborato adimportanti riviste nazionali ed aveva tradotto, in dialetto calabrese, l’Inferno di Dante che titolò: "Inferno... in Calabria". Ricordiamo tra l’altro il premio conseguito in Australia con la canzone satirica "Strip-tasse”, inserita nella musicassetta "Canzonissima '90".Oggi il motivo musicale più noto di Nino Grasso imperversa sulla rete internet in formato mp3, anche se i fruscii di fondo rimandano ad un ben più caldo 78 giri della RCA, nero scuro, vinile e d'epoca. La canzone, scritta e musicata da Nino Grasso, è cantata dalla grande Nilla Pizzi e si intitola "Notte a Vibo Marina". Una grande promozione per la Vibo Valentia Marina di quei tempi, una splendida cittadina affacciata sul mare con il Pennello, un quartiere reso famoso dalla canzone e dalla bellezza naturale del luogo, con una lunga lingua di sabbia bianca, una spiaggia rinomata contornata da chioschi e piccoli bar frequentati dai tanti vip che arrivavano a Vibo Valentia, Pizzo e Tropea. Nilla Pizzi cantava e decantava proprio le bellezze di Vibo Marina.Vibo con il suo Festival della Canzone Italiana era al centro dell'interesse delle grandi case discografiche. Il festival di Vibo era importante e rinomato quanto quello di Sanremo. La canzone “Notte a Vibo Marina” di Nino Grasso ebbe come interprete, oltre a Nilla Pizzi, anche la cantante Maria Luisa Pisan, che si presentò alla seconda edizione del Festival di Vibo Valentia indossando un costume tradizionale tirolese e vinse il secondo posto assoluto. Grasso partecipò al Festival dal ‘53 al ‘62, e nell’edizione del ‘57, ottenne il primo posto in classifica con la canzone "E poi si fece sera". I cantanti Nilla Pizzi, Gloria Christian, Paolo Sardisco, Luana Sacconi, Carla Boni, Betty Curtis e tanti altri hanno inciso le sue canzoni con la collaborazione di prestigiose orchestre e presso le case discografiche più affermate, dalla R.C.A. alla Polyodr della Siemens, dalla Cetra alla Colombo. Grasso era definito “Vero uomo del Sud” e nella sua vita ebbe talento musicale, sono in molti a ricordare quando, nel 1956,presentò a Messina una fortunatissima commedia musicale con grandissimo successo di pubblico e di critica.

 

 

          

Giovedì 21 marzo 2019 - ore 16.30
COSENZA via Tocci - salone Assindustria

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
del prof. Massimo Fragola
L’EUROPA MORTIFICATA
(Giappichelli editore)

interviene il prof. Gaetano Sorcale
docente di Diritto dell’Unione Europea all’UNICAL

 

europa mortificata.JPG

          L’AMMIRAGLIO CIPRIOTI e il LUOGOTENENTE DONATO CONSEGNANO IL CALENDARIO STORICO MAURIZIANO 2019 AL DIRETTORE MARITTIMO DELLA CALABRIA E BASILICATA TIRRENICA                                                           

   Reggio di Calabria, 27 FEBBRAIO 2019 –

Il Contrammiraglio Francesco CIPRIOTI Vice Presidente della Sezione “Nastro Verde Calabria“ delegato dal Presidente della Sezione Cav. Domenico Cambareri, unitamente al Segretario della Sezione Luogotenente Matteo DONATO hanno fatto omaggio del “Calendario Storico Mauriziano 2019” al Direttore Marittimo della Calabria e Basilicata Tirrenica Contrammiraglio (C.P.) Giancarlo Russo. 

 

         Sabato 2 marzo presentazione del nuovo volume di Pasquale Barbalace a Nicotera

Il nuovo saggio dello storico Pasquale Barbalace dal titolo “Nicotera dagli albori al XX secolo” verrà presentato al pubblico sabato 2 marzo 2019, alle ore 17.30, presso la Sala Giovanni XXIII della Concattedrale Santa Maria Assunta di Nicotera. L’atteso evento culturaleè organizzato dal Touring Club Italiano, Club di Territorio di Lamezia Terme, con la collaborazione dell’Associazione “Nicotera Nostra” e dell’Associazione Culturale “Proposte”, con il patrocinio del Comune di Nicotera e del Sistema Bibliotecario Vibonese e con la sponsorizzazione di Grafiche Porcelli di Vibo Valentia. Il volume di Pasquale Barbalace,pubblicato dalle Edizioni Book Sprint si avvale della collaborazione di tanti cittadini nicoteresi ed informatori culturali del luogo, per le immagini d’epoca ed alcune notizie inedite ha collaborato il ricercatore Pino Leone; per la traduzione di documenti antichi, Gregorio Piperno e Francesco Barbalace per la rivisitazione e la riorganizzazione dei testi. Per la presentazione del volume, dopo i saluti del presidente dell’Associazione “Nicotera Nostra”, Nicola Di Bella, è previsto un intervento introduttivo di Anna Maria Giofrè, presidente dell’Associazione Culturale Proposte, che modererà i lavori della serata. A seguire sono previsti gli interventi del Console Touring Club Italiano, Giovanni Bianco; di Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; del Presidente dell’Associazione Regionale dei Bibliofili Calabresi “G. Barrio”, Domenico Romano Carratelli; e del parroco della Concattedrale Santa Maria Assunta di Nicotera, don Francesco Vardè. Le conclusioni dei lavori del convegno saranno affidate allo stesso autore del volume, Pasquale Barbalace. Un saggio storico, questo di Pasquale Barbalace, che scava in profondità alla ricerca del cuore e dell’anima della città di Nicotera. Nell’oblio del tempo Barbalace “ritrova”, “scopre”,“recupera”testimonianze orali e parole scritte, consulta documenti, libri antichi, archivi, immagini d’epoca, bibliografie e reperti museali, dipinti e fotografie. Dal periodo più antico, da quello pre-ellenico, al più recente XX secolo, un lunghissimopercorso storico, un itinerario nel tempo che passa da certezze, verità ed ancheipotesi e supposizioni. Tante notizie davvero inedite, tante parole e immagini, tanti elementi inediti per conoscere meglio Nicotera, un bellissimo paese della Calabria.
Franco Vallone

          

          

Dal Grand Hotel di Rimini a Vibo Valentia, Ennio Stocco racconta la sua vita da maître d'hôtel di successo


Ennio Stocco, ospite in questi giorni a Vibo Valentia per il congresso internazionale dell’Imahr che si tiene al 501 Hotel, è un personaggio conosciuto in mezzo mondo, è un maître d'hôteldi quelli davvero importanti. Vicepresidente dell’Imahr, raffinato e distinto nei modi, stile impeccabile, riservatezza estrema, Ennio Stocco è una persona che nella sua vita ha sempre lavorato con serietà e discrezione professionale edoggi può raccontare chi sono stati, nel tempo, i suoi interlocutori, tanti Capi di Stato, re e regine, principi e attori, cantanti ed altri vip di ogni genere. Di ognuno conserva un ricordo particolare, una foto, una dedica autografata, una percezione sottile, una frase, tante volte un complimento ricevuto. Il baffo di Ennio Stocco, oggi di colore bianco, in tutti questi anni ha incontrato davvero tanti sguardi famosi.Dalla principessa Diana al cantante lirico Luciano Pavarotti, dal presidente russo Michail Gorbačëval regista Federico Fellini, dal cardiochirurgoChristiaan Barnard… di loroci racconta tanti particolari, i gusti gastronomici e i comportamenti caratterizzati di ognuno.Ennio Stocco è nato nella pianura Padana, a Rovigo, nel 1950, figlio di commercianti laboriosi da generazioni, Stocco iniziò a lavorare giovanissimo presso un hotel molto grande, il Mioni Stazione di Abano Terme, in provincia di Padova, d’inverno faceva la stagione invernale in un Hotel in provincia di Trento, a San Martino di Castrozza. Iniziò successivamente a lavorare a Milano presso l’Hotel Diana e all’Hotel Terminal. Con la stessa brigata di sala e per quattro inverni, Stocco opera poi al Savoy Hotel ed al Casinò di Sanremo dove all’epoca si svolgeva il Festival. Da quell’estate inizia la collaborazione al famoso Grand Hotel di Rimini. Da questa esperienza nasce l’esigenza di approfondire la conoscenza della lingua inglese, prima al Green Park Hotel di Bournemouth poi all’Hotel New Ambassador di Lawnsdaun, tre anni di lavoro e di studio. Di seguito l’inverno a Madonna di Campiglio all’Hotel Zeledria e poi di nuovo al Grand Hotel di Rimini. Un lavoro fatto di collaborazioni in brigata, con il Grand Hotel di Riccione e poi ancora l’Admiral e in tanti altri alberghi importanti ma è al Grand Hotel che ha lavorato per più di trent’anni.Una bellissima storia di lavoro, successi e soddisfazioni personali e sociali. Tanti i premi alla carriera, come professionista dell’anno ed anche il conferimento di Cavaliere della Repubblica Italiana dal presidente Giorgio Napolitano. Il Maître d'hotel dirige il servizio, prende le ordinazioni e mantiene il rapporto con i clienti accertandosi che tutto stia procedendo per il meglio. Possiede una buona cultura generale ed un'ottima padronanza delle lingue straniere. È a stretto contatto con il direttore, con il food and beverage manager, con il sommelier per l'abbinamento dei vini - e con lo chef con cui collabora anche per la compilazione dei menù. Al maître ci si rivolge per richieste particolari, per lamentele o complimenti relativi al servizio; è suo, fra gli altri, il compito di gestire i rapporti tra cucina e sala, ordinazioni di fiori e complementi della sala e istruire la brigata di cucina per eventi, gestire clienti particolari ed organizzare il restante personale a sua disposizione, cura il piacere e la soddisfazione del cliente, dal suo arrivo alla sua uscita.Nei locali più raffinati veste un abbigliamento che si differenzia dal personale di servizio, in genere una giacca nera tipo smoking.
Franco Vallone

           Mingo Prostamo premiato a Milano e Tropea per le sue ricerche

storichesu Briatico e le comunità limitrofe


Domenico (Mingo)Prostamo è un figlio d’arte, suo padre, Alfonso, è stato tra i primi ad occuparsi della storia di Briatico nell’ottica di valorizzare il complesso monumentale di Briatico Vecchio. Mingo Prostamo agli inizi degli anni ’90, trovandosi a Napoli per lavoro, ha ripreso e continuato il lavoro del padre presso l’Archivio di Stato di quella città e a mano a mano che procedeva aumentava la voglia di approfondire le ricerche, di saperne di più. Prostamo si è reso subito conto che, per capire l’importanza di Briatico nel contesto vibonese, occorreva non trascurare la storia delle comunità limitrofe, di Vibo, Pizzo, Mileto, Zungri e Tropea. Da queste ricerche sono scaturite alcune sue interessanti pubblicazioni. Nel 2000 sulla rivista Vibo Provincia, all’interno di una monografia su Briatico Vecchio, Prostamo pubblica la “Storia feudale di Briatico”. Nel gennaio 2001 la proiezione di un filmato su Briatico Vecchio presso i locali della parrocchia. Nel 2002 la pubblicazione di un saggio sulla rivista culturale della Biblioteca Calabrese di Soriano “Rogerius” in cui confluivano le ricerche su “Il SigillumAureum e la fondazione della diocesi di Mileto”. Nel 2010 Mingo Prostamo ha organizzato un convegno sull’attività mutualistica dei marittimi di Pizzo a fine Settecento. Nel 2014 una relazione a Parghelia sulla previdenza in provincia di Vibo durante l’Ancien Regime. Durante la scorsa estate, a Tropea, ha reso pubblico un documento importantissimo sulla “causa che sostennero i tropeani presso il Re di Spagna Filippo III a Madrid contro il principe di Sicilia, cui il Conte di Lemos, allora Viceré di Napoli, aveva venduto Tropea per 191.000 ducati. Il giurista tropeano Luigi Lauro vinse la causa in un punto di diritto e non sborsò un ducato dei 30.000 che gli erano stati messi a disposizione per vincerla a tutti i costi. Per compensarlo delle spese sostenute a Madrid, dal 1611 al 1615, i suoi concittadini chiesero al Viceré di potergli concedere un vitalizio per invogliare altri tropeani a gesti nobili”. Il direttivo dell’associazione Libertas, che organizza da alcuni anni la rievocazione storica il 23 agosto della riacquistata libertà di Tropea dal giogo feudale del Principe Ruffo, in segno di gratitudine per la condivisione di tale testimonianza documentale ha voluto omaggiare Mingo Prostamo con un premio speciale per il contributo offerto per far risplendere la memoria dei fatti rievocati. Inoltre, quest’anno, nel secondo numero della Rivista “Rogerius” verrà pubblicato un suo saggio dal titolo “La Calabria agli inizi del Seicento nelle Memorie di Miguel de Castro che è stato il motivo per cui Prostamo si è recato a Madrid. La testimonianza di questo soldato spagnolo del 1608 è la più antica relazione sulla Calabria scritta da uno straniero. Intanto recentemente Mingo Prostamo è stato invitato a Milano dall’Associazione Culturale “Briatico nel Mondo”, presieduta da Angelo Melluso, per ritirare un riconoscimento “per le sue costanti ricerche sulla storia di Briatico e le comunità limitrofe”.
Franco Vallone

        

Dieta Mediterranea
A Nicotera un pannello esterno per ricordare i luoghi della ricerca


A Nicotera è stato recentemente affisso sulla parete esterna del piano terra della casa Iannello, sita in Via Luigi Razza,un pannello rievocativo della ricerca condotta negli anni 57/60 da A. Keys, White, Kimura, Puddu, Del Vecchio,Fidanza, Cotrone, Kagan, Karvonen, ecc., sulle abitudini alimentari della popolazione nicoterese.Il pannello esterno, installatocon la partecipazione dell’Associazione Culturale Proposte di Nicotera, nei suoi contenuti testuali è stato curato dal prof. Pasquale Barbalace, mentrela parte iconografica, con foto d’epoca, è stata curata dal ricercatore Pino Leone.I vari fotogrammi assemblati sul pannello danno oggi una chiara cronologia del lavoro svolto, sia nell’ambulatorio che all’esterno, presso i tanti rioni del paese. Ci guida il prof. Barbalace che racconta i contenuti dei diversi fotogrammi del pannello: “all’epoca Keys era il più illustre epidemiologo del secolo, White  era tra l’altro un famoso cardiologo e medico personale del presidente degli USA Eisenhower, il quale finanziò la spedizione in Italia ed in Grecia, composta da Kimura, cardiologo giapponese, da Flaminio  Fidanza che condusse il rilevamento dei consumi con il metodo della doppia pesata, dal nicoterese Del Vecchio, che guidò lo staff, da Margheret Keys, Cotrone, Kagan che esaminano alcuni reperti”; In un’altra foto scattata all’esterno “White visita a domicilio un cardiopatico” ed infine  “l’annuncio dei risultati pubblicati da Keys nella sala del Jolly Hotel di Gioia Tauro”.“L’indagine –racconta oggi Pasquale Barbalace - fu condotta su un campione di 607 soggetti con particolare riguardo alla cardiopatia ischemica, all’ipertensione, ai livelli di colesterolo, di glicemia ed all’obesità. Venne raggiunta la copertura del 95% del campione e furono selezionate 35 persone risultate dal punto di vista cardiovascolare perfette. La ricerca fu estesa anche alle loro relative famiglie. A Nicotera, all’epoca, furono segnalati 4 casi di infarto del miocardio (non diagnosticati), mentre colesterolemia, glicemia, ipertensione ed obesità furono raramente riscontrabili. Il rilevamento scientificamente fu condotto con il metodo della doppia pesata per sette giorni e per tre diversi periodi dell’anno, per gli anni 57/60”. Quella dieta praticata dalle famiglie nicoteresi che sembrava parca era la dieta della salute, teneva lontane le malattie cronico-degenerative. Scientificamente la nostra dieta presentava le caratteristiche: “di una dieta moderata in cui alcuni alimenti caratteristici dell’area mediterranea quali: olio d’oliva, legumi, cereali, ortaggi di stagione, pesce, limitatamente carne, uova, formaggi e un quartino di vino rosso, occupavano sapientemente un posto preminente nel rispetto dell’adeguatezza energetica, sia come apporto che come dispendio “. La tabella riassuntiva resta ancora valida tant’èche la Dieta di Nicotera è considerata: “Dieta Mediterranea italiana di riferimento,ossia di misura e confronto con tutte le altre diete”. Qui da noi si formò lo studio delle coorti dei sette paesi (Seven Countries Stady) –conclude Barbalace- che ha registrato i seguenti dati: le coorti dei paesi europei (Finlandia,Slavonia, Velica Krsna, ex Jugoslavia, ecc…. al 25° anno presentavano un tasso elevato di mortalità (1947/10.000),mentre i paesi dell’area mediterranea (Italia, Grecia, Dalmazia ecc. presentavano un tasso dimezzato (978/10.000). Pertanto si dedusse che nelle aeree mediterranee erano consumati i prodotti già suddetti, mentre le nelle aree nordiche venivano consumati a dismisura carne, uova, grassi animali, bevande alcoliche e superalcoliche, assunte anche fuori pasto”.
Franco Vallone

Foto - Pino Leone, Pasquale Barbalace, Annamaria Giofre'

 

          

 

 

          

          

  NOTIZIE  CALABRESI -- NEWS ALTRI

Per maggiori informazioni scrivere a: phocas@francavillaangitola.com