Benvenuti nel sito di Giuseppe Pungitore, dell'ing. Vincenzo Davoli, di Mimmo Aracri ed Antonio Limardi, punto d'incontro dei navigatori cibernetici che vogliono conoscere la storia del nostro meraviglioso paese, ricco di cultura e di tradizioni: in un viaggio nel tempo nei ruderi medioevali. Nella costruzione del sito, gli elementi che ci hanno spinto sono state la passione per il nostro paese e la volontà di farlo conoscere anche a chi è lontano, ripercorrendo le sue antiche strade.

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CATONA – Perla calabrese nel “Dantedì” - 25 marzo 2020


Il governo italiano ha istituito il “Dantedì”, ossia una manifestazione nazionale per celebrare Dante Alighieri nella giornata del 25 marzo, dopo che gli studiosi dantisti hanno individuato tale giorno come data di inizio del viaggio ultraterreno del poeta attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Qui vogliamo ricordare che nella “Divina Commedia” compaiono soltanto due toponimi calabresi, ossia il nome di Cosenza (Purgatorio, canto III, verso 124)e quello di Catona (Paradiso, canto VIII, verso 62). In verità nel canto III del Purgatorio le parole pronunciate da Manfredi, re della dinastia sveva (“Se ’l pastor di Cosenza, che a la caccia / di me fu messo per Clemente allora..”) non alludono ad un “topos”, ad una località denominata Cosenza, ma ad un uomo, a un prelato, un “pastore” che nella sua carriera ecclesiastica fu anche arcivescovo della città bruzia. Quasi tutti i dantisti ritengono che ’l pastor di Cosenzafosse Bartolomeo Pignatelli, un alto prelato che fino al 1254 era stato arcivescovo di Amalfi, poi dal 1254 al 1266 fu arcivescovo di Cosenza, e in ultimo dal 1266 alla morte (1272) fu arcivescovo di Messina. L’arcivescovo Pignatelli, appartenente ad una nobile famiglia napoletana, acerrima nemica della dinastia sveva, fu istigato da papa Clemente IV a perseguitare Manfredi sia da vivo, sia da morto, così da indurlo a reperire e a profanare le ossa del corpo di Manfredi, che era stato nascosto e sepolto sotto un mucchio di pietre vicino a un ponte di Benevento, presso il luogo dove lo stesso Manfredi era stato sconfitto ed ucciso dalle truppe di Carlo I d’Angiò, incoronato re di Napoli proprio dal suddetto papa Clemente. Pertanto “Cosenza” nel III canto del Purgatorio fu menzionata non come città calabrese ma come “titolo” ecclesiastico, come uno dei vari “incarichi” vescovili conferiti al prelato Bartolomeo Pignatelli, amico del papa regnante e fiero nemico della dinastia sveva.
   Assai differente è invece la citazione di Catona fatta nell’ottavo canto del Paradiso. In questo canto Dante fa parlare un altro giovane re; si tratta di Carlo Martello d’Angiò (1271-1295), figlio di Carlo II d’Angiò e di Maria d’Ungheria, nonché nipote di Carlo I d’Angiò, poc’anzi ricordato insieme a papa Clemente IV. Qui di seguito riportiamo le tre terzine che vanno dal verso 58 al verso 66 dell’VIII canto del Paradiso, sottolineando in particolare i versi che riguardano Catona e il territorio del Regno di Napoli al tempo dei primi re della Casa d’Angiò (1265-1282):
58) Quella sinistra riva che si lava
 di Rodano poi ch’è misto con Sorga
per suo segnore a tempo m’aspettava
61) e quel corno d’Ausonia che s’imborga
di Bari e di Gaeta e di Catona,
da ove Tronto e Verde in mare sgorga.
64) Fulgeami già in fronte la corona
di quella terra che ’l Danubio riga
poi che le ripe tedesche abbandona.

Le parole che Carlo Martello rivolge a Dante descrivono, con alcune suggestive perifrasi e senza mai pronunciare la loro denominazione geografica, i vari territori di cui lo stesso re angioino era divenuto sovrano, prima di morire giovanissimo all’età di soli 24 anni. Per prima presenta la Provenza, descritta come terra che si estende sulla riva sinistra del Rodano, dopo che in esso versa le acque l’affluente Sorga; la seconda perifrasi concerneil regno di Napoli, esclusa la Sicilia; in ultimo ricorda il regno d’Ungheria (“quella terra che ’l Danubio riga”) la cui corona gli era stata data nel 1292, quando Carlo Martello aveva appena 21 anni. Soffermandoci sulla seconda terzina spieghiamo che corno d’Ausonia sta ad indicare la parte continentale del regno di Napoli, che Dante raffigura come un triangolo avente i vertici a Bari (a nordest sul mare Adriatico), a Gaeta (a nordovest sul Tirreno) e a Catona(a sud sullo stretto di Messina). La voce verbale s’imborga,usata da Dante nel verso 61), deriva dal vocabolo tedesco Burgche in italiano significa “roccaforte”, “castello fortificato”.In verità nel Medio Evo tre capisaldi difensivi, tre punte fortificate del Regno di Napoli erano proprio Bari, Gaeta e Catona. Un lato di quel triangolo geografico era costituito dalla linea che collega il fiume Tronto (che sgorga nell’Adriatico) con il fiume, anticamente denominato Verde, ed oggi noto come Liri o Garigliano (che sgorga nel Tirreno); Catona,in questa raffigurazione geometrica, risulta essere il vertice opposto al suddetto lato che unisce i fiumi Tronto e Verde.
   Oggi ci si potrebbe meravigliare del fatto che Dante abbia menzionato una località piccola come Catona, anziché la più grande, e molto più antica, città di Reggio, colonia fondata dai greci-calcidesi, fiorente fin dal periodo magnogreco, ed unica località calabrese menzionata nella Bibbia, perché vi sostò brevemente l’apostolo Paolo di Tarso (Atti degli Apostoli, 28 – 13). Certamente, al tempo di Dante, Reggio era una città popolosa, un importante centro amministrativo, civile e religioso, con varie attività commerciali e artigianali, ma essendo ubicata di fronte a Messina ad una distanza quasi tripla rispetto alla minima che intercorre tra le due rive dello Stretto, non era una comoda base portuale per i traffici di merci trasportate da barconi che ogni giorno facevano la spola tra la sponda calabrese e quella siciliana; neppure era munita di rilevanti fortificazioni difensive. Viceversa la piccola Catona, al tempo di Dante, era abbastanza nota, sia come baluardo per la difesa del Regno di Napoli quasi alla punta dello Stivale, sia come punto di imbarco per la Sicilia. L’imperatore Federico II di Svevia aveva fatto edificare sulle vicine alture di Concessa, sovrastanti l’abitato di Catona, un imponente castello -di cui tuttora rimangono le rovine-a protezione della marina di Catona e delle connesse attività di pesca e di traffici marittimi con la Sicilia; molto probabilmente sulla spiaggia di Catona sorgeva anche qualche torre di guardia e di avvistamento. D’altronde Dante Alighieri, sfogliando le pagine dellaCronica di Matteo Villani, poteva avervi letto che, qualche tempo dopo larivolta dei siciliani contro gli Angioini, i cosiddetti Vespri Siciliani (1282), Catona e le marine limitrofe erano stati i luoghi di raccolta della armata radunata da re Carlo I d’Angiò con l’intento di riconquistarela Sicilia e riunirla al Regno di Napoli.
Le cronache più realistiche affermano che a Catona e dintorni si radunarono almeno 5.000 soldati angioini ed altri loro alleati, tra cui circa 500 fiorentini di parte guelfa; e proprio per la cospicua presenza di questi armati fiorentini, al loroconcittadino Dante non sarà sfuggito il nome di Catona, come luogo d’imbarco delle truppe che a più riprese salparono da lì per riconquistare la Sicilia. Ma tutti i tentativi di recuperare la Sicilia alla dinastia angioina fallirono, sicché l’isola rimase sotto il dominio dei re d’Aragona.
  In virtù della sua ubicazione vantaggiosa sulla sponda calabrese dello Stretto di Messina, Catona per molti secoli continuò ad essere uno dei più frequentati punti di attracco dei barconi e degli scafi a vela che facevano la spola tra Calabria e Sicilia. Ma alla fine dell’Ottocento con l’apertura di linee ferroviarie sulle coste calabresi e siciliane, ma soprattutto con l’entrata in funzione di traghetti a vapore sulle tratte Reggio Calabria-Messina e Messina-Villa San Giovanni, cessarono per sempre i traffici di piccolo cabotaggio con base a Catona. La decadenza di Catona s’aggravò ulteriormente dopo il tragico terremoto-maremoto di Messina del 28 dicembre 1908, e nel 1927 quando cessò d’essere Comune autonomo e fu aggregata come frazione alla “Grande Reggio”.

CATONA   E   SAN   FRANCESCO   DA   PAOLA
Il nome di Catona, oltre che al sommo Dante Alighieri, è legato anche ad un altro grande italiano, un santo non solo calabrese ma della Chiesa universale, San Francesco da Paola. Tutti i suoi devoti conoscono la sua miracolosa traversata dello Stretto, compiuta usando il mantello come vela ed il bastone come albero di navicella; ma solo i devoti più eruditi sanno che il Taumaturgo Paolano salpò proprio dalla spiaggia di Catona per approdare a Messina. Avendo conosciuto e più volte visitato questo ridente paese dello Stretto di Messina, perché attratti dalla splendida figura del Santo Patrono della Calabria, nonché Patrono della Gente di Mare italiana, vogliamo salutare e ringraziare alcune persone, che abbiamo avuto il piacere di conoscere o incontrare proprio a Catona, sede di un Convento di Minimi e dell’adiacente Santuario di San Francesco da Paola, e preziosa perla calabrese del “Dantedì” – 25 marzo 2020.
Per primo ringraziamo il carissimo amico catonese, Comm. Ammiraglio Francesco CIPRIOTI, Medaglia d’oro Mauriziana, Alto Ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto, devotissimo a San Francesco da Paola. Quindi salutiamo i Padri Minimi che negli ultimi 15 anni hanno svolto il loro servizio pastorale come Parroci della chiesa Santuario di Catona, elencandoli in ordine cronologico: P. Casimiro MAIO, P. Giovanni COZZOLINO, P. Giovanni TOLARO, P. Antonio CASCIARO. Non dimentichiamo il gentil sesso; perciò ricordiamo con simpatia la Preside Prof.ssa Giuseppina BARRESI, solerte collaboratrice dei PP. Minimi nelle varie attività promosse dal Santuario di Catona e che sempre ci ha accolto con garbo e squisita gentilezza; un affettuoso saluto alla giovane signorina Manuela ZADARA, anche perché negli ultimi anni è stata una preziosa e premurosa guida per il nostro amico Ciprioti, è stata un attento pilota della sua autovettura, quasi una novella “Beatrice” che ha aiutato il caro Ammiraglio a superare gli impedimenti derivanti dai suoi arti inferiori, resi purtroppo incerti nei movimenti e malfermi, a causadi malanni e malattie.
VINCENZO  DAVOLI

 

 

L'Amministrazione Comunale, ancora una volta, per il bene comune e la salvaguardia della salute pubblica, invita tutta la cittadinanza di evitare di uscire dalle proprie residenze e soprattutto dal territorio comunale. Vi ricorda che per i beni di prima necessità, per non incorrere in sanzioni penali, sono aperti al pubblico i gestori di Località Stazione, Località Molino, Località Convento, Località Frà Giuseppe, Piazza Solari, Corso Mannacio e Corso Servelli.
Pertanto:
1) Farmacia, Corso Servelli;
2) Tabacchi, Corso Servelli, Piazza Solari, Loc. Molino, Loc. Stazione;
3) alimentari, Piazza Solari, Loc. Convento, Loc. Molino, Loc. Stazione, Loc. Frà Giuseppe;
4) panetteria, Corso Servelli;
5) macelleria, Corso Servelli;
6) pescheria, Corso Mannacio.
Attenetevi scrupolosamente ai  D.P.C.M. alle Ordinanze Regionali e Sindacali.
Con l'auspicio di un presto ritorno alla normalità.
L' amministrazione Comunale.


Ad integrazione del precedente comunicato, l'Amministrazione Comunale informa che, oltre alle attività locali già menzionate, prodotti igienizzanti per la persona e per la casa possono essere reperiti anche nelle attività site in Viale del Drago, Corso Servelli e Corso Mannaccio.
Si ringrazia ancora per la collaborazione.

 INIZIATIVA LODEVOLE DELLA SIGNORA CARMELA TORCHIA IN ANELLO 


La sig.ra Carmela TORCHIA, mamma  del  vice  sindaco di Francavilla Angitola, geom. Domenico   ANELLO, che per tanti anni è stata abile e solerte maestra di taglio e cucito nel territorio francavillese, essendo donna, madre e nonna, moltosensibile all’emergenza provocata dal coronavirus COVID 19 , considerata la grande difficoltà a reperire nella nostra zona delle mascherine, ha deciso di mettere la sua esperienza sartoriale a disposizione della nostra comunità; così prontamente ha realizzato 60 mascherine artigianali in tessuto, da donare a titolo gratuito alle famiglie che ne fossero ancora sprovviste. Parte delle mascherine sano state donate oggi stesso, 20 marzo 2020, alle forze dell’ordine del territorio di Francavilla Angitola e Filadelfia,ai dipendenti del Comune di Francavilla Angitola; la rimanenza è stata consegnata alla Farmacia del dottor Raffaele Costa di Francavilla, che le distribuirà gratuitamente a chi ne avesse bisogno.
Le mascherine sono fatte in doppio strato di tessuto ed è possibile igienizzarle lavandole per un successivo riutilizzo.Hanno un’apertura superiore tra i due lembi di tessuto, così da poter inserire un panno filtrante oppure si consiglia di utilizzare la carta da forno.
Si precisa che si tratta di mascherine artigianali; non sono un presidio medico-sanitario, non hanno il marchio CE, ffp2, ffp3. Un grazie va alla sig.ra Fernanda MULTARI di Filadelfia, che ha donato il tessuto necessario alla realizzazione delle suddette mascherine.

#IORESTOACASA
Andrà tutto bene.

 

 

 

AVVISO #CORONAVIRUS
Chiarimenti dall’Ufficio di Polizia Municipale:
Le Forze dell’Ordine danno un chiarimento sulle autocertificazioni e spiegano perchè stamattina sono già partite le prime denunce.
Non è che se uno compila l’autocertificazione può andare dove vuole.
Bisogna stare a casa!
Ci si può spostare solo per:
- lavoro
- necessità
- salute
Al momento del controllo vi fanno dichiarare e firmare perchè vi state spostando.
Fatto questo la pattuglia verifica (es. chiamando in azienda, chiamando il vostro medico, etc… in base a quello che dichiarate).
Se scoprono che quello che avete dichiarato non è vero, vi beccate due denunce:
una per la violazione dell’ordinanza di salute pubblica coronavirus (art. 650 C.P.) e l’altra per dichiarazioni mendaci (art. 495 C.P.).
Fare la spesa solo nel proprio comune e per articoli di prima necessità! Fare la spesa, non fare shopping! Una persona per famiglia .
Se siete in 3 in macchina e state andando a fare la spesa, denuncia .
Max numero di persone in macchina 2, il guidatore e 1 passeggero posteriore.
“Anche chi va a piedi deve portare l’autocertificazione” .
Lo afferma il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, in conferenza stampa sull’emergenza coronavirus.
CONSEGUENZE:
art.650 codice penale (arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a € 206,00);
art.495 codice penale (reclusione da 1 a 6 anni)
Per favore condividetela #poliziamunicipale #iorestoacasa #insiemecelafaremo

 

  DAL SINDACO DI FRANCAVILLA ANGITOLA - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

  DAL SINDACO DI FRANCAVILLA ANGITOLA - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

DAL SINDACO DI FRANCAVILLA ANGITOLA - RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

FESTA  DI SAN FOCA A FRANCAVILLA ANGITOLA –5  MARZO 2020


Si è svolta la festa del Santo Patrono di Francavilla,  alle ore 10.30 l’arciprete Don Giovanni Battista TOZZO ha officiato la messa solenne, Anche quest’anno grande successo ha riportato l'offerta dei tradizionali dolci in onore del Santo Patrono a forma di serpi. La banda musicale  di Filadelfia  ha allietato la festa percorrendo le vie del paese. Alle ore 11,30 ha avuto inizio la lunga processione.  Dietro alla statua del Santo e al gonfalone comunale, recato da Gianfranco Schiavone . procedeva l’Amministrazione  guidata  dall’ avv. Giuseppe PIZZONIA. La processione si è conclusa sul sagrato della chiesa parrocchiale dove i fedeli hanno intonato la tradizionale litania.
LA STORIA  di san foca martire
San  Foca, come voi ben sapete, é nato ad Antiochia ed è vissu­to in un'epoca in cui essere cristiano significava mettere a repentaglio la propria esisten­za. Foca, attraverso la preghiera, la meditazione e la carità vis­suta, divenne imitatore di Gesù Cristo; quindi, per appartenere completamente a lui, volle essere battezzato, e, da allora, la sua vita cambiò radicalmente. A Sinòpe, lasciate le armi, polche era soldato, si dedicò alla coltivazione di un orticello, e a sfamare i viandanti che si trovavano a passare dalla sua modesta casa. E' stata appunto l'inestimabile carità verso il povero, il misero, l'affamato,a far sospettare ch'egli fosse cristiano, e come tale fu accusato e de­ciso di privarlo della vita, poiché il cristiano, in quel periodo, era considera­to nemico della patria. Persino i soldati che avrebbero dovuto ucciderlo, rimasero stupiti, scossi dall'affabilità con cui vennero accolti da quell'uomo semplice e pio. Ecco come si svolsero i fatti: alcuni soldati si sono trovati a passare dall'orto di Foca, che, affabilmente, li invitò a sfa­marsi e a dissetarsi. Dopo di ché, chiese agli ospiti il motivo del loro faticoso cam­mino. Essi risposero: “ Te lo diremo, se ci prometti di mantenere il segreto”. Foca promise, ed essi: “Siamo in cerca di  un certo Foca per metterlo a morte, ma non lo conosciamo; se tu puoi aiutarci, ci renderai un grande favore”. Foca rispose: “Quest'uomo mi è noto abba­stanza e vi prometto di consegnarvelo, ma domani, perché adesso è notte; vi piaccia quindi riposare delle sostenute fatiche “. Mentre i soldati riposavano, Foca preparava la sua anima, disponendosi alla morte. L'indomani, di buon mattino, si fece incontro agli ospiti, e, sereno, quasi sorridendo, disse loro: “Sono io l'uomo che cercate! Prendetemi, Fate di me quello che volete”. 1 soldati, pieni di stupore ed increduli, non ebbero il coraggio di ese­guire la sentenza di morte. Foca li supplicava di compiere il loro dovere, aggiungendo che lui era sereno e gioioso, e non aveva paura. E i soldati, invece di ucciderlo, lo portarono ad Antiochia, sperando che i loro capi lo avrebbero risparmiato dalla morte. Informarono il proconsole Afri­cano, il quale, grandemente meravigliato del loro racconto, affermò di volerlo conoscere ed interrogarlo personalmen­te. 1 soldati, prontamente, lo condussero al suo cospet­to. Il giudice disse a Foca: Chi sei tu, che non riconosci come Dio il nostro imperatore Traiano? A1 silenzio di Foca, che in quel momento imitava il silenzio di Gesù dinnanzi al sommo sacerdote Calfa, il giu­dice esclamò: Perché taci? E Foca: Non basta a Traiano essere chiamato imperatore, senza avere l'attributo di Dio? 1 supplizi poi, che tu mi minacci, sono da me desiderati e sono contento se tu comandi di e­seguirli. La cosa più importante, il tesoro più grande, per Foca, era l'amore di Dio, fare la volontà di Dio. Durante l'interrogatorio, improvvisamente, una luce celeste irradiò in quel punto dove essi si trovavano, e, vestiti di fiamme vampeg­gianti, apparvero tre angeli, per cui Africano, esterrefatto, cadde a terra privo di sensi. Sua moglie, Terenziana, supplicò Foca d'intervenire, promettendo che, se il marito fosse tornato in vita, si sareb­be convertita al cristianesimo. Foca pregò con gran fervore; ­Africano tornò in vita, ma invece di liberarlo lo fece condurre da Traiano. Qui, stesse accuse, stessa incrollabile fede di Fo­ca, che, essendosi affidato a Dio, sente dall'alto una voce: “Sii forte, o Foca, io sono con te; avrai un posto in Paradiso". E così, nel 107, dopo essere stato gettato in una fossa di serpenti velenosi, ed esserne uscito incolume, è stato decapitato. Nel corso dei secoli, a Francavilla e altrove, è stato invocato, supplicato; molte anime si sono consacra­te a lui, portandone il nome, diffondendo il suo fulgido e­sempio di vita cristiana. Molti sono venuti dal paese, dalle campagne, addirittura dall'estero, in questa magnifica chiesa a lui dedicata. Si sono presentati al cospetto del santo Patrono con le lacri­me agli occhi, i ginocchi flessi e lacerati, i piedi scalzi. Quante mamme hanno portato in braccio il proprio bimbo ammalato e, fiduciose, l'hanno offerto a san Foca!  Quanti voti, promesse e sacri­fici! Che magnifica fede! Quanto orgoglio, nel definirsi devoti a san Foca: da lui protetti, da lui presentati all'eterno Padre! Oggi siamo qui, per dirgli: grazie per il tuo esempio; grazie per la tua protezione contro le insidie del male; grazie per il tuo sostegno e le tue preghiere.                 

                                                                           

Si aprirà il 12 marzo il “Città di Catona – Memorial Alfonso Ciprioti”.


Il torneo nazionale di tennis di terza categoria maschile è giunto alla quattordicesima edizione e sarà, come sempre, ospitato dallo Sport Village che organizza l’evento dal 2007 per ricordare  la figura dell’ex consigliere comunale e provinciale, socio del circollo. Il “Città di Catona”, patrocinato dalla Federazione Nazionale Tennis, è divenuto negli anni un classico del tennis che raccoglie numerosissime adesioni sia dalla Calabria che dalla vicina Sicilia: atleti che si sfideranno per dieci giorni sui tre campi in terra rossa della struttura polivalente a nord di Reggio.
A sottolineare le caratteristiche della manifestazione Francesco Postorino del Palextra Club, deus ex machina del torneo, e Francesco Violante presidente dello Sport Village. «Si tratta – spiegano – di un appuntamento sportivo che nel tempo ha conquistato sempre più iscritti, tanto da permetterci di calendarizzarlo, con profonda convinzione, tra gli eventi previsti dal nostro circolo per l’arrivo della primavera tennistica. Tantissimi, infatti, sono gli atleti che hanno voluto presenziare al memorial Ciprioti in questi 14 anni, rendendoci orgogliosi sia del torneo sia del fatto che esso sia cresciuto a tal punto da essere ben conosciuto ed atteso nell’ambito tennistico calabrese, soprattutto dalle nuove leve. Ciò – concludono – è stato possibile grazie allo sforzo dello staff organizzativo capitanato da Marco Bonforte che sta lavorando alacremente per l’ottima riuscita del Città di Catona la cui conclusione è prevista il 22 marzo». 

 

Il Club Vallelonga – Monserrato valorizza i borghi e l’emigrazione Calabrese


L’identità e la memoria storica, la valorizzazione dei borghi attraverso interventi mirati all’estero che posso contribuire alla crescita della Calabria e in particolare alla Valle dell’Angitola. È questo l’obiettivo del Club Vallelonga – Monserrato di Toronto, che nella giornata di venerdì presso la sede Canadese presenterà il progetto finanziato dalla Regione Calabria con i fondi previsti per l’ex Legge 8/2008. All’iniziativa oltre al presidente Antonio Pileggi, parteciperanno anche i deputati Calabresi del Canada Judy Sgrò e Francesco Sorbara a sostegno del ministro per l’Immigrazione Marco Mendicino, nonché le docenti dell’Università di Toronto Mississagua dipartimento di lingua Italiana Teresa Lobalsamo e Adriana Grimaldi. Dalla Calabria arriveranno il professor Giuseppe Cinquegrana, antropologo e studioso dell’emigrazione, l’esperto ed editore della rivista storica e antropologica “La Barcunata” Bruno Congiustì, il regista Davide Manganaro e il direttore della web tv dei Calabresi nel mondo Nicola Pirone. Il progetto che vedrà il coinvolgimento degli atenei, quindi rivolto ai giovani, si svolgerà tra Toronto, Philadelphia e Cuba. Per l’occasione il Club Vallelonga – Monserrato ha fatto di più, poiché oltre alle conferenze all’interno delle università e scuole, ha ideato una serie d’incontri con tour operator e imprenditori esteri, per fare conoscere le bellezze della Regione ed accrescere il turismo. Tra gli incontri, particolarmente attenzione sarà rivolto a quello di Philadelphia con il Console Generale d’Italia Pier Forlano, la Filitalia International e il Console onorario di Santo Domingo Enzo Odoguardi che sarà accompagnato da diversi imprenditori italo-americani. Ai partecipanti saranno consegnati materiale informativo cartaceo e audio visivo. Per quanto riguarda l’emigrazione sono già partiti i colloqui con le strutture che si occupano del tema nei tre paesi, mentre grazie alla collaborazione con il nascente museo di San Nicola da Crissa sono stati siglati i primi accordi per lo scambio culturale, che permetterà la presenza sul territorio calabrese di visitatori. Oltre alla Valle dell’Angitola, un paragrafo del progetto sarà riservato alla Valle del Torbido nella provincia di Reggio Calabria.    
Le dichiarazioni del presidente Antonio Pileggi:“L’obiettivo principale è di promuovere la Calabria partendo dalla cultura dell’emigrazione, dando valore ai borghi e allo stesso tempo ai calabresi emigrati, che sono il primo veicolo pubblicitario per un ritorno o una visita nella propria terra. Attraverso le storie inedite raccontate con immagini e documenti si intende valorizzare dei borghi ancora sconosciuti al mondo, ma che sono ricchi di tesori. In questo senso è aperto a un pubblico giovane, da qui il coinvolgimento delle università e dei settori d’interesse. Favorire il collegamento tra i musei dell’emigrazione che si trovano nei tre paesi e in Calabria. Il progetto  ha come innovazione il raggiungimento di un pubblico giovane quale le università e che non sia particolarmente legato alla Calabria, quali discendenti o emigrati. Allo stesso tempo metterà in condizione i tour operator stranieri di potere conoscere una parte dell’Europa Meridionale ancora oggi assente dai propri itinerari o non valorizzata”.

 CARNEVALE FRANCAVILLESE : UN SUCCESSO 
Un pomeriggio di svago e di  divertimento
 Domenica 23 febbraio 2020

  «Un successo oltre le aspettative, frutto della collaborazione messa in campo dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco avv. Giuseppe Pizzonia.   C’è aria di soddisfazione nella sede  del palazzo municipale di Piazza Solari  per il “Carnevale francavillese ”, concretizzatosi con il raduno delle maschere e dei carri al Viale del  Drago, con la sfilata lungo le vie del paese e la tappa finale  in piazza S. M. Degli Angeli. Un pomeriggio di svago e di sano e puro divertimento per le tantissime persone adulti  e bambini  Un «motivo d’orgoglio», insomma, per l’Amministrazione di Francavilla Angitola . Una domenica molto speciale, all’insegna del divertimento, della libertà di espressione e dell’allegria, senza nessun limite di età.

 

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CONSULTA ASSOCIAZIONI VALLE DELL’ANGITOLA
Segnaletica del patrimonio nella Valle dell’Angitola


La neo costituita Consulta delle associazioni Valle dell’Angitola con sede a Monterosso Calabro e che vede raggruppati i sodalizi culturali di 9 comuni, comincia a portare a casa i primi risultati. Dopo il convegno dello scorso mese di Agosto sulle infrastrutture Borboniche organizzato nel centro Angitolano, oggi un altro tassello sta per essere inserito al mosaico per la promozione del territorio. Negli uffici del Parco Regionale delle Serre, il presidente Antonio Parisi e il vice Bruno Congiustì hanno presentato al Commissario Pino Pellegrino un progetto per segnalare i beni patrimoniali e gli itinerari turistici attraverso una cartellonistica che riguarderà i 9 comuni che fanno parte del comprensorio. Un’idea che il Commissario dell’ente parco delle Serre ha sposato fin da subito, da quando in occasione del convegno di Agosto era stata proposta. Il Parco delle Serre si assumerà l’onere della stampa e della messa in opera, con 5 cartelli madre che racconteranno la Valle dell’Angitola e suoi tesori, posti in punti strategici come le usciti autostradali e le vie di accesso alla valle. Pannello descrittivo che comparirà in doppia lingua, italiano e inglese, mentre alle varie diramazioni stradali saranno istallati i 9 itinerari turistici, di vario interesse. Si partirà con l’itinerario naturalistico di Polia per visitare gli antichi mulini ad acqua e la felce preistorica Woodwardia radicans. L’itinerario di Bizantino – Medievale di Francavilla Angitola sarà da apripista per quello illuministico e archeologico di Filadelfia – Castelmonardo. Lungo l’ex SS110 già via Regia si incontreranno gli itinerari Borbonico con il Santuario di Mater Domini e Il Balcone delle Calabrie di San Nicola da Crissa, il Faunistico - archeologico con l’oasi dell’Angitola, i ruderi di Rocca Angitola e la Piana degli Scrisi per Maierato, il polo museale di Monterosso Calabro, lo Storico – Artistico con Nicastrello e gli affreschi di Renoir a Capistrano e quello Religioso – Paesaggistico di Vallelonga con i quadri di Andrea Cefali e la Basilica Minore di Monserrato, per chiudere con l’itinerario Basiliano e la macchia Mediterranea del bosco Fellà di Filogaso. Consulta delle associazioni Valle dell’Angitola che sabato si ritroverà a San Nicola da Crissa ospite della Filitalia International, uno dei sodalizi che per prima ha lanciato l’idea unitaria per salvaguardare il territorio.
Soddisfatto al termine dell’incontro il presidente della Consulta delle associazioni Valle dell’Angitola Antonio Parisi:<<L’incontro con il Commissario Pino Pellegrino è stato molto produttivo quanto entusiasmante. Le nostre idee sono state ascoltate e spero che da oggi in poi si comincerà a pensare in maniera positiva in questo territorio. I panelli e le indicazioni faranno capire che anche nell’entroterra esistono dei beni culturali che vanno valorizzati. Insieme alle associazioni che hanno preso parte a questa sfida, stiamo stilando un programma che avrà molta visibilità anche all’estero sfruttando le nostre piattaforme. Ringrazio quanti hanno lavorato a questo progetto e ci hanno messo passione come il Commissario Pellegrino che fin da subito ha creduto nell’iniziativa>>.

Nicola Pirone

 

Sono passati QUINDICI  anni dalla fondazione del più importante sito di cultura che abbia avuto Francavilla, ha saputo far conoscere e diffondere le tradizioni religiose e laiche suscitando ammirazione e consensi anche al di fuori dell'ambito paesano. Vero scrigno delle memorie storiche del nostro paese.

 

CARNEVALE  FRANCAVILLESE 2020
II Carnevale è tempo di baldoria, di divertimento, di spensierata allegria. E' per questo che, l’Amministrazione  comunale  di Francavilla Angitola, guidata dal Sindaco avv. Giuseppe Pizzonia  a organizzato per giorno 23, ore 15,00, una  SFILATA SU CARRI ALLEGORICI, CON BALLI IN MASCHERA per le vie del paese, Una domenica molto speciale, all’insegna del divertimento, della libertà di espressione, senza nessun limite di età.

 

Antonio Lazzaro Presidente del Consiglio 
Pizzonia vara il rimpasto 
Michele Caruso nuovo assessore allo Sport e alle Politiche giovanili


Sorta di “mini-rimpasto” in seno alla maggioranza consiliare che sostiene il sindaco Giuseppe Pizzonia. Ciò per cause di forza maggiore. Pochi giorni fa, infatti, si è svolto il primo consiglio comunale francavillese del 2020. Il primo dopo l’improvvisa scomparsa dell’assessore comunale alla Cultura Armando Torchia. Un consiglio comunale carico di vera commozione, alla vista di quel posto, ormai vuoto, dove era solito sedere proprio l’amministratore locale francavillese scomparso a dicembre. Tre i punti all’ordine del giorno. Ovvero “Surroga consigliere comunale”, “Sostituzione presidente consiglio e vice presidente” e “Ratifica delibera di giunta del 02/12/2019”. Detto ciò, prima che i lavori iniziassero, assente solamente l’ormai ex presidente del consiglio comunale francavillese Michele Caruso a causa di un imprevisto, è stato osservato un minuto di silenzio e ai posto dove sedeva solitamente Armando Torchia è stato deposto un mazzo di rose rosse.  Il Sindaco Pizzonia  ha ricordato l’impegno e lo spirito che ha contraddistinto il compianto Armando Torchia nella sua esperienza amministrativa. Per Anna Fruci, consigliera comunale di maggioranza con delega alle Pari opportunità, «è stato strano, insolito e triste andare nella sala consiliare e vedere quella sedia, che per molti è una semplice sedia, vuota. Nessuno di noi si aspettava di dover vivere una sensazione come questa. Quella sedia che tu occupavi, oggi era vuota. un bouquet di fiori rossi in modo che ti arrivi quell’affetto “esplosivo” che tutti noi proviamo tuttora per te. Ci manchi tanto prof. Senza di te nulla è più come prima, adesso che puoi, guidaci tu. Un bacio al cielo». Anche per Domenico Anello, vice sindaco, non è stato per nulla facile vedere quel posto in Consiglio vuoto, dove è stato adagiato quel mazzo di rose rosse, questo per il fatto che «il nostro territorio ha perso una persona speciale, cordiale e sincera che in questi 2 anni e mezzo ci ha insegnato tanto con i suoi modi pacati e ben voluto da tutti. Ricordo la bellissima giornata di due giorni prima della tragedia quando siamo stati insieme a pranzo nella tua scuola del cuore con i tuoi splendidi colleghi e amici che ti hanno voluto un grande bene. Grazie a te,  ha aggiunto  tante cose siamo riusciti a fare, sono sicuro che dove sei sicuramente sarai già il “numero uno” e il più ben voluto. Riposa in pace caro amico».  A raccogliere il pesante testimone di Armando Torchia è stato proprio Michele Caruso, nominato nuovo assessore comunale allo Sport, Politiche giovanili e Sviluppo economico. A ricoprire la carica di presidente del consiglio comunale sarà, invece, Antonio Lazzaro (in sostituzione del dimissionario Caruso) che, in memoria dell’amministratore locale scomparso, ha voluto ricordare le sue doti e la voglia di fare bene per il proprio paese. Fra i banchi del civico consesso farà ingresso anche la “newentry” Rosario Giampà, ovvero, il primo dei non eletti, sempre nella lista di maggioranza. Infine, è stata ratificata la rateizzazione del pagamento inerente la spazzatura dell’anno precedente così per fare in modo che, a fine mandato, il bilancio comunale sia privo di debiti. 
FOTO - Il presidente Antonio Lazzaro e il neo assessore Michele Caruso

 AUGURI  DALL’ESTREMA  AMERICA  DEL  SUD

Tra i consueti messaggi augurali, che ci si scambia all’arrivo dell’anno nuovo, uno è arrivato da molto lontano. Ce l’ha mandato dalla remota Patagonia (Argentina) - dove da poco tempo è iniziata la stagione estiva dell’emisfero australe - il dottor Mario Roccuzzo, valente odontoiatra e soprattutto mio caro nipote, in quanto figlio primogenito di mia sorella Carmen Davoli. Concedendosi una pausa dalla sua intensa attività dentistico-sanitaria svolta a Torino, Mario Roccuzzo con la moglie Silvia Ronchetti, docente/ricercatrice di Chimica e Tecnologia dei materiali al Politecnico di Torino, ha voluto visitare quella regione, sita agli antipodi dell’Italia (Patagonia e Terra del Fuoco), scoperta da Ferdinando Magellano, e meglio conosciuta grazie agli scritti sia dell’italiano Antonio Pigafetta (diarista della spedizione guidata dal suddetto navigatore portoghese). sia del britannico Bruce Chatwin.Mario e Silvia hanno inviato gli auguri di “Buon anno dal Perito Moreno”, corredandoli con una fotografia che li ritrae con i loro volti sorridenti avendo per fondale il grande, spettacolare ghiacciaio denominato “Perito Moreno”.
Consultando Wikipedia vi si apprende che il “Perito Moreno” fa parte dell’enorme calotta glaciale denominata in spagnolo “Los Glaciares” che per volume è la terza nel mondo tra le riserve di acqua dolce, superata soltanto dalla Groenlandia e prima ancora dall’Antartide.Il ghiacciaio “Perito Moreno”, con l’intero Parco nazionale argentino “Los Glaciares”, per la sua bellezza, per l’interesse glaciologico e geomorfologico, e per la fauna parzialmente in pericolo di estinzione, è stato dichiarato nel 1981 Patrimonio mondiale della Umanità da parte dell’UNESCO.
Il dottor Mario Roccuzzo, pur essendo nato ed operando a Torino, è profondamente legato in generale alla Calabria, terra di nascita di sua madre Carmen Davoli, e specialmente ai territori del Lametino e del Vibonese. Dopo essersi laureato in Odontoiatria all’Università di Torino, M. Roccuzzosubito ebbe modo di incontrare e conoscere il famoso professore Mario Giancotti (da Piscopio/Vibo Valentia), luminare delle discipline dentistiche. L’illustre dentista prof. Mario Giancotti manifestò il suo apprezzamento per l’ottima preparazione del giovane dottore, che si era brillantemente laureato con il primo corso di Odontoiatria istituito a Torino.
Per il nostro sito www.francavillaangitola.com è un motivo di orgoglio e di vanto essere seguiti e ricordati da personaggi così importanti, seppure estranei al piccolo mondo francavillese.
                                                                                                                            Vincenzo DAVOLI

 

Ma la cavalla di Francavilla parla ancora?http://www.francavillaangitola.com/news/STELLINA.jpg


Vi ricordate della bellissima incredibile storia di Stellina, la cavallina “parlante” di Francavilla Angitola? Sono passati anni da quando siamo venuti a conoscenza di quei "fatti" strani, di quell’uomo con la barba che conversava con il suo cavallo, pensavamo allora si trattasse di qualche contadino intento a ricevere dal suo cavallo uno strano rapporto di "obbedienza" ai suoi comandi. Il "caso" di Francavilla Angitola fu  poi successivamente affrontato dai media di mezzo mondo quando lo psicologo Vincenzo Viscone, dopo anni di serio silenzioso studio e sacrificante ricerca, decise di svelare i frutti del suo paziente lavoro facendo conoscere le sue esperienze scientifiche con una cavallina di nome Stellina. Toccò agli esperti etologi delle università internazionali studiare e approfondire tutto il resto. Non sappiamo se sia stata veramente abbattuta una barriera nelle comunicazioni tra uomo e animali. Certamente e oggettivamente non sappiamo ancora cosa significò quel "dialogo" che "vedevamo realizzarsi" tra uomo e animale e animale e uomo, e se tutto ciò abbia avuto un vero significato. Per anni Francavilla Angitola, centro del vibonese a pochi chilometri da Filadelfia, è stata meta continua di giornalisti, operatori di ripresa e fotografi delle agenzie, semplici curiosi e corrispondenti delle testate giornalistiche di tutto il mondo. Il Tg Uno, T3, T3 Regione, radiogiornali Rai, Rete 4, Radio Cuore, Radio Studio G, la prima pagina de Il Messaggero, Il Secolo XIX di Genova, Visto, La Gazzetta del Sud, il Domani, Il Giornale della Calabria, Il Quotidiano, Le Calabrie, Cronaca Vera, L'Artiglio, Rete Kalabria, Il Mattino di Napoli, Il Corriere di Milano, l'Agi, l'Ansa e grandi testate estere come il The Sunday Times, il Daily Mail di Londra, Le Matin della Svizzera, France Soir della Francia, si interessarono di Viscone, tutti chiesero di contattare Vincenzo e la sua cavalla "Stellina". Oggi la notizia ha già fatto il giro di tutto il mondo. Ma cerchiamo di ricordare l’incredibile storia nei dettagli: Vincenzo Viscone, oggi 53 anni, è uno psicologo nato a Filadelfia. Da anni è residente a Francavilla Angitola ed è proprio nelle campagne di Francavilla Angitola che il dottor Viscone ha scoperto una cosa sensazionale che porterebbe a clamorosi capovolgimenti della scienza dell'etologia. Vincenzo Viscone ha elaborato, durante i suoi lunghi studi, un linguaggio che utilizza il sistema binario e ha realizzato un codice di comunicazione di intermediazione specifica - con un cavallo. Il cavallo in questione è in realtà una cavalla e si chiama Stellina. Lo psicologo ci disse che durante alcune sue sperimentazioni si accorse che l'animale rispondeva ad alcuni stimoli verbali. "Le cose sono andate avanti molto lentamente - ci dice Viscone - all'inizio ho dovuto insegnare a Stellina tutti gli elementi che la circondavano nell'ambiente, come si fa con i bambini, con pazienza, tramite catene associate, ripetendo molte volte parole e concetti. Poi, solo dopo, ho utilizzato il codice binario, quello dei computer, e finalmente ho avuto risposte dal cavallo. E' stato questo il momento più bello dell'esperienza", ci racconta emozionato lo psicologo, "quando ho capito che le mie parole avevano un senso nel cervello di Stellina e quando attraverso risposte basate sul sì e sul no, sul positivo e sul negativo, sull'uno e sullo zero, ho visto che mi dava risposte logiche e che, cosa importantissima, non si contraddicevano mai e mai, chiedendo più volte in periodi diversi la stessa cosa, si avevano risposte diverse. Stellina dimostrava di rispondere in piena coscienza". Stellina per dire sì o no, successivamente alla domanda dello psicologo, e solo successivamente, indirizzava il muso alle mani del dottore Viscone e toccava con il muso il pugno chiuso per rispondere no o la mano aperta per rispondere sì. Oggi, da anni, quel cavallo non è più a Francavilla Angitola, si trova in un maneggio della vicina Maida, in provincia di Catanzaro. Il dottore Vincenzo Viscone, ha in questi anni tenuto, giorno per giorno, un diario che lui definisce "equidiario". In questo libro di viaggio nel mondo misterioso e sconosciuto della natura. Viscone ha appuntato minuziosamente tutte le esperienze, le prove, gli insuccessi e i successi delle varie giornate di lavoro con Stellina. Poi ci mostra una pagina che porta la data di un giorno di anni fa, è una pagina in bianco con una scritta in rosso. C'è scritto solo eureka. Quell' espressione, quel giorno, corrisponde al momento in cui il dottore Vincenzo Viscone ha avuto quel primo contatto straordinario con la mente cosciente, attiva e quasi umana di Stellina. Il dottore Viscone paga ancora quotidianamente questo suo successo scientifico, questa sua ricerca sconfinata al di là del credibile. Molti non credono,altri sono indifferenti. Noi crediamo che questo fatto meriterebbe di essere ancora seriamente recuperato, affrontato, studiato, comparato. Viscone è uno studioso serio con conoscenze profonde della psicologia. Crediamo che questo caso, ripetiamo, ancora da studiare, sovvertirà se provato il mondo degli studi dell'etologia e dell'ambiente scientifico internazionale. Ma, per adesso, istituzioni, stampa, studiosi, si sono già dimenticati di Stellina, di Vincenzo e delle inedite ricerche di etologia sviluppate a Francavilla Angitola.
Franco Vallone

 

  Lo storico prof. Antonio Galloro di San Nicola Da Crissa,  ci ha fatto la gradita sorpresa di inviarci un suo studio di onomastica calabrese. Si tratta della sua ennesima opera letteraria che come al solito non manca di scrupolosita' e precisione. Edita dal periodico "la Barcunata". Lo ringraziamo cordialmente e volentieri pubblichiamo  il materiale  inviatoci, http://www.francavillaangitola.com/ANTONIO%20GALLORO.jpg perché possa essere apprezzato dagli appassionati lettori del nostro sito .
ANTONIO GALLORO
ORIGINE  STORICO-LINGUISTICA
DEI  COGNOMI
IERACITANO  E  CÁLLIPO
STUDIO DI ONOMASTICA CALABRESE
_________      STAMPATO IN PROPRIO__________
SAN NICOLA DA CRISSA (VV), 10 MAGGIO 2010
INTRODUZIONE
Lo studio che riguarda l’origine dei nomi di persona (cognomi) e di luogo (toponimi) è una scienza assai complessa, non soltanto perché alla loro formazione concorrono elementi linguistici eterogenei, appartenenti cioè a diversi ceppi idiomatici, che sono di non facile identificazione ed al cui etimo, quindi, non sempre è possibile risalire, ma anche e soprattutto a causa delle continue modifiche e trasformazioni, che essi sono costretti a subire da parte dell’inesorabile Tempo, che, sulla Terra, durante il suo veloce e violento passaggio, secondo la giusta considerazione del poeta latino Ovidio, divora ogni cosa: Tempus edax rerum (1).
A questi cambiamenti e deterioramenti, a cui l’uomo non può porre rimedio alcuno, in quanto rientrano nel ciclo naturale della precarietà della sua esistenza terrena e sfuggono pertanto al suo diretto controllo, si aggiungono le deformazioni dovute alle inesatte trascrizioni anagrafiche da lui medesimo apportate nel corso dei secoli ed imputabili a sua esclusiva incapacità ed incultura.
È esattamente a causa di queste alterazioni che i cognomi e qualsiasi altra forma di dizione (o parlata) popolare, con il passar degli anni, finiscono per smarrire sempre più la loro identità originaria, per assumere una forma diversa e, poi ancora, un’altra, fino a divenire, alla fine, del tutto irriconoscibili (2).

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19/06/2005 ore 20,30:

Lo staff è lieto di annunciare che oggi, finalmente, è cominciata l'avventura sognata da mesi: viene pubblicato il nuovo sito: www.francavillaangitola.com, grazie alla tenacia di Giuseppe Pungitore, alla determinazione di Mimmo Aracri, alla saggezza dell'ing. Vincenzo Davoli e alla intraprendenza di Antonio Limardi jr. 

Per maggiori informazioni scrivere a: phocas@francavillaangitola.com