Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontà di farlo conoscere anche a chi è lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.

Benedizione delle Palme, presso la Croce dei padri Passionisti

Secondo la tradizione  ormai consolidata i fedeli  si sono radunati  presso la  Croce  dei padri Passionisti  in via Roma .  Qui  l’ Arciprete Don   Sergi  ha  rievocato  l’entrata festosa  di Gesù a Gerusalemme  ed ha benedetto  le palme, i rami di ulivo  e le fronde d’ alloro  portate dai fedeli. Quindi  il corteo  si è mosso verso la  chiesa di San Foca. Sul  sagrato della chiesa si è ripetuto il tradizionale rito di apertura del portone .  La parte più  commovente della Messa  è stata,  come ogni anno,  il racconto evangelico della  Passione  di Cristo ,  recitato  a più  voci.  E’ seguita    l’omelia del  parroco.

La settimana santa comincia con la festa delle palme. Come mai Gesù, di solito cosi restìo nel dichia­rarsi Messia, adesso lo fa apertamente? Non sa che così facendo pro­vocherà il suo arresto e la sua morte? L'entrata gloriosa a Gerusa­lemme ci dimostra che Gesù non subisce la sua Passione, ma la vive da protagonista. Perciò bisogna fare festa, perché l'entrata di Gesù in Ge­rusalemme, seduto da Re paci­fico su un'asina, è il segno chiaro che egli è di­sposto a farci da Re e Signore. Un Re umile, che non sfrutta, ma serve la nostra vita, a costo di rimetterci. 

Un Re autentico non si arric­chisce; caso mai mette ciò che ha a disposizione dei poveri! Gesù vuole fare festa perché è contento di stare in mezzo al suo popolo.

Egli è venuto per servirlo, e questa settimana è Santa proprio perché è quella in cui manifesterà la sua volontà di venire incontro all'uomo totale; non solo all'uomo che lo cerca e lo prega, ma soprattutto all'uomo che lo rifiuta e lo uccide.

 Per tutto questo, dovremmo essere capaci di di­re: voglio fare festa anch'io, perché un Re così non c'era mai stato; un re che si abbassa al mio li­vello, pronto persino a servir­mi, non voglio proprio lasciar­melo sfuggire. E' un giorno grande per Lui, ma anche per me,perché, gioioso, mi viene incontro.

Stiamo attenti a non vanificare la croce di Gesù, facendo i piagnoni e dicendo:

 "Quanto sono cattivi quelli che ti hanno crocifisso, povero Gesù ".

 Gesù non è affatto un povero e non va compianto; sono io povero e da compian­gere se non riesco a vedere il valore di questa morte per me e per l'umanità. Com'è possibile che Dio ci ha dato nel perdono, nella salvez­za un così grande dono, e tanti ancora neppure se ne sono accorti?

 

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